Alfonso Maruccia
venerdì 7 novembre 2008

Anche il phishing vota Obama

Il nuovo presidente degli Stati Uniti è diventata una star non solo sul palco della politica internazionale. I cyber-criminali sfruttano l'obamamania per una nuova ondata di mail spazzatura con malware incorporato

Roma - Obama è il primo afro-americano eletto presidente USA, un successo che deve molto (soprattutto?) anche ad Internet. Un fenomeno dalla portata globale, universale, che non è sfuggito agli attenti occhi malevoli dei criminali informatici subito pronti a farne l'oggetto di una nuova ondata di spam e attacchi di phishing.

Obama non aveva ancora pronunciato l'oramai storico discorso di Chicago che le mail spazzatura erano già partite, dirette verso le caselle di posta di tutto il mondo, camuffate da inviti a scaricare codec audiovisivi fasulli, video esclusivi su verità nascoste e highlight scimmiottanti i titoli dei grandi portali di news internazionali.

È stata, ed è ancora, una vera e propria inondazione: la società di sicurezza Sophos sostiene che nel flusso di spam catturato in un'ora il 60% è riconducibile alla "campagna presidenziale" del cyber-crime a mezzo botnet e mail spazzatura. Un'altra società di sicurezza, Cloudmark, parla di 10 milioni di copie "all'ora" per un trojan progettato per sfruttare l'obamamania."Le elezioni statunitensi sono state seguite molto da vicino dalle persone di tutto il mondo, e sono così un'esca ideale per i cyber-criminali specializzati nel rubare informazioni a vittime ignare" ha dichiarato Dan Hubbard, CFO di Websense.

L'attacco, o per meglio dire gli attacchi, si presentano in maniera variegata sotto forma di link al download di un trojan-keylogger camuffato da plug-in Adobe Flash, o anche attraverso meccanismi di truffa insoliti come l'offerta di acquisto di un ipotetico DVD contenente i discorsi di Obama, acquisto che prevede ovviamente l'obbligo di fornire informazioni sensibili come carte di credito e quant'altro che finirebbero dritte in pasto ai criminali.

"Non importa che tu sia Democratico o Repubblicano - scrive il ricercatore di McAfee, Pedro Bueno - le elezioni americane rimangono un'opportunità bipartisan per i malware writer di penetrare nei computer degli utenti, usando Barack Obama, John McCain o persino Ralph Nader". Obama era tra l'altro già stato "vittima" inconsapevole di una precedente campagna di spam durante lo scorso settembre, quando la Casa Bianca appariva ancora parecchio lontana dall'orizzonte degli eventi del senatore dem.

Alfonso Maruccia
4 Commenti alla Notizia Anche il phishing vota Obama
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  • Barack Hussein Obama, nome completo di Obama, non è nato degli Stati Uniti e non è figlio di afro-americani cioè neri portati in America all'epoca dello schiavismo.

    Pertanto Obama è semplicemente un immigrato nero.

    Per altro figlio di padre islamico e iscritto a scuola da bambino come studente islamico.

    Nulla a che vedere con gli afro-americani che la storia degli Stati Uniti e negli Stati Uniti l'hanno vissuta davvero.
    non+autenticato
  • La questione è più complessa di come la poni.

    L'identità afroamericana ormai non include soltanto i discendenti degli schiavi deportati nelle americhe (entrambe, nord e sud) dall'africa. Anche perchè altrimenti la comunità afro sarebbe ben povera. Ci sono stati innumerevoli matrimoni misti, con latinos, italiani, russi, arabi, indiani. Quanta percentuale di sangue "schiavo" deve avere un cittadino americano per poter essere chiamato "afro-americano"?
    (già c'è stato un bel problema con le positive action, non torniamoci...)

    E' indubbiamente vero che questo gruppo di riferimento ha avuto una storia comune di sopraffazione, schiavismo e discriminazione, così come un sussulto di rivalsa, e una lunga lotta comune che le ha consentito, alla fine, di godere di uguaglianza di diritti formali con i così detti wasp.

    E' anche indubbiamente vero che questo costituisce parte dell'identità afro-americana, ma è anche parte dell'identità americana nel suo complesso. Ha orientato la guerra di secessione, e molti erano coloro i quali ascoltavano e credevano in Luther King (o Malcom X) pur non avendo nei loro geni un passato da schiavi.

    E' anche vero che, se si è "abbronzati" (come direbbe il cavaliere-presidente) si è costretti comunque a vivere un'esperienza di discrminazione, a subire lo stesso trattamento di un afro-americano, con cui si condivide, oltre ad una sfumatura del colore della pelle, anche l'esclusione sociale che questa condizione porta con se.

    C'è inoltre una componente volontaristica. Obama ha scelto di essere ed essere percepito come afro-americano. Sposando, per esempio, una "vera" afro.

    L'essere americano è, come Obama stesso ha affermato, poter far propria l'anima di un paese e voler sentirlo proprio, con tutta la propria storia.

    Se Obama fosse nato immigrato in Italia probabilmente aspetterebbe ancora la cittadinanza.

    Ma non siamo in l'Italia, siamo negli Stati Uniti. E Obama è un americano, è il presidente degli americani.
    Che poi non ti sembri afro-americano, perchè i suoi nonni non erano schiavi, dimenticando storia e volontà, decisione e percezione sociale, è riduttivo e, tutto sommato, sciocco.
    non+autenticato
  • Ma perché hanno voluto far scoppiare l'obama-mania anche in Italia? Cosa devono venderci stavolta?

    Ho sentito per la strada un paio di gruppi ragazzine molto alla moda e perfettamente sceme cinguettare "obama, i love you" ed erano della bassa italia, manco di new york.

    E quando ragazzine sceme a questi livelli cinguettano "sventolando" qualcosa a questi livelli, significa che c'è stata campagna grossa in televisione.

    E se in televisione fanno campagna grossa, vuol dire che c'è qualcosa sotto (non solo in televisione è così, vedi windows 7 che è già sotto fuoco carico).

    Secondo voi?
    non+autenticato
  • ... e non ha ancora imparato come trattare le porcherie che arrivano via mail, ogni esca è buona.
    non+autenticato
 

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