Gaia Bottà
lunedì 17 novembre 2008

Francia, la pirateria è una cascata di responsabilità

Sono responsabili gli utenti, sono responsabili gli autori di Shareaza, è responsabile SourceForge, che ne ospita il codice e i file di installazione. Indipendentemente dai contenuti scambiati dai netizen

Roma - I colpevoli di ledere i diritti dell'industria dei contenuti? Sono gli utenti della rete, sono gli autori dei servizi di sharing, sono coloro che offrono agli utenti la possibilità di accedere ai servizi di sharing. È così che la denuncia della Société civile des Producteurs de Phonogrammes en France (SPPF) si abbatte a cascata su tutta la catena del valore della condivisione in rete, legali o illegali che siano i contenuti scambiati.

SPPF, associazione che raduna produttori di musica, aveva denunciato nel 2007 gli sviluppatori di Vuze (in precedenza Azureus), Limewire, Morpheus e Shareaza, per il quale SPPF aveva chiamato in causa SourceForge, sui cui server è ospitato il codice a cui lavorano gli sviluppatori. Tutto era stato bloccato: le autorità avrebbero dovuto verificare che la azioni legali che coinvolgessero prodotti non francesi rientrassero nella giurisdizione delle corti locali. Il Tribunal de Grande Instance di Parigi ha dato l'autorizzazione a procedere.

L'associazione si scaglia contro i produttori dei software per la condivisione, in quanto faciliterebbero le violazioni commesse dagli utenti: secondo la legge francese chiunque metta a disposizione scientemente e in qualsiasi modo del software "chiaramente destinato a mettere a disposizione opere protette senza autorizzazione dell'autore" si può considerare colpevole di favoreggiamento della violazione. Ogni client P2P inoltre dovrebbe disporre di una funzione capace di bloccare la circolazione dei materiali condivisi senza corrispondere agli autori quel che è dovuto. In caso contrario, la legge DADVSI stabilisce che i produttori dei software rischino pene detentive fino a tre anni e fino a 300mila euro di multa per aver concesso ai netizen il libero arbitrio riguardo a come impugnare il software.Poco importa che i sistemi P2P possano essere sfruttati per far circolare opere che i detentori dei diritti hanno intenzionalmente affidato ai cittadini della rete, poco importa che piattaforme come Vuze siano utilizzate dai detentori dei diritti per facilitare la disseminazione commerciale di contenuti. La legge francese stabilisce che i produttori di software debbano introdurre delle tutele a favore dell'industria dei contenuti e per questo motivo tutti i produttori di piattaforme di condivisione ovunque localizzati, dovrebbero adeguarsi.

Nel mirino di SPPF c'è anche SourceForge: sarebbe responsabile della violazione del diritto d'autore perché ospita il codice di Shareaza e quanto serve per installare il client, un client considerato oltralpe tanto pericoloso da aver mobilitato l'industria dei contenuti per crearne una versione ad hoc dai comportamenti decisamente poco ortodossi per un servizio di sharing open.

Ad essere responsabili del misfatto non sono dunque solo coloro che impugnano un'arma impropria per commettere una nefandezza, non sono solo coloro che producono oggetti che possono essere impugnati come un'arma impropria, ma, in una cascata di responsabilità, sono anche coloro che distribuiscono queste potenziali armi improprie. Sono in molti ad osservare che di qui a denunciare l'intera rete il passo è breve.

Gaia Bottà
62 Commenti alla Notizia Francia, la pirateria è una cascata di responsabilità
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  • vuol dire che shareaza (ufficiale) chiude? o che loro strepitano ma se la prendono intercooler?
    non+autenticato
  • hanno messo in circolazione non armi, bensì ddirittura ASSASSINI

    mettiamole dentro, maledette, loro e i loro complici mariti e altri familiari: tutti hanno cospirato a creare queste armi umane!!!!
    non+autenticato
  • Noi, i nostri padri, i nostri nonni abbiamo pagato le autostrade. Il loro costo è stato ammortizzato da anni. In Inghilterra e in Germania sono gratuite. In quei Paesi, i cittadini, in modo legittimo, le usano senza pagare due volte. Le hanno già finanziate, sono roba loro. In Italia le autostrade sono state regalate ai concessionari come Benetton che guadagnano miliardi di euro senza nessun rischio nè investimenti di capitale. I miliardi dei pedaggi vengono poi investiti in ogni tipo di business e per finanziare i partiti.
    Le autostrade devono diventare gratuite. Non abbiamo pagato per decenni le tasse per arricchire Benetton e soci. Per le nuove autostrade il discorso è diverso, chi vuole la concessione ci metta i suoi soldi. Per le autostrade già esistenti dobbiamo dire basta al pizzo dei concessionari. Allora denunciamo le autostrade perchè la loro "rete" frutta loro un guadagno illegale!
    non+autenticato
  • La tesi è bislacca..ma lo scopo pare chiaro..far caos,attirare l'attenzione in una fase delicata sulla questione.

    Non sono totalmente "fuori dalle pigne"
    non+autenticato
  • secondo questo modo di vedere il problema anche la FIAT sarebbe responsabile delle morti causate da ubriachi al volante delle auto di questa marca e i progettisti delle auto e i designer delle carrozzerie, le fabbriche di pneumatici ecc... ecc... ecc...
  • Pure io sono a favore dell'abolizione del diritto d'autore, ma vorrei che ci fosse un compenso per chi si impegna.
    E' ipocrita volere tutto gratis come è ipocrita paragonare un'auto ad un programma p2p. Infatti nessuno tira in ballo il sistema operativo.
    Se una azienda facesse delle corna da montare sul muso della macchina, a chiaro ma non palese scopo offensivo, penso che i più si mobiliterebbero per ritenere questa azienda responsabile del ferimento di altri automobilisti o pedoni negli incidenti.
    Chi fa sw p2p sa perfettamente che crea un programma che favorisce in modo diretto e palese un comportamento scorretto (a mio parere da correggere con un equo compenso generale, tipo un canone per tutti i contenuti e pace).

    Un po' di senso critico e meno ipocrisia permetterebbe di giungere ad un equilibrio, ma il muro contro muro farà vincere chi ha più soldi, come sempre e ci troveremo in uno stato con leggi castranti. Pensateci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alfredo O

    > Se una azienda facesse delle corna da montare sul
    > muso della macchina, a chiaro ma non palese scopo
    > offensivo, penso che i più si mobiliterebbero per
    > ritenere questa azienda responsabile del
    > ferimento di altri automobilisti o pedoni negli
    > incidenti.

    Difatti tutti si mobilitano contro macchine che vanno a 200 all'ora. Dimmi tu un utilizzo legale di questo mezzo.

    > Chi fa sw p2p sa perfettamente che crea un
    > programma che favorisce in modo diretto e palese
    > un comportamento scorretto (a mio parere da
    > correggere con un equo compenso generale, tipo un
    > canone per tutti i contenuti e
    > pace).

    Come chi crea una pistola sa benissimo che può essere utilizzata fini illeciti.
    Però nessuno chiede loro di mettere un meccanismo per decidere se è legale sparare a chi sto sparando.
    O se è legale condividere il file che sto condividendo.
    Una decisione impossibile per il mezzo, in entrambi i casi.
    2563
  • - Scritto da: gerry
    > Difatti tutti si mobilitano contro macchine che
    > vanno a 200 all'ora. Dimmi tu un utilizzo legale
    > di questo mezzo.

    Un motore che arriva a 200 o a 300, per arrivare a 50 ci mette meno (e consuma e inquina meno) di un motore che arriva a 150.
    O pensi che guidare una Ferrari e guidare una 500 vecchia in città è la stessa cosa?
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