Alfonso Maruccia
lunedì 17 novembre 2008

La TV è l'oppio degli infelici

Chi guarda troppa televisione è un drogato: ne ricava un piacere temporaneo ma ne subisce gli effetti negativi nel corso del tempo. Conferme da uno studio che spazia negli ultimi 30 anni di TV

Roma - Dopotutto Frank Zappa aveva ragione da vendere: la TV è una melma che penetra nella mente dello spettatore, ne assopisce la coscienza come la peggiore delle droghe e lo precipita in uno stato catatonico di infelicità senza speranza. Lo ribadiscono i sociologi dell'Università del Maryland che, confrontando due set di dati estrapolati da campioni raccolti in 30 anni in tutti gli Stati Uniti, hanno sentenziato che chi passa il tempo imbambolato davanti allo schermo è molto più infelice di chi lo passa socializzando o leggendo.

La soddisfazione che gli spettatori ricavano dalla TV, dicono i ricercatori, è temporanea proprio come un oppiaceo: "È intrattenimento passivo e può offrire un modo per fuggire dalla realtà, specialmente quando le notizie sono deprimenti come la stessa economia. I dati raccolti ci suggeriscono che l'abitudine della TV dà un piacere sul breve termine al costo di un malessere a lungo termine" sostiene il sociologo John P. Robinson della UM.

Assieme al co-autore dello studio Steven Martin, Robinson ha usato i dati raccolti tra il 1975 e il 2006 da circa 30mila adulti statunitensi divisi in due set distinti: in uno ai soggetti analizzati era stato chiesto di tenere un diario per 24 ore descrivendo il grado di piacere o soddisfazione personale ricavato da ogni attività quotidiana, mentre l'altro proviene direttamente dalle indagini demografiche della General Social Survey sul cambiamento nazionale nelle attitudini pubbliche e il grado di soddisfazione ("felicità") dei cittadini.I set tendono a coincidere per una larga parte dei risultati, hanno evidenziato i due ricercatori, tranne quando si parla di TV. In questo caso, i dati della General Social Survey parlano di un maggiore soddisfazione generale in coincidenza con una socialità più attiva e una maggiore quantità di tempo dedicata alla lettura dei quotidiani. All'opposto, le persone generalmente infelici tendono a dedicare il 20% in più di tempo al TV watching.

Dai diari giornalieri i due ricercatori hanno ricavato l'idea della TV come droga, l'oppiaceo del secolo (scorso) che gli statunitensi si somministrano in più del 50% del loro tempo libero. Robinson spiega che il piacere tratto dalla televisione è un picare a breve termine: la platea ammette che "la TV in generale è una perdita di tempo non particolarmente godibile" ma si sente giustificata a continuare a fruirne perché "gli show che ho visto questa notte erano parecchio buoni".

Guardare la TV è facile perché non richiede sforzi o impegni particolari se non quello di prendere in mano il telecomando: guardare la TV aiuta a riempire il tempo libero (il 51% delle persone "infelici" crede di averne troppo contro il 19% di quelle felici) e soprattutto guardare la TV diventa il sistema più accessibile per evadere dalla realtà in periodi particolarmente difficili come quello attualmente vissuto dall'economia mondiale.

"Le persone più vulnerabili all'assuefazione tendono a essere socialmente o personalmente svantaggiate - dice Martin - Per questo genere di persone, la TV può diventare un tipo di oppiaceo da un certo punto di vista. È abituale, e sintonizzarsi può essere una strada facile per tirarsi fuori dal mondo".

Alfonso Maruccia
51 Commenti alla Notizia La TV è l'oppio degli infelici
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  • In Italia neanche questo possiamo fare. I programmi della nostra TV sono ripetitivi e stupidi altrimenti mi divertirei a imbambolarmici davanti.
    non+autenticato
  • (bella forza!)

    La chiave é nell'equilibrio: eccedere nella ricerca di una soddisfazione materiale nasconde un vuoto spirituale che cerchiamo di colmare nel modo sbagliato, diventando dipendenti da quel piacere o, peggio ancora, dalla sua ricerca. Ecco quindi che qualsiasi cosa ci procuri del facile piacere, e ci permetta di affogare temporaneamente i nostri demoni interiori, può diventare una pericolosa droga: dalla TV ad internet, dal sesso al potere o alla carriera. E non importa quanto "mondana" o "miserabile" possa apparire ad uno sguardo superficiale la vita di una persona: la consapevolezza é la chiave della felicità.
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    Modificato dall' autore il 17 novembre 2008 15.46
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  • E' il principale veicolo di trasmissione dell'Informazione detta "Mainstream", quella che raggiunge piu persone contemporaneamente, quella dunque, in cui diversi personaggi hanno interesse nel manipolarla.

    E' stata per tanti anni mezzo di diffusione di Cultura, di Stile (mi vien da pensare a quei fantastici anni '60 e '70 italiani, che malgrado tutto, avrei voluto davvero vivere!), di Buoni Concetti...

    Ora invece è stata massificata, marketizzata, influenzata, è alla stregua di un secchione dell'immondizia che invece di inghiottirsi dei sacchi neri, li sputa direttamente dentro il cervello di chi la guarda in maniera "non attenta".

    Se si stabilisce che un ideale "fallato" di principio, ingiusto, e magari che abbia pure un "secondo fine", debba diventare uno dei valori del territorio, basta iniettarlo continuamente in tv, elogiarne alcuni punti a favore, ed evitare i punti a sfavore...

    Poi basta fare la stessa cosa con i giornali e le radio.

    Ah dimenticavo,
    Non bisogna scordarsi di censurare le fonti internet che fanno "Stampa Clandestina", magari riescono a diffondere talmente tanto la verità che alla fine il castello di carte crolla!

    Quindi censuriamole subito!!
    non+autenticato
  • Ottima la citazione di "I'm the slime"!
    E' uno dei miei pezzi preferiti di Zappa. E con il coretto di Tina Turner è perfetto...

    That's right, folks,
    don't touch that dial!

    A bocca aperta
    non+autenticato
  • Yep... tra l'altro ho dimenticato di farne un'altra, doverosa...

    "Non è grande l'amore?"

  • Sara' che le persone che hanno una vita piu' schifa guardano piu' tv oppure il contrario come dicono i famosi ricercatori?

    Il sunto dello studio non mi sembra molto scientifico, bisognerebbe verificare sotto tac l'attivita' cerebrale di chi guarda la tv, vedere quali aree sono stimolate ecc. Altro che diari.

    Usiamo banale buon senso, non ho gran reddito, non ho amici, non ho la ragazza, non ho manco la macchina, dove cavolo vuoi che vada mi sparapanzo davanti alla tv e li' sto. In questo caso non e' che la tv mi fa la vita schifa, una vita schifa mi porta alla tv.

    Viceversa ho gran soldoni da spendere, me ne vo' per locali, faccio il filo alle ragazze, mi faccio un giretto sulla mia porsche ecc. ecc. Ergo non sto in casa e non guardo la tv.

    Se si guardano un po' di statistiche si vede che la tv la guardano molto persone di bassa cultura, a reddito piuttosto bassino, di una certa eta', casalinghe sempre in casa ecc. Questo e' lo zoccolo duro, non e' che in molti casi sono arretrate perche' si fanno ore e ore di tv al giorno, si fanno ore e ore di tv al giorno perche' arretrate.

    Mi sa che e' la solita americanata come ricerca.
    non+autenticato
  • E' esattamente quello che ho pensato io.

    Nicola
  • - Scritto da: Con Le Pinze
    > Il sunto dello studio non mi sembra molto
    > scientifico, bisognerebbe verificare sotto tac
    > l'attivita' cerebrale di chi guarda la tv, vedere
    > quali aree sono stimolate ecc. Altro che diari.

    Il metodo utilizzato per la ricerca è perfettamente scientifico. Il controllo dell'attività del cervello avrebbe distorto la ricerca: si tratta di sociologia, non neurologia.

    > Usiamo banale buon senso

    E credi che sia più scientifico di una ricerca sociologica?

    > non ho gran reddito, non ho amici, non ho la ragazza

    Ovvero hai già un problema. Il reddito, di per sé, non giustifica l'assenza di relazioni interpersonali. Se non hai amici non è certo perché guadagni poco.

    > In questo caso non e'
    > che la tv mi fa la vita schifa, una vita schifa
    > mi porta alla tv.

    Hai esemplificato un caso patologico teorico. Costruire conclusioni su questo esempio e pretendere di contrapporle al risultato di una ricerca sociologica è tutt'altro che scientifico.

    > Viceversa ho gran soldoni da spendere, me ne vo'
    > per locali, faccio il filo alle ragazze, mi
    > faccio un giretto sulla mia porsche ecc. ecc.

    A me sembra che i tuoi esempi siano influenzati dai modelli comportamentali esaltati dalla televisione. Nel mondo reale non è necessario girare in Porsche per avere amici. Al contrario, credo che rappresenti l'apoteosi della solitudine.

    Non è che guardi troppa tv?

    > Se si guardano un po' di statistiche si vede che
    > la tv la guardano molto persone di bassa cultura,
    > a reddito piuttosto bassino, di una certa eta',
    > casalinghe sempre in casa ecc.

    Quali statistiche?

    > Mi sa che e' la solita americanata come ricerca.

    Prima di giudicarne il risultato, dovresti leggerne la pubblicazione. Poi, eventualmente, indicare gli eventuali errori metodologici e procedurali. Fino a quel momento sarà la tua critica ad essere priva di scientificità.
  • - Scritto da: www.aleksfalcone.org
    > - Scritto da: Con Le Pinze
    > > Il sunto dello studio non mi sembra molto
    > > scientifico, bisognerebbe verificare sotto tac
    > > l'attivita' cerebrale di chi guarda la tv,
    > vedere
    > > quali aree sono stimolate ecc. Altro che diari.
    >
    > Il metodo utilizzato per la ricerca è
    > perfettamente scientifico. Il controllo
    > dell'attività del cervello avrebbe distorto la
    > ricerca: si tratta di sociologia, non neurologia.
    >

    Io credo che dire Scienza e Sociologia nella stessa frase proprio non va. Economia, filosofia ecc. Non sono scienze nel vero termine non si apprestano a rigorose definizione matematiche.

    >
    > > Usiamo banale buon senso
    >
    > E credi che sia più scientifico di una ricerca
    > sociologica?
    >

    Mai detto di usare una prospettiva scientifica solo banale buon senso. A mio parere se la pretesa e' alta tale dovra' essere il risultato. Se questi qui mi fanno uno studio, con tanto di pubblicazioni ecc. devono essere molto piu' rigorosi di me che uso solo il mio buon senso e niente altro, lo ammetto. Io non ho la pretesa di fare un articolo degno di pubblicazione.

    > Ovvero hai già un problema. Il reddito, di per
    > sé, non giustifica l'assenza di relazioni
    > interpersonali. Se non hai amici non è certo
    > perché guadagni poco.
    >

    Discusso e discutibile. Non per forza hai ragione. Ma era solo un esempio limite.

    > Hai esemplificato un caso patologico teorico.
    > Costruire conclusioni su questo esempio e
    > pretendere di contrapporle al risultato di una
    > ricerca sociologica è tutt'altro che
    > scientifico.

    A ridagli, dove hai letto prof Tal dei Tali e compagnia bella e' solo un opinione a orecchio e insisto scientifico e sociologia e' come dire cane e gatto. A meno di non estendere scientifico (come sistema che fa uso del sistema sperimentale e della matematica) oltre misura.


    > A me sembra che i tuoi esempi siano influenzati
    > dai modelli comportamentali esaltati dalla
    > televisione. Nel mondo reale non è necessario
    > girare in Porsche per avere amici. Al contrario,
    > credo che rappresenti l'apoteosi della
    > solitudine.
    >

    Sicuramente c'e' una influenza comportamentale televisiva come dici tu. Ma non solo televisiva, troppo semplificante la tua obiezione. E se nel mondo reale non e' necessario girare in porsche per avere amici e' sicuramente necessario avere soldi per avere la porsche e quello che ho detto io non e' avere amici ma testualmente "andare in giro per locali ... ecc." nell'esempio riccone gli amici non li ho nominati e quello di cui parlavo io e' semplicemente il fatto che se hai alto reddito difficilmente passi il tempo davanti alla televisione. Impregiudicata la questione degli amici o se sei solo o meno, la mia tesi e' che sei molto meno homo videns.

    > Non è che guardi troppa tv?
    >

    Quanto e' troppo, un ora al giorno, due tre. Il tuo non e' un approccio molto scientifico Occhiolino Se ti fa stare tranquillo comunque leggo almeno 5 libri al mese oltre al resto.

    > > Se si guardano un po' di statistiche si vede che
    > > la tv la guardano molto persone di bassa
    > cultura,
    > > a reddito piuttosto bassino, di una certa eta',
    > > casalinghe sempre in casa ecc.
    >
    > Quali statistiche?
    >

    Sempre senso comune e cose lette qua e la' di cui conservo ricordo, comunque veloce ricerca su google guardati un po' questo se ti piace

    http://www.iulm.it/document_loader.aspx?idDocument...

    > > Mi sa che e' la solita americanata come ricerca.
    >
    > Prima di giudicarne il risultato, dovresti
    > leggerne la pubblicazione. Poi, eventualmente,
    > indicare gli eventuali errori metodologici e
    > procedurali. Fino a quel momento sarà la tua
    > critica ad essere priva di
    > scientificità.

    Lo e' senza dubbio ma sai nelle materie umanistiche e NON SCIENTIFICHE il buon senso e' un superprincipio per il quale le mie obiezioni non sono proprio da niente.

    A buon senso insomma non mi serva cosi' inaudito e implausibile che buona parte dei tizi che guardano la tv non e' che si sono "imbruttiti" a forza di fruirne ma piuttosto viceversa.
    non+autenticato
  • > Io credo che dire Scienza e Sociologia nella
    > stessa frase proprio non va. Economia,
    > filosofia ecc. Non sono scienze nel vero termine
    > non si apprestano a rigorose definizione matematiche.

    Io credo nella chiesa, una santa... etc.etc.etc. Occhiolino

    Nemmeno la fisica è una scienza "esatta" per come vuoi intendere "scienza esatta". Va avanti per approssimazioni, modelli teorici e confutazioni grazie ad un metodo che è stato indicato da filosofi (conosci Cartesio? E Popper?). Ricordo la prima lezione di "esperimenti di fisica I" (alla Federico II di Napoli, nel lontano 1998), il prof ci disse "la fisica non è una scienza esatta perché porta a risultati univoci, ma perché riesce a determinare il grado di incertezza delle sue affermazioni"... poi ci spiegò che parlare di qualità oggettive (massa, lunghezza etc.), ha senso solo fino a un certo punto: più approfondiamo l'analisi più ci rendiamo conto che quelle qualità forse non sono quello che immaginavamo... Basta leggere un libro di introduzione all'analisi degli errori per capire di che parlo.

    Discorso analogo per la matematica: tutta la matematica moderna si fonda su un insieme di assiomi (enunciati autoevidenti), molte persone danno questi assiomi come "scontati"... ma a chi sarebbero autoevidenti se non ci fosse nessuno ad enunciarli?

    Da tutto questo thread di messaggi l'unica cosa che viene fuori è che non avete la minima idea di cosa sia il metodo scientifico (problema filosofico), e di come funzioni sul serio la ricerca (in termini di ricerca in campi strettamente scientifici, o umanistici... si perché le scienze umane sono "verificabili" con lo stesso metodo).

    Mi permetto di consigliarvi qualche lettura simpatica:

    Introduzione all'analisi degli errori - J. Taylor
    La logica delle scienze sociali e altri saggi - K. Popper
    Discorso sul metodo - R. Descartes
    Della certezza - L. Wittgenstein
    Prolegomeni ad ogni futura metafisica - I. Kant
    non+autenticato
  • > Nemmeno la fisica è una scienza "esatta" per come
    > vuoi intendere "scienza esatta". Va avanti per
    > approssimazioni, modelli teorici e confutazioni
    > grazie ad un metodo che è stato indicato da
    > filosofi (conosci Cartesio? E Popper?). Ricordo
    > la prima lezione di "esperimenti di fisica I"
    > (alla Federico II di Napoli, nel lontano 1998),
    > il prof ci disse "la fisica non è una scienza
    > esatta perché porta a risultati univoci, ma
    > perché riesce a determinare il grado di
    > incertezza delle sue affermazioni"...

    A beh, se la metti cosi'. A occhio sembra che tu sappia esattamente quello che dici, ti presto piu' o meno fede. Io ho una infarinata e sono fermo dalle parti di Galileo con il metodo sperimentale, il gran libro della natura e il suo linguaggio ovvero la matematica.

    Detto questo e ammesso che io ho solo conoscenze molto generiche fisica e matematica possono postulare una teoria e verificarla, se vuoi come dici tu sapendo il grado di incertezza, e questo gli permette di mandare una navicella nello spazio, far funzionare i computer e un sacco di altre cose ancora.

    La filosofia, la psicologia e la sociologia che io contestavo al nostro amico proprio no, se non con margini di indeterminatezza ancora piu' ampi. A partire dalle varie letterature utopistiche i postulati di queste scienze umanistiche, una volta che hanno trovato qualcuno disposto a darvi corso (a cominciare da Platone a Siracusa) sono stati grandissimi fallimenti.

    > Discorso analogo per la matematica: tutta la
    > matematica moderna si fonda su un insieme di
    > assiomi (enunciati autoevidenti), molte persone
    > danno questi assiomi come "scontati"... ma a chi
    > sarebbero autoevidenti se non ci fosse nessuno ad
    > enunciarli?
    >

    Pero' quegli assiomi fanno stare in piedi i palazzi, le dighe ecc. ecc.

    >
    > Da tutto questo thread di messaggi l'unica cosa
    > che viene fuori è che non avete la minima idea di
    > cosa sia il metodo scientifico (problema
    > filosofico),

    E questo e' un bell'atto di presunzione da parte tua. La minima idea ce l'ho e sono abbastanza onesto intellettualmente da ammettere con tranquillita' che non ho conoscenza approfondite. Ma da 0 a X c'e' un bel po' di strada e il tuo assunto che "non ho la minima idea" mi dimostra "scientificamente" che tu hai studiato parecchio la questione ma parecchie cose non le hai proprio capite.

    > e di come funzioni sul serio la
    > ricerca (in termini di ricerca in campi
    > strettamente scientifici, o umanistici... si
    > perché le scienze umane sono "verificabili" con
    > lo stesso
    > metodo).
    >

    Ah, la filosofia e' verificabile e con lo stesso metodo? E la linguistica pure e' verificabile?

    > Mi permetto di consigliarvi qualche lettura
    > simpatica:
    >
    > Introduzione all'analisi degli errori - J. Taylor
    > La logica delle scienze sociali e altri saggi -
    > K.
    > Popper
    > Discorso sul metodo - R. Descartes
    > Della certezza - L. Wittgenstein
    > Prolegomeni ad ogni futura metafisica - I. Kant

    Grazie, se trovo il tempo accetto volentieri il consiglio, di nome e qualche pezzo qua e qualche pezzo lo (quindi anche di contenuto anche se in maniera molto limitata) li conosco praticamente tutti, pero' direi che sono solo 4 autori. Da una veloce scorsa ho appreso che sti' tizi (Popper in particolare) criticavano il metodo scientifico dicendo che non vale per stabilire l'affermazione di una teoria ma al massimo il suo contrario, cioe' negarvi corso avendo un peso importante l'intuizione. Molti lo hanno seguito e da piu' parti si nega la possibilita' stessa di enucleare un metodo scientifico. Ma al di la' delle pippe mentali ci sono certi approcci che producono risultati e il "metodo scientifico" galileliano a mio modestissimo avviso e' ben lungi dall'aver esaurito la sua produttivita'.

    Ti consiglio anche io una lettura semplicissima, la piantina di un edificio (il progetto intendo) e seguendo quella provare a costruirlo, in alternativa prova un po' ad immaginare l'edificio stesso e a dire al capomastro di costruirlo come l'hai immaginato. Ammetto che e' banalizzante e leggermente fuorviante come esempio ma io credo che la critica di Popper sia intelligente per far si' che nella scienza non ci siano feticci e eccessive certezze, per dare spazio anche a quello che non e' perfettamente razionale ma di qua a dire che la sociologia o la fisica quanto a risultati ottenibili pari sono direi che, per intuizione, mi sembra una gran cavolata. Con la fisica (e le sue applicazioni) gli edifici li costruisci eccome, mai visto nessuno costruire una societa' (anche piccola) in base ai testi piu' avanzati e condivisi della "scienza" sociologica.
    non+autenticato
  • > A beh, se la metti cosi'. A occhio sembra che tu
    > sappia esattamente quello che dici, ti presto
    > piu' o meno fede. Io ho una infarinata e sono
    > fermo dalle parti di Galileo con il metodo
    > sperimentale, il gran libro della natura e il suo
    > linguaggio ovvero la
    > matematica.


    Da quello che scrivi, azzardo, si vede che hai letto Zichichi.
    Dammi retta, metti da parte quella spazzatura e leggi qualcosa di più serio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Furetto
    > > A beh, se la metti cosi'. A occhio sembra che tu
    > > sappia esattamente quello che dici, ti presto
    > > piu' o meno fede. Io ho una infarinata e sono
    > > fermo dalle parti di Galileo con il metodo
    > > sperimentale, il gran libro della natura e il
    > suo
    > > linguaggio ovvero la
    > > matematica.
    >
    >
    > Da quello che scrivi, azzardo, si vede che hai
    > letto
    > Zichichi.
    > Dammi retta, metti da parte quella spazzatura e
    > leggi qualcosa di più
    > serio.

    Appunto azzardi, io ho usato comune buon senso, poi a provocazione ho anche fornito un link

    http://www.iulm.it/document_loader.aspx?idDocument...

    Che sembra proprio confermare che il pubblico televisivo e' di un certo tipo e non viceversa che la televisione forma un certo pubblico.

    Tu liquidi tutto piu' o meno con cavolate, dimmi almeno perche'. O il miglior metodo scientifico in circolazione dice che per confutare un qualcosa basta dire cavolate e questo basta alla comunita')
    non+autenticato
  • Ma è nato prima l'uovo o la gallina?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Con Le Pinze
    CUT
    > Usiamo banale buon senso, non ho gran reddito,
    > non ho amici, non ho la ragazza, non ho manco la
    > macchina, dove cavolo vuoi che vada mi sparapanzo
    > davanti alla tv e li' sto. In questo caso non e'
    > che la tv mi fa la vita schifa, una vita schifa
    > mi porta alla
    > tv.

    Per me uno che ha buon senso non è così idiota e trova sicuramente come impegnare il proprio tempo libero
    boh punti di vista


    > Viceversa ho gran soldoni da spendere, me ne vo'
    > per locali, faccio il filo alle ragazze, mi
    > faccio un giretto sulla mia porsche ecc. ecc.
    > Ergo non sto in casa e non guardo la
    > tv.

    Per me hai le idee un po' confuse
    chi ha più soldi ha più possibilità di imitare i propri vip cantanti attori calciatori modelle preferiti
  • - Scritto da: PGStargazer
    > - Scritto da: Con Le Pinze
    > CUT
    > > Usiamo banale buon senso, non ho gran reddito,
    > > non ho amici, non ho la ragazza, non ho manco la
    > > macchina, dove cavolo vuoi che vada mi
    > sparapanzo
    > > davanti alla tv e li' sto. In questo caso non e'
    > > che la tv mi fa la vita schifa, una vita schifa
    > > mi porta alla
    > > tv.
    >
    > Per me uno che ha buon senso non è così idiota e
    > trova sicuramente come impegnare il proprio tempo
    > libero
    > boh punti di vista
    >

    Eppure

    http://www.iulm.it/document_loader.aspx?idDocument...

    Questo studio cercato di fretta conferma esattamente quello che dico e qui si fa uso di statistica, oltre che al mio buon senso quindi ...
    >
    > > Viceversa ho gran soldoni da spendere, me ne vo'
    > > per locali, faccio il filo alle ragazze, mi
    > > faccio un giretto sulla mia porsche ecc. ecc.
    > > Ergo non sto in casa e non guardo la
    > > tv.
    >
    > Per me hai le idee un po' confuse
    > chi ha più soldi ha più possibilità di imitare i
    > propri vip cantanti attori calciatori modelle
    > preferiti

    E il concetto e' che non guarda tv.

    L'articolo e' tutto qui in fondo banalizzando, la tv rincretinisce ottime persone oppure tizi con qualche problemuccio sono portati alla tv (che certo peggiora le cose)? Per me e' la seconda e se ti guardi il link non solo x me.
    non+autenticato
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