Giovanni Arata
venerdì 7 novembre 2008

Vite (difficili) nei CED

di Giovanni Arata - Perché il lavoro notturno nei CED non è pagato come tale? Qual è il vero trattamento dei lavoratori IT dei sempre più numerosi centri di elaborazione italiani? Perché quel contratto nazionale di lavoro?

Roma - Qualche tempo fa abbiamo ricevuto in redazione la mail qui sotto:
Non so se vi è mai capitato di leggere il contratto dei dipendenti dei CED, applicato anche in grandi realtà dei provider nostrani.
È interessante notare sia i livelli salariali da fame (un secondo livello non arriva a 1200 euro netti, tanto per fare un esempio), sia alcune "regolette", come il lavoro notturno e festivo che, nella turnazione a nastro, non prevede il men che minimo aumento per i turni svolti di notte e durante le feste.


Il tema è senz'altro interessante per tastare il polso all'IT italiano e così, passata l'estate, abbiamo deciso di iniziare un'esplorazione dell'ambiente, della prassi e delle regole in cui si muovono i suoi protagonisti.
Come noto, l'etichetta "CED" individua genericamente le organizzazioni che gestiscono in outsourcing i flussi di dati di terzi. Il loro ambito di attività è molto ampio: non soltanto elaborazione di dati informatici in campo IT, ma anche gestione paghe, contabilità industriale, presidio delle funzioni di comunicazione aziendale (dalla customer care al publishing) e gestione magazzini. Le dimensioni numeriche del fenomeno sono significative: Assoced, la principale associazione di rappresentanza dei gestori in Italia, conta su ben 55mila aziende affiliate, ed altre ve ne sono all'interno degli altri piccoli sindacati (Federced, Unionced). La presenza dei CED, peraltro, è parimenti forte nel settore privato- dove i centri svolgono compiti di analisi dati, ragioneria fiscale, gestione magazzini- come in in quello pubblico, dove prendono spesso la forma di strutture di servizio dedicate per singole articolazioni della PA.

A fronte di questa eterogeneità nelle funzioni, d'altra parte, i CED presentano anche caratteristiche ed esigenze fortemente differenziate in materia di orari. Accanto ai centri che restano aperti soltanto negli orari d'ufficio "tradizionali", infatti, ve ne sono altri che rimangono attivi per orari più protratti, magari fino a tarda sera o per ventiquattr'ore su ventiquattro, e talvolta persino anche nei giorni festivi. A fare la differenza sono la tipologia di servizio erogato e le esigenze dei clienti: mentre un centro che si occupa di gestione paghe può ben limitarsi ad un orario standard tipo "9-5", ad esempio, quello che monitora il funzionamento di un'infrastruttura informatica critica- i server di un ospedale, di una banca, di una rete di comunicazione nazionale o locale- deve rimanere costantemente attivo. E un discorso simile vale anche per il comparto della customer care, nel quale le aziende offrono orari di "contatto" sempre più protratti e flessibili ai propri clienti.Mutano gli orari di esercizio del CED, e mutano conseguentemente gli orari di lavoro dei dipendenti. Nei centri che svolgono orari lunghi, e più ancora in quelli aperti senza soluzione di continuità (i cosiddetti "H24") la turnazione interna porta periodicamente i vari operatori a coprire turni notturni e festivi. E fin qui nulla di strano. Solo che, come segnalato dal nostro lettore, i dipendenti dei CED che praticano orari lunghi o lunghissimi finiscono per non ricevere alcuna remunerazione aggiuntiva a fronte del disagio subito per garantire all'azienda un adeguato grado di "flessibilità": le ore lavorate la domenica, nei festivi o nel cuore della notte, vengono conteggiate come attività ordinaria, e non danno diritto a indennizzi di sorta. Né, tantomeno, sono previsti per loro riconoscimenti a livello di inquadramento contrattuale complessivo. Come è possibile tutto questo?

Mara, operatrice di un grande CED di una città del Nord Italia, sembra avere le idee molto chiare in proposito, a suo dire tutto gira attorno ai contratti. "Il problema - spiega a Punto Informatico - non è l'azienda, ma il contratto: paghe basse per lavorare a qualunque ora di qualunque giorno, senza il minimo riconoscimento del lavoro notturno o festivo. Per chi come me ha due figli, uno dei quali inizierà a breve la prima elementare, è un problema passare intere settimane lavorando di notte, ma il lavoro è questo e possiamo accettarlo. Ciò che è inaccettabile è che, oltre a rimanere lontana dai miei figli di notte o nel weekend, non ottengo niente in più pur lavorando ad orari poco comuni."

Già, il contratto. In teoria, nelle aziende che si occupano di elaborazione dati potrebbero altrettanto bene essere applicati tre contratti collettivi nazionali (CCNL) diversi: il CCNL Terziario (in particolare nei casi di customer care e assistenza), il CCNL Studi Professionali (per elaborazione paghe e simili) e il CCNL CED. Solo che l'azienda di Mara, come molte altre del settore, ha scelto di applicare proprio il contratto nazionale dedicato ai centri elaborazione dati. Che adesso proviamo a vedere in maggiore dettaglio.

Il CCNL CED è stato siglato il 14 aprile 2005 e poi rinnovato il 30 marzo 2007, in seguito all'accordo tra Assoced (per gli imprenditori) e UGL (per i lavoratori), e senza la firma dei sindacati confederali. Esaminando il documento, si osserva innanzitutto come sia soltanto uno il riferimento diretto alle specificità dei centri con orari "lunghi, lunghissimi e H24". Esso si realizza nella parte dedicata agli orari di lavoro, precisamente all'articolo 65 del contratto, dove si dispone che le strutture in esame possano "ricorrere a nastri orari con turni fissi o variabili" in tutti i casi in cui le esigenze di mercato, o l'articolazione organizzativa interna, lo richiedano. E dove si esplicita altresì che, a fronte della creazione dei nastri, i dipendenti "non hanno diritto alle maggiorazioni previste per il lavoro ordinario notturno e/o festivo", ma soltanto ad un "titolo di preferenza nelle richieste di cambio turno o di aumento dell'orario lavorativo per i contratti part-time".

In altre parole, gli estensori del documento riconoscono l'esistenza di esigenze di orario specifiche per le aziende in oggetto, alle quali viene consentita la creazione di "nastri orari" validi anche di notte e nei festivi. Ma, dall'altra parte, gli stessi estensori stabiliscono che lo svolgimento dei "nastri" non dia diritto ad alcun tipo di maggiorazione economica per i lavoratori: quello svolto di notte, o di domenica, è semplice lavoro "ordinario". Con una marcata differenziazione, peraltro, rispetto ai CCNL Terziario e Studi Professionali, che per il lavoro notturno e festivo prevedono retribuzioni specifiche.

"Come organizzazione di rappresentanza delle aziende", spiega a Punto Informatico il Responsabile Relazioni Industriali di Assoced Pier Corrado Cutillo "non possiamo che dirci soddisfatti del CCNL vigente. Dopodiché, è un fatto che le parti relative ai CED con orari lunghi, lunghissimi ed H24sono state inserite ex abrupto solo nel corso delle ultime contrattazioni, e ci rendiamo conto che potrebbero avere bisogno di qualche limatura in futuro". Richiesto di chiarimenti su quali potrebbero essere le direzioni nelle quali "limare", d'altra parte Cutillo chiama in causa il sindacato, specificando: "Non sono in grado di dirle oggi quale direzione sarà presa in concreto. Perché spetta al sindacato, e non a noi, formulare delle proposte".

In sintesi, dichiarano i rappresentanti degli imprenditori, la parte di contratto relativa ai CED con orari protratti appare passibile di miglioramenti, ma dev'essere il sindacato ad avanzare proposte in merito. Solo che la posizione in proposito dell'Unione Generale Lavoratori, unica organizzazione sindacale firmataria del CCNL, è scarsamente intelligibile. Punto Informatico fino a questo momento non è riuscito ad approfondire il tema con la stessa UGL, e le notizie ufficiali sull'argomento latitano. Per questo, l'unica dichiarazione sindacale ad oggi disponibile è quella rilasciata da Marco Pepe, Segretario Nazionale Servizi Privati UGL, in occasione del rinnovo contrattuale 2007. In quell'occasione, come riportato sul sito Assoced, il dott. Pepe ha dichiarato: "È importante sottolineare come un consapevole clima partecipativo produca soddisfacenti risultati rinnovando i contratti all'atto della scadenza così come previsto dal protocollo del '93".Dichiarazioni che non sembrano proprio coincidere con le opinioni dei lavoratori. Commentando l'operato delle rappresentanze sindacali, un altro dei nostri testimoni (che chiameremo Fiorella) dichiara: "La rabbia maggiore me la fanno provare i sindacati: dovrebbero proteggerci, ma qua non si sono mai visti, e accettano dei contratti-capestro che nessuna persona sana di mente firmerebbe (non è accettabile un contratto dove non si riconosce niente al lavoro notturno o festivo!). I lavoratori si sentono soli, e ai miei figli una volta formati dirò: scappate, non è qua il paese dove costruirsi una vita!".

Ma torniamo per un istante al contenuto del contratto nazionale. Parlando dell'impianto complessivo del contratto, l'operatrice Mara osserva ancora: "Il CCNL lascia molto a desiderare anche nella parte sugli scatti di anzianità. Io mi occupo di customer care, e probabilmente lo farò per i prossimi 30 anni, ma almeno vorrei poter contare su scatti di anzianità decenti". Se esaminiamo il contratto nazionale (art. 129) scopriamo che gli scatti di anzianità previsti per i lavoratori CED sono in tutto cinque, e la loro cadenza è biennale; dopo dieci anni di impiego con lo stesso inquadramento cioè, l'operatore esaurisce la possibilità di accrescere il proprio stipendio per anzianità. Per quanto riguarda d'altra parte l'entità degli scatti, lo stesso art. 129 ne specifica l'ammontare entro un range che va dai 49E per i "quadri di direzione" (responsabili operativi) e 22E per gli impiegati di sesto livello (portieri, fattorini etc). Il quadro per i lavoratori dei CED, insomma, non è entusiasmante neppure a livello di numero di scatti di anzianità, né di importi collegati.

Quel che le testimonianze raccolte ci dicono, in conclusione, è che le disposizioni del CCNL CED vigente sono oggettivamente poco vantaggiose per gli operatori - in particolare per quelli che lavorano con orari protratti. Sono limitate le possibilità di crescita economica all'interno dei singoli livelli e, soprattutto, sono estremamente penalizzanti le condizioni per il lavoro notturno e festivo. Gli imprenditori, per loro parte, sembrano avere precisa consapevolezza della situazione, al punto che il Responsabile Relazioni Industriali della principale associazione di categoria può dichiarare a Punto Informatico: "Personalmente ritengo che, in particolare per quanto riguarda la situazione degli H24, in sede di rinnovo varrà la pena esaminare modifiche, anche se questo comporterà giocoforza dei costi per le aziende". I lavoratori, loro, appaiono molto scontenti, e non fanno nulla per nasconderlo. Resta da capire soltanto quale sia la posizione del sindacato, fin qui silente, e del quale come giornale saremo felici di raccogliere la voce in futuro. In attesa che il contratto corrente vada a scadenza, ed inizino le trattative per il rinnovo 2009.

Giovanni Arata
188 Commenti alla Notizia Vite (difficili) nei CED
Ordina
  • Vi chiedo di commentare il mio post per capire se sono io a dare di matto ( sto diventando stupido ) o c'è qualcosa che non va da qualche parte.
    non+autenticato
  • proprio ieri sera ho visto un documentario sulle condizioni dei lavoratori dei campi.
    La trafila produttiva lunga e l'intermediazione mi hanno tanto ricordato il body rental ;

    il consumardi del guadagno fino alla miseria del lavoratore ( il primo anello della catena ) mi ha tanto ricordato it/ict/tlc .

    Sapete qual'è l'unica soluzione ?
    MANDARE TUTTI A FANC**!!

    Io sono originario della provincia di napoli ( come tanti a milano ) ;
    sapete , a napoli non è necessario dover lavorare per fare la fame , la si può fare anche da disoccupato.
    A milano e in tante altre ex capitali ecnomiche italiane ormai devi lavorare per fare la fame.
    Non ho ne famiglia de figli perchè non sono stato messo in condizione di costruirla ( eppure lavoro da praticamente prima del diploma ossia da 8 anni) ;
    Non ho niente da perdere.

    vi posto l'annuncio della posizione che ho lasciato :



    Operatore Network

    Principali responsabilità



        * Autonomia operativa, capacità di analisi e di relazione personale, scritta e telefonica con la clientela
        * Gestione completa dei guasti di competenza (presa in carico, risoluzione e chiusura)
        * Amministrazione, configurazione e trobleshooting dei sistemi di rete presso le Data Room interne.

    Profilo del candidato



        * Diploma in discipline tecniche o cultura equivalente.
        * Esperienza nella gestione di reti complesse.
        * Buone conoscenze dei seguenti apparati firewall (Juniper, Cisco), bilanciatori (Radware, Foundry, Cisco), router (Cisco, Juniper), switch (Cisco, Foundry, HP), sistemi di intrusion detection/prevention (Tipping point).
        * Discreta conoscenza della lingua inglese.
        * Disposizione alla reperibilità remota.

    Costituiscono titolo preferenziale le seguenti caratteristiche



        * Certificazioni come CCNA/CCNP, JNCIA/JNCIS.
        * Conoscenza delle reti MPLS.
        * Conoscenza di base dei principali sistemi di monitoraggio: HP Network Node Manager, Nagios, What’sUp Gold.
        * Conoscenza di base dei principali sistemi operativi (Windows, Solaris, Linux).




    nn c'è scritto che il contratto è a tempo determinato 6 mesi e la paga è ccnl 4 liv.   1200 € mese
    in + ci sarebbe da automatizzare i processi che ora sono gestiti via mail ... ( solita cassetta di posta con dispendio di mezza giornata per leggere le mail .......)

    educare i clienti e tanto altro ancora.
    Ah ... la reperibilità su tutta la parte network ( ogni apparato ... ) .
    Ho resistito 2 mesi ma dopo aver lasciato qualche script e qualche procedura in eredità.

    prima ancora sono stato in svizzera itliana , ... peggio che andar di notte;
    prima ancora in network security di un grosso cliente bacario ( in body rental 4 hop ) che comunque a conti fatti ho fatto male a lasciare visto che almeno lì prendevo qualche soldino in + .

    Tra qualche mese ho intenzione di tornare a casa di mia madre a napoli giusto il tempo di finire di pagare l'auto USATA che mi son concesso il lusso di comprare, ho intenzione di chiudere con l'informatica ( tuti i rami ) .
    Con un lavoro normale ( macellaio , meccanico ,elettrauto carrozziere , impiantista , elettricista ) dopo 8 anni sarei stato ingrado di mantenere almeno me e la mia famiglia senza dover far il povero emigrante con la valigia di cartone.
    Forse l'ultima chance di continuare a fare quello che mi piace è andare all'estero ( ma estero vero non canton ticino ) ,
    magari in spagna , inghilterra ... boh ..
    non+autenticato
  • Perché parli del contratto del commercio? Il contratto CED è un'altra cosa. Nella maggior parte è simile ma è un altro, e basta un articolo che elimina le maggiorazioni per distinguerlo. Se fosse come dici tu ti pare che ci sarebbe questa discussione?
    non+autenticato
  • Mi son letto tutta la discussione.
    Interessante, anche se le opinioni sono diverse, ma è normale date le diversità di esperienza.
    Io credo che se mi pagano 1000 darò per 1000, se mi pagano 2000 per 2000, se mi pagano 3000 per 3000 etc... E questo mai e poi mai rinunciando alla mia preparazione personale, quella è una cosa mia, appartiene a me.
    Se non mi pagano gli strardinari allora vorrà dire che recupererò affannandomi di meno durante le ore normali, mi prenderò il tempo per fare una chiacchiera in più, non correrò a casa a risolvere il problema aziendale, ma aspetterò la mattina dopo, e la stessa cosa con per il week-end.
    Si è abituati male sul lavoro, ma è tutta l'organizzazione:
    Se vogliono di più da me mi devono chiamare e me lo devono dire, e in cambio niente promesse ma offerte concrete, ma sapete quanti ne ho visti dannarsi l'anima illudendosi di diventare chissachè e poi avere aumenti ridicoli? Tanti, troppi.
    Non parliamo poi di quegli utenti un pò più evoluti che ti vogliono dimostrare che è facile presentandoti la loro macro excel o il loro access, nei ced accade... Bene, bravo, ma quando hai problemi non venire da me, ti risponderà che non lo so! A volte è meglio apparire meno bravi piuttosto che essere fessi.
    Se il vostro lavoro è invisibile, cercate di non perderci l'anima nello svolgimento, voi sapete come si fa e lo sapete fare alla perfezione giusto? Non fatelo perfetto fin da subito, non automatizzate tutto, così facendo, esagerando non farete altro che darvi la zappa sui piedi.
    E del resto mi viene l'analogia con un sarto, se io vado da un sarto e gli chiedo un abito su misura, ma chiedo di pagarlo poco, lui mica mi consegnerà chissà quale meraviglia no!?!
    Se chiedo ad una impresa edile di farmi una casa spendendo la metà, me la faranno e sembrerà magnifica, fino alle prime piogge quando crollerà!


    Non è colpa dell'economia, ma fatemi il piacere, non è colpa del lupo cattivo che ce l'ha con noi informatici.
    1) Dividete e fate dei distinguo tra quella che è la passione e quello che è il lavoro, ragazzi miei, sono cose diverse, separate!
    2) Niente pacche sulle spalle, quelle vanno bene se ricevute da amici, date per quello che vi danno!
    3) Non fatevi illusioni di carriera, più siete bravi e più rimarrete infognati
    4) Non fate i perfettini, non strafate per mostrare la vostra bravura se non serve...

    Insomma, agite e ragionate da imprenditori, imprenditori di voi stessi, e alleatevi tra di voi! Se un collega fa il fighetto che vuole rimanere tre ore in più, quando uscite sorridetegli e ditegli che cose belle che andrete a fare a casa vostra.
    Nel mondo informatico, tutti si sentono dei geni, e tutti geni incompresi!?! Ma il vero genio è imprarare a curare i propri interessi e fare valere le proprie idee con diplomazia, astuzia, furbizia. Bisogna mettersi sullo stesso piano, altrimenti nisba...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alonso
    > Mi son letto tutta la discussione.
    > Interessante, anche se le opinioni sono diverse,
    > ma è normale date le diversità di
    > esperienza.
    > Io credo che se mi pagano 1000 darò per 1000, se
    > mi pagano 2000 per 2000, se mi pagano 3000 per
    > 3000 etc... E questo mai e poi mai rinunciando
    > alla mia preparazione personale, quella è una
    > cosa mia, appartiene a
    > me.


    cosa intendi esattamente con questo?

    [...]

    ho letto tutto e mi pare condivisibile.
    non ovunque riusciresti e soprattutto come vedi si tratta di una abilità politica più che professionaleSorride

    però interessante, grazie.

    ah si!!! quasi scordavo.
    tu cosa ci hai guadagnato con questo metodo? ha funzionato?
    quandi anni hai? riesci a guadagnare, vivere, pagare tutto, essere sopra la "sopravvivenza" ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: zio robot
    > ah si!!! quasi scordavo.
    > tu cosa ci hai guadagnato con questo metodo? ha
    > funzionato?
    > quandi anni hai? riesci a guadagnare, vivere,
    > pagare tutto, essere sopra la "sopravvivenza"
    > ?

    scusa ma l'utilita' di questo ultimo pezzo del tuo post?

    potrebbe avere 22 anni come 52 ha solo detto che un certo tipo di dedizione al lavoro la si ottiene solo se remunerata ed e' sacrosanto... oppure tu voli nel pieno della notte dopo una chiamata d'emergenza sul posto di lavoro sapendo che nn e' previsto dal tuo contratto da 1000 euro al mese ne tantomeno pagato?
    non+autenticato
  • quale metodo?? a me sembra solo buon senso...
    non+autenticato
  • Leggero OT: dove lavoro io ultimamente sono "nate" delle figure di miei colleghi che fanno "metainformatica", ovvero fanno fogli excel, partecipano a riunioni sullo stato avanzamento lavori e scrivono mail sul software prodotto da altri.

    Peccato che questi "altri" fanno le seguenti cose:

    1) Scrivono software (ognuno "gestisce" in media 40000 linee di codice al momento)

    2) Scrivono le specifiche, i documenti di test, i documenti di installazione

    3) Eseguono i test

    4) Fanno da sistemisti dell'ambiente di sviluppo

    5) Fanno da interfaccia col cliente (mail, telefono, riunioni)

    6) Fanno da supporto all'ambiente di collaudo ed esercizio (spesso sabato, a volte domenica)

    7) Fanno da vice - capo progetto

    8) Fanno da tutor per i nuovi entrati

    e vengono pagati allo stesso modo dei primi ... in un paese civile verrebbero pagati il doppio perche' "valgono" effettivamente il doppio...
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > Leggero OT: dove lavoro io ultimamente sono
    > "nate" delle figure di miei colleghi che fanno
    > "metainformatica", ovvero fanno fogli excel,
    > partecipano a riunioni sullo stato avanzamento
    > lavori e scrivono mail sul software prodotto da
    > altri.

    se da te sono nate solo ultimamente sei fortunato.
    Esistono da molti anni e sono state anche classificate

    I soggetti, oltre al sysadm e al coder,in un'azienda, sono :
    CL - Clueless Luser : il classico utente che non sa una cicca ma pretende di sapere.
    UL - UberLuser : capo progetto o comunque un CL di rango elevato, non ne sa molto di piu', ma guadagna il doppio.
    SL - SuperLuser: manager
    HR - Human Resources : personaggio impiegato nella Gestione del Personale
    non+autenticato
  • Non copiare da "storie dalla sala macchine" senza citare la fonte...Occhiolino
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | Successiva
(pagina 1/8 - 36 discussioni)
 

La soluzione ideale per IBM Performance: Decisioni più intelligenti, migliori risultati.

Lavorare con SQL Server

Lavorare con SQL Server

Qualunque sia la vostra specializzazione come programmatori è molto probabile che prima o poi vi troverete a dovervi misurare con un qualche database. Fra i server di DB più rilevanti, [...]