Luca Annunziata
venerdì 7 novembre 2008

L'ICT tira la cinghia

Si moltiplicano tagli di costi e personale. Si moltiplicano i consigli su come affrontare al meglio la crisi: sia sul piano della comunicazione che della amministrazione. Ma non è detta l'ultima parola

Roma - C'è chi licenzia, chi ristruttura, e chi prova a seguire un approccio più soft. In ogni caso, non tira una bella aria per le aziende del comparto tecnologico: la crisi del credito al consumo rischia di paralizzare le spese natalizie del mercato USA, da sempre tra i più prodighi ma in massima parte basato appunto sul credito, e dunque occorre pensare a come affrontare i prossimi difficili mesi. Ognuno sembra avere la sua ricetta.

C'è chi, come Nokia, decide di "riorganizzare" il suo personale: la riorganizzazione si traduce essenzialmente nella chiusura di uno stabilimento, quello di Turku in Finlandia, con la successiva rilocalizzazione dei suoi impiegati nella sede di Helsinki. Nel passaggio, però, andranno perduti circa un centinaio di posti di lavoro - distribuiti in tutti i reparti, compreso quello della ricerca - che sommati ad altri tagli imposti dall'azienda finnica in giro per il mondo faranno salire a 600 i posti di lavoro tagliati entro il prossimo gennaio dal principale produttore di cellulari al mondo.

Va peggio a Motorola, che ha invece annunciato 3mila licenziamenti per fare fronte alla congiuntura economica: in questo caso la divisione italiana sarà tra quelle maggiormente colpite dai tagli, che comporteranno l'azzeramento del centro di ricerca a Torino e un cospicuo ridimensionamento degli uffici a Milano.Va un po' meglio, si fa per dire, ad AMD e Electronic Arts: la prima ha annunciato nelle scorse ore di voler tagliare il 3 per cento delle propria forza lavoro, cifra che si tradurrà in circa 500 licenziamenti. La situazione di AMD è complicata anche dal recente cambio d'assetto societario, che evidentemente impone un conseguente ridisegno dei profili dei vari reparti per fare fronte alle nuove esigenze. Per EA, invece, i licenziamenti saranno appena sessanta (il 6 per cento del totale): l'azienda ha spiegato che spera così di risparmiare circa 50 milioni di dollari, puntando a tenere sotto controllo le spese in questa fase e salvaguardare gli utili.

Licenziare, tuttavia, non è l'unica arma in mano agli imprenditori high tech: un'alternativa vagliata da Dell è quella di lasciare i dipendenti a casa per qualche giorno, senza paga, al fine di salvaguardarne il posto di lavoro. Sarebbe stato lo stesso Micheal Dell a spedire un memorandum ai suoi dipendenti per illustrare l'ipotesi, spiegandone le modalità: da 1 a 5 giorni di stop a testa, senza alcun tipo di criterio punitivo a guidare la scelta di chi tenere a riposo. Tutti assieme per fare fronte alla contrazione della domanda che rischia di mettere in crisi le aziende.

E non si parla solo dei produttori di hardware, anche i player del web 2.0 risentono della crisi: Linkedin, social network professionale spesso indicato come uno dei rari esempi di profitto nel settore, ha spiegato che per mantenere in positivo i propri bilanci dovrà fare a meno di 36 dipendenti, vale a dire il 10 per cento del suo attuale personale. Più ambiguo l'atteggiamento di Linden Labs, la casa madre di Second Life, che ha confermato di aver iniziato le procedure di licenziamento di 4 dei suo 300 dipendenti, ma di aver comunque intenzione di continuare ad assumerne di nuovi.

In generale la situazione nel settore si fa comunque complicata: Cisco nelle scorse ore ha rilasciato i dati del proprio ultimo trimestre dell'anno fiscale 2008, che nel suo caso comprende anche il mese di ottobre, in linea con le aspettative. Ma il CEO dell'azienda, John Chambers, ha anche avvisato gli analisti che nel prossimo quarto le cose potrebbero andare peggio di quanto precedentemente stimato: e lo stesso potrebbe accadere a tutti le altre aziende impegnate nel settore.

Alcuni, coloro i quali sono riusciti a tenere qualche soldo da parte proprio in vista di un momento come questo, potrebbero incontrare meno difficoltà: gli altri dovranno senz'altro fare scelte difficili per tirare avanti. I consigli degli esperti paiono essere due: massima trasparenza con i dipendenti e gli investitori, per evitare pericolose fughe di notizie che potrebbero avere conseguenze negative per l'immagine dell'azienda; investire sull'innovazione, oltre che tagliare i costi, per garantire alla impresa di restare al passo coi tempi.

Luca Annunziata
22 Commenti alla Notizia L'ICT tira la cinghia
Ordina
  • ...quegli sfigati a cui sono stati dati mutui come noccioline, per un supposto ed inesistente "diritto alla casa".

    A furia di dare mutui ai milleuristi le banche sono andate a ramengo, altro che balle.

    Si risolverà finendola di dare mutui ai barboni, le banche devono tornare a dare soldi solo a chi li può restituire A bocca aperta
    non+autenticato
  • Non la farei tanto semplice. La colpa non è degli sfigati.

    La colpa è di un sistema che permette di cartolarizzare (trasfomare in titolo) qualsiasi credito e quindi di cedere il rischio a terzi. Un sistema che rende superflua la responsabilità. Via la responsabilità, sparisce anche l'etica.

    Oggi non ha più importanza la solvibilità e l'affidabilità del debitore (e quindi dell'investimento che la banca fa con te), perché posso vendere il credito, opportunamente trasformato in titolo, a un terzo soggetto. Questa operazione copre il rischio, ma il rischio non scompare, perché è ceduto a terzi e in caso di inesigibilità del credito, è terzi a rimetterci.

    Questo è il meccanismo perverso, non il diritto alla casa! Anche i mutui e i prestiti di gente ricca sono cartolarizzati. Tanta gente che ha perso la casa guadagnava bene, non erano poveracci. A essere falciata è in larga misura la middle class.

    Servono leggi che regolino in modo ferreo la cartolarizzazione dei crediti.

    Servono leggi che impediscano o riducano ai minimi termini le vendite allo scoperto (venedere un qualsiasi bene se non lo si possiede già).

    Servono leggi che catapultino il mercato dei derivati lontano anni luce dai mercati ufficiali. I derivati dovrebbero essere gestiti dalle società di scommesse e gioco d'azzardo. Così com'è adesso è assurdo: è come se il segno in schedina delle partite di calcio fosse determinato dalle schedine giocate. Le scommesse sul prezzo di una merce finiscono col farne il prezzo.
    non+autenticato
  • Già la bolla dei titoli tossici e spazzatura sta stendendo l' intero mondo occidentale che è già totalmente stordito dallo tsunami che gli è scoppiato tra capo e collo e che non ha ancora concluso la sua corsa distruttrice.

    Non si farà in tempo a svegliarsi con le ossa rotte e ridotti a poveracci da questo tsunami che scoppierà quello delle carte di credito revolver che ci stenderà del tutto.
    non+autenticato
  • Bravo Toxic. Quoto. Tempo fa si vociferava che l'esposizione delle banche per le carte di credito fosse doppia rispetto a quella dei mutui subprime.
    Arriva, ariva pure quella...
    non+autenticato
  • c'è da dire che percentualmente per l'Angola dev'essere abbastanza facile crescere del 16,7%..
  • Giornali e tv si riempono la bocca con sta storia della crisi
    Ma ovunque si TACE sul VERO colpevole di questa crisi
    La storia delle banche è nulla in confronto
    Riepilighiamo: Europa e America stanno subendo la più grave crisi economica della storia industriale
    Eppure esistono dei paesi (un paio) dove per contro il pil continua a crescere a ritmi incredibili, sta forse e dico forse rallentando ultimamente
    Cina e India
    Qui ci si dimetica, chissà perchè, che la Cina sta facendo concorrenza sleale all'italia, fregandosene dell'ambiente e degli operai
    Che le fabbriche continuano a chiudere in europa per aprire là
    Per non parlare dei paesi dell'est, romania in testa
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gymes
    > Giornali e tv si riempono la bocca con sta storia
    > della
    > crisi
    > Ma ovunque si TACE sul VERO colpevole di questa
    > crisi

    sentiamo dunque, sono proprio curioso Sorride


    > La storia delle banche è nulla in confronto
    > Riepilighiamo: Europa e America stanno subendo la
    > più grave crisi economica della storia
    > industriale
    > Eppure esistono dei paesi (un paio) dove per
    > contro il pil continua a crescere a ritmi
    > incredibili, sta forse e dico forse rallentando
    > ultimamente
    > Cina e India

    eccolo qui, il solito politicizzato da bar del partito!
    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    ma perchè, vorrei proprio sapere PERCHE', vi mettete a parlare senza sapere nemmeno da che parte cominciare, vi sperticate in paragoni da massaia ed in elucubrazioni da cabaret quando NEANCHE UN PAIO DI DATI siete in grado di andare a spulciare.
    Pena e disprezzo, ma purtroppo finchè vige la democrazia anche gli stolti hanno il diritto di parola, evabbè.

    Tho, questa tabellina dovrebbe insegnarti a stare zitto se non sai le cose, sono solo le prime 33:

    Rank     Country     GDP (real)
    growth rate (%)     Year.
    1      Azerbaijan     23.40
    2      Bhutan     22.40
    3      Timor-Leste     19.80
    4      Angola     16.70
    -      Macau     16.60
    5      Armenia     13.70
    6      Equatorial Guinea     12.40
    7      Georgia     12.00
    8      People's Republic of China     11.90
    9      Afghanistan     11.50
    12      Ethiopia     11.10
    13      Liechtenstein     11.00
    10      Turkmenistan     11.50
    17      Sudan     10.20
    14      Slovakia     10.40
    16      Anguilla     10.20
    15      Latvia     10.20
    22      India     9.00     
    19      Cambodia     10.10
    20      Argentina     8.70
    21      Kazakhstan     8.50
    22      Liberia     9.40
    23      Vietnam     8.50
    24      United Arab Emirates     8.50
    25      Mongolia     8.40
    26      Venezuela     8.40
    27      Russia     8.10
    28      Uzbekistan     8.10
    29      Lithuania     8.00
    30      Panama     7.80
    31      Afghanistan     7.50
    32      Mozambique     7.50
    33      Peru     7.50

    http://en.wikipedia.org/wiki/Gross_domestic_produc...

    Giusto un paio eh? Rotola dal ridere Tutti gli altri fan la fame! Rotola dal ridere
    buuuu, cattive cina e india! Rotola dal ridere


    > Qui ci si dimetica, chissà perchè, che la Cina
    > sta facendo concorrenza sleale all'italia,
    > fregandosene dell'ambiente e degli
    > operai

    con l'unico piccolissimo dettaglio (che ti dimentichi, chissà perchè) che quelle ditte sono nostre.

    Le scarpe fiqe, i macchinoni e gli occhiali trendi mica li producono a Portouggiaro.

    > Che le fabbriche continuano a chiudere in europa
    > per aprire
    > là
    > Per non parlare dei paesi dell'est, romania in
    > testa

    Se non ti sta bene smetti di vivere di lussoSorride
    ma si sa: è facile lamentarsi con la panza piena.

    Disprezzo e pena.
    E gli ignorantri continuano ad avere il diritto di voto, bah Annoiato
    non+autenticato
  • 23.40 minuti di applausi
    non+autenticato
  • Dati, azienda x, dipendenti 100,

    70 operai con stipendio da 1'000e (media)
    30 dirigenti/amministr. con stipendio etc da 5'000 (media)

    costo attuale = 30 x 5k + 70 x 1k = 220k
    se taglio 20 operai (20%) = 30 x 5k + 50 x 1k = 200k
    se taglio 1k (20%) a stipendi alti = 30 x 4k + 70 x 1k = 190k

    200k - 190k = 10k in più di risparmio

    + effetto di lasciare 20 operai in giro a stipendio pieno (si fa x dire) con beneficio all'economia globale

    Ciò, pero, prevede la precisa volontà dei 30 a stipendio 5k di accettare causa la crisi economica etc una decurtazione del 20% dello stipendio, che "poverini" scenderebbe a 4k / mese

    Probabilità che ciò potrà mai accadere o sia mai accaduta nella storia del pianeta Terra --> 0%
    non+autenticato
  • altri 58 minuti di applausi !
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 10 discussioni)
 

La soluzione ideale per Worry-Free Business Security 7.

Twitter Begins

Twitter Begins

Una guida su Twitter, il servizio di microblogging che sta conquistando tutti anche in Italia. Scritta con un linguaggio semplice e alla portata di tutti, mette in evidenza i punti [...]