Pentagono minacciato dal Wi-Fi

La Difesa americana insiste: le frequenze del wireless civile che incalza sono e saranno un problema per l'efficienza dell'apparato militare. No dell'industria di settore

Washington (USA) - Con una decisa insistenza il Pentagono sta cercando di rallentare e ostacolare lo sviluppo delle tecnologie wireless, in particolare wi-fi, perché ritenute pericolose per la Difesa statunitense.

A parlare della situazione è il Washington Post secondo cui i funzionari del Dipartimento della Difesa ritengono che sia necessario restringere la banda a disposizione del wi-fi per evitare che vada a "ingolfare" o addirittura "interfacciarsi" con quella utilizzata in ambito militare.

Secondo un portavoce del Pentagono, l'importanza del wi-fi non è sottovalutata dalla Difesa ma "il problema esiste nel momento in cui riduce le nostre capacità militari". Sarebbero addirittura dieci diversi sistemi radar utilizzati dalla Difesa USA ad essere compromessi, nelle parole del Pentagono, dal wi-fi.
Ma il sistema che si sta affermando in mezzo mondo, Italia compresa, è davvero così pericoloso per le frequenze e le comunicazioni militari? Non lo credono i leader industriali, compresi quelli di colossi come Intel e Microsoft, che nei giorni scorsi hanno sostenuto proprio davanti al Pentagono come il rischio di cui si parla non sia realistico.

Secondo l'industria, infatti, è possibile con i nuovi sistemi di gestione dello spettro evitare qualsiasi problema tanto di efficienza della banda utilizzata dai militari quanto di "con-presenza" su quello spettro di attività civili. E questo anche in prospettiva, quando effettivamente lo sviluppo dei servizi a banda larga via wireless avrà iniziato ad affollare seriamente le frequenze disponibili.

Al momento la situazione è di stallo. La Federal Communications Commission, potente organismo decisionale nel settore, si è per ora limitata ad affermare che non vi sono ancora mai stati casi in cui i militari abbiano denunciato interferenze wi-fi. Ma il Pentagono preme affinché si rinunci o quantomeno si rinvii l'apertura di nuove frequenze "almeno" sui 5 GHz.
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