Morse
lunedì 17 novembre 2008

Cisco vicina a comprare Motorola

Morse.it - Ci sono tutti i segnali: mentre Motorola taglia, anche in Italia, il colosso del networking muove le sue pedine. Ecco tutti gli indizi di un'operazione probabilmente imminente

Roma - È ormai noto a chiunque che Motorola stia ormai annaspando nella pozza di fango che si è scavata nell'indecisione e scarsa azione degli ultimi anni, e che dopo il lancio del Razr non ne abbia imbroccata più una, muovendosi schizofrenicamente tra il lancio di telefonini senza appeal, acquisti di aziende a carissimo prezzo (ricordiamo l'acquisto di Symbol che fa terminali industriali, e quello di Good Technology per tentare di competere con RIM sulla posta push), con il risultato di bloccare il mercato alle neo acquisite, delle quali non aveva una seppur minima competenza per gestirne il business.

È riuscita perfino ad acquistare da SonyEricsson il 50% di UIQ Technologies (la società che produce l'interfaccia UIQ per i terminali Symbian), e poi dopo nemmeno un anno decidere di abbandonare lo sviluppo di terminali basati su Symbian, e dedicarsi a Windows Mobile da impiegare sui Q9 ma nella versione priva di touchscreen, quella che non piace a nessuno.

Era sembrato che la "Big M" fosse ormai arrivata in fondo alla buca per iniziare risalire nel momento in cui si dimise il CEO della divisione mobile Ed Zander, un anno fa. Ma non si trovò nessuno all'altezza del compito con cui sostituirlo, ed il fondo del pozzo divenne in un attimo l'orlo del precipizio.
Da allora, le notizie riguardanti Motorola sono state sempre peggiori: dalla riorganizzazione e scissione delle divisioni interne al tentativo di impiegare Android sui propri terminali (ci risulta che, ad un anno dal primo annuncio, il team appositamente costituito sia ancora ad almeno un anno dal completamento di un terminale), fino alla recente chiusura del centro di ricerca e sviluppo italiano a Torino, a suo tempo acquistato da Telecom Italia.

La voce che l'azienda fosse in cerca di un cavaliere bianco era quindi sempre più forte, e finalmente nei corridoi si sussurra la notizia: forte di svariate decine di miliardi di dollari di liquidità in cassa, a fronte di debiti nulli, si è saputo che il colosso delle infrastrutture IP Cisco ha la necessità di impiegare una parte di questa montagna di soldi, visto che nella situazione attuale dei mercati sarebbe illogico non fare acquisizioni.

Stando alle nostre fonti, Motorola parrebbe essere reputata un buon completamento delle linee di business, con la sola sovrapposizione delle antenne WiMAX (Cisco ha acquistato da poco Navini), e con qualche rametto da potare qui e là perché non utile al core business dell'azienda guidata da John Chambers.
Oltre che a buon mercato, l'operazione parrebbe essere spinta dal governo USA che preferirebbe impedire che un pezzo di industria storica americana - dopo il boccone amaro di Lucent, finita ai francesi di Alcatel - finisse in mano straniera.

L'ulteriore notizia non ancora echeggiata, è che Motorola ha iniziato a tagliare la rete commerciale licenziando i venditori dedicati alle infrastrutture tecnologiche. Una mossa simile, è cosa nota, si usa fare in prossimità di una cessione ad altra azienda che possieda una propria rete commerciale.

Morse.it
11 Commenti alla Notizia Cisco vicina a comprare Motorola
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  • La vicenda Motorola di Torino dovrebbe essere un monito per il futuro...ma lo sarà mai?
    Lo stato italiano, in prima linea l'amministrazione pubblica, non ha sostenuto in passato la Olivetti all'avanguardia sui personal computer e l'ha lasciata praticamente fallire (in quel settore strategico)... poi A Torino tra Comune e Regione (fondi europei?) hanno regalato milioni di Euro alla Motorola per investimenti in loco.
    Ecco cosa ci rimane, ed ecco cosa succede quando non si sostiene l'industria nazionale e si sponsorizza quella straniera.
    Ora si spera....o si prega Padre Pio.A bocca aperta
  • - Scritto da: ninjaverde
    > La vicenda Motorola di Torino dovrebbe essere un
    > monito per il futuro...ma lo sarà
    > mai?
    > Lo stato italiano, in prima linea
    > l'amministrazione pubblica, non ha sostenuto in
    > passato la Olivetti all'avanguardia sui personal
    > computer e l'ha lasciata praticamente fallire (in
    > quel settore strategico)... poi A Torino tra
    > Comune e Regione (fondi europei?) hanno regalato
    > milioni di Euro alla Motorola per investimenti in
    > loco.
    >
    > Ecco cosa ci rimane, ed ecco cosa succede quando
    > non si sostiene l'industria nazionale e si
    > sponsorizza quella
    > straniera.
    > Ora si spera....o si prega Padre Pio.A bocca aperta

    Olivetti all'avanguadia nei personal computer? Non supportata dallo stato?
    Ma se le poste per decenni hanno acquistato apparecchiature Olivetti fuori da ogni logica di mercato, se hanno avuto sussidi e cassaintegrazioni più ancora della Fiat (in rapporto alle dimensioni)!

    La verità è un'altra Olivetti produceva ottime macchine da scrivere, quando saltò nel settore pioneristico dei PC all'inizio fece anche qualche macchina decente (Tipo l'Olivetti M20, caro ma ancora concorrenziale, visto che all'epoca la concorrenza era solo IBM!), poi incominciò a produrre dei semplici cloni come qualsiasi assemblatore, solo a costi 5 volte superiori, mi ricordo ancora nel 1990 quando mi accingevo a comprare il mio primo PC che un 386 Olivetti 25 Mhz con HD da 100 (o forse 120 Mb ammetto non ricordo più bene) cercavano di piazzartelo a 12 milioni di lire dell'epoca, con il venditore (all'epoca avevo una ventina d'anni) che mi guardava dall'alto in basso, un ragazzino che osa chiedere il prezzo di un simile supercomputer, un mese più tardi il ragazzino andò a Roma da uno dei primi assemblatori e per 2.300.000 prese il 386 Dx 25 Mhz con ben 2 Mb di ram, HD da 40 Mb e monitor 14 Pollici Multisinc!
  • > Olivetti all'avanguadia nei personal computer?
    > Non supportata dallo
    > stato?
    > Ma se le poste per decenni hanno acquistato
    > apparecchiature Olivetti fuori da ogni logica di
    > mercato, se hanno avuto sussidi e
    > cassaintegrazioni più ancora della Fiat (in
    > rapporto alle
    > dimensioni)!

    Peccato che in un secondo tempo l'amministrazione pubblica sia passata ad IBM

    >
    > La verità è un'altra Olivetti produceva ottime
    > macchine da scrivere, quando saltò nel settore
    > pioneristico dei PC all'inizio fece anche qualche
    > macchina decente (Tipo l'Olivetti M20, caro ma
    > ancora concorrenziale, visto che all'epoca la
    > concorrenza era solo IBM!), poi incominciò a
    > produrre dei semplici cloni come qualsiasi
    > assemblatore, solo a costi 5 volte superiori,

    No qui ti sbagli clamorosamente.
    IBM originale era sui 5 milioni ed era un 8088
    M24 più o meno lo stesso prezzo ma con 8086 a 16 bit
    schermo interlacciato (a doppia risoluzione)
    poi superato in un secondo tempo dall'AT IBM

    mi
    > ricordo ancora nel 1990 quando mi accingevo a
    > comprare il mio primo PC che un 386 Olivetti 25
    > Mhz con HD da 100 (o forse 120 Mb ammetto non
    > ricordo più bene) cercavano di piazzartelo a 12
    > milioni di lire dell'epoca, con il venditore
    > (all'epoca avevo una ventina d'anni) che mi
    > guardava dall'alto in basso, un ragazzino che osa
    > chiedere il prezzo di un simile supercomputer, un
    > mese più tardi il ragazzino andò a Roma da uno
    > dei primi assemblatori e per 2.300.000 prese il
    > 386 Dx 25 Mhz con ben 2 Mb di ram, HD da 40 Mb e
    > monitor 14 Pollici
    > Multisinc!
    Beh, questo mi sa tanto di un "colpo" tentato e mancato del venditore in questione.
    ...non c'è poi tanto da stupirsi...
  • - Scritto da: ninjaverde
    > > Olivetti all'avanguadia nei personal computer?
    > > Non supportata dallo
    > > stato?
    > > Ma se le poste per decenni hanno acquistato
    > > apparecchiature Olivetti fuori da ogni logica di
    > > mercato, se hanno avuto sussidi e
    > > cassaintegrazioni più ancora della Fiat (in
    > > rapporto alle
    > > dimensioni)!
    >
    > Peccato che in un secondo tempo l'amministrazione
    > pubblica sia passata ad
    > IBM
    >
    > >
    > > La verità è un'altra Olivetti produceva ottime
    > > macchine da scrivere, quando saltò nel settore
    > > pioneristico dei PC all'inizio fece anche
    > qualche
    > > macchina decente (Tipo l'Olivetti M20, caro ma
    > > ancora concorrenziale, visto che all'epoca la
    > > concorrenza era solo IBM!), poi incominciò a
    > > produrre dei semplici cloni come qualsiasi
    > > assemblatore, solo a costi 5 volte superiori,
    >
    > No qui ti sbagli clamorosamente.
    > IBM originale era sui 5 milioni ed era un 8088
    > M24 più o meno lo stesso prezzo ma con 8086 a 16
    > bit
    >
    > schermo interlacciato (a doppia risoluzione)
    > poi superato in un secondo tempo dall'AT IBM
    >
    > mi
    > > ricordo ancora nel 1990 quando mi accingevo a
    > > comprare il mio primo PC che un 386 Olivetti 25
    > > Mhz con HD da 100 (o forse 120 Mb ammetto non
    > > ricordo più bene) cercavano di piazzartelo a 12
    > > milioni di lire dell'epoca, con il venditore
    > > (all'epoca avevo una ventina d'anni) che mi
    > > guardava dall'alto in basso, un ragazzino che
    > osa
    > > chiedere il prezzo di un simile supercomputer,
    > un
    > > mese più tardi il ragazzino andò a Roma da uno
    > > dei primi assemblatori e per 2.300.000 prese il
    > > 386 Dx 25 Mhz con ben 2 Mb di ram, HD da 40 Mb e
    > > monitor 14 Pollici
    > > Multisinc!
    > Beh, questo mi sa tanto di un "colpo" tentato e
    > mancato del venditore in
    > questione.
    > ...non c'è poi tanto da stupirsi...


    No! Erano i prezzi correnti dei PC di marca IBM e Olivetti!
    Infatti proponevano a 3-4 milioni dei 286! All'epoca poi c'era un sacco di gente convinta che per le prestazioni contasse più il marchio che il processore integrato!
    Visto con i miei occhi imbecilli che nel 1990 compravano appunto a caro prezzo (più di quanto Io spesi per il 386 per intenderci) gli 8086 di Ibm o Olivetti, perchè erano sicuramente più veloci di qualsiasi altra marca, figuriamoci di un assemblato!!!!
  • a me pare che ogni tanto questi le sparano grosse... in ogni caso, che Cisco fosse interessata a qualcuno del campo della telefonia mobile (non solo a Motorola) è cosa nota a tutti da tempo, così com'è noto che ci fossero dei progetti che Motorola e Cisco stavano sviluppando in collaborazione
    non+autenticato
  • Il razr non è che fosse un telefono tecnologicamente valido o avanzato...ha avuto successo solo perchè era "cool" come si dice nell'ambiente (o tamarro come dico io).

    Comunque se non se la compra Cisco io dico che fa la fine di Palm. Cioè un'azienda con un buon passato, ma che improvvisamente si è messa a fare cose a casaccio, divorando tutto il vantaggio che aveva sui concorrenti e anzi rimanendo pesantemente indietro.

    Non dimentichiamo che Motorola in passato ha siglato successi planetari: come non dimenticare gli 8600 e più di recente gli star-tac. Telefoni che per l'epoca in cui sono usciti hanno segnato importanti passi innovativi.
    non+autenticato
  • se vuoi la tecnologia, dai una occhiata al mercato dei cellulari giapponese...

    chiediamoci perché a noi ci rifilano le tamarrate.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ste
    > Il razr non è che fosse un telefono
    > tecnologicamente valido o avanzato...ha avuto
    > successo solo perchè era "cool" come si dice
    > nell'ambiente (o tamarro come dico
    > io).

    Quando è nato era il cellulare più sottile sul mercato, mica pizza e fichi! E infatti costava decisamente tanto per questa peculiarità.

    Se la sono giocata bene ed è diventato un fenomeno di moda, come l'iPod, fagliene una colpa! E' il sogno di ogni markettaro.


    Il problema semmai, è che si sono fermati lì.
    Finita la moda, finita la pacchia.
  • Si, tecnologicamente era ordinario, ma chissenefrega se era tamarro, in tasca era comodo
    non+autenticato
  • La motivazione della chiusura di Torino sarebbe che hanno chiuso tutte le attività non commerciali in Europa. In questo articolo si dice che "Motorola ha iniziato a tagliare la rete commerciale".
    Taglia qui o taglia la, sta di fatto che anche Motorola, si è presa 12 milioni di euro di contributi 2 anni fa ed ora ha lasciato tutti a piedi!
    non+autenticato
  • Il centro di Torino faceva ricerca e sviluppo, non c'entra nulla con il taglio della rete commerciale (che si sta compiendo in modo meno rumoroso).
    non+autenticato