giovedì 13 novembre 2008

Protocolli Governo-Microsoft, la lettera di AsSoLi

L'Associazione Software Libero invita il ministro Brunetta a superare gli ostacoli e a dettagliare le intese strette nei mesi scorsi con la divisione italiana del big di Redmond

Roma - Da circa tre mesi una delle realtà storiche del panorama informatico italiano, l'Associazione Software Libero, ha chiesto di poter prendere visione dei protocolli di intesa che riguardano la fornitura di software e servizi Microsoft alla Pubblica Amministrazione. Ora l'Associazione ha deciso di inviare al ministro Brunetta una lettera aperta, riportata qui di seguito:

"Lettera aperta all'On.le Ministro Renato Brunetta
Protocolli d'intesa sottoscritti in data 05.08.08 con Microsoft Italia S.r.l.

On.le Ministro Renato Brunetta,
il 16.08.08 Le abbiamo spedito una lettera (ricevuta il 03.09.08) con la quale domandavamo di avere accesso a due protocolli d'intesa da Lei sottoscritti con Microsoft Italia S.r.l.: quello "per lo sviluppo di soluzioni d'eccellenza tecnologiche e organizzative, in particolare nel settore della scuola", e quello (sottoscritto anche dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia) "per la realizzazione di un progetto pilota di ammodernamento e dematerializzazione della gestione documentale degli uffici".
La notizia di quegli accordi ha destato in noi viva preoccupazione: in primo luogo perché la P.A. spende ogni anno molti milioni di euro in licenze software (274 nel solo 2003), in secondo luogo perché l'azienda Microsoft è stata condannata in sede europea per abuso di posizione dominante e in terzo luogo perché in qualità di Ministro della Repubblica Lei non può ignorare che il software libero offre una valida alternativa e che la legge (art. 68 D.Lgs. 82/05) impone di realizzare una valutazione comparativa prima d'acquisire il software da utilizzare.

Abbiamo pensato che Lei, Signor Ministro, fosse stato mal consigliato e che fosse nostro dovere aiutarLa.
Ci siamo precipitati a scriverLe nel week end di ferragosto, ma, ad oggi, siamo ancora in attesa di risposta. L'inerzia del Suo Ministero ci ha infine costretti a ricorrere alla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi.

Quanto dovremo ancora attendere per esercitare il nostro diritto di verificare che quei protocolli d'intesa non ostacolino l'impiego del software libero nella P.A., non rechino ingiusto pregiudizio agli interessi delle aziende europee che commercializzano servizi basati su software libero ed agli interessi dei cittadini?

Per ora possiamo solo sospettare che, per esempio, l'accordo per il progetto pilota sulla dematerializzazione documentale sia del tutto inutile: in Piemonte si sta già realizzando, con soldi pubblici, un sistema di gestione documentale in software libero (doqui), che anche altre regioni stanno considerando di adottare.
Infatti, il software libero può essere riutilizzato senza costi di licenza da tutta la P.A..

Ritardare l'uso del software libero da parte della P.A. danneggia la nostra economia, rende il mercato meno libero e favorisce un gruppo minoritario di aziende che privano il nostro paese di cospicui introiti fiscali. Sa che, per fare un esempio, Microsoft (ma analogo discorso vale per molti dei principali produttori di software proprietario) fattura le licenze vendute in Italia esclusivamente dalla filiale Irlandese (per un totale di 750 Milioni di Euro nel 2003) e che quindi comprando licenze di software proprietario si incide negativamente sulla bilancia dei pagamenti?

Nel 2000 più di 2.000 cittadini italiani firmarono una lettera aperta intitolata "soggezione informatica dello stato italiano a Microsoft": da allora le cose non sono migliorate se oggi si finanziano le iniziative di quell'azienda, che non ha certo bisogno di aiuti pubblici.
Non ci riferiamo ovviamente ai protocolli d'intesa da Lei sottoscritti (che non abbiamo letto e quindi non possiamo giudicare).
Ci riferiamo invece ad altre esperienze che la nostra associazione ha avuto modo di valutare negli ultimi anni.

Come il Centro di Ricerca di Povo (Trento), inaugurato nel 2005. Un centro in cui per ogni euro investito dal socio privato (Microsoft), ne sono stati erogati quattro a fondo perduto dai soci pubblici (Provincia di Trento, Università di Trento, Università di Catanzaro e FIRB-MIUR), cioè da tutti noi cittadini. Un centro nel quale gli investimenti sono largamente pubblici: saranno pubblici anche i risultati della ricerca?
Dopo questo "affare", anche il Governo di centro-sinistra si è affrettato a stipulare accordi per la costituzione di tre nuovi "Centri di Ricerca su tecnologie Microsoft": non è certo una scelta sensata, in un paese che si riconosce nei valori del libero mercato e della concorrenza, destinare soldi pubblici a favore di una impresa che detiene il 95 % del mercato dei sistemi operativi.

Qualcuno potrebbe dire che non abbiamo ricevuto risposta per l'inerzia dei suoi uffici, per una pratica dimenticata sulla scrivania di qualche dipendente fannullone perennemente in malattia o per qualche dirigente ignavo o menefreghista.
Certo che, se queste cose succedono proprio nel Suo dicastero, proprio nel periodo in cui, a quanto sembra, la "crociata contro i fannulloni" sta dando il massimo risultato, c'è ancora molto da fare.

Nella speranza di riuscire a penetrare la fitta trama di ostacoli che Le impedisce di dare la dovuta attenzione alle istanze del software libero, restiamo in attesa di una Sua gradita risposta.

Con ogni osservanza,
per l'Associazione per il software libero
Marco Ciurcina"
126 Commenti alla Notizia Protocolli Governo-Microsoft, la lettera di AsSoLi
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  • Ogni volta che qualcuno parla di open source, autentiche orde di troll ignoranti come sassi vengono qui a biascicare idiozie contro di esso.

    Questo ovviamente senza che la moderazione di PI faccia assolutamente nulla, perchè come al solito a loro interessa il VOLUME degli interventi e non la QUALITA' degli stessi.

    Il che potrebbe anche avere un senso (certo immorale, ma pur sempre un senso) se non fosse che questa rivista on line, e i relativi forum, si chiamano "Punto Informatico", non "Sagra dell'Imbecille", ergo talune bestialità non dovrebbero venire pubblicate.

    Nello strenuo tentativo di sollevare dalle tenebre + buie dell'ignoranza degli avversari dell open-source, ribadiamo alcuni concetti fondamentali:

    - Open Source != Linux. L'open source è un paradigma di sviluppo e distribuzione del software, non un sistema operativo.
    - Lavoro != scrivere documenti con word. Così come è stupido ritenere che Open Source e Linux siano la stessa cosa, altrettanto stupido è ritenere che un lavoro di ufficio abbia a che fare solo con la redazione di documenti.
    - Open Source != gratis. Il fatto che i sorgenti siano resi disponibili non vuol dire che lo sforzo per produrli non debba venire remunerato. E' solo una garanzia in + per l'acquirente, gli si dice ecco come funziona il prodotto che hai acquistato (e probabilmente pagato).
    - Open Source != maggior costo. gli ignoranti nemici dell'open o credono che l'open source venga dato via gratis o al contrario che costi di + (non lo sanno manco loro, ma essendo ignoranti appunto parlano di cose che no nsanno). produrre un software costa, di solito tanto. Costa di + se devo reinventarmi ex-novo l'acqua calda ogni volta, quindi, spiengendo al massimo il riuso con l'open forse il costo di sviluppo è inferiore. Ovviamente non è detto.
    - "Con l'open non paghi il prodotto ma paghi la manutenzione" != true. Esattamente come con il software proprietario, si paga tanto il prodotto quanto la manutenzione. La manutenzione di un software (sia open che closed) comporta la maggior spesa e il maggior tempo del ciclo di vita del software stesso. La differenza sta nel fatto che con il closed, l'unico soggetto che puo' fare manutenzione ed evoluzione del software è chi l'ha prodotto, nel caso dell'open non necessariamente.
    - "Qualità Closed > Qualità Open" !=true. Ci sono software buoni e software fatti male indipendentemente da come poi vengano distribuiti. L'idea che chi produce un software e poi ne renda disponibili i sorgenti sia un programmatore amatoriale, non ha nessun fondamento nella realtà. Chiunque scriva software, ne scrive il codice. Il fatto che dopo lo mostri al mondo o meno è una scelta che nulla a che vedere con il come l'ha scritto. Probabilmente chi non ha remore a mostrarlo al mondo è perchè non ha di che vergognarsene.

    Ora queste sono cose che dovrebbe sapere chiunque si arrischi a scrivere su un forum pubblica che parla di questi argomenti, ma a quanto pare non è così.
    spero di essere stato utile.
  • > Ogni volta che qualcuno parla di open source,
    > autentiche orde di troll ignoranti come sassi

    e fanatici

    > - Open Source != Linux. L'open source è un
    > paradigma di sviluppo e distribuzione del

    L'open source è una licenza. O una religione, dipende.

    > - Lavoro != scrivere documenti con word. Così

    Esatto. C'è anche Excel e le macro e tutti quegli strumenti che possono abbreviare il tempo per fare un'operazione di 100 volte.

    > - Open Source != gratis. Il fatto che i sorgenti
    > siano resi disponibili non vuol dire che lo

    E' però sintomatico che non esistano programmi open source a pagamento. Quelli che lo sono vendono l'assistenza. Quindi dire open = gratis non è sbagliato nella realtà dei fatti.

    > - Open Source != maggior costo. gli ignoranti
    > nemici dell'open o credono che l'open source

    L'open source costa molto di più in costi espliciti ed in costi nascosti ! Il costo maggiore è la mancata innovazione.


    > - "Con l'open non paghi il prodotto ma paghi la
    > manutenzione" != true. Esattamente come con il

    I programmi open hanno spesso bisogno di più manutenzione e di personale più qualificato. Questo perchè i produttori di software closed sono interessati a vendere un prodotto migliore che fuinziona da subito. Quelli di software Open a vendere un servizio e un'assistenza che DEVE essere necessaria.

    > - "Qualità Closed > Qualità Open" !=true. Ci sono

    Assolutamente no. Basta vedere Office 2007 e Open Office oppure MySql e Oracle, gimp e Photoshop..... Infatti, se non fosse vero, nessuno comprerebbe i closed.


    > spero di essere stato utile.

    utilissimo.
    CSOE
    728
  • > > - "Qualità Closed > Qualità Open" !=true. Ci
    > sono
    >
    > Assolutamente no. Basta vedere Office 2007 e Open
    > Office oppure MySql e Oracle, gimp e
    > Photoshop..... Infatti, se non fosse vero,
    > nessuno comprerebbe i
    > closed.
    >

    ti sei dimenticato di windows* e GNU-Linux...
    non+autenticato
  • - Scritto da: CSOE
    > > Ogni volta che qualcuno parla di open source,
    > > autentiche orde di troll ignoranti come sassi
    >
    > e fanatici
    >
    Sì, concordo, sei anche fanatico.

    > > - Open Source != Linux. L'open source è un
    > > paradigma di sviluppo e distribuzione del
    >
    > L'open source è una licenza.

    Le licenze attengono alla distribuzione.

    >O una religione,
    > dipende.
    >

    Continui a parlarci di te, egocentrico.

    > > - Lavoro != scrivere documenti con word. Così
    >
    > Esatto. C'è anche Excel e le macro e tutti quegli
    > strumenti che possono abbreviare il tempo per
    > fare un'operazione di 100
    > volte.
    >

    Se ne deduce che tu non sai cosa significhi lavorare.
    Lo sospettavamo.
    Fortemente.

    > > - Open Source != gratis. Il fatto che i sorgenti
    > > siano resi disponibili non vuol dire che lo
    >
    > E' però sintomatico che non esistano programmi
    > open source a pagamento.

    No?
    In quela pianeta?

    > Quelli che lo sono
    > vendono l'assistenza. Quindi dire open = gratis
    > non è sbagliato

    + che sbagliato direi che è na stronzata.
    Di proporzioni bibliche.

    >
    > > - Open Source != maggior costo. gli ignoranti
    > > nemici dell'open o credono che l'open source
    >
    > L'open source costa molto di più in costi
    > espliciti ed in costi nascosti !

    E oltre ad affermarlo sai dimostrarlo?

    > Il costo
    > maggiore è la mancata innovazione.
    >

    E perchè, puoi dimostrare anche questo?

    >
    >
    > > - "Con l'open non paghi il prodotto ma paghi la
    > > manutenzione" != true. Esattamente come con il
    >
    > I programmi open hanno spesso bisogno di più
    > manutenzione e di personale più qualificato.

    Discutibilissimo l'uno e l'altro.
    Ci sapresti dare una spiegazione?

    > Questo perchè i produttori di software closed
    > sono interessati a vendere un prodotto migliore
    > che fuinziona da subito.

    Una cosa è il software generalista, altro quello costruito su misura.
    Nel primo caso le specifiche le stabilisci tu, nel secondo no, è chiaro che in quel caso i costi sono maggiori, così come le comptenze richieste.
    Il problema è che uno dice software e voi pensate al software generalista.
    Il che dimostra i vostri limiti.


    > > - "Qualità Closed > Qualità Open" !=true. Ci
    > sono
    >
    > Assolutamente no. Basta vedere Office 2007 e Open
    > Office oppure MySql e Oracle, gimp e
    > Photoshop..... Infatti, se non fosse vero,
    > nessuno comprerebbe i
    > closed.
    >

    Oppure li comprerebbero quelli che confondono valore con prezzo.

    >
  • > E oltre ad affermarlo sai dimostrarlo?

    Le mie affermazioni valgono come le tue visto che neppure tu hai dimostrato niente.
    CSOE
    728
  • Veramente io ho dimostrato tutto.
    Se poi non ci arrivi problemi tuoi.

    Tra l'altro di redarguisco sull'accostare le tue "opinioni" alle mie, lo trovo alquanto insultante.
  • > Tra l'altro di redarguisco sull'accostare le tue
    > "opinioni" alle mie, lo trovo alquanto
    > insultante.

    Evidentemente hai una brutta opinione di me. Peccato, io non ti giudico invece.
    CSOE
    728
  • - Scritto da: CSOE
    > > Tra l'altro di redarguisco sull'accostare le tue
    > > "opinioni" alle mie, lo trovo alquanto
    > > insultante.
    >
    > Evidentemente hai una brutta opinione di me.

    Sarà per le posizioni aprioristiche che assumi.
    Io ammetto che posso sbagliarmi su qualsiasi questione, ma non dico che una cosa è così perchè penso che sia così a dispetto dei fatti, tu invece sì.
  • Purtroppo spesse volte le scelte tecnologiche vengono fatte dai manager che per ignoranza tendono a convergere verso Microsoft etc.. spesso questi, non sono nemmeno al corrente delle alternative, ne conosco a bizzeffe di gente cosi. Potere della pubblicita'!
    non+autenticato
  • Mai sentite tante stupidaggini tutte insieme!
    Ne hai azzeccata forse mezza, quella di gimp vs photoshop.
    non+autenticato
  • - Scritto da: CSOE
    E' però sintomatico che non esistano programmi open source a pagamento. Quelli che lo sono vendono l'assistenza. Quindi dire open = gratis non è sbagliato nella realtà dei fatti.

    Qcad? la versione compilata win è a pagamento!
    non+autenticato
  • Fallendo nel settore privato, i linari vogliono adesso provare la strada del magna magna pubblico

    Ma non c'è più trippa per gatti oramai, finirete sotto i ponti abbracciati al pupazzo TUX Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: rumo
    > Fallendo nel settore privato, i linari vogliono
    > adesso provare la strada del magna magna
    > pubblico
    >
    > Ma non c'è più trippa per gatti oramai, finirete
    > sotto i ponti abbracciati al pupazzo TUX
    >Occhiolino
    dove tu ci ospiterai, vero?
    grazie molto gentileSorride
    non+autenticato
  • Non sai nemmeno di cosa si parla..
    non+autenticato
  • he he he che ridere....lo vedremo dopo Natale quando entreremo in recessione tecnica....

    hahahahaha sto già morendo dal ridere
    non+autenticato
  • E' giusto.

    Volete guadagnarci voi, fornendo assistenza e scrivendo programmini che costano il quadruplo o più.

    Allora fate le letterine, la promozione del libero ecc... perchè se non imponente la vostra piattaforma per legge, con la forza, non l'adotterebbe nessuno.

    E la PA si sa, è la preda più facile a cui imporre qualcosa.
    CSOE
    728
  • beh si parla tanto di made in Italy ed egoisticamente parlando, si è meglio l'opensource perchè almeno facciamo lavorare i nostri tecnici IT, invece che mandare pacchi di soldi a Redmond
    non+autenticato
  • - Scritto da: pabloski
    > beh si parla tanto di made in Italy ed
    > egoisticamente parlando, si è meglio l'opensource
    > perchè almeno facciamo lavorare i nostri tecnici
    > IT, invece che mandare pacchi di soldi a
    > Redmond

    e cosa metteresti al posto di msoffice? qualche programma fatto in italia?Occhiolino

    rassegnatevi al vostro miserabile fallimento
    non+autenticato
  • > rassegnatevi al vostro miserabile fallimento

    Vostro di chi?
    Se sei anche tu un Italiano allora proprio non hai capito niente.
    Itaglians......
    non+autenticato
  • forse openoffice, ma suppongo che dalle tue parti non sai ancora arrivata voce che esiste questo stupendo software
    non+autenticato
  • Condivido pienamente; AsSoLi si fa sentire solo quando si parla di soldi, e fa in modo di schierare la community per i propri affari della cricca che ci sta dietro
    non+autenticato
  • Perchè quando in italia qualcuno fa qualcosa di utile, in questo caso sia socialmente e tecnologicamente, gli piovono addosso tutte queste critiche ?

    Finalmente qualcuno che fa le domande giuste e non si fa intimorire dalle pressioni politiche che strozzano la nostra PA !

    Grazie a tutta l'Assoli, grazie Marco tieni duro !
    non+autenticato
  • perchè è fondamentalmente fazioso. Avrebbe potuto limitarsi a chiedere di avere visibilità sull'accordo senza partire con supposizioni del tutto ideologiche.
    non+autenticato
  • L'open source è il sogno di ogni venditore: si possono vendere prodotti e supporto, senza sostenere alcun costo di sviluppo! Gli ideali sono belli, ma il mondo degli affari ha saputo sfruttare a proprio vantaggio il lavoro degli altri!

    In genere le PA pagano per un servizio, non per un software.
    Che cosa importa alla PA se il servizio è realizzato con software OS oppure no?
    Assolutamente nulla!
    Che cosa cambia invece per i fornitori del servizio?
    Cambia che a parità di costi, chi vende soluzioni basate sull'open source avrà dei margini di profitto più alti!

    Avete presente il cloud computing? un insieme di servizi, realizzati spesso tramite software open source, venduti o resi disponibili attraverso la rete.
    E' una vittoria per la comunità open source sapere che gmail, google apps, youtube, flickr, facebook, myspace etc. sono basati su software OS, oppure è una sconfitta?
    Uhm a proposito, dove si trovano i sorgenti di google, nel caso volessi ricompilarmelo in casa?
    Va bene ho citato quasi tutti prodotti "gratuiti" per l'utente finale, ma che fruttano ai loro proprietari vagonate di dollari, alla faccia di chi davvero sviluppa il software per motivi "etici".

    Insomma credo che le battaglie del tipo "via Microsoft Office dagli uffici" siano abbastanza inutili, va bene si può discutere se ci sono davvero vantaggi economici oppure no, si può valutare se il software closed abbia comunque un valore aggiunto, oppure no. Ma non si cambia il mondo passando ad Open Office!

    Credo non serva a molto obbligare le PA ad _utilizzare_ software Open, sono invece dell'idea che sia molto meglio investire nello _sviluppo_, sarebbe opportuno secondo me che il software realizzato appositamente per le PA sia di tipo Open.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bbo

    > Che cosa importa alla PA se il servizio è
    > realizzato con software OS oppure
    > no?
    > Assolutamente nulla!

    Scherzi ? Il vero valore dell'approccio OS non sta tanto nei risparmi immediati, anche perché un vendor di soluzioni proprietarie potrebbe abbassare o azzerare i propri costi iniziali di licenza pur di beccarsi il cliente, quanto nella miglior protezione degli investimenti nel tempo (anche grazie alla maggior libertà di riutilizzo di quanto prodotto). Legarsi troppo a qualcosa che non puoi controllare non conviene mai. E l'uso di sw aperto ha benefici effetti anche sui costi di infrastruttura. Anni fa fra gli informatici vecchi come me c'era un detto: "se vuoi renderti indipendente dai produttori di hw devi renderti indipendente da quelli di sw". Parliamo di almeno 20 anni fa, ma già queste cose erano chiare agli addetti ai lavori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: beebox
    > Legarsi troppo a qualcosa
    > che non puoi controllare non conviene mai.

    Perfettamente d'accordo.
    Il mio punto di vista è che non è detto che con l'open source si risolva questo problema in automatico. Dipende!
    non+autenticato
  • si risolve perchè hai il codice

    se oggi ordini un gestionale alla ditta Mario Rossi s.r.l e poi quella ditta fra 2 anni fallisce o abbandona il prodotto, se non hai il codice sei fregato

    ti ritrovi per le mani un software che non riceve aggiornamenti e bug fix e hai terabyte di dati in un formato proprietario e non sai come portarli su un altro software concorrente

    e infatti in giro ci sono ancora programmi Cobol vecchi di decenni, non aggiornati e son casini enormi quando per qualche motivo bisogna aggiornare l'infrastruttura software
    non+autenticato
  • - Scritto da: pabloski
    > si risolve perchè hai il codice
    >
    > se oggi ordini un gestionale alla ditta Mario
    > Rossi s.r.l e poi quella ditta fra 2 anni
    > fallisce o abbandona il prodotto, se non hai il
    > codice sei
    > fregato
    >
    anche se hai il codice c'è quel rischio, vuoi perché manca la documentazione sul sorgente vuoi perché scritto talmente male da essere non manuntenibile, vuoi perché non hai le risorse per pagare qualcuno per metterci le mani sopra.

    > ti ritrovi per le mani un software che non riceve
    > aggiornamenti e bug fix e hai terabyte di dati in
    > un formato proprietario e non sai come portarli
    > su un altro software
    > concorrente
    >
    se quel software deve gestire TB di dati il pretendere che si debba obbligatoriamente appoggiare ad un RDBMS sarebbe il minimo. Magari il software non viene aggiornato ma i dati in ogni caso sono salvi ed esportabili.

    > e infatti in giro ci sono ancora programmi Cobol
    > vecchi di decenni, non aggiornati e son casini
    > enormi quando per qualche motivo bisogna
    > aggiornare l'infrastruttura
    > software

    e di molti si hanno i sorgenti. I casini nascono non dalla mancanza dei sorgenti quanto dalla riduzione dei programmatori cobol. Dal fatto che ci sono pochi capaci di metterci le mani sopra.
  • - Scritto da: pabloski

    > e infatti in giro ci sono ancora programmi Cobol
    > vecchi di decenni, non aggiornati e son casini
    > enormi quando per qualche motivo bisogna
    > aggiornare l'infrastruttura
    > software

    e se questi programmi Cobol fossero Open Source, che cosa avresti risolto?
    che sono casini enormi quando per qualche motivo bisogna aggiornare l'infrastruttura software. anche se hai i sorgenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bbo
    > L'open source è il sogno di ogni venditore: si
    > possono vendere prodotti e supporto, senza
    > sostenere alcun costo di sviluppo!

    Questa è una sciocchezza bella e buona.
    Il fatto che il codice del software sia disponibile, non vuol dire che lo abbia copiato da qualche altra parte.
    Non so quale tipo di conoscenza informatica vi faccia credere che open = copiato.
    Mah, a volte questi forum sembrano frequentati da gente completamente a digiuno di programmazione.

    >
    > In genere le PA pagano per un servizio, non per
    > un
    > software.

    Chiunque compri un software lo fa per il servizio che realizza e non per il piacere in se di avere il software.


    >
    > Avete presente il cloud computing? un insieme di
    > servizi, realizzati spesso tramite software open
    > source, venduti o resi disponibili attraverso la
    > rete.

    Il che, pero', non significa che sia una specie di raccolta di applicativi reperiti qua e là da sourceforge (ad esempio).
  • - Scritto da: dont feed the troll
    > Mah, a volte questi forum sembrano frequentati da
    > gente completamente a digiuno di
    > programmazione.

    Veramente a me non sta molto simpatica l'ideologia che sta intorno all'open source proprio perché non sono un venditore, non sono un sistemista, ma sono proprio un programmatore.

    > > In genere le PA pagano per un servizio, non per
    > > un
    > > software.
    >
    > Chiunque compri un software lo fa per il servizio
    > che realizza e non per il piacere in se di avere
    > il
    > software.

    Esatto. Quando una PA acquista un servizio dall'estero, cosa le importa se sia OS oppure no? L'importante è che faccia bene il suo lavoro.

    > > Avete presente il cloud computing? un insieme di
    > > servizi, realizzati spesso tramite software open
    > > source, venduti o resi disponibili attraverso la
    > > rete.
    >
    > Il che, pero', non significa che sia una specie
    > di raccolta di applicativi reperiti qua e là da
    > sourceforge (ad
    > esempio).

    Diciamo che attingono a tutte le fonti OS che trovano in giro, e ovviamente si danno molto da fare anche per lo sviluppo.
    Ma poi li rilasciano i sorgenti che hanno modificato?
    Ovviamente, visto che rilasciano un servizio e non un binario, no!

    (ecco spiegato anche perché Stallman odia il cloud computing! ihihiih)
    non+autenticato
  • > Esatto. Quando una PA acquista un servizio
    > dall'estero, ...

    ovviamente volevo scrivere "dall'esterno"
    non+autenticato
  • - Scritto da: bbo
    > - Scritto da: dont feed the troll
    > > Mah, a volte questi forum sembrano frequentati
    > da
    > > gente completamente a digiuno di
    > > programmazione.
    >
    > Veramente a me non sta molto simpatica
    > l'ideologia che sta intorno all'open source
    > proprio perché non sono un venditore, non sono un
    > sistemista, ma sono proprio un
    > programmatore.
    >
    E che tipo di programmatore sei, se non sai nemmeno cosa significa sviluppare una applicazione?

    > > > In genere le PA pagano per un servizio, non
    > per
    > > > un
    > > > software.
    > >
    > > Chiunque compri un software lo fa per il
    > servizio
    > > che realizza e non per il piacere in se di avere
    > > il
    > > software.
    >
    > Esatto. Quando una PA acquista un servizio
    > dall'estero, cosa le importa se sia OS oppure no?

    Le importa e come, perchè deve sapere, o poter sapere come funziona, in caso di necessità e per trasparenza verso la cittadinanza.

    > L'importante è che faccia bene il suo
    > lavoro.
    >
    > > > Avete presente il cloud computing? un insieme
    > di
    > > > servizi, realizzati spesso tramite software
    > open
    > > > source, venduti o resi disponibili attraverso
    > la
    > > > rete.
    > >
    > > Il che, pero', non significa che sia una specie
    > > di raccolta di applicativi reperiti qua e là da
    > > sourceforge (ad
    > > esempio).
    >
    > Diciamo che attingono a tutte le fonti OS che
    > trovano in giro, e ovviamente si danno molto da
    > fare anche per lo
    > sviluppo.

    Ecco, appunto.
    Ergo open source != copiato o adattato, cioè almeno non necessariamente.

    > Ma poi li rilasciano i sorgenti che hanno
    > modificato?

    Sei tu che asserisci che hanno "modificato" qualcosa. Potrebbero aver sviluppato tutto ex-novo.
    Tra l'altro sei sempre tu che fai una associazione tra cloud computing e open source, il che non è detto.
  • - Scritto da: dont feed the troll

    > E che tipo di programmatore sei, se non sai
    > nemmeno cosa significa sviluppare una
    > applicazione?

    Troll alert!

    > Sei tu che asserisci che hanno "modificato"
    > qualcosa. Potrebbero aver sviluppato tutto
    > ex-novo.
    > Tra l'altro sei sempre tu che fai una
    > associazione tra cloud computing e open source,
    > il che non è
    > detto.

    Già, per fortuna che ci sono io che vi metto in guardia e sto associando cloud computing con open source! Ah se non ci fossi io! Sorride

    Vedi, i fondamentalisti dell'open source odiano la licenza BSD perché, fondamentalmente, tramite BSD è possibile "chiudere" il codice.

    I furbacchioni del cloud computing hanno scoperto che, fondamentalmente, offrendo un servizio e non un binario possono chiudere quello che vogliono, anche una licenza GPL Sorride
    non+autenticato
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