Gaia Bottà
giovedì 13 novembre 2008

Fung (isoHunt): leggi e industria si adeguino alla rete

Condividere e remixare sono comportamenti insiti nella natura umana e non possono che valorizzare le opere. Il fondatore di isoHunt invita l'industria a smettere di cavalcare leggi scritte per il mondo analogico

Fung (isoHunt): leggi e industria si adeguino alla reteRoma - Perché l'industria dei contenuti insiste nello scagliarsi contro i suoi stessi utenti? Perché i detentori dei diritti se la prendono con i servizi che possono rendere le loro opere più accessibili? È una provocazione di Gary Fung, pioniere del file sharing e fondatore di isoHunt, celeberrimo motore di ricerca per file condivisi dagli utenti, bersagliato dai detentori dei diritti di mezzo mondo.

IsoHunt aveva subito dagli studios di MPAA il primo affondo, sotto forma di una denuncia che lo scorso anno l'aveva costretto alla chiusura temporanea. IsoHunt era tornato a calcare la scena del P2P, azzoppato e limitato ai soli utenti localizzati al di fuori dagli Stati Uniti. Ma l'industria canadese non aveva tollerato i favoritismi concessi a MPAA e aveva sferrato un secondo attacco, al quale isoHunt ha promesso di rispondere definitivamente per dimostrare la legittimità del servizio che offre.

Il problema fondamentale dell'industria dei contenuti, spiega Fung in un aggressivo commento pubblicato sulle pagine di TorrentFreak, è che ai suoi membri sembra sfuggire la natura del funzionamento dell'economia digitale. Condividere su Internet significa accidentalmente copiare, spiega Fung, e copiare opere in formati digitali ha un costo pari a zero, il che rende la violazione del copyright incredibilmente facile. Così facile e inaspettata che anche una madre che voglia condividere con il mondo i buffi progressi del pargolo che si dimena sulle note di Prince rischia di incorrere nelle azioni legali della sua casa discografica.
L'industria, avverte inoltre Fung, non sembra comprendere che la condivisione dei contenuti alimenta la creatività e il common di cultura attraverso ibridazioni e remix di materiale attinto dalle fonti più diverse. Si tratta di zibaldoni che non sviliscono il valore dell'opera scaturita dalla fantasia del detentore dei diritti, ma che, anzi, contribuiscono a perpetuarlo attribuendogli nuove sfaccettature. "Remixare e condividere sono cose positive per la cultura - sintetizza Fung le teorie di Lessig - denunciare i consumatori e coloro che usano la tecnologia che abilita la condivisione è distruttivo per tutti".

Fung suggerisce all'industria che la rete è il più grande replicatore di informazione mai esistito, che il digitale ha saputo abbattere l'economia della scarsità: è tempo che i produttori di contenuti smettano di giustificare il proprio comportamento con numeri e concetti anacronistici e imparino a muoversi e a mettere a frutto un contesto radicalmente diverso da quello in cui hanno iniziato a costruire il proprio business.

Ciò non significa, sottolinea il fondatore di isoHunt, che agli autori non vada riconosciuto il merito e il giusto compenso per il proprio lavoro: significa però che "il copyright debba essere riformato e per adeguarsi all'era di Internet". "Quando la maggior parte della società non ha una convinzione etica di aver fatto del male violando la legge sul copyright - denuncia Fung - non è la società a sbagliare, ma la legge".

Gaia Bottà
38 Commenti alla Notizia Fung (isoHunt): leggi e industria si adeguino alla rete
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  • C'è un tizio che viene definito pioniere del file sharing, il quale esorta le major a cambiare registro?

    Ma dove sta la notizia?

    E' solo un'occasione che ha usato PI per fare la quotidiana apologia del P2P.
  • vomitevole, ancora una volta PI fa APOLOGIA DI PIRATERIA !


    qui non stiamo parlando di beni di prima necessita' o di informazioni politiche nascoste agli ignari cittadini.

    qui si parla invece del "diritto" di potersi copiare il nuovo CD di Britney Spears o l'ultimo DVD di Rocco Siffredi !

    i pirati e soprattutto i LAMERS come questo tizio non hanno alcun diritto di metter parola su cosa o meno i produttori debbano fare.

    se non gli va bene NON usufruisca di questi contenuti, semplice.



    se copiare e' diventato troppo facile sono CAZZI VOSTRI.
    la copia e' un reato e in molti casi e' pure un reato penale
    ormai.

    vi piaccia o meno, se vi beccano vi multano e possono pure sbattervi in galera quindi aggiornatevi e adeguatevi VOI.
    non+autenticato
  • "Quando la maggior parte della società non ha una convinzione etica di aver fatto del male violando la legge sul copyright non è la società a sbagliare, ma la legge"

    non ci sono argomentazioni che tengano contro questa, se non sei d'accordo... sei in minoranza e dunque hai torto.
    non+autenticato
  • facciamo 2 esempi:
    1) un ubriaco con tasso alcolico del 5% nel sangue e sotto l'effetto di tutte le droge messe insieme, ma fidanzato della figlia di un ex. calciatore (ogni riferimento a fatti realmente accaduti non è casuale) uccide 2 persone perché è troppo stupido per capire che sta guidando una macchina (senza patente), si è divertito nell'averle uccise e da ricostruzioni sembra l'abbia fatto apposta, non fa nemmeno 1 secondo di prigione, ma anzi, esce subito con la fedina penale pulitissima

    2) un ragazzo scarica un cd dalla rete, viene arrestato, condannato a 3 anni, ad un risarcimento di 300000 euro e gli viene proibito di usare internet

    risultato? RUBATE TUTTO perché tanto per l'italia non c'è speranza
    non+autenticato
  • Il modello di commercializzazione della musica basato su selezione degli artisti, campagne promozionali, e distribuzione di supporti fisici non ha piu' alcuna ragione di esistere.

    Le case discografiche sono mantenute in vita dall'accanimento terapeutico di uomini d'affari senza scrupoli e governi compiacenti.
    E' solo questione di tempo.

    Il moralismo usalo per cose piu' utili, amico. C'e' solo l'imbarazzo della scelta.
    non+autenticato
  • condivide et impera.. ma lo usate spesso o sbaglio?
    SiN
    1120
  • Copiare è facile e costa poco.

    E' creare che è difficile, provate voi a creare canzoni, programmi, film e poi mi dite quanto costa.

    Sicuramente le ditte cercano di mangiargi il più possibile, ma quello che ci smena sempre è il classico pischello da 4 soldi, che se appena bravo si ritrova la strada bloccata ( o non vende e gli copiano il lavoro ) e non parlo solo di cantanti, ma anche di di crea programmi.

    Che poi il P2P sia in molti casi una cosa bella, è verissimo, ma scambiare i contenuti commerciali per cultura è una cavolata.
    Intrattenimento != Cultura.
  • Arte != Intrattenimento.
    L'intrattenimento (commerciale) è business, nient'altro.

    La Musica è Arte (ovviamente non mi riferisco ad una "Pop Porno" ma a MUSICA degna di tale nome), ed io la considero una forma di cultura.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Matteo
    > Arte != Intrattenimento.
    > L'intrattenimento (commerciale) è business,
    > nient'altro.
    >
    > La Musica è Arte (ovviamente non mi riferisco ad
    > una "Pop Porno" ma a MUSICA degna di tale nome),
    > ed io la considero una forma di
    > cultura.

    immagino che la consideri cosi bene che non ritieni giusto un riconoscimento monetario oppure dopo aver scaricato, mandi un compenso all'autore?
  • perchè non sono miope come tutti pensano, anzi, hanno per primi capito una gran cosa su internet: tutti possono essere produttori di contenuti, ma proprio tutti dai 6 ai 90anni e di qualsiasi estrazione sociale.
    In altre parole internet sostituisce *completamente* il lavoro svolto dalle major.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bugbuster
    > perchè non sono miope come tutti pensano, anzi,
    > hanno per primi capito una gran cosa su internet:
    > tutti possono essere produttori di contenuti, ma
    > proprio tutti dai 6 ai 90anni e di qualsiasi
    > estrazione
    > sociale.
    > In altre parole internet sostituisce
    > *completamente* il lavoro svolto dalle
    > major.

    ?? Tutti produttori di contenuti? Ma per favore!
    Distributori senza fini di lucro possono esserlo tutti, quelli che tentano di lucrarci sui contenuti che non producono devono essere puniti, giustamente.
    Ma dire che tutti producono contenuti... Spazzatura certamente, prodotti professionali e di qualità ben raro e comunque non è che un gruppo qualsiasi di persone si mette insieme e ti produce un film che costa $50-$250milioni da produrre.... ehh!
    non+autenticato
  • > ?? Tutti produttori di contenuti? Ma per favore!
    > Distributori senza fini di lucro possono esserlo
    > tutti, quelli che tentano di lucrarci sui
    > contenuti che non producono devono essere puniti,
    > giustamente.

    penso che intendesse dire che un pischello senza possibilità economiche può con internet pubblicare un suo lavoro e farlo conoscere a tutti, sperando di diventare famoso.

    Peccato che come diventa damoso, tutto il suo lavoro rischia il P2P.

    Qualcuno prima scarica da P2P e poi compera, ma ( siamo sinceri ) in quanti lo fanno?
  • Io lo facevo, ora scarico e basta, visto che quello che scarico da meno problemi di quello che compro -.-'''
    Wolf01
    3228
  • Guarda, non è detto che il suo lavoro che finisce sul p2p lo porti ad un sicuro fallimento, anzi, gli fa un sacco di pubblicità.
    Sgabbio
    21461
  • - Scritto da: pippo75
    > Qualcuno prima scarica da P2P e poi compera, ma (
    > siamo sinceri ) in quanti lo
    > fanno?

    Più di quelli che pensi... e sicuramente, tutti quelli che amano la musica. Sento sempre più spesso di persone che parlano di "originalizzare" buona parte della propria collezione musicale, un po' per questioni di qualità (l'mp3 fa schifo, e i flac sono rari), e un po' per supportare i propri artisti e avere un prodotto "full optional" con booklet, curiosità, crediti e bonus tracks.
    IMHO le major sbagliano a credere in soluzioni come itunes music store; non ha senso vendere a pagamento un prodotto di scarsa qualità, la cui distribuzione è a costo 0.
    non+autenticato
  • > IMHO le major sbagliano a credere in soluzioni
    > come itunes music store; non ha senso vendere a
    > pagamento un prodotto di scarsa qualità, la cui
    > distribuzione è a costo
    > 0.

    vuoi dire che 1 euro a canzone non lo meritano.

    l'mp3 farà anche schifo, ma forse dipende anche dal contenuto.

    ma vuoi dire che chi scarica Photoshop poi lo va a comperare, stesso discorso per i giochi?
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