Vincenzo Gentile
lunedì 10 novembre 2008

IT, tutti tecnici sul lavoro. Loro malgrado

In difficoltà le imprese del Regno Unito: troppo il tempo sprecato dagli appassionati di informatica nell'aiutare i colleghi newbie. Una vera emorragia di tempo e denaro

Roma - Oltre 5,3 milioni di lavoratori perdono circa 2 ore e mezza a settimana per risolvere i problemi informatici dei colleghi meno esperti: è questo quanto emerso dall'inchiesta promossa da City and Guilds, società di formazione e training professionale britannica. Sono più della metà le aziende che relegano a dipendenti autodidatta il compito di risolvere le grane dell'IT dei colleghi, inficiando la produttività. Un problema diffuso, quello degli analfabeti informatici, soprattutto tra i giovani e soprattutto nelle piccole aziende che scelgono di non investire sull'ausilio di personale IT qualificato.

un metainformaticoSi parla di IT-fobia, una sorta di paura dell'informatica e dei suoi "aggeggi infernali": stando ai dati divulgati da City and Guilds, più di un terzo dei lavoratori, il 35%, incappa sistematicamente in scadenze lavorative non rispettate a causa della mancanza di conoscenze informatiche e di adeguati corsi di apprendimento. Nella metà dei casi, questi lavoratori adottano un approccio fai-da-te al problema, cercando di risolverlo autonomamente con la conseguenza che il più delle volte finiscono per aggravarlo.

Ma non solo: ci sarebbe anche un numero di dipendenti (uno su venti) che di fronte ad un qualsiasi problema informatico decide di allontanarsi dalla propria postazione di lavoro, con la speranza che il problema sia magicamente risolto al proprio ritorno. Un dato assolutamente negativo: secondo e-skills, organo non profit che verifica le competenze nel mondo lavorativo, "sono 7,6 milioni i lavoratori del Regno Unito che necessitano di migliorare le proprie competenze informatiche per adeguarsi agli standard attuali e alla richiesta di nuovi lavoratori".
Il problema è maggiormente sentito nelle piccole aziende con numero di dipendenti non superiore alle 10 unità: molti dirigenti non investono affatto nella formazione dei propri dipendenti o nell'utilizzo di personale qualificato, limitandosi ad assumere personale con una qualche conoscenza informatica, lavoratori che nel 65% dei casi svolge compiti extra risolvendo le lacune dei propri colleghi. "In molte aziende le problematiche relative all'informatica vengono passate ad altri dipendenti della stessa azienda in maniera da contenere i costi" spiega Ken Gaines, product manager di City and Guilds. "Questo è un controsenso, poiché senza un adeguata conoscenza, i novizi possono arrivare a costare molto di più all'azienda in termini di produttività. Per questo motivo, credo ci sia la necessità effettiva, soprattutto nelle piccole società, di supportare lo sviluppo delle capacità informatiche dei loro dipendenti".

Dall'inchiesta emerge che la categoria lavorativa meno competente è quella degli avvocati, accusati di delegare ad altri i propri problemi nell'81% dei casi, seguita dal grande numero di dipendenti pubblici che arrivano a chiedere aiuto ai colleghi più esperti non meno di 10 volte alla settimana. Molti anche gli incompetenti nei call center (il 56%), dipendenti spesso assunti per una paga minima, cui viene richiesto soltanto se si è in grado di utilizzare il PC. Per quanto riguarda le richieste di aiuto, dall'indagine affiora l'ostinato orgoglio maschile: ben il 60% degli intervistati ha risposto di aver tentato di risolvere da solo i propri problemi, percentuale che nelle donne raggiunge il 52%.

A discapito dei luoghi comuni che vedono gli adulti in difficoltà con le nuove tecnologie facilmente utilizzate dai più giovani dai risultati emerge l'opposto: ben il 43% dei ragazzi tra i 19 e i 21 anni d'età mostra serie difficoltà a finire per tempo il lavoro a causa della non profonda conoscenza dei sistemi informatici, percentuale che scende di ben 7 punti percentuali negli individui di età compresa tra i 31 e i 35 anni.

Quello della ricerca è uno scenario comune a molte realtà lavorative, non solo nel Regno Unito: la produttività aziendale è spesso inficiata sia dal tempo perso da chi non ha le competenze necessarie, sia dal tempo perso dedicato da chi nella materia dimostra di essere più ferrato. Da non sottovalutare poi il fattore remunerativo: il più delle volte i metainformatici chiamati a risolvere i problemi altrui svolgono del lavoro extra, senza però vedere crescere la propria busta paga. Dal punto di vista dell'impresa, fa comodo avere personale qualificato in grado di sopperire alle mancanze senza dover spendere un centesimo di più. La questione è molto sentita e genera spesso accesi dibattiti.

La soluzione? Più economica di quello che si possa pensare: "piuttosto che avvalersi di personale esperto fornito da terzi, sarebbe più utile per i datori di lavoro istituire corsi formativi per i propri dipendenti" dichiara Gaines. In questo modo si potrebbe valorizzare sia l'azienda che il lavoratore, fornendo a quest'ultimo una competenza maggiore da rivendere sul proprio curriculum e, nel contempo, sarebbe utile all'azienda per accrescere il livello produttivo, senza perdite di tempo, potendo contare su uno staff qualificato, piuttosto che sulle risorse di metainformatici tuttofare.

Vincenzo Gentile

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83 Commenti alla Notizia IT, tutti tecnici sul lavoro. Loro malgrado
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  • qui c'è gente che parla di diritti, e di livello, e di retribuzione...

    tutto giusto, sono d'accordo, ma non si può più fare

    la maggior parte di noi ha consegnato il cervello in un banco dei pegni, e in cambio ha ricevuto una fiction o una partita di calcio, quindi per tornare in un mondo in cui questi concetti abbiano senso, dovrò aspettare molto, e può darsi che non basti

    ho letto su queste pagine che 1200 euro netti sono un salario da fame, allora non vi dico il mio

    e comunque, signori, qui le competenze richieste semplicemente sono troppe, non è realistico pensare che siamo tutti bravi con il computer, richiede comunque tempo e alla lunga è inefficiente

    ho letto un articolo, parecchi anni fa, che spiegava benissimo che il tempo necessario per svolgere un compito (per esempio il bilancio di una società) in un qualsiasi ufficio, con i computer era aumentato invece che diminuito

    voi pensate alla montagna di dati che sono stati prodotti, e che letteralmente non sono mai stati organizzati o salvati, e che oggi non sono più leggibili

    pensate al livello al quale la maggior parte di noi, nel mondo reale, usa i computer

    per capire come configurare seriamente un programma di posta per una persona normale può servire un giorno, e ovviamente nessuno glielo spiegherà mai...

    e via dicendo...

    semplicemente, bisognerebbe capire che i sistemi con grande contenuto di complessità e di input esterno, sono meno sostenibili e meno efficienti

    certo, non è immediato vederlo, ma è così

    prendiamo per esempio un falegname in montagna che produce delle sedie, e una piccola industria che produce delle sedie in pianura

    se arriva una crisi nella loro regione, il falegname continuerà con le sue sedie, l'industria no

    chi mi sa spiegare perché?

    quindi, bene se la tecnologia ci permette di fare delle cose, ma poi non lamentiamoci se costa: noi viviamo grazie all'inefficienza
    non+autenticato
  • Chianni dovrebbe avre un suo parco eolico.

    A Scansano il parco eolico c'è ma è il TAR ha detto che deturpa l'ambiente ( non so come è andata a finire ).


    qualcuno conosce altri esempi di posto dove si usa l'energia alternativa?

    Degli incentivi statali per l'energia solare qualcuno sa qualcosa?
  • Non è che diano poi tanto di quell'energia (anche se non sono certo da buttar via, anzi) ma sono più un complemento a strutture esistenti.

    Servono centrali atomiche serie, altrimenti dipenderemo sempre dagli altri.
  • - Scritto da: pippo75
    > Chianni dovrebbe avre un suo parco eolico.
    >
    > A Scansano il parco eolico c'è ma è il TAR ha
    > detto che deturpa l'ambiente ( non so come è
    > andata a finire
    > ).
    >
    >

    Ecco dove era finito il mio messagio, mi sa che ho sbagliato posto, a fare troppe cose assieme, si va assieme.
  • Verissimo...tutto vero...ma esistono anche gli utenti tuttofare, grandi esperti di informatica (conoscono il sapientino e sono laureati in scienze delle merendine) che preferiscono dare consigli e smanettare sui pc, invece di chiamare i veri addetti...questi finiscono per fare danni e farti perdere tempo... Occhiolino

    saluti a tutti
    non+autenticato
  • Sento che a qualcuno gli rode... Rotola dal ridere


    Sto scherzando, in ambito lavorativo è molto meglio far fare le cose a gente competente che è pagata per quello.

    Ma uno che è capace a fare tanto, non è da buttar via.

    Dipende dai casi e dalla persona.
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    Modificato dall' autore il 10 novembre 2008 18.21
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  • - Scritto da: Upr
    > Verissimo...tutto vero...ma esistono anche gli
    > utenti tuttofare, grandi esperti di informatica
    > (conoscono il sapientino e sono laureati in
    > scienze delle merendine) che preferiscono dare
    > consigli e smanettare sui pc, invece di chiamare
    > i veri addetti...questi finiscono per fare danni
    > e farti perdere tempo...
    > Occhiolino
    >
    > saluti a tutti


    aka cantinari
  • in teoria sarebbe bello che tutto il personale fosse preparatissimo e motivatissimo.

    In pratica invece quello che accade è che le aziende tendono a non fare formazione, perché se il curriculum del personale migliora, aumenta il rischio di perdere i collaboratori, e quindi di dover aumentare le retribuzioni per evitare il turn-over (oppure di ricominciare da capo e spendere nuovamente i soldi per formare il sostituto).

    Finché il management non vede al di là del breve termine, non si può puntare alla qualità, e qualità significa investimenti e ritorni a medio e lungo termine.

    Q quindi si continua a vivere alla giornata, e a navigare a vista.
  • Concordo al 100%
  • Tristemente vero.
    C'è da dire, però, che la cosa non si riduce ad una semplice mancanza di formazione; purtroppo il personale stesso è fortemente ignorante anche riguardo le normative in materia di lavoro.
    Non tutti sanno, ad esempio, che se un lavoratore svolge per un periodo di tempo prolungato mansioni di livello superiore a quello contrattualmente stabilito può richiedere il cosiddetto "ADEGUAMENTO DI LIVELLO" (con conseguenti scatti sulla retribuzione).
    Ciò farebbe passare la voglia alle aziende...
    (non sono un bastardo, sono solo stufo...)
    in pratica metteresti l'azienda nelle condizioni di dover scegliere se investire sul personale o perderlo e "ricominciare da capo" come dici.
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    Modificato dall' autore il 10 novembre 2008 14.17
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    H5N1
    1598
  • ..il piu delle volte l'azienda ricomincia da capo!
    non+autenticato
  • Ok, ma non so se hai recepito il senso.
    Dopo, diciamo, 2 o 3 mesi durante i quali io svolgo una mansione superiore a quella per ho stipulato un contratto posso richiedere l'adeguamento del livello.
    Se l'azienda non accorda tale adeguamento ci si può rivolgere all'ispettorato del lavoro che, una volta appurate le mansioni superiori, concorda al lavoratore il livello (e la paga) superiore.
    Sew tutti facessero così il problema sarebbe (quasi) risolvibile: le aziende dovrebbero riconoscere loro malgrado la professionalità
    H5N1
    1598
  • - Scritto da: andy61

    > termine.
    >
    > Q quindi si continua a vivere alla giornata, e a
    > navigare a
    > vista.

    Concordo in toto , anzi rincaro la dose: in alcuni ambiti il manager che porta avanti in azienda la regola del non formare le persone e' piu' rispettato, piu' pagato e gode di maggiore potere rispetto a chi motiva diversamente il personale.
    Questo perche' oltre all'aumento immediato di costi il personale formato e' meno incline a subire passivamente scelte interne aziendali magari sbagliate o comunque a confutarle; viceversa un personale meno formato ( anche culturalmente) e piu' manneabile...
    L'aspetto piu' comico secondo me lo si vede nelle scelte di approviginamento di hardware...
  • In realtà questo atteggiamento porta solo a "fare il comodo dei soliti" quattro manager paraculati.
    Non arricchisce l'azienda in alcun modo e, a lungo andare, crea più costi.
    Il problema è sempre il solito: la "risorsa umana" (lo so, il termine fa vomitare) è vista come COSTO e non come INVESTIMENTO.
    H5N1
    1598
  • - Scritto da: andy61
    > in teoria sarebbe bello che tutto il personale
    > fosse preparatissimo e
    > motivatissimo.
    >
    > In pratica invece quello che accade è che le
    > aziende tendono a non fare formazione, perché se
    > il curriculum del personale migliora, aumenta il
    > rischio di perdere i collaboratori, e quindi di
    > dover aumentare le retribuzioni per evitare il
    > turn-over (oppure di ricominciare da capo e
    > spendere nuovamente i soldi per formare il
    > sostituto).
    >
    > Finché il management non vede al di là del breve
    > termine, non si può puntare alla qualità, e
    > qualità significa investimenti e ritorni a medio
    > e lungo
    > termine.
    >
    > Q quindi si continua a vivere alla giornata, e a
    > navigare a
    > vista.

    Perchè dovrebbero fare formazione se la richiesta media è "Cercasi analista-programmatore/sistemista senior, neolaureato, con 10 anni di esperienza, ottima conoscenza C,C++,Java,VAX,VMS,RPG,SQL/PLSQL,.NET,DB2,Oracle,SQL-Server,HP-UX,AIX,Solaris. Capacità di team working, problem solving, lavorare per obiettivi e disponibilità a brevi trasferte su tutto il territorio mondiale. Contratto a progetto".
    non+autenticato
  • Hai dimenticato l'ultima parte che dice:
    "Offresi 800 €/mese".
    Ma questo è un altro discorso...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Might
    > Hai dimenticato l'ultima parte che dice:
    > "Offresi 800 €/mese".

    costituirà titolo preferenziale il possesso di una scopa da infilarsi nel cubo per ramazzare l'ufficio durante gli spostamenti

    fix'dFicoso
  • Il problema è a monte.
    In ItaGLia come nel Regno Unito, come nella maggiorparte dei Paesi che si dichiarano civilizzati ed industrializzati l'informatizzazione aziendale è avvenuta in questo modo:
    "Ecco, questo è il PC. Quello che prima facevi con carta e penna ora lo fai con questo"
    "E come funziona?"
    "Pigi qui, schiacci lì, premi su e clicchi giù"
    "Ah, ok".
    Non uno straccio di formazione, ecco il problema.
    Ecco perchè quando mi chiedono perchè "il PC non si accende" chiedo innanzitutto di verificare se la spina è inserita (non scherzo, capita davvero).
    H5N1
    1598
  • Oltre a quello (giusto comunque) aggiungerei anche il fatto (specie qua in italia) che molti si sono improvvisati "tecnici informatici" quando sapevano a malapena usare windows. Col risultato che oramai tutte le aziende pensano che il personale IT sia solo un costo e superfluo al 99%.
    E i piccoli lavori (visto con i miei occhi, per piccoli lavori si pensa anche ad una reinstallazione del OS scordandosi di salvare i dati) li lasciano fare a quelli che si credono esperti (smanettoni) di pc...salvo poi chiamare l'esperto vero e rispondergli in malo modo quando costui gli chiede 50€ l'ora (pero' l'idraulico che cambia un rubinetto gliene chiede 80 e sta pure basso).
  • - Scritto da: H5N1
    > Il problema è a monte.
    > In ItaGLia come nel Regno Unito, come nella
    > maggiorparte dei Paesi che si dichiarano
    > civilizzati ed industrializzati
    > l'informatizzazione aziendale è avvenuta in
    > questo
    > modo:
    > "Ecco, questo è il PC. Quello che prima facevi
    > con carta e penna ora lo fai con
    > questo"
    > "E come funziona?"
    > "Pigi qui, schiacci lì, premi su e clicchi giù"
    > "Ah, ok".
    > Non uno straccio di formazione, ecco il problema.
    > Ecco perchè quando mi chiedono perchè "il PC non
    > si accende" chiedo innanzitutto di verificare se
    > la spina è inserita (non scherzo, capita
    > davvero).

    Io prima chiedo: il pc o il monitor?
  • Mi è giusto capitato settimana scorsa.
    Mi han chiamato da un ufficio dove non si accendeva più un computer ed in 5 o 6 non capivano come mai.
    Arrivo lì e c'erano le spine di monitor e pc staccateDeluso
    non+autenticato
  • - Scritto da: H5N1
    > Il problema è a monte...

    il problema è ancora più a monte ti danno un PC ...e c'è dentro windows..
    non+autenticato
  • Trollata micidiale.
    Non sono anti nulla, ma queste affermazioni sono leggermente fuori luogo.
    Secondo te se c'era Linuz cambiava qualcosa? Se un imbecille non riesce a capire che la spina è staccata cosa cambia se sul PC ha linux o se ha un Mac?
    H5N1
    1598
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