giovedì 13 novembre 2008

Una imposta P2P sarebbe una manna

di Leonardo Maccari (leonardo.lilik.it) - Ma gli ostacoli tecnici, giuridici e sociologici ad una fruizione facile dei contenuti e della condivisione non mancano. Ecco perché

Roma - Guido Scorza dà un interessante punto di vista giuridico e sociale sulla possibilità di introdurre un'imposta sugli abbonamenti ADSL che renda libero lo scambio di contenuti coperti da diritto d'autore. I proventi che arrivano da questa imposta dovrebbero essere rediretti verso chi detiene i diritti, in modo da compensare i loro mancati introiti.
L'idea è in discussione da molto tempo ed è condivisibile negli intenti. Si tratta infatti di cercare un equilibrio tra la possibilità degli utenti di accedere alla cultura e la necessità degli autori di essere ricompensati.

Nella pratica, se ci concentriamo solo sulla musica, non si parla di cifre troppo rilevanti. Nel 2007 secondo AGCOM in Italia erano attive circa 10 milioni di connessioni ADSL, mentre il fatturato complessivo del mondo della musica (DVD, CD, vinili, cassette e digital download) secondo la FIMI si aggira intorno ai 220 milioni di euro. Ammesso che il mercato venga azzerato da un momento all'altro, l'imposta da applicare a tutti gli accessi internet sarebbe di 22 euro all'anno. Anche immaginando di far pagare solo le utenze residenziali e non quelle professionali (il 20%, sempre secondo il rapporto AGCOM), i dati non cambierebbero nella sostanza.

Il lato più affascinante di questa visione non è tanto la libertà di download, ma soprattutto che verrebbero enormemente ridimensionati gli intermediari, perché per pubblicare e scaricare da Internet non c'è bisogno di distributori. I proventi che arrivano dall'imposta sul canone verrebbero girati direttamente agli autori, siano essi musicisti o produttori. In questo modo il ruolo dei discografici sarebbe concentrato nella produzione più che nella promozione e nella distribuzione, il mercato diventerebbe meno chiuso e si romperebbero gli attuali oligopoli.
Anche se questa prospettiva sembra interessante, il problema, allo stato attuale delle cose è anche tecnico. Come si potrebbero redistribuire gli introiti tra gli autori? Attualmente esistono classifiche di vendita, passaggi radiofonici e televisivi ed altre attività certificabili che permettono alla SIAE di stilare una classifica, seppur opinabile, sulla base della quale vengono ripartiti i diritti. Ma se domani il mercato dei CD crollasse e gli utenti fossero liberi di ridistribuire liberamente musica su Internet, come verrebbero divisi gli introiti? In tutte le reti P2P distribuite, per loro natura, non esiste un ente centralizzato che può certificare chi scarica contenuti e quante volte, quindi non sarebbe possibile appoggiarsi alle reti che conosciamo. Alternativamente, si potrebbe organizzare un unico portale dove gli utenti possano caricare e scaricare musica, ma questo introdurrebbe costi e renderebbe necessaria l'identificazione degli utenti. Quest'ultimo fattore sarebbe indispensabile per verificare che le classifiche (e quindi le ripartizioni dei soldi) non vengano falsate da download artificiali. Sarebbe necessario quindi identificare un utente in base a credenziali riconoscibili e portabili da computer a computer ed esisterebbe un archivio centralizzato contenente tutte le sue attività di upload e download. È anche vero che se un utente può scaricare un numero arbitrario di pezzi, sarebbe piuttosto facile immettere dei prodotti del tutto fittizi sul mercato e far levitare il numero di download sottraendo introiti agli autori veri, il che aprirebbe delle nuove frontiere per il phishing. Limitare il numero di download per utente potrebbe essere una soluzione, ma cambierebbe non di poco il principio dell'intervento.

Generalmente, introdurre una nuova tecnologia peggiore di quelle esistenti non è una buona idea, quindi è immaginabile pensare che di fronte ad un sistema complesso e scomodo gli utenti continuerebbero a usare le vecchie reti P2P.

L'alternativa possibile è quella di permettere il download gratuito della musica e continuare a fare le classifiche in base ai dati di vendita dei supporti e delle piattaforme commerciali online più note. Ammesso che entrambe queste due possibili fonti di informazioni continuino ad avere un mercato rilevante, il cambiamento sarebbe compiuto solo a metà. L'aspetto più democratico di Internet infatti è che i contenuti interessanti vengono portati all'attenzione degli utenti attraverso motori di ricerca, blog e reti sociali, e non grazie ad un unico mezzo mainstream. Adottare vecchi strumenti per fare classifiche alle nuove tecnologie sarebbe un modo per non voler ammettere che il mondo, e il mercato con esso, sta cambiando. In altre parole servirebbe a garantire che quei pochi autori che oggi sono dei bestseller, continuino ad esserlo anche domani, a scapito di tutti gli altri che non hanno mai potuto guadagnare dal diritto d'autore.

Una proposta del genere quindi, anche se è affascinante, avrebbe dei risvolti non trascurabili sia sul piano giuridico e sociale, ma anche sul piano tecnologico. Esistono alcune problematiche che sono ad oggi irrisolte e che andrebbero affrontate per poter ottenere una vera innovazione.

Leonardo Maccari
http://leonardo.lilik.it
89 Commenti alla Notizia Una imposta P2P sarebbe una manna
Ordina
  • Premesso che:
    - Chi vuol rubare, trova comunque il modo di farlo, così nella rete come nel mondo reale
    - Chi vuol essere in regola, può sempre decidere di farlo così nella rete come nel mondo reale

    La SIAE potrebbe istituire una sorta di BOLLINO ELETTRONICO, che altro non sarebbe che una firma digitale che si applicherebbe tramite il sito SIAE ad un qualsiasi file mutimediale, (come un TAG) , e sarebbe il risultato del computo del file stesso (tipo CRC) e di un altro file di "credenziali" dell'utente (sempre lo stesso a vita, e si richiederebbe una sola volta alla SIAE).

    Le persone che scaricato un qualsiasi file multimediale, da una qualsiasi fonte, decideranno che vale la pena tenerlo (e quindi non cancellarlo subito), potranno semplicemente andare sul sito SIAE e firmare con il bollino elettronico il file stesso (ovviamente pagando l'importo del bollino sul sito stesso). Da quel momento il file sarà considerato LEGALE, e potrà essere verificato in qualsiasi momento, in quanto l'incrocio TAG del file con le credenziali utente darà esito positivo.

    Inoltre questo sistema avrebbe il vantaggio di permettere una conteggio EQUO dei diritti di autore, permettendo di assegnare ad ognuno esattamente quello che si è meritato.

    Una soluzione semplice, senza bisogno di creare inutili balzelli, e complicati sistemi di distribuzione, che alla fine non sevono a nulla.
    non+autenticato
  • - Scritto da: idea
    > Premesso che:
    > - Chi vuol rubare, trova comunque il modo di
    > farlo, così nella rete come nel mondo
    > reale
    > - Chi vuol essere in regola, può sempre decidere
    > di farlo così nella rete come nel mondo
    > reale
    >
    > La SIAE potrebbe istituire una sorta di BOLLINO
    > ELETTRONICO, che altro non sarebbe che una firma
    > digitale che si applicherebbe tramite il sito
    > SIAE ad un qualsiasi file mutimediale, (come un
    > TAG) , e sarebbe il risultato del computo del
    > file stesso (tipo CRC) e di un altro file di
    > "credenziali" dell'utente (sempre lo stesso a
    > vita, e si richiederebbe una sola volta alla
    > SIAE).
    >
    > Le persone che scaricato un qualsiasi file
    > multimediale, da una qualsiasi fonte, decideranno
    > che vale la pena tenerlo (e quindi non
    > cancellarlo subito), potranno semplicemente
    > andare sul sito SIAE e firmare con il bollino
    > elettronico il file stesso (ovviamente pagando
    > l'importo del bollino sul sito stesso). Da quel
    > momento il file sarà considerato LEGALE, e potrà
    > essere verificato in qualsiasi momento, in quanto
    > l'incrocio TAG del file con le credenziali utente
    > darà esito
    > positivo.
    >
    > Inoltre questo sistema avrebbe il vantaggio di
    > permettere una conteggio EQUO dei diritti di
    > autore, permettendo di assegnare ad ognuno
    > esattamente quello che si è
    > meritato.
    >
    > Una soluzione semplice, senza bisogno di creare
    > inutili balzelli, e complicati sistemi di
    > distribuzione, che alla fine non sevono a
    > nulla.

    quando parli di soluzione semplice stai scherzando immagino...
    poi mi tiri fuori il bollino che probabilmente a breve verrà eliminato..
    mah..
    non facciamo prima ad eliminare in toto la SIAE?
    non+autenticato
  • Supponendo che gli introiti dei diritti d'autore venissero distribuiti soltanto ai soliti noti attraverso classifiche fatte sui soli mezzi mainstream, quale sarebbe il problema?
    E' esattamente ciò che succede da anni...
    non+autenticato
  • Beh.. in teoria adesso è vero che i diritti raccolti dalla SIAE vanno agli autori mainstream, ma anche un autore piccolino che vende che so' 1000 CD, i guadagni di quei 1000 CD se li prende, in quanto è la rete ditributiva che lo paga.

    Se i brani si scaricano gratuitamente e girano solo i diritti d'autore.. quello li non prende nulla di nulla.
    frk
    342
  • Perché invece non modificare la legge sul diritto d'autore eliminando la possibilità che uno guadagni a vita dei soldi, così come i suoi eredi per aver lavorato solo un'anno della sua esistenza?
    Toglieremmo una ingiustizia legalizzata.
    non+autenticato
  • Questa proposta, lanciata già da anni dalla Free Software Fundation, è l'unica soluzione possibile.
    In pochi però considerano un fatto molto importante, ovvero che nelle reti p2p si trova anche la musica fuori commercio. Oggi il 98% della musica prodotta è fuori commercio e senza p2p non sarebbe disponibile altrimenti, se non andando a cercare nel mercato dell'usato.
    Il problema della "legalizzazione" del p2p nonè nè tecnico nè monetario: il problema è che le major perderebbero il potere di decidere quale musica pubblicare e quale invece tenere chiusa in cantina per 90 anni, a discapito degli autori stessi! Perderebbero il potere di influenzare a proprio piacimento i gusti musicali della gente!
    non+autenticato
  • > In pochi però considerano un fatto molto
    > importante, ovvero che nelle reti p2p si trova
    > anche la musica fuori commercio. Oggi il 98%
    > della musica prodotta è fuori commercio e senza
    > p2p non sarebbe disponibile altrimenti, se non
    > andando a cercare nel mercato
    > dell'usato.
    Magari c'è un motivo se non riesco a comprare "elettrica salsa"A bocca aperta
    non+autenticato
  • Si dice nell'articolo che la ripartizione si applica già oggi... è vero, ma solo per i diritti non connessi alla vendita...

    Mi spiego: se io sono un musicista e la mia musica passa in radio, allora prendo dalla Siae una percentuale se rientro nelle statistiche... se sono uno sfigato, anche se la mia musica passa 3 volte, non è che prendo i soldi per le 3 volte.

    Ma anche se sono uno sfigato e vendo 3 CD al negozio (o 3 brani su iTunes), almeno i soldi dei 3 CD mi arrivano. Saranno pochi, ma mi arrivano!

    Adottando al 100% il sistema della ripartizione, a meno di improbabili metodi certosini di calcolo, che però andrebbero a danno dei BIG, ossia per intenderci quelli che sono in cima alle classifiche, e che dal modello di ripartizione attuale ci giadagnano, finirebbe che io piccolo incasso meno di prima!!!
    frk
    342
  • Se tu sei uno sfigato, anche se il tuo brano passasse 1000 volte per radio non prenderesti una lire, (o un euro, meglio...). Al posto tuo lo prenderebbe qualcun altro, magari un'orchestra di liscio.
    E temo che la stessa cosa succeda anche se vendi 3 cd.
    L'unico modo per te (sfigato non conosciuto) di prendere qualcosa da una tua produzione sarebbe di venderla direttamente (magari via internet) senza intermediari.
    non+autenticato
  • Per quanto riguarda la radio sono d'accordo con te.

    Per le vendite no. Se vendo 3 CD mi pagano 3 CD. E comunque non è necessario passare per le major... puoi venderli pure la mercatino.

    Il problema è che se se per assurdo si realizzasse questa ipotesi, non venderei neanche 3 copie al mercatino, perchè tutti se le scaricherebbero gratis, pagando il flat, di cui a me non arriverebbe comunque nulla!
    frk
    342
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