Gaia Bottà

YouTube, è la policy la vera legge

Su segnalazione di BBC, la piattaforma di sharing rimuove video in cui giovani imbracciano armi e inneggiano alla violenza. Dimostrando che non ha bisogno di un quadro normativo che le imponga di assumersi responsabilità

Roma - A coloro che invocano controlli preventivi e moderazione pervasiva, le piattaforme che si nutrono di contenuti generati dai netizen dimostrano che i meccanismi per tutelare i cittadini della rete da materiale inopportuno o illegale sono già ben rodati e che non hanno bisogno di essere regolamentati per legge.

Da YouTube non possono controllare a priori il flusso di bit che ogni minuto rimpingua di 13 ore il materiale a disposizione della platea, ma si dimostrano attenti e puntuali nell'agire per rimuovere le clip che risultino in contrasto con le linee guida e con la sensibilità degli utenti. BBC ha osservato nei giorni scorsi il proliferare di clip che facevano riferimento agli eventi della Columbine High School: numerosi i giovani del Regno Unito che si esibiscono in video che echeggiano i fatti del 20 aprile del 1999, l'irruzione dei due giovani nelle aule dell'istituto, gli omicidi e il suicidio. Attingono ad immagini tratte dai media, imbracciano armi da fuoco, fanno esplicito riferimento a quanto accaduto in Colorado nove anni fa: non tutti si fanno interpreti di una volontà documentaristica, molti dimostrano con leggerezza spirito di emulazione, maneggiano la violenza con superficialità.

BBC ha segnalato i video come inadatti, la reazione di YouTube è stata pronta, i moderatori hanno effettuato un controllo sulle clip che inneggiavano agli omicidi della Columbine High School. Così come è avvenuto per i video in cui gli autori emulavano i responsabili di altre stragi, la rimozione è stata pressoché istantanea.
Facebook, dietro segnalazione dell'influente Simon Wiesenthal Center, nei giorni scorsi ha rimosso dal network pagine di gruppi neonazisti che inneggiavano illecitamente all'odio fra razze. Quelli rimossi da YouTube non erano invece contenuti esplicitamente vietati dalla legge, avrebbero potuto essere classificati come manifestazione di un'esuberanza giovanile male canalizzata. Si scontravano però con la policy che regola il servizio. Peter Barron, responsabile delle comunicazioni di Google per il Regno Unito ha spiegato a BBC il meccanismo della rimozione: i video postati dai giovani infrangono le linee guida del servizio, gli utenti hanno segnalato l'inadeguatezza dei contenuti, YouTube li ha rimossi. "È tolleranza zero per i video che raffigurino con superficialità gli atti di violenza, abbiamo delle linee guida molto chiare a riguardo - spiega Barron - abbiamo rimosso e continueremo a rimuovere qualsiasi video che celebri la violenza".

YouTube ha di recente aggiornato la propria policy per meglio aderire all'uso che gli utenti fanno del servizio e per adeguarsi alle pressioni di autorità sempre più allarmate. Le istituzioni si profondono quotidianamente in moniti e raccomandazioni: se convertiti in legge, potrebbero costringere gli intermediari della rete a vigilare sull'inesauribile flusso di contenuti che scorre sui loro server.

Gaia Bottà
20 Commenti alla Notizia YouTube, è la policy la vera legge
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  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > "Da YouTube non possono controllare a priori
    > il flusso di bit che ogni minuto rimpingua di 13
    > ore il materiale a disposizione della
    > platea"

    >
    > In 13 ore ci sono 780 minuti.
    > Quindi per poter tenere il passo degli uploader
    > servono 780 persone che lavorano 365 giorni
    > all'anno, per 24 ore al
    [cut]

    Basta agire su segnalazione.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • embe' ? e sono cazzi nostri ?

    che facciano pagare l'upload.

    tanto sono in perdita comunque gia' ora quindi
    e' inevitabili diventi pay-per-view.
    non+autenticato
  • ma alle cacchiate che spari ogni volta che ne hai occasione ci credi sul serio o lo fai solo per attirare l'attenzione? ti piace stare in gabbia con mammina che ti dice sempre cosa fare??
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • ma voi senza youtube proprio non potete vivere ?
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • NO.

    basta che la legge definisca CHI e' legalmente responsabile.
    tutto qui.

    se youtube non lo e', allora si stabilisca che io posso far causa all'utente, ma YOUTUBE deve per legge essere in grado di darmi i suoi estremi, non coprirsi dietro indirizzi IP, proxy, e nick names !

    questo causerebbe per youtube deleterio ma sono cazzi loro !
    dura lex sed lex.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • ma ke cavolate...negli anni 70 giocavano tutti con pistole e carabine diventati adulti non mi sembra che negli anni 85 90 ci sia stato il terrorismo anzi c e' stato quando le armi giocattolo non c erano...e anche ora che non ci sono la violenza e' aumentata....il problema e' nell ' educazione che danno i genitori che adesso se ne fregano per non farsi disturbare dai loro bisogni primari...guardare in tv la partita di calcio o dormire presto la sera. quando giravano sberle e bacchettate non facevano mica tanto i bulletti i boys. Ma dove s era mai visto che a 14 anni le ragazzine vanno a ballare sul cubo...e chi e' ke le fa uscire? La liberta' la devi usare col cervello. Basta vedere cosa e' successo nel mondo chat quando sono arrivate le flat e tutti erano liberi di stare ore al pc...e' diventato uno schifo e il covo di tutti i malati di mente del pianeta.
    non+autenticato
  • Hai ragione, sono sboccati, violenti e irrispettosi. A 16 anni il sabato notte li vedi stesi, non seduti, per strada con una canna in mano e ubriachi fradici, provo pena per loro, ma prenderei volentieri a calci i loro genitori. Questa non è ribellione giovanile, questi so' capricci.. bah
    non+autenticato
  • beh rignrazia tv di merda e la distorsione sociale, i genitori di oggi sono vittime del business
    non+autenticato
  • e' tutto illegale, se non riescono a moderare che assumano altri galoppini o chiudano baracca, o forse pretendono di essere al di sopra della legge ?

    che dire poi di PI che incita apertamente alla pirateria ?

    "immagini prese dai media" ?

    come se cio' fosse legale no.. d'altronde gran parte delle foto usate da PI stesso sono raccattate in giro tramite google images in barba a ogni copyright eventuale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Detrattore
    > e' tutto illegale, se non riescono a moderare che
    > assumano altri galoppini o chiudano baracca, o
    > forse pretendono di essere al di sopra della
    > legge
    > ?
    >
    > che dire poi di PI che incita apertamente alla
    > pirateria
    > ?
    >
    > "immagini prese dai media" ?
    >
    > come se cio' fosse legale no.. d'altronde gran
    > parte delle foto usate da PI stesso sono
    > raccattate in giro tramite google images in barba
    > a ogni copyright
    > eventuale.
    si si certo...TrollTroll occhiolinoTroll chiacchieroneTroll occhi di fuori
    non+autenticato
  • Oggi sei in libertà vigilata dal laogai, che mandi tutti 'sti commenti?
    Funz
    11648
  • - Scritto da: Il Detrattore
    > e' tutto illegale,

    Se il trollaggio fosse illegale saresti in galera...
    TrollTroll occhiolinoTroll chiacchieroneTroll occhi di fuoriTroll di tutti i colori
    Almeno impegnati un po'... non fare il troll da due soldi
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Detrattore

    > che dire poi di PI che incita apertamente alla
    > pirateria ?

    Denunciali che aspetti ?
    krane
    22528
  • John Perry Barlow. 1996. Davos

    Governi del Mondo, stanchi giganti di carne e di acciaio, io vengo dal Cyberspazio, la nuova dimora della Mente. A nome del futuro, chiedo a voi, esseri del passato, di lasciarci soli. Non siete graditi fra di noi. Non avete alcuna sovranità sui luoghi dove ci incontriamo.

    Noi non abbiamo alcun governo eletto, è anche probabile che non ne avremo alcuno, così mi rivolgo a voi con una autorità non più grande di quella con cui la libertà stessa, di solito, parla. Io dichiaro che lo spazio sociale globale che stiamo costruendo è per sua natura indipendente dalla tirannia che voi volete imporci. Non avete alcun diritto morale di governarci e non siete in possesso di alcun metodo di costrizione che noi ragionevolmente possiamo temere.

    I Governi ottengono il loro potere dal consenso dei loro sudditi. Non ci avete chiesto né avete ricevuto il nostro. Noi non vi abbiamo invitati. Voi non ci conoscete e non conoscete neppure il nostro mondo. Il Cyberspazio non si trova all'interno dei vostri confini.

    Non pensate che esso si possa costruire come se fosse il progetto di un edifico pubblico. Non potete. È un atto di natura e si sviluppa per mezzo delle nostre azioni collettive. Non siete stati coinvolti nelle nostre grandi e partecipate discussioni e non avete creato il valore dei nostri mercati. Voi non conoscete la nostra cultura, la nostra etica, e nemmeno i codici non scritti che danno alla nostra società piu' ordine di quello che potrebbe essere ottenuto dalle vostre imposizioni.

    Voi affermate che ci sono problemi fra di noi che hanno necessità di essere risolti da voi. Voi usate questa affermazione come un pretesto per invadere le nostre aree. Molti di questi problemi non esistono. Troveremo i conflitti reali e le cose che non vanno e li affronteremo con i nostri mezzi. Stiamo costruendo il nostro Contratto Sociale.
    Questo potere si svilupperà secondo le condizioni del nostro mondo, non del vostro. Il nostro mondo è differente.

    Il Cyberspazio è fatto di transazioni, di relazioni, e di pensiero puro disposti come un'onda permanente nella ragnatela delle nostre comunicazioni. l nostro è un mondo che si trova contemporaneamente dappertutto e da nessuna parte, ma non è dove vivono i nostri corpi.

    Stiamo creando un mondo in cui tutti possano entrare senza privilegi o pregiudizi basati sulla razza, sul potere economico, sulla forza militare o per diritto acquisito.

    Stiamo creando un mondo in cui ognuno in ogni luogo possa esprimere le sue idee, senza pregiudizio riguardo al fatto che siano strane, senza paura di essere costretto al silenzio o al conformismo.

    I vostri concetti di proprietà, espressione, identità, movimento e contesto non si applicano a noi. Essi si basano sulla materia. Qui non c'è materia. Le nostre identità non hanno corpo, così, diversamente da voi, non possiamo arrivare all'ordine tramite la coercizione fisica. Noi crediamo che il nostro potere emergerà dall'etica, dal nostro interesse personale illuminato, dal mercato comune. Le nostre identità possono essere distribuite attraverso molte delle vostre giurisdizioni. L'unica legge che le nostre culture costituenti riconosceranno in modo diffuso sarà la Regola d'Oro. Sulla base di essa speriamo di essere capaci di adottare soluzioni specifiche. Non possiamo però accettare le soluzioni che state cercando di imporre.

    Negli USA abbiamo creato un legge, il Telecommunications Reform Act, che è in contrasto con la nostra Costituzione e reca insulto ai sogni di Jefferson, Washington, Mill, Madison, DeToqueville e Brandeis. Questi sogni adesso devono rinascere in noi.

    Siete terrorizzati dai vostri figli, poiché sono nati in un mondo che vi considererà sempre immigranti. Poiché li temete, affidate alle vostre burocrazie le responsabilità di genitori che siete troppo codardi per confrontare con voi stessi. Nel nostro mondo tutti i sentimenti e le espressioni di umanità, dalla più semplice a quella più angelica, sono parti di un tutto senza confini, il colloquio globale dei bits. Non possiamo separare l'aria che soffoca dall'aria spostata dalle ali.

    In Cina, Germania, Francia, Russia, Singapore, Italia e Stati Uniti, state cercando di tener lontano il virus della libertà erigendo posti di guardia ai confini del Cyberspazio. Questi potranno controllare il contagio per un po' di tempo, ma poi non potrà funzionare in un mondo in cui i bits si insinueranno dappertutto.

    Le vostre industrie dell'informazione, diventando obsolete, cercano di perpetuarsi proponendo leggi, in America e altrove, che affermano di possedere facoltà di parola in ogni parte del mondo. Queste leggi dichiarano che le idee sono dei prodotti industriali, meno preziosi della ghisa. Nel nostro mondo, tutte le creazioni della mente umana possono essere riprodotte e distribuite infinitamente a costo zero. La convenienza globale del pensiero non ha più bisogno delle vostre industrie.

    Queste misure sempre più ostili e coloniali ci mettono nella stessa posizione di quegli antichi amanti della libertà e dell'autodeterminazione che furono costretti a rifiutare l'autorità di poteri distanti e poco informati. Noi dobbiamo dichiarare le nostre coscienze virtuali immuni dalla vostra sovranità, anche se continuiamo a permettervi di governare i nostri corpi. Noi ci espanderemo attraverso il Pianeta in modo tale che nessuno potrà fermare i nostri pensieri.

    Noi creeremo nel Cyberspazio una civiltà della Mente. Possa essa essere più umana e giusta di quel mondo che i vostri governi hanno costruito finora.
  • ehehe un mito
    non+autenticato