Gaia Bottà
venerdì 14 novembre 2008

YouTube si è venduta agli utenti

La popolarità è a pagamento, la visibilità è un video sponsorizzato. Per garantire agli utenti e alle loro clip la possibilità di emergere, YouTube approfitta per sperimentare un modello di business

Roma - YouTube concederà agli utenti di collezionare visite e visibilità, click e celebrità: in cambio di un corrispettivo in denaro, proietterà il video in cima alla pagina delle ricerche effettuate dagli utenti.

YouTube si definisce la più grande piattaforma della rete per scoprire video, il campo dedicato alla ricerca di YouTube accoglie un volume di parole chiave che è paragonabile a quello che scorre fra tutti i servizi offerti da Yahoo. Ma nonostante YouTube vanti una platea vastissima, ancora non è in grado di sorreggersi su un modello di business solido e fruttuoso.

Ma nelle ultime settimane YouTube ha sfoderato numerose proposte per tentare di raggranellare introiti: ha iniziato ad ospitare film e telefilm bannerizzati, ha invitato i produttori di contenuti tradizionali a mettere a disposizione clip da condire con comunicati pubblicitari e link agli store a favore dei netizen che non volessero accontentarsi dell'assaggio. YouTube ha strizzato l'occhio all'industria tradizionale, stimolandola a ragionare su un nuovi modelli per mettere a frutto e promuovere i propri contenuti. Nel contempo non ha rinunciato a sottolineare come gli stessi utenti e le dinamiche del riuso e del remix che alimentano le piattaforme di sharing possano rappresentare un'opportunità da sfruttare: YouTube si è offerta di individuare le violazioni e di affiancarle a comunicati pubblicitari con cui l'industria potrebbe monetizzare il fair use.L'anima social e emergente non viene così ottenebrata dai contenuti professionali, YouTube continua a intrattenere le masse con i contenuti prodotti dagli utenti: il servizio di sharing non rinuncia a incoraggiare la circolazione di clip di ogni tipo, apprezza gli intrecci di qualità ma abbraccia altresì i video di chiara impronta amatoriale. A dimostrarlo, la goliardia con cui il servizio di sharing collabora con The Onion a un video intriso di ironia, che ruota attorno ad una burlesca iniziativa per premiare colui che riuscisse finalmente a confezionare una clip degna di essere definita tale. A dimostrarlo, il fatto che all'inaugurazione del servizio YouTube Live, figureranno in diretta streaming celebrità degli schermi tradizionali e celebrità del flash player.

Ma l'entusiasmo dell'industria dei contenuti non potrebbe rivelarsi sufficiente per la piattaforma di sharing. Ora YouTube, come aveva anticipato il mese scorso, mette all'asta a favore degli utenti statunitensi le parole chiave e il posizionamento delle clip fra i risultati di ricerca: esattamente come avviene per il sistema di link sponsorizzati che figura fra le pagine dei risultati di Google, anche YouTube vende la visibilità al miglior offerente. "Abbiamo milioni di visitatori che guardano centinaia di milioni di video ogni giorno e 13 ore di nuovi video caricate ogni minuto - spiegano da YouTube - ma di pari passo con la crescita della nostra community è diventato più difficile per le persone far risaltare i propri contenuti e fare in modo che vengano scoperti". È così che YouTube ha accontentato "aspiranti musicisti, performer di talento, gestori di piccole imprese, e molti altri, che chiedevano strumenti per promuovere i loro video e raggiungere gli utenti che fossero interessati ai loro contenuti".

L'autore dei video seleziona le chiavi di ricerca a cui desidera abbinare la clip, si dichiara disposto a pagare tanto a clic, può promuovere le proprie doti artistiche per sperare di attirare l'attenzione del pubblico o di un mecenate, può cimentarsi con il fruttuoso linguaggio video per promuovere il proprio prodotto sfidando la diffidenza dei netizen. Gli strumenti per accalappiare l'utente non mancano: i commenti interattivi possono diventare link che guidano il netizen verso una pagina web dedicata all'acquisto. Se YouTube alletta i netizen con la rilevanza, i primi risultati non sono troppo incoraggianti: le parole chiave più ricercate sono le parole chiave più ambite per conquistarsi lo sguardo degli utenti, qualunque sia l'oggetto dei video.

Gli analisti si chiedono per quale motivo Google abbia atteso tanto per travasare il modello basato sull'advertising contestuale dentro a YouTube: da Mountain View non parlano di crisi, non fanno accenno a tradimenti dello spirito emergente della piattaforma di sharing. Semplicemente, YouTube ha avuto bisogno di impegno e di tempo per sviluppare un prodotto basato sul search che si adattasse agli utenti di YouTube.

Gaia Bottà
33 Commenti alla Notizia YouTube si è venduta agli utenti
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  • le aziende hanno le mani legate per comunicare
    Google dovrà preoccuparsi prima di promuovere una bella tavola rotonda sul diritto d'autore in seno alla Trilaterale per cambiare un pò di cose, se no le aziende, non libere di comunicare, prestissimo smetterebbero anche di pagare
    e gli utenti ancor prima inizierebbero a scappare...
    Qundi, punto 2, google dovrebbe integrare, google direi che ci potrebbe riuscire, anche un sistema facile e veloce x il pagamento di diritti, anche, e soprattutto, ad utenti sconosciuti creatori di contenuti etc.
    ergo, ci sono un pò di altri passi ostici da muovere prima di poter spillar quattrini con fondamento
    C...o, vi ho fatto il business planSorride
    Voglio i diritti
    non+autenticato
  • Ricordate? Far pagare per il ranking fu l'inizio della fine per il celebre motore di ricerca
    non+autenticato
  • Mi fa piacere che qualcun altro se lo ricordi. Vedi mio post di ieri notte
    non+autenticato
  • Si, ma IMHO non e' la stesa cosa.
    Da un motore di ricerca (Google/Altavista) pretendo ranking che sia il piu possibile obbiettivo.

    Da un fornitore di intrattenimento (tale e' YouTube nella maggior parte dei casi) pretendo di vedere "i piu' visti" quindi una hit parade che (lo sappiamo tutti, come le hit parade radiofoniche) e' taroccata.

    Perche' non lo so, ma "i piu' visti" di solito e' sempre la prima opzione. Parrebbe che nell'intrattenimento il giudizio degli altri valga molto.

    Pare che si chiami "pubblicita' "

    E vendere pubblicita' sulla pubblicita' mi pare una idea geniale.
    O banale (metto la pubblicita' su i piu visti)

    Certo pretendo da fruitore colto di ricercare i pezzi rari e non farmi infinocchiare dalla pubblicita'.

    Ma se son colto, la pubblicita' (forse) mi fa un baffo...
  • Trovo più logico che si faccia pagare il servizio di videosharing un tanto al chilogrammo.

    Vuoi pubblicare i tuoi video su YouTube? Benissimo, paghi il servizio di hosting. Vuoi fare pubblicità ai tuoi video? Benissimo, paghi il servizio pubblicitario.
    Molti webmaster stanno facendo pubblicità ai video di molti utenti di YouTube inserendo i video più interessanti di YouTube e contestuali nei siti web e nei blog.

    E' giusto che chi ospita il video sia ricompensato per il servizio offerto e chi fa il video e i suoi contenuti sono sfruttati da siti web o televisioni che li riprendono, riceva un compenso, se lo ritiene.

    Ma ecco allora che si aprono questioni fiscali, di contabilità, di partita iva, di registrazione al Roc e burocrazie varie che demotivano il tutto, soffocandolo nelle pastoie burocratiche e fiscali, impedendo a persone con talento di emergere e farsi conoscere.

    I tempi cambiano e la risposta politica deve andare incontro ai cambiamenti favorendoli e non soffocarli come sta facendo sia la sinistra, sia la destra.
    non+autenticato
  • NON puo' funzionare, perche' su un search engine l'utente cerca una keyword che lo porti a destinazione, in molti dei casi siti di review e di acquisto del prodotto che cerca.

    su youtube invece la gente NON vuole comprare assolutamente NULLA, al massimo puo' funzionare bene x branding-awareness ma non credano di fare i miliardi con questo.

    per aziende che vogliono vendere, la vedo durissima poi visto il target di scrocconi e studenti squattrinati che e' il 90% degli utenti di youtube.

    lo stesso fenomeno e' avvenuto per MySpace e altri social networks : miliardi di utenti, pochi clicks, pochissime vendite, advertisers che scappano via o che impongono tariffe da fame all'ingrosso (Google ha perso MILIONI con myspace ad esempio facendo una tariffa flat !).

    chi sa come funziona l'e-marketing sa benissimo che la situazione di youtube e' critica, al pari di DIGG, Veoh, e molti altri che stanno licenziando o chiudendo baracca.

    the party is over, youtube sopravvive solo perche' ha google alle spalle, ma senno'...

    gli altri video-sharing sopravvivono per un po' con i soldi dei venture capital ma quando saranno finiti... tutti a casa.

    non parliamo poi degli utenti che oltre a scroccare e pagare ZERO pretendono pure video in hi-res che richiederebbero banda doppia o tripla ! hahaha dagli un mignolo, chiederanno il braccio intero...

    questo dimostra ancora una volta che il pubblico giovane in soldoni non vale un cazz e lo si puo' vendere al Kg.
    non+autenticato
  • stesso discorso quindi andrebbe fatto per la TV, ma invece pare che funzioni

    alla fin fine lo scopo della pubblicità in TV o su Youtube, è lo stesso, e cioè creare brand awareness, così che quando l'utente si ritroverà a passare sul sito della società X la riconoscerà immediatamente e la considererà seria perchè era su Youtube, così come la gente considera la società Y seria perchè è su Mediaset

    da utente, sei più disposto a fidarti di una società che fa pubblicità sulle reti Mediaset o di una che fa pubblicità su sconosciute reti locali?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Detrattore
    > NON puo' funzionare, perche' su un search engine
    > l'utente cerca una keyword che lo porti a
    > destinazione, in molti dei casi siti di review e
    > di acquisto del prodotto che
    > cerca.
    >
    > su youtube invece la gente NON vuole comprare
    > assolutamente NULLA, al massimo puo' funzionare
    > bene x branding-awareness ma non credano di fare
    > i miliardi con
    > questo.

    Il concetto si potrebbe applicare alla TV... eppure funziona.

    > per aziende che vogliono vendere, la vedo
    > durissima poi visto il target di scrocconi e
    > studenti squattrinati che e' il 90% degli utenti
    > di
    > youtube.

    Si, come no... Bah.. come troll sei patetico... Yawn
    non+autenticato
  • >per aziende che vogliono vendere, la vedo durissima poi visto il >target di scrocconi e studenti squattrinati che e' il 90% degli >utenti di youtube.

    ma che vuoi? -.- e' gratis? fatti loro seno' lo mettono a pagamento e fine... se e' gratis non pago .
    non+autenticato
  • You're right!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Detrattore

    > chi sa come funziona l'e-marketing sa benissimo
    > che la situazione di youtube e' critica, al pari
    > di DIGG,

    lol
    non+autenticato
  • Molto interessanti questi commenti...
    Nella storia umana la comunicazione è stata orale, scritta o visiva: tra Google e YT c'è forse l'ultima barriera tra i tipi di comunicazione. Sono un utente di YT sporadico e questo la dice lunga su quale sono le mie capacità di comunicare ma anche per opposto cosa cercano gli utenti più assidui di YT, eppure probabilmente anche per loro la convergenza comunicativa è l'obbiettivo...
    non+autenticato
  • ti comunico che yotube ...
    è di google ....
    da un bel pò
    non+autenticato
  • - Scritto da: Whitemagic
    > Molto interessanti questi commenti...

    Il tuo e' molto piu' interessante...
    Youtube e' Google da un bel pezzo...
    non+autenticato
  • mmm... no, non sei molto abile nel comunicare...
    oltre al fatto che yt sia di google da un bel po', direi che del tuo post non si capisce molto.
    non+autenticato
  • Direi che quoto in pieno

    E temo che la base del problema stia nei costi.

    Il che non signidica che applicare a YT i modelli di altavista sia sbagliato.

    Sicuramente sarebbe sbagliato applicarli a google.

    uniquique suum
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