Gabriele Niola

WebTheatre/ RedTv vs. YouDem.tv

di Gabriele Niola - Due webtv di simile ispirazione politica ma che con due stili opposti offrono l'occasione per vedere, letteralmente, come si sta evolvendo la comunicazione video sulla rete

Roma - Si è parlato la settimana scorsa di Zoro, il blogger diventato videoblogger e poi passato anche alla televisione analogica grazie alla sua serie di video Tolleranza Zoro, in cui commentava prima la campagna elettorale del centrosinistra e poi (adesso) la vita all'opposizione vista dal basso, dalla base.
Proprio nell'ultima puntata di Tolleranza Zoro, andata in onda circa 24 ore dopo la pubblicazione del pezzo in questione, parlando dell'elezione di Obama e di come questa sia stata sfruttata dal PD, Diego Bianchi toccava di sfuggita un'altra dimensione del video nascente cioè Red tv.

tipi da tv╚ stata ribattezzata "la tv dalemiana" ed è stata lanciata nei giorni scorsi a circa un mese dal lancio dell'altra televisione di partito (ma veltroniana) della sinistra, YouDem.tv. I due progetti, come tipico dell'Italia, non si parlano pur essendo vicini di casa (canale 890 di Sky la prima e 813 la seconda) e condividendo il modello di distribuzione misto (contenuti sul sito on demand o in diretta in comune con la parte televisiva) oltre alla comune ispirazione (per entrambi la Current TV di Al Gore sbarcata a maggio in Italia sul canale 130 di Sky guidata da Tommaso Tessarolo e svincolata da qualsiasi partito politico).

Le due imprese online della sinistra italiana, lanciate più o meno con il medesimo entusiasmo e più o meno con lo stesso spiegamento di mezzi, appartengono tuttavia a visioni differenti di quali possano essere le possibilità di internet e come sfruttarle. Possibilità e modalità che per entrambi sono comunque figlie del modello Current TV.
Visioni che rappresentano in un certo senso anche il modo in cui i rispettivi leader intendono la politica. Red Tv è di gran lunga più rigida, austera e professionale di YouDem che invece cerca di vendere quell'anima giovane dell'essere di sinistra che Red Tv non vuole nemmeno cercare. YouDem, fin dal titolo si ispira a YouTube pretendendo anche serietà, mentre Red Tv guarda al vecchio modello ingrigito di fare televisione. Arrivando sui rispettivi siti infatti si ha subito una chiara idea di come Red Tv ponga al centro di tutto la trasmissione televisiva (la home page carica immediatamente la diretta in streaming) e come YouDem invece sia più una repository di materiale on demand mandato a rotazione in televisione.
Red Tv propone un palinsesto più o meno rigido, composto di programmi che vanno in onda ad orari regolari e condotti da nomi noti del giornalismo (Lucia Annunziata, Ritanna Armeni e Concita De Gregorio) e della politica (Bobo Craxi), programmi di approfondimento, cultura alta ma soprattutto profusa dall'alto verso il basso, cioè da chi sa a chi non sa (o che quantomeno sa meno). Caratteristiche che in tutto e per tutto lo rendono un canale televisivo vecchio stampo (cioè prima della rivoluzione della neo televisione), un canale come la Rai di Bernabei solo seguibile anche in rete e volendo anche on demand. Un suicidio nel caso si cerchi un pubblico giovane, un'operazione decente se si cerca un veicolo ufficiale di partito da riempire con contenuti di nicchia ma molto importanti, una cosa simile a quanto fatto con Radio Radicale (che non a caso partecipa ai programmi).

tipe da tvYouDem.tv invece rigetta in toto l'approccio dall'alto verso il basso e sceglie di guardare in faccia i propri utenti riciclando l'idea alla base di Current Tv: mandare in onda brevi video di stile documentaristico prodotti dagli stessi spettatori che parlino di temi a loro vicini e discretamente impegnati (dall'ambientalismo, ai diritti civili, ai problemi sul territorio ecc. ecc.), facendosi forza della grande presenza delle sezioni di partito in tutta Italia.
L'obiettivo qui è più chiaro: prendere i giovani coinvolgendoli in qualcosa fatto con il loro contributo e nel quale possono identificarsi, sentendosi parte fondamentale del canale. Sulla home page non parte nessuna diretta, ci sono solo video tra i quali scegliere e il canale satellitare li manda a rotazione. La tv è dunque secondaria rispetto alla rete, non ha un palinsesto fisso ma casuale, perchè non sono i programmi che devono interessare ma la rete in sè e l'approccio che ha al mondo.
Però pensare di prendere i giovani mettendo in evidenza sul sito video in cui parlano assessori, deputati, Fassino e giornalisti in tailleur è un controsenso. YouDem guarda a Current dimenticando di prenderne l'aspetto più importante: l'identità tra chi è in video e chi guarda. Vuole modernizzare l'immagine del partito senza modernizzare il partito in sé o ciò che mostra.

Il segreto di Current TV (sia di quella americana che di di quella italiana) non sta infatti solo nel fatto che il materiale principale (cioè i video degli spettatori o degli utenti del sito) siano il contenuto principe ma soprattutto che qualsiasi cosa è al tempo stesso seria, informale, scanzonata e moderna. Current TV non solo guarda il suo pubblico negli occhi ma soprattutto gli si siede accanto e non di fronte. E il suo pubblico di contro è il popolo della rete che ha il satellite e che guarda la tv con il laptop sulle ginocchia, che quindi alterna la visione dello schermo del televisore con quella di quello del computer. Si rivolge a chi è orientato a sinistra ma senza dirlo esplicitamente, nascondendolo.
YouDem, è molto lontana da tutto ciò, alterna immagini dozzinali davvero degne di YouTube a discorsi di Obama a conversazioni con politici in giacca e cravatta (per l'occasione potrebbero vestirsi più informali almeno!) finendo quindi per essere l'ennesima vetrina della sinistra che si autorappresenta, senza però l'aria ufficiale e austera di Red Tv che, se non altro, caccia via con un calcio qualsiasi giovane con ogni singolo fotogramma per dedicarsi ad approfondimenti serissimi (se poi ci riesca è un altro conto).

PROFESSIONE RIPORTER (YOUDEM.TV)


.DEM SERA (YOUDEM.TV)


I VIDEO DI RED TV NON PERMETTONO L'EMBED

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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