Luca Spinelli

Il Comitato italiano antipirateria

di Luca Spinelli - Istituito presso la presidenza del consiglio dei ministri, si occuperà di proporre leggi e regolamenti contro la pirateria. Il problema è: quali leggi? Chi siede nel Comitato?

Roma - Continua la strana storia, tutta italiana, di quel decreto del Presidente del consiglio (DPCM 15 settembre 2008) che istituisce presso le istituzioni un "Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale". Tale decreto è in vigore già da quasi due mesi, come annunciato dalla Gazzetta Ufficiale. Tuttavia se ne sa ancora molto poco.
Proseguono, intanto, le voci di critica e perplessità avanzate da varie associazioni, voci già raccolte nelle settimane scorse da Punto Informatico.

Dopo un'indagine online, però, siamo finalmente riusciti a trovarne una copia sul sito del governo. Poiché abbiamo a disposizione il testo, facciamo un'analisi critica del Decreto che istituisce il Comitato, riassumendo le parti salienti.

L'articolo 1 del decreto definisce i compiti del "comitato antipirateria", ovvero:
a) coordinamento delle azioni per il contrasto del fenomeno;
b) studio e predisposizione di proposte normative;
c) analisi e individuazione di iniziative non normative, ivi compresa anche la eventuale stipula di appositi codici di condotta e di autoregolamentazione.
Oltre ad attività di tipo repressivo, perciò, tra i compiti del comitato non sembra prevista alcuna forma di studio o indagine né sul fenomeno della pirateria in sé, né sulle dinamiche della rete, né per la proposta di soluzioni deterrenti alternative alla semplice repressione (come per esempio il supporto della vendita di musica tramite canali legali).
Ciò significa che il comitato agirebbe e lavorerebbe strettamente con un ottica repressiva o, nei casi migliori, etico/moralizzatrice (tramite il punto c). L'articolo 2 stabilisce chi sono i membri di detto comitato:
a) il segretario generale della presidenza del consiglio dei ministri, in qualità di coordinatore
b) il capo di gabinetto del ministero dei beni e attività culturali, in qualità di vice coordinatore
c) sei capi di gabinetto dei principali ministeri
i) il presidente della SIAE
j) due rappresentanti della presidenza del consiglio dei ministri
k) due rappresentanti del ministro per i beni e le attività culturali
l) due esperti del settore, nominati dal presidente del consiglio dei ministri d'intesa col ministro per le attività culturali
Molti rappresentanti delle istituzioni ma nessun membro indipendente, nessun membro delle associazioni dei consumatori, di quelle dei provider, nessun membro della società civile né della cultura, né dell'imprenditoria. Come se al tavolo per discutere il futuro della carta stampata italiana sedessero solo il ministro per i beni culturali e un "esperto" da lui stesso nominato. Infatti, gli unici due "esperti del settore" presenti nelle file del comitato dovranno essere nominati da Silvio Berlusconi in accordo con Sandro Bondi. Soggetti di cui almeno uno dei due non è proprio un profondo conoscitore del mezzo (come da lui stesso rivelato in una recente intervista).
L'articolo 3 indica le modalità di funzionamento del comitato. In particolare:
2. il comitato svolge audizioni, anche pubbliche, di esponenti delle categorie, associazioni, enti dei settori interessati.
3. si avvale di un proprio indirizzo internet per avviare una consultazione pubblica con le categorie interessate, con gli utenti del settore e con i cittadini.
Sebbene il proposito di svolgere audizioni pubbliche e di sfruttare un proprio indirizzo internet per la comunicazione con gli utenti e i cittadini sia confortante, mancano indicazioni chiare su come tale consultazione avverrà, su quale sia l'indirizzo internet cui fare riferimento (probabilmente questo), e soprattutto sulla effettiva considerazione che queste non meglio precisate "consultazioni" avranno in sede di decisione. Manca, in sostanza, un'auspicabile e fondamentale comunicazione trasparente.

In attesa di ulteriori e attesi chiarimenti dal governo, un sentimento di preoccupazione è diffuso: attualmente, infatti, ci troviamo di fronte ad un nutrito comitato ministeriale il cui unico e monotematico compito è la lotta alla pirateria. Un comitato composto da soli membri del governo e della SIAE: soggetti che, a prescindere da quale sia la propria opinione in materia di pirateria, difficilmente rappresentano tutti i movimenti vivi nel variegato mondo della cultura e della Rete.

Ebbene: quale autorità ha un comitato così composto per redigere codici etici e deontologici in totale autonomia sulla gestione di un fenomeno estremamente complesso come quello della pirateria? Quale reale utilità democratica può avere un tavolo di discussione al quale non sono invitati buona parte dei soggetti in causa se non per prendere il dolce (ovvero tramite le non precisate "audizioni")? Quale senso ha un comitato formato per redigere leggi sul Web senza neppure alcun membro del ministero delle comunicazioni o del dipartimento per l'innovazione tecnologica?

È da tempo noto l'apprezzamento delle istituzioni italiane verso la cosiddetta "dottrina Sarkozy" in materia di pirateria. La dottrina francese, lo ricordiamo, prevede l'avvertimento graduale dell'utenza che viola il diritto d'autore fino a giungere a un distaccamento della connessione.

Il Comitato antipirateria istituito presso il Consiglio dei ministri, perciò, come preconizzato da alcuni, parrebbe sempre più il primo passo verso l'introduzione anche in Italia di una norma con gli stessi intenti (pur se già bocciata in sede europea).
In una società in cui il Web ha una rilevanza sempre più fondamentale nelle attività di tutti i giorni, secondo alcuni legislatori il diritto alla tutela dell'autore sembrerebbe quindi più importante di quei diritti fondamentali che la Rete stessa garantisce. Un po' come se per punire chi ha detto una parolaccia gli si tagliasse la lingua.

Luca Spinelli
87 Commenti alla Notizia Il Comitato italiano antipirateria
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  • Ah ah, che buffi il tavolino antipirateria!
    non+autenticato
  • un p2p compra un film "20 euro"
    e siccome il film e suo lo vuole condividere con amici colleghi e sconosciuti della rete.....
    con programmi p2p.
    questo comportamento assai deplorevole,meschino e ...........
    sta mettendo a rischio l'intera filiera dello sfruttamento
    delle opere protetti da diritti d'autore(pagati non rubati)
    si parla di 200 mila posti di lavoro a rischio........
    voi sinceramente lo trovate giusto????
    non+autenticato
  • siccome è suo, sì! ti ricordo anche che tutti noi si paga una tassa preventiva su supporti e lettori

    e cmq non mi pare che la flessione sia drammatica come dicono loro (e tu)

    e cmq ha origine anche in alti costi e crisi economica
    non+autenticato
  • Delle prime sette righe che hai scritto non si capisce un accidente ...
    Delle ultime due, che dire ? Finchè non si dimostra che chi fruisce illegalmente di un bene protetto da copyright, se non lo avesse trovato su circuiti P2P, etc., lo avrebbe comprato/noleggiato/preso in biblioteca/etc., non è possibile dare conto della effettiva perdita economica degli addetti ai lavori. C'è gente che scarica 10 film al giorno, ma quando mai li vedrà ? Quando mai li avrebbe comprati/visti al cinema/noleggiati ?
    Io ad oggi un film non lo scaricherei, a meno che non si tratti di qualcosa di molto vecchio e/o estremamente raro. Se qualche novità m'interessa mi pago il cinema o l'aspetto in videoteca; per tutto il resto mi basta la TV digitale terrestre o satellitare, che grazie alle varie schedine di registrazione mi consente di creare una mia collezione in tranquillità e nel rispetto, se non altro, degli addetti ai lavori. Più in generale, è proprio per questi ultimi che mi dispiace, non per i vari "artisti" e tutti i magnaccioni che ruotano loro intorno che per quanto mi riguarda possono scegliere tra il lavorare veramente o il crepare di fame.
    non+autenticato
  • che poi...capace che anche la registrazione da tv è illegale.... Triste
    non+autenticato
  • Senza dubbio (e te pare ?) ma se non altro non è reato, perchè manca la condivisione.
    non+autenticato
  • 'Coìsta!!!!!

    tu ti affanni a registrare dal tv, e poi non condividi? A bocca aperta

    mannaggiatté....
    non+autenticato
  • Tutti faciloni questi governanti. Facile punire qualcuno che ha un nome, cognome e indirizzo. Assolutamente impossibile punire i clandestini che praticano commercio illegale e senza autorizzazioni.

    Grazie Idalia, io ora podere divendare ricco in vosdra repubblica di banane... Volere vodoshop? 5 euro...
    non+autenticato
  • Eccolo, finalmente. E'arrivato il troll razzista e squalliduccio: ci mancavi. Chissà che risate ti sei fatto insieme ai tuoi amichetti ariani mentre scrivevi nel gergo "bingo bongo".
    non+autenticato
  • Ottimo articolo,l'altro giorno per trovare il decreto stò preparando qualcosina per Animeclick in questi giorni,si è dovuto fare una ricerchina più approfondita del solito...
    In effetti è uno strano gruppo di persone ....tecnici si ma...dove sono i menbri della società civile?? i rappresentanti dei Provider ?? Mah E questo gruppo dovrebbe davvero predisporre un piano di idirizzo?? Ma scusate ci rendiamo conto che è assurdo??

    Anche perchè le parole di Assuma nella conferenza di Roma sono chiarissime,il piano di indirizzo è questo:

    "la pirateria è una sfaccettatura di un fenomeno di inciviltà culturale - denuncia Assumma - i ragazzi che imbrattano i muri, che rovinano le suppellettili nelle scuole, che fanno le corse ubriachi sono elementi di questa società incivile che acquista prodotti contraffatti,bisogna insegnare ai giovani cosa è lecito e cosa è illecito" fine del discorso.

    Và buò..una segnalazione se la Redazione permette su repubblica è apparso un libro,totalemte gratuito di Ernesto Assante,

    "Copio, dunque sono" sulla lunga
    battaglia per il controllo della riproduzione e per il copyright
    Libri, canzoni, film e spettacoli tv
    Il dominio della copia ora è di tutti.

    Il libro è in libero share Lo trovate qui


    http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e...

    Consideratelo un regalo della redazione di Animeclick per le molte segnalazioni che prendiamo da voi.
    non+autenticato
  • Nota alla nota.
    Il libro, probabilmente molto interessante, costa 12,50 euri (che tra l'altro mi sembra un po tantino)
    Questa cosa del libero share non so proprio dove l'hai vista.
    non+autenticato
  • mi associo
    non+autenticato
  • Il governo da sempre coccola i potenti perche' da essi traggono sostentamento e potere.
    Il popolo elegge persone per rappresentarlo, elegge persone perche' perseguano gli interessi della gente comune cercando di proteggerli dagli SQUALI che girano ed imperversano.
    LA realta' e' che deleghiamo a uomini ,di cui non riusciamo a conoscere la qualita' e la serieta', di gestire soldi e potere senza un adeguato controllo e senza leggi ferree che disciplinino il tutto.
    Alla fine il risultato e' che in Italia abbiamo una situazione disastrosa, dove i politici sono quasi completamente asserviti e i cittadini lasciati a marcire.
    Quante promesse sono state disattese?Quanta gente colta con le mani nel sacco e condannata che poi si e' salvata modificando addirittura le leggi?
    Come mai i soldi per le banche escono fuori dal cilindro?E quelli per mostri come la TAV? Escono dai tagli indiscriminati a tutto il resto...e il RESTO sono cose imprescindibili come salute, informazione, studio,innovazione, ricerca.
    Chi ci governa oramai ci COMANDA,chi dovrebbe risollevare le sorti di questo paese in realta' pare solo cercare il modo di scavare sino in fondo per poi abbandonare la nave che affonda.
    non+autenticato
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