Gaia Bottà
mercoledì 12 novembre 2008

Myanmar, 20 anni di carcere per un blogger

Accusato di aver messo in ridicolo e di aver cospirato contro le autorità, accusato di possedere video che non avrebbe dovuto possedere, su Nay Phone Latt si è abbattuta una condanna che scandalizza il Mondo

Roma - Sconterà 20 anni e 6 mesi di carcere per aver posseduto dei video compromettenti, per aver riversato nei post del suo blog le proprie preoccupazioni riguardo all'assottigliarsi delle libertà concesse ai cittadini del Myanmar.

Nay Phone LattNay Myo Kyaw, altresì noto come Nay Phone Latt, era stato tratto in arresto lo scorso gennaio: vicino al partito di opposizione, la Lega Nazionale per la Democrazia, aveva seguito passo passo il dipanarsi delle proteste condotte dai monaci. Oltre ad aggiornare i suoi concittadini attraverso il suo blog, aveva sfidato le censure e la propaganda offrendo alla rete una testimonianza attraverso una campagna informativa condotta via email per documentare, attraverso cronache e foto, gli eventi dello scorso settembre. Aveva inoltre dato spazio nel suo blog ad una vignetta satirica che raffigurava il capo della giunta militare.

La sentenza è stata formalizzata da un tribunale di Rangoon: Nay Phone Latt non ha potuto contare sull'appoggio del suo legale, a sua volta incarcerato per oltraggio alla corte, ed è stato condannato a 15 anni di carcere sulla base della legge che punisce i cybercriminali, a 2 anni per "aver creato allarme" presso i suoi concittadini, a 3 anni e mezzo perché riconosciuto in possesso di un video che non avrebbe dovuto circolare.Insieme a Nay Phone Latt le autorità del Myanmar hanno scodellato una condanna nei confronti di un altro attivista, il poeta Saw Wai, per aver pubblicato un libello in versi che si scagliava nei confronti delle autorità del paese in cui vive. Accusato di diffamazione, dovrà scontare due anni di carcere. Ma sono in molti i dissidenti che il governo sta tentando di ridurre al silenzio dietro alle sbarre.

"Le autorità hanno imposto una punizione straordinariamente severa a Nay Phone Latt solo per aver usato Internet - denunciano Reporers Sans Frontières e Burma Media Association - questa sentenza impressionante ha l'obiettivo di terrorizzare coloro che si rivolgono all'online per tentare di eludere il controllo pervasivo operato dalla dittatura sulle notizie e sull'informazione". Un controllo che, fra tariffe proibitive e blocco di link non risparmia la rete.

Gaia Bottà

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7 Commenti alla Notizia Myanmar, 20 anni di carcere per un blogger
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  • Come da titolo prestittimo anche in Noi
    avremo qualche bella legge liberale a tal scopo.
    Se non si preoccupano di comportarsi bene per farsi
    votare alle prossime elezioni sara un perche...
    meditate... meditate...
    non+autenticato
  • solita propaganda anti-birmana foraggiata da washington e le sue migliaia di ONG sparse in asia.


    chi ben conscio di rischiare 20 anni contravviene alla legge poi se l'e' andata a cercare quindi non si lamenti con noi.
    non+autenticato
  • stiamo dando davvero i numeri, in questo mondo sta prendendo il controllo il lato oscuro

    inizia a dividersi il significato di LEGGE e di GIUSTIZIA

    20 anni per un blogger

    nel mio paese per omicidio hanno dato 6 mesi ad un minorenne
  • i regimi non si tengono in piedi incarcerando chi protesta, ma facendo in modo che la gente non li ascolti, un buon modo (i regimi occidentali insegnano) e' rincoglionire la gente con la televisione, proponendo modelli comportamentali basati su cazzate (possedere il cellulare/automobile/vestito/ecc.. piu' figo, andare in tv, ecc..) e sulla corruzione; e' cosi' che si mantiene un regime, facendo in modo che la gente creda di essere in una democrazia
    non+autenticato
  • non é strano che in certi paesi se arrestano un blogger alcune associazioni montano un caso (giustamente per altro anche se magari senza informarsi bene pur di incalzare gli "stati canaglia", tipo quel "blogger perseguitato" che invitava -e non in maniera ironica- a dare fuoco ai commissariati) mentre di altri paesi dove giornalisti ufficiali vengono uccisi danno solo il numero delle vittime e di altri paesi ancora non danno neanche quello, quando non sono indagati per tentativi di depistare le indagini sulla responsabilità di chi li ha uccisi ?

    per restare a noi, blogger come carlo ruta chi li difende ?

    e non basta dire che non si faranno 20 anni, con cause miliardarie, fedine penali sporche e linciaggio morale di giornalisti servili che portano a perdere il lavoro sono condanne pesanti lo stesso e altrettanto lesive della libertà di espressione
    non+autenticato
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