Gaia Bottà
lunedì 3 novembre 2008

Facebook, pensare prima di postare

I social network sono un pessimo canale da sfruttare per scagliarsi contro il proprio datore di lavoro e contro i propri clienti. Il licenziamento è dietro l'angolo

Roma - Hanno dato in pasto a Facebook dettagli poco rassicuranti su Virgin Atlantic, hanno offuscato la reputazione dei loro datori di lavoro, hanno inscatolato in uno stereotipo l'utenza della compagnia aerea: sono stati licenziati.

Virgin AtlanticSono 13 i membri del personale di Virgin Atlantic ad aver dato voce su Facebook alla propria avversione contro l'azienda che gli dava da vivere: hanno rivelato che i motori di un velivolo che fa base a Gatwick sono stati sostituiti quattro volte in un anno, hanno illustrato con dovizia di particolari la fauna che popola gli aerei della compagnia, definendo tamarri i viaggiatori che devono accudire quotidianamente e facendo esplicito riferimento a scarafaggi che si aggirerebbero nelle cabine.

Virgin ha immediatamente avviato le indagini per rintracciare i partecipanti della discussione: non è dato sapere se siano stati coinvolti intermediari, certo è che i membri del personale di bordo sono stati licenziati per aver tenuto un "comportamento inappropriato". Non hanno semplicemente espresso un parere, non hanno semplicemente affidato alla rete un'opinione perché i potenziali utenti potessero scegliere con oculatezza la compagnia con cui volare: a detta di Virgin Atlantic i 13 dipendenti hanno attentato alla reputazione dell'azienda, hanno insinuato che volare con Virgin è un rischio per la sicurezza e una rinuncia alla norme igieniche, hanno affibbiato ai suoi utenti un'etichetta in cui non tutti potrebbero riconoscersi. Per questo motivo, e per essersi incautamente affidati ad un canale offerto dalla rete, sul loro capo pende un imminente licenziamento.
"Ci sono tempi e occasioni per usare Facebook - ha spiegato un portavoce dell'azienda - ma non c'è giustificazione perché lo staff di una azienda lo utilizzi come una cassa di risonanza per criticare gli stessi passeggeri che pagano loro lo stipendio". Certe affermazioni e certe rimostranze, sottolinea il portavoce, non vanno riversate in rete ma segnalate all'azienda affinché provveda a rimediare: "abbiamo numerosi canali nei quali il nostro staff può fornire il proprio feedback riguardo a questioni interne".

Si è già proceduto alla rimozione dei messaggi incriminati, entro breve i dipendenti dovranno trovare altre fonti di sostentamento. Nonostante siano in molti a ricordare la validità della ricetta che prescrive di pensare prima di postare, sono altrettanti i casi di dipendenti traditi dalla fulminea concatenazione di pensiero e azione che l'informalità dei social network sembra innescare. Succede a insegnanti traditi dall'affievolirsi delle convenzioni sociali nelle relazioni mediate dalla rete, succede a dipendenti che non si sono ancora resi conto del fatto che i loro datori di lavoro pattugliano la rete per valutare i comportamenti della forza lavoro e per valutare l'immagine che questi comportamenti riverberano su di loro.

Dal controllo alla proibizione il passo è breve: ci sono istituzioni che sconsigliano ai lavoratori di riversare i propri pensieri nei social network, ci sono aziende che vietano esplicitamente ai propri dipendenti di partecipare alla conversazione che si intesse in rete. Non si sono ancora resi conto del fatto che i mezzi di comunicazione disponibili online consentono di consolidare team di colleghi e di manifestare in rete la presenza di un'azienda trasparente. Ammesso che questa trasparenza sia gestita in maniera opportuna.

Gaia Bottà

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35 Commenti alla Notizia Facebook, pensare prima di postare
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  • Fatte salve un paio di risposte equilibrate ed intelligenti, per il resto mi sono fatto un sacco di risate! Graziiiiiiiiiiieeeeeeeeeeee Sorride))))))))
    non+autenticato
  • Vivo lontano dalla mia madrepatria. Molti miei amici si sono anch'essi trasferiti oltralpe. E' interessante riunirsi e condividere idee e modi di vivere dopo cosi' tanto tempo.
    Non e' il network ad essere il male.. e' (come in tutte le cose) il modo in cui viene usato a determinarne l'utilita' o meno.
    non+autenticato
  • Facebook è adatto a quelli che hanno l'ego amplificato
    sono tutti omologati alla stessa maniera
    Università alla bocconi
    master a oxford
    album fotografico con amici e fighette tutti quanti col sorriso durbans e con tipica foto da ebeti.
    taglio di capelli alla moda
    vestiti firmati
    wall-to-wall ridicolo
    "HEHEHHE"
    "LOL"
    "che fai fatto oggi ?"
    "ma dai!"

    un mio amico mi ha detto di iscrivermi su facebook, ebbene ho cancellato il suo numero di telefono e ho cambiato giro di amicizie,che si ghettizzassero fra di loro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jean Claude Fan Damm

    > un mio amico mi ha detto di iscrivermi su
    > facebook, ebbene ho cancellato il suo numero di
    > telefono e ho cambiato giro di amicizie,che si
    > ghettizzassero fra di loro.

    Se hai fatto tutto 'sto casino per una richiesta di iscrizione a Facebook, sicuramente e' piu' contento lui di non sentirti/vederti piu' : devi essere uno stracciapa**e mica da poco...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jean Claude Fan Damm
    > Facebook è adatto a quelli che hanno l'ego
    > amplificato

    serve per ritrovare facilemnte, velocemente e in modo naturale, vecchi amici che pensavi di aver perduto.
    E funziona.
    Già questo basta per zittire il tuo piagnisteo
  • E una volta che li hai ritrovati:

    Università alla bocconi
    master a oxford
    album fotografico con amici e fighette tutti quanti col sorriso durbans e con tipica foto da ebeti.
    taglio di capelli alla moda
    vestiti firmati
    wall-to-wall ridicolo
    "HEHEHHE"
    "LOL"
    "che fai fatto oggi ?"
    "ma dai!"
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Trattore
    > E una volta che li hai ritrovati

    ...faccio quel cazzo che voglio.
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: Il Trattore
    > > E una volta che li hai ritrovati
    >
    > ...faccio quel cazzo che voglio.

    "HEHEHHE"
    "LOL"
    "che fai fatto oggi ?"
    "ma dai!"
    :D
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo

    > "HEHEHHE"
    > "LOL"
    > "che fai fatto oggi ?"
    > "ma dai!"
    >A bocca aperta

    no, ...faccio quel cazzo che voglio, Troll
  • - Scritto da: unaDuraLezione

    > no, ...faccio quel cazzo che voglio, Troll

    "HEHEHHE"
    "LOL"
    "che fai fatto oggi ?"
    "ma dai!"
    :D
    non+autenticato
  • e lezio' e fatte 'na risata ogni tanto dài Sorride e soprattutto stacce Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • GRANDE A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > serve per ritrovare facilemnte, velocemente e in
    > modo naturale, vecchi amici che pensavi di aver
    > perduto.
    > E funziona.
    > Già questo basta per zittire il tuo piagnisteo

    sai che me ne faccio dei miei vecchi amici di scuola,se li ho persi di vista un motivo ci sta.
    e cmq se dovessi incontrarli per strada li saluto ci mancherebbe.
    Odio questi remember del cazzo la gente qui fa tanto la social per 2 ragioni
    1) rimorchiare
    2) si sente piu sola di quelli che non hanno un profilo su faise buuk
    non+autenticato
  • Se non si modificano le impostazioni "standard" della privacy, Facebook è per definizione un sito in cui farsi "i cazzi degli altri" e senza neanche accorgersene si mettono a disposizione di tutti commenti e foto di qualsiasi genere.
    non+autenticato
  • già è un pò troppo simile al libro "1984" di george orwel ... davvero troppo simile
    non+autenticato
  • In effetti la prima volta che vidi questo facebook (facevo una ricerca su google ed è uscito fuori un profilo) pensavo fosse tipo il sito di una agenzia americana di profilazione e reporting, stile investigativo, quelle in cui si paga per sapere il "credit report" o altre informazioni di un soggetto; poi inspiegabilmente ho capito che le persone VOLONTARIAMENTE rinunciavano alla propria privacy pubblicando nome, cognome, località e FOTO e anche possibile ricostruzione dei legami di amicizia e delle attività svolte online, dei gruppi di interesse politico e socio-culturale.
    Abbiamo una delle legislazioni sulla privacy migliori al mondo (sulla carta) e questi pazzi Vi rinunciano in questo modo?

    Che dire, la vita degli investigatori privati è sicuramente più semplice da quando c'è facebook, e questo denota la profonda solitudine e la sofferenza per l'anonimato in cui si ritrovano milioni di persone, pronte a rinunciare alla propria riservatezza pur di essere "apprezzati" da un publico indefinito.

    Cioè ragazzi, si è parlato tanto dei "disadattati" dei role play game online, ma qui la situazione è decisamente peggiore, autoprofilazione e autocatalogazione, fieri di farlo...
    non+autenticato
  • Non è certo una novità, per i dipendenti delle aziende di trasporto in genere, mantenere il segreto su tutto ciò che riguarda l'operatività interna dell'azienda. Esempio: un macchinista, non può parlare con dovizia di particolari di cose prettamente tecniche, di sistemi di sicurezza e di collegamenti terra locomotore come se nulla fosse. Questo tipo di informazioni ( così come altre problematiche in genere ) sono cose aziendali interne, e non devono mai in nessun modo essere spiattellate a chicchessia. Ma non ci vuole un cervellone per capirlo, basta il buon senso.
    non+autenticato
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