Luca Annunziata
mercoledì 12 novembre 2008

La Phoenix trionfa su Marte

Il laboratorio chimico in visita sul Pianeta Rosso lancia un ultimo segnale prima di spegnersi. La missione si conclude con successo, ma ci vorranno anni per dipanare la mole di dati fornita in questi mesi

Roma - Le ultime lettere giunte dal suolo marziano sono state di vittoria: "Trionfo" ha comunicato a Terra la Mars Phoenix Lander un attimo prima di disattivarsi, oltre tre mesi dopo il termine previsto per le operazioni e dimostrando una tenacia che fa sperare gli scienziati di non aver perso per sempre in contatto con la sonda. Che in questi quasi sei mesi di operazioni ha prodotto una enorme quantità di dati, molti dei quali ancora da analizzare, e garantito un paio di sorprese agli scienziati in cerca di indizi di vita autoctona sul vicino di casa della Terra, per molti versi simile al nostro pianeta.

Il ghiaccio intravisto in una fotoLa Phoenix era stata lanciata da Cape Canaveral il 4 agosto del 2007: da subito la missione si era rivelata piuttosto fortunata, mostrando una traiettoria di volo quasi perfetta ed evitando il disastro in fase di atterraggio (avvenuto il 25 maggio del 2008) sul suolo marziano. Una serie di circostanze ancora ignote, infatti, avrebbe ritardato l'apertura del paracadute di alcuni secondi rispetto a quanto previsto, causando uno spostamento del luogo dell'atterraggio di circa 30 chilometri rispetto all'area preventivata.

A differenza di alcune sonde che hanno preceduto la Phoenix su Marte negli ultimi anni, quest'ultima non era dotata di meccanismi che le consentissero di spostarsi. Phoenix era piuttosto un laboratorio chimico piuttosto sofisticato trasportato sul suolo marziano, assemblato in massima parte con elementi realizzati o progettati per precedenti missioni: il nome scelto per la sonda si rifà alla leggenda dell'uccello immortale proprio per indicare il riuso di materiale proveniente da precedenti missioni (alcuni delle quali cancellate) nella costruzione, con il preciso scopo di individuare tracce d'acqua e di eventuali forme di vita presenti o passate sviluppatesi sul Pianeta Rosso.
Proprio quest'ultimo compito, tuttavia, è stato al centro di alcune vicissitudini: il sistema di atterraggio a retropopulsione di Phoenix funziona a idrazina, sostanza potenzialmente in grado di compromettere alcuni esperimenti chimici, e ciò ha fatto temere che in parte i dati ricevuti possano risultare falsati per via di qualche reazione non prevista. Nonostante queste considerazioni, all'inizio di agosto alcune voci sulla presunta scoperta di tracce di vita su Marte si erano diffuse incontrollate per alcuni giorni.

l'ombra della phoenixLa stessa NASA, tuttavia, è intervenuta per chiarire che le prime analisi dei dati pervenuti a terra lascerebbero intendere una massiccia presenza di perclorato nel suolo marziano, sostanza incompatibile con questa possibilità, e in quantità tali da ritenere che l'ecosistema del pianeta non sia poi così favorevole alla nascita e sviluppo della vita come si era sperato.

Quanto invece la Phoenix è stata in grado di confermare è stata la presenza di acqua: la scelta della zona di atterraggio, in prossimità del polo nord del pianeta, era volta a verificare l'esistenza di calotte polari simili a quelle presenti sulla Terra. Anche in questo caso si tratta di analisi preliminari, ma le prime conclusioni su alcuni esperimenti e alcune immagini ricevute farebbero propendere per l'esistenza di H2O sotto forma di ghiaccio, mescolato a ghiaccio secco (CO2 in forma solida), nascosto sotto un leggero strato di polvere.

Il braccio roboticoTra gli altri compiti di Phoenix ci sono state rilevazioni meteorologiche, misure elettriche delle caratteristiche del suolo e l'osservazione al microscopio di alcuni campioni raccolti dal braccio robotico. Oltre a questo, la sonda era dotata anche di una camera steroscopica che ha consentito la ripresa di affascinanti panorami marziani.

Phoenix ha ufficialmente cessato le proprie attività il 10 novembre 2008, otto giorni dopo il precedente contatto durante il quale era stata avviata una procedura di spegnimento controllata. Le condizioni climatiche nella regione polare, unite ad un incremento nelle polveri disperse nell'atmosfera marziana che riducono la capacità di alimentazione delle batteria tramite i pannelli fotovoltaici, hanno condotto ad una rapido esaurimento dell'energia accumulata.

Grazie alla procedura di arresto tentata dagli scienziati, la Phoenix tuttavia potrebbe risorgere: al termine dell'inverno marziano, cominciato proprio in questi giorni, e se la sonda non riporterà danni nel corso dei prossimi mesi, il sistema potrebbe tentare un riavvio automatico delle funzioni in presenza di un'adeguata carica delle batterie. È questo l'auspicio della NASA, che si augura di riprendere gli esperimenti nella primavera del 2009, e che confida che la fortuna che fin qui ha accompagnato la Phoenix non la tradisca e le consenta di rinascere dalle sue ceneri ancora una volta.

Luca Annunziata

fonte immagini: NASA

una veduta del terreno attorno alla phoenix
17 Commenti alla Notizia La Phoenix trionfa su Marte
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  • Se la sonda Phoneix funziona ancora perfettamente perchè spegnerla, e non lasciarla, invece, a continuare a lavorare x avere più dati?
    Centro qualcosa l'inverno marziano?
  • Ciao, ti rispondo io che seguo da molto la vicenda delle sonde su Marte, sperando in un altra forma di vita marziana...(sarò matto ma ci spero tanto).
    Inverno marziano non permette ai pannelli solari di ricaricare le batterie, quindi viene spenta per salvaguardare il poco di energia rimasta.
    Se tutto va bene, finito inverno marziano la sonda se non invasa di polvere (terriccio) i pannelli ricaricano la batteria e la sonda dovrebbe cominciare a comunicare con la nasa.
    Speriam speriam...
    non+autenticato
  • Sempre che non si siano vetrificati i circuiti elettrici, effetto causato dal freddo molto molto intenso. Ricordiamo che i pannelli solari durante l'inverno marziano non funzionano perchè non vi è luce (come nei nostri inverni polari) e quindi non funzionano nemmeno i riscaldatori dell'elettronica di bordo che mantengono a temperature di funzionamento gli apparati. È molto probabile che sia definitivamente spenta.

    Per informazioni utili potete seguire tutte le missioni spaziali in corso attraverso il grande portale di astronautica italiano: www.forumastronautico.it che tratta gli argomenti in modo approfondito ed evitando i sensazionalismi cari invece a PI.
    non+autenticato
  • Perchè forse non lavora al di sotto di certe temperature (potrebbe danneggiarsi se in funzione)...
    non+autenticato
  • Le foto mostrano colori falsati artificialmente in modo da far sembrare rossiccio o quantomeno sul virato seppia il suolo.
    Accà nisciuno è fesso!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Eccolo
    > Le foto mostrano colori falsati artificialmente
    > in modo da far sembrare rossiccio o quantomeno
    > sul virato seppia il
    > suolo.
    > Accà nisciuno è fesso!

    Qui ci sono le risposte ai tuoi, giusti, dubbiOcchiolino
    http://phoenix.lpl.arizona.edu/faq.php
  • Che brutto sito
    non+autenticato
  • - Scritto da: Suni
    > Che brutto sito

    Quando il saggio indica la luna...lo stolto guarda il dito.
    non+autenticato
  • Grazie, sito interessante anche se da prendere "cum grano salis". La spiegazione che è data sul sito mi sembra stilata apposta per gli ingenui, da un (bel) pezzo ormai la tecnica più scalcinata di trattamento e compressione senza perdita di informazioni sulle immagini digitali permette di non perdere nemmeno un bit e di trasmettere ovunque qualsiasi immagine, al più abbassando la risoluzione ma non alterando le preziosissime informazioni di colore. Io credo che si mostri al pubblico quello che si vuole che il pubblico veda, non la realtà non manipolata, in certe cose.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Eccolo
    > Grazie, sito interessante anche se da prendere
    > "cum grano salis". La spiegazione che è data sul
    > sito mi sembra stilata apposta per gli ingenui,
    > da un (bel) pezzo ormai la tecnica più scalcinata
    > di trattamento e compressione senza perdita di
    > informazioni sulle immagini digitali permette di
    > non perdere nemmeno un bit e di trasmettere
    > ovunque qualsiasi immagine, al più abbassando la
    > risoluzione ma non alterando le preziosissime
    > informazioni di colore. Io credo che si mostri al
    > pubblico quello che si vuole che il pubblico
    > veda, non la realtà non manipolata, in certe
    > cose.
    Quello che dici è sicuramente vero...alla fine, son loro che decidono cosa farti vedere o no, e soprattuto come fartelo vedereSorride
  • Si ma considera anche che del colore percepito dall'occhio umano possono anche farne a meno e usare filtri speciali per ottenere altri tipi di informazioni. Non è detto che le immagini siano la loro priorità, altrimenti non avrebbero incluso un lab di chimica.

    Anche se fuori contesto, considera che nonostante la tecnologia gli shuttle vengono comandati con computer degli anni 80.

    E infine considera che si tratta di una trasmissione di dati da un pianeta all'altro, non da un continente all'altro, e di mezzo può starci anche il sole.

    Quando non hai una fonte di energia illimitata e ogni trasmissione dati comporta un calo di energia allora puoi anche sacrificare qualcosa per tentare di allungare la durata della missione.
    non+autenticato
  • > Accà nisciuno è fesso!

    Quando il saggio indica la luna...lo stolto guarda il dito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ndr
    > > Accà nisciuno è fesso!
    >
    > Quando il saggio indica la luna...lo stolto
    > guarda il
    > dito.

    Quoto in totoSorride
    non+autenticato
  • Sì e gli arei sulle torri gemelle erano degli spitfire venuti da un'altra dimensione, per non parlare del falso atterraggio sulla Luna.
    Oh ma c'è sempre chi deve mettere in dubbio qualsiasi cosa, i colori sono relativi al tipo di ripresa, del CCD della macchina e di tante altre cose, certo anche delle manipolazioni.
    Ma perché dovrei pensare che queste vengano fatte ad arte per dimostrare qualcosa, perché non posso starmene tranquillo qui a guardare delle foto, l'acqua mica è stata trovata solo su Marte.

    M.
    non+autenticato
  • complimenti agli scienziati e tecnici NASA che anche con tagli e limiti di budget riescono a compiere missioni simili, si spendesse in scienza quello che si sta spendendo per l'IRAQTriste
    MeX
    15708
  • - Scritto da: MeX
    > complimenti agli scienziati e tecnici NASA che
    > anche con tagli e limiti di budget riescono a
    > compiere missioni simili, si spendesse in scienza
    > quello che si sta spendendo per l'IRAQ
    >Triste

    non mi ricordo il budget che ci avevano messo ma è notevole pensare che spirit e opportunity, i rover atterrati su Marte nel 2004, sono ancora in buona forma... e la missione ufficialmente si sarebbe ritenuta un successo se durava 6 mesi.
    http://marsrovers.nasa.gov/mission/status.html
    effettivamente dopo i primi periodi non so se stiano ancora raccogliendo informazioni scientifiche... ma vedo che si stanno dando un gran da fare per esplorare la zona di atterraggio (in 4 anni si sono macinati 8 km a testa!Sorride )

    EDIT: si, stanno ancora raccogliendo dati scientifici con gli strumenti a bordo. quindi al momento non sono solo 2 costosissime macchine fotografiche.Sorride le loro storie son meglio di Beautiful per un nerd (come meCon la lingua fuori )

    a volte da budget "limitati" tirano fuori il meglio.
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    Modificato dall' autore il 12 novembre 2008 10.47
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  • - Scritto da: MeX
    > complimenti agli scienziati e tecnici NASA che
    > anche con tagli e limiti di budget riescono a
    > compiere missioni simili, si spendesse in scienza
    > quello che si sta spendendo per l'IRAQ
    >Triste

    In realtà in questo caso c'entra molto l'Università dell'Arizona e meno la NASA.
    La missione serviva anche per verificare concentrazioni di acqua già ricavate in vario modo, tra cui un codice di trasporto di neutroni (poi c'è gente che dice che studiare ingegneria nucleare è inutile...).
    non+autenticato