Gaia Bottà
lunedì 17 novembre 2008

Se la copia surclassa l'originale

Le notizie ripubblicate su pagine Web diverse da quelle dell'editore sono lette da un pubblico vastissimo. Le richieste di rimozione? Una rinuncia

Roma - Notizie che rimbalzano in rete, stralci di informazione coperta da diritto d'autore che si replicano di pagina web in pagina web, di post in post. Sono notizie che guadagnano una visibilità maggiore di quelle pubblicate sui siti originali.

A rivelarlo è una ricerca effettuata a evidenti fini promozionali da Attributor, servizio che da anni si occupa di scandagliare la rete a favore dei produttori di contenuti monitorando la circolazione non autorizzata delle opere. Attributor ha preso in considerazione le notizie fornite da 100 editori, ha battuto 30 miliardi di pagine nel corso del mese di settembre, ha tenuto conto delle ripubblicazioni non autorizzate di almeno 125 parole che avessero ripreso più della metà dell'articolo originale.

I risultati? Attributor ha rilevato che la platea dei lettori dei materiali ripubblicati senza autorizzazione è globalmente vasta 1,5 volte rispetto a quella delle fonti originali. Per ogni lettore di una notizia pubblicata da un editore sul proprio sito web, esiste più di un lettore che legge lo stesso contenuto disseminato in siti, blog, profili delle reti sociali e qualsiasi altro canale di ripubblicazione. Una proporzione che pende ancora di più a favore dei contenuti ripubblicati senza autorizzazione qualora ci si misuri con notizie che hanno a che fare con lo sport, con i viaggi, con le recensioni cinematografiche e con le news a sfondo tecnologico.
Attributor tenta di catturare l'attenzione dei propri potenziali clienti aprendo uno scenario sul futuro dell'editoria online: individuando coloro che attingono senza autorizzazione è possibile mettere a frutto la pratica di disseminazione dei contenuti. L'azienda calca la mano sul fatto che gli editori possano trarre vantaggio dal copiaincolla stipulando contratti di revenue sharing per condividere i profitti garantiti dalla pubblicità sulle pagine che ospitano le ripubblicazioni. Ipotizzando un corrispettivo di un dollaro per ogni mille netizen che posino l'occhio su un banner ospitato dalle pagine insieme ai contenuti di cui detengono i diritti, si tratta di operazioni che potrebbero valere dai 50mila ai 250mila dollari all'anno.

L'azienda mette altresì in rilievo il fatto che basterebbe un link perché gli editori traessero vantaggio dal riciclaggio delle notizie in termini di visibilità e di posizionamento sui motori di ricerca. Se anche quella metà abbondante di cittadini della rete che riusano le notizie senza linkare la fonte originale aggiungesse un collegamento, l'editore guadagnerebbe indubbiamente in autorevolezza.

Ma si tratta di dinamiche che i colossi dell'informazione stentano ancora ad interiorizzare. Sono innumerevoli gli editori che non colgono le potenzialità offerte dalla dispersione online delle notizie che producono, e che rifiutano l'opportunità di figurare in vetrine come Google News. Associated Press si serve di Attributor: individua i contenuti riusati, ma non li mette a frutto: si limita a brontolare e intimidire coloro che riciclano le news ed esercitano il proprio diritto al fair use.

Gaia Bottà
6 Commenti alla Notizia Se la copia surclassa l'originale
Ordina
  • [quote]
    Fare pubblicità alla notizia e dire dove la si è presa è tanto di guadagnato per chi la pubblica materialmente.
    Se io ometto il link ma aumento la platea di un articolo di un quotidiano, tale quotidiano riceve da me una pubblicità gratuita...
    Quante volte avrò copincollato in forum, email, ecc. un articolo di PUNTO INFORMATICO? Sicuramente è capitato, e facendolo ho sicuramente contribuito alla sua diffusione; e non cambia nulla se metto solo un pezzo dell'articolo per invogliare la gente ad andare nel sito, se è scritto bene, se suscita curiosità e se l'interessato è un potenziale lettore ci andrà lo stesso.[/quote]

    Il discorso è un altro. Nessuno ti ha autorizzato a riportare la notizia (con link o meno) ne tantomeno qualcuno ti ha chiesto di fare pubblicità, visto che non è farina del tuo sacco, è come se io andassi ad un esamo con la tua tesi, ti sto solo facendo pubblicità facendo notare a tutti i professori quanto sei bravo, si ma la tesi è tua, così come il lavoro, e il voto però mio. Quando un editore avrà voglia che QUALCUNO gli ripubblichi qualcosa, te lo chiederà. Tutto il resto, se non per uno stretto accenno di cronaca, non è ammissibile.

    Enry
    non+autenticato
  • Come prima cosa da tenere in considerazione: quello di cui stai parlando nell'articolo non l'hai inventato tu, non ti sei inventato un eroe di un libro e non hai nessuna autorità o copyright su di lui, al massimo lo hai su COME hai scritto su di lui.
    Il protagonista dell'articolo probabilmente non ha nessun problema se mille testate giornalistiche si copiano la notizia.
    Se io copio spudoratamente il tuo articolo e non ti cito come fonte non è una cosa bella, ma IO ho contribuito alla diffusione della conoscenza, magari pubblicando l'articolo in siti o riviste dove tu non pubblicheresti mai, e quindi taglieresti fuori una fetta di utenti.
    Certo non è bello approfittarsi del lavoro degli altri, ma è ugualmente brutto privare tutti perchè non lo si trova remunerativo!
    Se invece copio qualche parte del tuo articolo, come una frase, un giro di parole, unendolo ad altre parti di altri articoli e mettendoci anche del mio, allora non hai il diritto di lamentarti, c'è una cosa che si chiama fair use, grazie alla quale ognuno è libero di ispirarsi al lavoro di altri per migliorarlo, o peggiorarlo a seconda dei casi, e far progredire la conoscenza

    EDIT:
    PS: Gli articoli di PI sono coperti da licenza creative commons share alike, quindi chiunque è completamente autorizzato a copiarli da altre parti a patto che non siano scopi commerciali: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/i.../
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    Modificato dall' autore il 17 novembre 2008 19.49
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    Wolf01
    3223
  • "ha tenuto conto delle ripubblicazioni non autorizzate di almeno 125 parole che avessero ripreso più della metà dell'articolo originale."

    Se io scrivo una news, ma cito vari pezzi di un altro articolo, a sua volta usato come fonte da un altro sito posso avere anche 125 parole in comune, ma le due news sono completamente diverse e legali.
    non+autenticato
  • Fare pubblicità alla notizia e dire dove la si è presa è tanto di guadagnato per chi la pubblica materialmente.
    Se io ometto il link ma aumento la platea di un articolo di un quotidiano, tale quotidiano riceve da me una pubblicità gratuita...
    Quante volte avrò copincollato in forum, email, ecc. un articolo di PUNTO INFORMATICO? Sicuramente è capitato, e facendolo ho sicuramente contribuito alla sua diffusione; e non cambia nulla se metto solo un pezzo dell'articolo per invogliare la gente ad andare nel sito, se è scritto bene, se suscita curiosità e se l'interessato è un potenziale lettore ci andrà lo stesso.
    non+autenticato
  • Sì ma almeno devi mettere da dove l'hai preso... se lo "spacci" come farina del tuo sacco....
    non+autenticato
  • Io ho visto qui sopra gente incollare articoli per intero anziché mettere il link e i messaggi non sono mai stati moderati.
    non+autenticato