Roma - L'impatto che la rete ha avuto nella campagna elettorale che ha preceduto le Presidenziali USA non tange Sarah Palin: rientrata in Alaska dopo la sconfitta del partito Repubblicano, Palin in un'intervista ridimensiona le potenzialità dell'informazione e dell'opinione che emerge dai cittadini della rete.
I blogger? A parere di Sarah Palin,
intervistata da
Fox News, "sono ragazzini in pigiama che si chiudono nei seminterrati delle case dei loro genitori bloggando di gossip o diffondendo baggianate".
Poco importa che i candidati alla presidenza degli States abbiano fatto leva sulla comunicazione online per
guadagnare consensi e
raggranellare fondi, poco importa che i cittadini della rete
si siano lasciati avvincere dalla capacità dei candidati di relazionarsi con loro, poco importa che il neoeletto Barack Obama
stia dimostrando che le questioni legate alla rete e all'informazione che vi circola siano di fondamentale importanza. Per Sarah Palin i commentatori della rete sono ragazzini capaci solo di alimentare pettegolezzi.
Ma la rete
insorge ora contro Sarah Palin. Il governatore dell'Alaska nutre probabilmente nei confronti dei netizen un'avversione dovuta agli
episodi che l'hanno vista
protagonista delle cronache online: ma sono in molti a rivendicare che gli utenti di Internet utilizzano gli strumenti online per condividere opinioni e per partecipare in maniera consapevole alla società civile. (
G.B.)