Gaia Bottà
giovedì 6 novembre 2008

UE: ACTA non minaccia i cittadini

La Commissione Europea rassicura i netizen: si sta agendo con discrezione ma non si sta tramando contro nessuno. I documenti circolati online? Sono effimeri bit, le trattative sono lungi dall'essere concluse

Roma - I documenti circolati online non sono da prendere in considerazione, è ancora tutto da definire, ma ciò che è certo è che ACTA, il patto anticontraffazione che pende sui cittadini di mezzo mondo, non andrà a ledere alcun diritto civile. A dichiararlo è l'Unione Europea.

Datato 15 settembre nella versione pubblicata sul sito della Commissione per il commercio dell'Unione Europea, datato semplicemente "settembre" nella versione che rimbalza di link in link, il documento della Commissione Europea rassicura i cittadini, descrivendo i tratti di quel che sarà il patto anticontraffazione che l'Unione sta discutendo con Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Corea, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore e Svizzera. L'obiettivo è creare un quadro internazionale che migliori la protezione della proprietà intellettuale consolidando la cooperazione fra le istituzioni dei diversi paesi e orchestrando strategie che possano arginare i traffici di prodotti pirata.

Le autorità europee, per temperare i fervori dei cittadini, spiegano altresì che ACTA ha l'obiettivo di colpire le attività criminali condotte su larga scala senza agire però sulle libertà e sui diritti dei cittadini: si incastonerà nel quadro legislativo europeo, non si ripercuoterà sulla sfera privata dei cittadini, non invaderà la loro privacy. Le numerose associazioni che hanno insinuato il dubbio che i cittadini rischino perquisizioni e controlli alle frontiere per verificare che non rechino con sé contenuti pirata non hanno motivi di allarmarsi: "Il personale di frontiera dell'Unione Europea, frequentemente impegnato nel combattere il traffico di droga, di armi o di persone, non avrebbe né il tempo né i presupposti legali per vigilare su un paio di brani pirata su iPod o sui computer portatili e non c'è alcuna intenzione di cambiare le regole".ACTA, rassicurano le autorità europee, non avrà nulla a che vedere con le catastrofiche previsioni alimentate dai documenti che si sono affollati in rete nei mesi scorsi: "Un certo numero di testi, erroneamente presentati come bozze degli accordi ACTA sono circolati online" spiega l'Unione Europea, si tratta di semplici proposte, spesso contrapposte fra loro, avanzate dalle parti in causa, dagli stati coinvolti e dall'industria.

L'Unione Europea risponde inoltre a coloro che hanno accusato i rappresentanti al tavolo delle trattative di operare in gran segreto: "Non è corretto. Per ragioni di efficienza, è naturale che negoziazioni fra governi che riguardano argomenti che hanno un impatto sull'economia non vengano condotte in pubblico e siano protette da un certo livello di discrezione". Molti restano però inquietati dalla discrezione ritenuta necessaria dall'Unione Europea: Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII) teme ad esempio che dietro a dodici documenti caricati sui server delle istituzioni europee e inaccessibili al pubblico si nascondano brevetti software e agevolazioni per i patent troll, controllo estensivo sulle comunicazioni dei cittadini della rete e un atteggiamento più intollerante nei confronti del file sharing. Per questo motivo, al pari di un manipolo di associazioni disseminate in tutto il mondo, al pari di EFF e Public Knowledge che hanno denunciato l'Office of the US Trade Representative (USTR) per non aver rilasciato alcun dettaglio riguardo alle trattative, pretende chiarezza e chiede la pubblicazione dei documenti.

Per ora l'Unione Europea rivela che si discuterà di come gestire i controlli alle frontiere per sradicare i traffici illegali di merce contraffatta che fluiscono su larga scala, di come armonizzare le strategie per combattere i reati di profilo civile e penale istituendo anche delle misure deterrenti che sappiano scoraggiare pirateria e contraffazione. Anche Internet sarà oggetto di osservazione: è prevedibile ad esempio che si dibatta di "una definizione del profilo di responsabilità per i fornitori di servizi Internet riguardo ai contenuti che violano la proprietà intellettuale". Una istanza che già nelle scorse settimane ha allertato i colossi dell'online che sottolineano come ACTA potrebbe sovrapporsi alla legge sgretolando le tutele che il quadro normativo offre ora agli attori che sono semplici intermediari tra i netizen e la rete.

Le notizie continuano a trapelare, il dibattito avanza, le proteste anche in seno alle istituzioni montano. Le negoziazioni procedono.

Gaia Bottà
6 Commenti alla Notizia UE: ACTA non minaccia i cittadini
Ordina
  • Se ACTA colpisse solo chi e' criminale già adesso senza modificare i confini di cosa e' lecito o no, non ci sarebbe alcun motivo di vararlo. Ovvero non sarebbe una legge ma solo un protocollo tra polizie per fottere i criminali colla minor burocrazia possibile.

    1. riempire la rete di notizie che esagerano la portata dell'ACTA (perquisizioni a tappeto, polizia privata della RIAA, ius primae noctis, ecc...)

    2. il "vero" ACTA viene varato, come al solito con dibattito di facciata, e non contiene gran parte delle cose paventate.

    3. si dice al cittadino pecora: visto che le tue paure erano infondate? Poi magari il rispetto dell'ACTA comincia a richiedere agli autori di free software una serie di obblighi che fa loro passare la voglia. O arrivano i brevetti software dalla porta di servizio, o chissà cos'altro.
    non+autenticato
  • "I documenti circolati online non sono da prendere in considerazione"

    e perchè li hanno emessi ?

    " è ancora tutto da definire"

    finchè non sarà tutto già deciso senza possibilità d'intervento

    " ma ciò che è certo è che ACTA, il patto anticontraffazione che pende sui cittadini di mezzo mondo, non andrà a ledere alcun diritto civile. A dichiararlo è l'Unione Europea."

    cioè l'unione europea delle commissioni, non dei cittadini, e se lo dicono loro é proprio certo

    " L'obiettivo è creare un quadro internazionale che migliori la protezione della proprietà intellettuale consolidando la cooperazione fra le istituzioni dei diversi paesi e orchestrando strategie che possano arginare i traffici di prodotti pirata."

    cioè gli interessi delle aziende
    e a quelli dei cittadini quando ci penseranno ?

    "Il personale di frontiera dell'Unione Europea, frequentemente impegnato nel combattere il traffico di droga, di armi o di persone, non avrebbe né il tempo né i presupposti legali per vigilare su un paio di brani pirata su iPod o sui computer portatili e non c'è alcuna intenzione di cambiare le regole".

    intanti il personale di altri paesi già lo fa, poi se non ci sono i presupposti legali una legge come questa li fornisce , e se non c'é intenzione di cambiare le regole a che serve una nuova normativa ?

    "L'Unione Europea risponde inoltre a coloro che hanno accusato i rappresentanti al tavolo delle trattative di operare in gran segreto: -Non è corretto. Per ragioni di efficienza, è naturale che negoziazioni fra governi che riguardano argomenti che hanno un impatto sull'economia non vengano condotte in pubblico e siano protette da un certo livello di discrezione-."

    non é corretto che tutto sia avvenuto in segreto solo che é avvenuto non in pubblico e con discrezione, che maligni che siamo...


    "una definizione del profilo di responsabilità per i fornitori di servizi Internet riguardo ai contenuti che violano la proprietà intellettuale"

    bene e una definizione di responsabilità per i gestori telefonici in caso di suonerie abusive no ?
    e una definizione di responsabilità per i gestori del servizio postale per pacchi contenti cd taroccati no ?

    e ditelo che quello che si vuole censurare é internet, uno dei pochi mezzi di libertà di espressione non ancora ingabbiato !
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonymous
    >
    > e ditelo che quello che si vuole censurare é
    > internet, uno dei pochi mezzi di libertà di
    > espressione non ancora ingabbiato
    > !
    Beh, è chiaro.
    E' sempre più evidente che Internet è un mezzo PERICOLOSO, che troppa gente viene a sapere cose che non dovrebbe sapere, e di conseguenza a farsi domande che non dovrebbe farsi.
    Una situazione del genere è intollerabile... potrebbe portare a una vera evoluzione della coscienza civile in tempi troppo brevi.
    E' stato bello finché è durato, ma, così come lo conosciamo ora, ha i giorni contati.
    non+autenticato
  • ... ciò che è già illegale?

    Ma se è da quando ho firmato il primo contratto con un provider (1998) che c'è la clausola che prevede che mi possano tagliare la connessione se faccio qualcosa di illegale! E a nessuno che io conosca è mai stata tagliata la connessione.

    Quindi cosa vorrebbero fare? perquisire palmo a palmo TUTTE le navi da carico che arrivano in un qualsiasi porto, TUTTI gli aerei cargo che atterrano in qualsiasi aeroporto, TUTTI i treni merci obbligandoli a fermarsi a ogni stazione, fare posti di blocco ogni tre chilometri per perquisire ripetutamente TUTTI i camion e furgoncini fino all'ultimo pandavan, e OGNI SINGOLO BIT che circola in rete alla ricerca di qualcosa che violi in qualche modo una proprietà intellettuale?

    MA DAI!!!! I veri trafficanti di merce e bit contraffatti eludono da decenni tutte le leggi in materia, eluderanno anche ACTA.
    non+autenticato
  • > MA DAI!!!! I veri trafficanti di merce e bit
    > contraffatti eludono da decenni tutte le leggi in
    > materia, eluderanno anche
    > ACTA.
    Infatti loro continueranno tranquillamente a spacciare, e noi lo prenderemo sempre nel solito posto...A bocca aperta
    non+autenticato
 

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