Giovanni Arata

Un diluvio open source sulle aziende e la PA

Tutti sulle applicazioni a sorgenti aperti. In Norvegia ci crede il governo, nel resto del mondo le aziende. Ma bisogna tenere gli occhi aperti e fare un uso consapevole della tecnologia

Roma - Vien da pensare ad un diluvio open source, davanti al quale nessuno vuole aprire l'ombrello. Gartner Group ci racconta che l'85 per cento delle aziende IT del mondo impiegano software open source (OSS), i governi investono in soluzioni aperte, OpenOffice sfonda in Italia. Ma andiamo per gradi.

Nei giorni scorsi, The Register ha ripreso i risultati di una recente ricerca di Gartner Group sull'impiego dell'OSS nelle aziende IT. La survey, condotta tra il Maggio ed il Giugno del 2008, ha riguardato complessivamente 274 aziende del comparto, equamente suddivise per dimensioni (piccole, medie, grandi) e aree geografiche (USA, Unione Europea, area Asia-Pacifico). I risultati sono oggettivamente impressionanti: l'85 per cento degli intervistati stanno impiegando delle soluzioni open all'interno del proprio sistema aziendale, ed il restante 15 per cento del campione dichiara di avere a sua volta allo studio l'adozione di codice aperto.

Non risulta invece chiaro dal report a quale livello (infrastrutturale, middleware, applicativo) l'OSS sia effettivamente impiegato, né quanto estensiva sia la sua applicazione rispetto al sistema informativo complessivamente inteso. Nella maggior parte dei casi, le stringhe di codice aperto vengono sovrapposte - o incorporate - all'interno di architetture proprietarie, vecchie magari di anni. Per questo, sarebbe estremamente importante conoscere le funzioni interne, e le quote relative, con le quali il codice aperto e quello proprietario si incontrano.
Stando ai pochi dati rilasciati in questo senso da Gartner, comunque, le aree più gettonate per l'OSS sarebbero mail, web, file e, a livello applicativo, i tool di servizio all'utenza, di integrazione aziendale e i programmi di amministrazione e controllo. Allo stesso tempo, Gartner segnala la presenza di persistenti rischi legali. Sono poche infatti le aziende che, in parallelo all'adozione delle soluzioni aperte, si stanno attrezzando per valutare e governare i rischi di violazione dei diritti di proprietà intellettuale e le compatibilità interne tra le varie porzioni di codice.

Secondo The Register, a spingere le organizzazioni private verso l'open source sono soprattutto i vincoli economici, sempre più stringenti in tempi di crisi. Ed anche alle motivazioni economiche deve aver pensato il Governo norvegese quando, pochi giorni fa, ha deciso di lanciare un progetto per l'impiego massivo di OpenOffice.org all'interno della pubblica amministrazione. Il piano, finanziato con 2 milioni di corone (pari a circa 230mila Euro) ha come obiettivo quello di rendere OO.org lo standard per la redazione documentale, la gestione degli archivi, la contabilità in tutti gli uffici pubblici norvegesi. Secondo la ministra per la PA e le Riforme, Heidi Grande Roeys, il progetto consente di aumentare la concorrenza nel settore dei software per ufficio, e di accrescere la compatibilità tra lo stesso Open Office ed i vari applicativi specializzati.

Ed anche in Italia OpenOffice.org trova crescente popolarità. Secondo i dati rilasciati da Associazione Plio, nei primi 30 giorni dal suo rilascio la nuova versione italiana di OpenOffice.org è stata scaricata 760.000 volte (mentre sono complessivamente 11 milioni i download nel mondo). Se gli attuali ritmi continuassero, nel 2008 OpenOffice verrebbe ad essere scaricata da oltre 5 milioni di utenti nel nostro paese.

Giovanni Arata
116 Commenti alla Notizia Un diluvio open source sulle aziende e la PA
Ordina
  • A parte tutti i discorsi inutili che dimostrano ignoranza e parole senza fondamento, sono ASSOLUTAMENTE A FAVORE di OpenSource.
    Sono uno sviluppatore da oltre 18 anni, e di codice, linguaggi, software ne ho scritto veramente tanto.
    Vi racconto semplicemente: un cliente mi manda un documento tecnico, un file di MS Word 2007 [estensione .docx] (quindi "closed source"); io sulla mia macchina ho MS Word 2003, anche lui "closed source": risultato non riuscivo ad aprirlo, ho dovuto scaricare il plugin... con un risultato veramente scarso (2003 e 2007 non di riconoscono tra di loro).
    Ma guarda caso ho scaricato ed installato OpenOffice, GRATIS, bello e fiammante, che mi ha aperto il file, interpretato correttamente e l'ho pure convertito in PDF per caricarlo nel mio documentale.
    Evidentemente la logica impone che OOp, che è OpenSource, è qualitativamente MIGLIORE, ha più funzionalità, ha una maggiore produttività; se mi serve aggiungerci qualcosa, ne ho la capacità, se mi serve collegarlo ad una mia applicazione, etc etc.. e ribadisco HO LA CAPACITA' di farlo, bene, ho il codice, ho la piena LIBERTA' di farlo.

    La verità è che oggi giorno c'è in giro, purtroppo qui in Italia, tantissima gente che NON HA LE CAPACITA', che è solo buona a giocare con i videogame, che ha conoscenza "superficiale", da "rivista" e soprattutto la PIATTEZZA MENTALE, da studiare, capire, valutare... semplicemente si apre la bocca solo per sentito dire, o per fare appunto... i TROLL!!!!

    Sai.... se proprio vuoi "proteggere" il tuo codice OpenSource, vuoi proteggere la tua "proprietà intellettuale", puoi sempre OFFUSCARE il codice, crare meccanismi di "license", e dare un valore economico al tuo lavoro... sempre se ne HAI LE CAPACITA'.

    L'OpenSource nella PA ? Una salvezza !!!!! come anche una OPPORTUNITA' DI BUSINESS !!!! come anche maggiore trasparenza, omogeneità, flessibilità: le esigenze cambiano continuamente, un giorno viene un dirigente e vuole una cosa, fatta in un certo modo, poi ne viene un'altro e la vuole cambiata, etc. etc..

    Ma spesso è molto più facile essere stupidi e parlare tanto per dire, parlare per approssimazione...

    Una buona serata TROLL...
    Continuate a giocare o a guardarvi i filmatini di Youtube... di meglio non vi riesce... altrimenti il VS cervello va in fumo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ma quando Vi passa
    > A parte tutti i discorsi inutili che dimostrano
    > ignoranza e parole senza fondamento, sono
    > ASSOLUTAMENTE A FAVORE di
    > OpenSource.
    > Sono uno sviluppatore da oltre 18 anni, e di
    > codice, linguaggi, software ne ho scritto
    > veramente
    > tanto.
    > Vi racconto semplicemente: un cliente mi manda un
    > documento tecnico, un file di MS Word 2007
    > [estensione .docx] (quindi "closed source");

    e già cominciamo a confondere i formati proprietari con il codice closed.
    Poi del docx dovrebbero essere state pubblicate le specifiche.

    > io
    > sulla mia macchina ho MS Word 2003, anche lui
    > "closed source": risultato non riuscivo ad
    > aprirlo, ho dovuto scaricare il plugin... con un
    > risultato veramente scarso (2003 e 2007 non di
    > riconoscono tra di
    > loro).

    Mah, io il plugin l'ho provato e non da tutti quei problemi.

    > Ma guarda caso ho scaricato ed installato
    > OpenOffice, GRATIS, bello e fiammante, che mi ha
    > aperto il file, interpretato correttamente e l'ho
    > pure convertito in PDF per caricarlo nel mio
    > documentale.

    > Evidentemente la logica impone che OOp, che è
    > OpenSource, è qualitativamente MIGLIORE, ha più
    > funzionalità, ha una maggiore produttività;

    ROTFL secondo la stessa logica siccome una macro abbastanza idiota mi ha funzionato su excel e non su calc devo dedurre che il secondo è spazzatura ?

    > se mi
    > serve aggiungerci qualcosa, ne ho la capacità, se
    > mi serve collegarlo ad una mia applicazione, etc
    > etc.. e ribadisco HO LA CAPACITA' di farlo, bene,
    > ho il codice, ho la piena LIBERTA' di farlo.
    >

    e chi te lo vieta ? se vuoi puoi riprogrammarti da zero un'intera suite da ufficio.

    >
    > La verità è che oggi giorno c'è in giro,
    > purtroppo qui in Italia, tantissima gente che NON
    > HA LE CAPACITA', che è solo buona a giocare con i
    > videogame, che ha conoscenza "superficiale", da
    > "rivista" e soprattutto la PIATTEZZA MENTALE, da
    > studiare, capire, valutare... semplicemente si
    > apre la bocca solo per sentito dire, o per fare
    > appunto... i
    > TROLL!!!!
    >
    > Sai.... se proprio vuoi "proteggere" il tuo
    > codice OpenSource, vuoi proteggere la tua
    > "proprietà intellettuale", puoi sempre OFFUSCARE
    > il codice, crare meccanismi di "license", e dare
    > un valore economico al tuo lavoro... sempre se ne
    > HAI LE
    > CAPACITA'.
    >
    e che differenza c'è fra il proteggere il codice in questo modo o il rilasciare i binari ?
    Considera anche che nei capitolati, almeno in quelli fatti bene, delle gare della PA per lo sviluppo di software custom è previsto il rilascio del codice sorgente opportunamente documentato insieme alla documentazione tecnica sull'applicazione e cioè: schema ER della base dati, schema delle classi, etc. etc.

    > L'OpenSource nella PA ? Una salvezza !!!!! come
    > anche una OPPORTUNITA' DI BUSINESS !!!! come
    > anche maggiore trasparenza, omogeneità,
    > flessibilità: le esigenze cambiano continuamente,
    > un giorno viene un dirigente e vuole una cosa,
    > fatta in un certo modo, poi ne viene un'altro e
    > la vuole cambiata, etc.
    > etc..
    >
    e con il codice OS rischi di avere codice arlecchino mezzo incasinato. Sia perché le scadenze usuali sono "ieri" sia perché ci mettono a lavorare persone a rotazione senza pensare a fare un po' di ingegneria del software ed un po' di progettazione.
    Almeno con quello closed, per fortuna, puoi dire al dirigente che c'è quello e non ci si possono mettere le mani sopra
  • ... di troll a commentare la notizia.
    Come volevasi dimostrare.
  • - Scritto da: advange
    > ... di troll a commentare la notizia.
    > Come volevasi dimostrare.

    questo è il tuo 5° post a commento di questa notizia
    complimenti! sei a livello dei migliori troll!
    non+autenticato
  • non appena riuscirà a prevalicare MS e compagnia bella, se OpenOffice e linux vanno avanti è perchè esiste ANCHE microsoft, finchè c'è battaglia c'è vita, ma se solo uno dei due molla è finita. Non ci credete? bhè, pensate per quanti anni unix è rimasto una riga di comando, potentissima ma complessa, oppure dov'era openoffice 10 anni fa (ai tempi di Office97), ci volevano dei sistemi operativi mediocri o delle suite per ufficio costose per far nascere questi progetti, ma è meglio per tutti che le cose vadano avanti senza vincitori nè vinti.
    non+autenticato
  • E' inutile nascondersi dietro a un dito.

    Questa è la morte del software, voluta dagli stessi addetti ai lavori.

    In pratica un suicidio ideologico... vedrete, il tempo mi darà ragione.

    Bye Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: awak
    > E' inutile nascondersi dietro a un dito.
    >
    > Questa è la morte del software, voluta dagli
    > stessi addetti ai
    > lavori.
    >
    > In pratica un suicidio ideologico... vedrete, il
    > tempo mi darà
    > ragione.
    >
    > Bye Occhiolino

    L'open piace perche' in tante delle sue varianti e' anche gratis.

    Sulla morte del software ho i miei dubbi se tutto questo open non produce reddito per chi lo fa piu' che la morte del software e' la morte dei programmatori e se questi muoino software non se ne scrive piu', ma siccome di software c'e' sempre bisogno qualcuno dovra' pagare anche se il modello open si imponesse.

    Diciamo che eventualmente e' la morte dei programmatori che campano di rendita o di quelli che scrivono male il codice e, detto tra noi, hanno proprio da' crepa' nel primo caso perche' parassiti nel secondo perche' incapaci.

    Vedrai che il tempo ti da' torto. Del resto dato che il 90% dei soldini che si spendono sono in licenze software di casa MS tu sai dirmi quanti programmatori MS conosci? Intendo che lavorano per Redmond direttamente. Io nessuno.

    Solite cavolate (peraltro il software closed e a pagamento e' una vita che viene piratato e c'e' comunque gente che fa il programmatore e software ce n'e' e allora? I soliti piagnistei di chi o non sa cosa dice oppure e' l'autore di 3 programmi in croce VBA che stanno in piedi a miracolo e su quelli campa).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Passetti
    > - Scritto da: awak
    > > E' inutile nascondersi dietro a un dito.
    > >
    > > Questa è la morte del software, voluta dagli
    > > stessi addetti ai
    > > lavori.
    > >
    > > In pratica un suicidio ideologico... vedrete, il
    > > tempo mi darà
    > > ragione.
    > >
    > > Bye Occhiolino
    >
    > L'open piace perche' in tante delle sue varianti
    > e' anche
    > gratis.
    >
    > Sulla morte del software ho i miei dubbi se tutto
    > questo open non produce reddito per chi lo fa
    > piu' che la morte del software e' la morte dei
    > programmatori e se questi muoino software non se
    > ne scrive piu', ma siccome di software c'e'
    > sempre bisogno qualcuno dovra' pagare anche se il
    > modello open si
    > imponesse.

    il modello open sta creando una cultura compromessa da parte delle aziende

    "se un software si trova anche gratis, allora il software di per se non ha molto valore e più di due lire non ti do"

    il programmatore una volta era un benestante con le palle, oggi un morto di fame, ancor di più chi crede in questa follia open

    le aziende avranno software scadenti come certi sitarelli tutti uguali, fatti con wordpress a 200 euro cadauno

    questa non è evoluzione, è decadenza

    ma così deve andare, la crisi non può certo risparmiare la programmazione
    non+autenticato
  • - Scritto da: waxus
    > - Scritto da: Passetti
    > > - Scritto da: awak
    > > > E' inutile nascondersi dietro a un dito.
    > > >
    > > > Questa è la morte del software, voluta dagli
    > > > stessi addetti ai
    > > > lavori.
    > > >
    > > > In pratica un suicidio ideologico... vedrete,
    > il
    > > > tempo mi darà
    > > > ragione.
    > > >
    > > > Bye Occhiolino
    > >
    > > L'open piace perche' in tante delle sue varianti
    > > e' anche
    > > gratis.
    > >
    > > Sulla morte del software ho i miei dubbi se
    > tutto
    > > questo open non produce reddito per chi lo fa
    > > piu' che la morte del software e' la morte dei
    > > programmatori e se questi muoino software non se
    > > ne scrive piu', ma siccome di software c'e'
    > > sempre bisogno qualcuno dovra' pagare anche se
    > il
    > > modello open si
    > > imponesse.
    >
    > il modello open sta creando una cultura
    > compromessa da parte delle
    > aziende
    >
    > "se un software si trova anche gratis, allora il
    > software di per se non ha molto valore e più di
    > due lire non ti
    > do"
    >
    > il programmatore una volta era un benestante con
    > le palle, oggi un morto di fame, ancor di più chi
    > crede in questa follia
    > open
    >
    > le aziende avranno software scadenti come certi
    > sitarelli tutti uguali, fatti con wordpress a 200
    > euro
    > cadauno

    > questa non è evoluzione, è decadenza

    > ma così deve andare, la crisi non può certo
    > risparmiare la programmazione

    Quindi ci confermi che non e' colpa dell'open da della crisi generalizzata...
    krane
    22544
  • > il modello open sta creando una cultura
    > compromessa da parte delle
    > aziende
    >
    > "se un software si trova anche gratis, allora il
    > software di per se non ha molto valore e più di
    > due lire non ti
    > do"
    >

    Ma se non si trova devo farmelo fare e quindi il programmatore chiede il giusto, ha scelto di fare il programmatore non il mendicante.

    > il programmatore una volta era un benestante con
    > le palle, oggi un morto di fame, ancor di più chi
    > crede in questa follia
    > open
    >

    Tipo quelli a 800 euro che infestano tante software house italiane, tipo quelli scarsoni che scrivevano codice con un RAD riciclando pezzi a destra e a sinistra che stavano/stanno in piedi per miracolo e magari riescono pure a farselo strapagare? Non confondiamo i programmatori con i parassiti del mestiere o quello che guadagnano programmatori bravi con quello che guadagna la software house che li impiega (e il loro lavoro va a finire in soldoni a amministratori delegati, commerciali ecc. ecc. e a loro restano le briciole).

    > le aziende avranno software scadenti come certi
    > sitarelli tutti uguali, fatti con wordpress a 200
    > euro
    > cadauno
    >

    Scadenti come????? Come Open Office, come Firefox, come Thunderbird, come Apache, come Postfix, come Squid, come MySQL, come OpenVPN e tantissimi altri?

    Personalmente ho visto mucchi e mucchi di aziende con scadentissimo software closed strapagato. Certi programmatori e software house arruffoni che si sono fatti pagare molto ma molto di piu' del valore del software che producevano/vendevano hanno la loro parte nell'avere generato la crisi.


    > questa non è evoluzione, è decadenza
    >

    Io invece penso che mandare a casa i parassiti del sofware, programmatori scarsini che campano di rendita per 3 applicazioni fatte in VBA sia proprio una evoluzione.

    > ma così deve andare, la crisi non può certo
    > risparmiare la
    > programmazione

    La crisi e' una tragedia ma se non siamo pazzi del tutto ha anche un valore positivo, invece che sprecare come adesso ti fa riusare le risorse e spendere meglio ogni centesimo. E' cosa buona e giusta.

    Io capisco che a un dottore dispiaccia se qualcuno inventa una cura che permette a tutti di stare sani come i pesci ma, sinceramente, non me ne frega niente se il dottore deve inventarsi un altro lavoro, meglio restare sani. Meglio avere un software migliore e pagarlo il giusto anziche' foraggiare schiere di pubblibicitari, ad, addetti al marketing ecc. Il software torna in mano a chi lo scrive e a chi lo usa eliminando parecchi passaggi intermedi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Passetti
    > > il modello open sta creando una cultura
    > > compromessa da parte delle
    > > aziende
    > >
    > > "se un software si trova anche gratis, allora il
    > > software di per se non ha molto valore e più di
    > > due lire non ti
    > > do"
    > >
    >
    > Ma se non si trova devo farmelo fare e quindi il
    > programmatore chiede il giusto, ha scelto di fare
    > il programmatore non il
    > mendicante.
    >
    > > il programmatore una volta era un benestante con
    > > le palle, oggi un morto di fame, ancor di più
    > chi
    > > crede in questa follia
    > > open
    > >
    >
    > Tipo quelli a 800 euro che infestano tante
    > software house italiane, tipo quelli scarsoni che
    > scrivevano codice con un RAD riciclando pezzi a
    > destra e a sinistra che stavano/stanno in piedi
    > per miracolo e magari riescono pure a farselo
    > strapagare? Non confondiamo i programmatori con i
    > parassiti del mestiere o quello che guadagnano
    > programmatori bravi con quello che guadagna la
    > software house che li impiega (e il loro lavoro
    > va a finire in soldoni a amministratori delegati,
    > commerciali ecc. ecc. e a loro restano le
    > briciole).
    >
    > > le aziende avranno software scadenti come certi
    > > sitarelli tutti uguali, fatti con wordpress a
    > 200
    > > euro
    > > cadauno
    > >
    >
    > Scadenti come????? Come Open Office, come
    > Firefox, come Thunderbird, come Apache, come
    > Postfix, come Squid, come MySQL, come OpenVPN e
    > tantissimi
    > altri?
    >
    > Personalmente ho visto mucchi e mucchi di aziende
    > con scadentissimo software closed strapagato.
    > Certi programmatori e software house arruffoni
    > che si sono fatti pagare molto ma molto di piu'
    > del valore del software che producevano/vendevano
    > hanno la loro parte nell'avere generato la
    > crisi.
    >
    >
    > > questa non è evoluzione, è decadenza
    > >
    >
    > Io invece penso che mandare a casa i parassiti
    > del sofware, programmatori scarsini che campano
    > di rendita per 3 applicazioni fatte in VBA sia
    > proprio una
    > evoluzione.
    >
    > > ma così deve andare, la crisi non può certo
    > > risparmiare la
    > > programmazione
    >
    > La crisi e' una tragedia ma se non siamo pazzi
    > del tutto ha anche un valore positivo, invece che
    > sprecare come adesso ti fa riusare le risorse e
    > spendere meglio ogni centesimo. E' cosa buona e
    > giusta.
    >
    > Io capisco che a un dottore dispiaccia se
    > qualcuno inventa una cura che permette a tutti di
    > stare sani come i pesci ma, sinceramente, non me
    > ne frega niente se il dottore deve inventarsi un
    > altro lavoro, meglio restare sani. Meglio avere
    > un software migliore e pagarlo il giusto anziche'
    > foraggiare schiere di pubblibicitari, ad, addetti
    > al marketing ecc. Il software torna in mano a chi
    > lo scrive e a chi lo usa eliminando parecchi
    > passaggi
    > intermedi.

    con l'open source, non si soddisfano più aziende

    l'open source, introduce il concetto di personalizzazione, sostituendolo allo sviluppo

    ergo, conviene personalizzare e non creare

    questo fa si che il programmatore diventi schiavo malpagato e l'azienda disponga sempre di software obsoleto riciclato e tappezzato mille volte

    nello scenario open source, in teoria nessuno ha più interesse a creare nuovi software (eccetto grossi gruppi finanziati da donazioni), nessuno ha interesse a lavorare 1 o 2 anni per regalare i sorgenti, a meno che non si faccia pagare 12 mensilità, il che renderà per lui improbabile trovare un cliente

    questa non è evoluzione, ma una triste legge economica

    la formula della licenza d'uso è invece buona e giusta: difende il programmatore, fa risparmiare le aziende, incentiva lo sviluppo e manda a casa gli sciacalli che vendono i programmi open scaricati in rete

    l'ideologia da gerusalemme celeste, lasciamola al barbone stipendiato

    http://gnucvs.vlsm.org/people/saintignucius.big.jp...
    non+autenticato
  • > con l'open source, non si soddisfano più aziende
    >
    > l'open source, introduce il concetto di
    > personalizzazione, sostituendolo allo
    > sviluppo
    >

    Parzialmente potrei pure essere d'accordo ma se io personalizzo un vecchio software con un bottone in piu' e il software e' open se lo trova anche un'altra azienda che di suo ha bisogno di inserire un certo form, open pure quello ecc. ecc.

    Tante personalizzazioni uno sviluppo da paura, ciascuno paga la sua parte e tutto e' disponibile per tutti.

    > questo fa si che il programmatore diventi schiavo
    > malpagato e l'azienda disponga sempre di software
    > obsoleto riciclato e tappezzato mille
    > volte
    >

    Non vero vedi scenario sopra.

    > nello scenario open source, in teoria nessuno ha
    > più interesse a creare nuovi software (eccetto
    > grossi gruppi finanziati da donazioni), nessuno
    > ha interesse a lavorare 1 o 2 anni per regalare i
    > sorgenti, a meno che non si faccia pagare 12
    > mensilità, il che renderà per lui improbabile
    > trovare un
    > cliente
    >

    Nello scenario open source ci sono i grossi gruppi, i finanziamenti, le donazioni e tutto il resto e il fatto che si sia arrivati fin qui smentisce tutto quello che hai detto. Hanno creato un intero sistema operativo NUOVO in questa maniera, una suite d'ufficio e tanto altro. Quindi il passato ti contraddice e di solito ci si lamenta che i progetti sono troppi, non pochi. Poi l'interesse fa la selezioni (e qui arrivano i soldi di donazioni, finanziamenti, personalizzazioni ecc.).

    > questa non è evoluzione, ma una triste legge
    > economica
    >

    Mi sa che le leggi di questa economia te le scrivi da solo.

    > la formula della licenza d'uso è invece buona e
    > giusta: difende il programmatore, fa risparmiare
    > le aziende, incentiva lo sviluppo e manda a casa
    > gli sciacalli che vendono i programmi open
    > scaricati in
    > rete
    >

    Insisto che non libera dalla pirateria, che deve mantenere megastrutture dove i programmatori sono una minoranza e il loro lavoro deve pagare quello di tutti che infine produce software che e' innovativo con il cavolo. Con Linux e MAC dietro l'angolo abbiamo visto che meraviglia Vista, figurati se non c'erano cosa ci toccava. Dove e' tutto questo meraviglioso e innovativo software closed?
    non+autenticato
  • > Tante personalizzazioni uno sviluppo da paura,
    > ciascuno paga la sua parte e tutto e' disponibile
    > per tutti.

    appunto, personalizzazioni.

    ma quante ditte che sviluppano solo SW, metterebbero open il loro prodotto di punta ?
    E quanto cambierebbe il prezzo?

    > Nello scenario open source ci sono i grossi
    > gruppi, i finanziamenti, le donazioni e tutto il
    > resto e il fatto che si sia arrivati fin qui
    > smentisce tutto quello che hai detto. Hanno
    > creato un intero sistema operativo NUOVO in
    > questa maniera, una suite d'ufficio e tanto
    > altro.

    Il SO si, ma lo hanno fatto molte ditte che vendevano HW, il SW passa comme secondo piano.
    Office, intendi Kofffice, perchè OpenOffice se non ricordo male è nato closed e poi è diventato open grazie a Sun ( prima non riusciva a venderlo neanche gratis ).

    > non pochi. Poi l'interesse fa la selezioni (e qui
    > arrivano i soldi di donazioni, finanziamenti,
    > personalizzazioni
    > ecc.).

    credo che il discorso che voeva fare era del tipo: tu lavoreresti in base alle donazioni dei clienti

    > figurati se non c'erano cosa ci toccava. Dove e'
    > tutto questo meraviglioso e innovativo software
    > closed?

    SW ottimo posso dirti che ne è presente sia open che closed, per cercarlo esiste google.
  • - Scritto da: pippo75

    > perchè OpenOffice se
    > non ricordo male è nato closed e poi è diventato
    > open grazie a Sun ( prima non riusciva a venderlo
    > neanche gratis).

    Sì, inizialmente StarOffice era un prodotto commerciale della software house tedesca StarDivision. Sun acquisì tutta l'azienda, e pochissimo tempo dopo donò i sorgenti alla comunità fondando il progetto OpenOffice.
    Effettivamente all'epoca MS Office stradominava (complice anche la pirateria) e per le suite office non c'era quasi nessun mercato.
    Io credo che Sun sia stata molto lungimirante, e alla fine è riuscita a rivitalizzare un mercato che sembrava non avere speranza. Anche Linux ha dato una mano, ma forse questo aiutino è venuto dopo.

    Saluti
    VITRIOL
  • - Scritto da: pippo75
    > > Tante personalizzazioni uno sviluppo da paura,
    > > ciascuno paga la sua parte e tutto e'
    > disponibile
    > > per tutti.
    >
    > appunto, personalizzazioni.
    >
    > ma quante ditte che sviluppano solo SW,
    > metterebbero open il loro prodotto di punta
    > ?
    > E quanto cambierebbe il prezzo?
    >

    Il discorso e' che se e' open sparisce il lavoro. Se sei d'accordo che c'e' spazio per personalizzazioni allora c'e' lavoro. Che frega delle ditte che mettono o non mettono open il loro prodotto di punta?

    > Il SO si, ma lo hanno fatto molte ditte che
    > vendevano HW, il SW passa comme secondo
    > piano.

    ????????????????????????

    Con il cavolo. Le varie ditte sono arrivate dopo, prima sono arrivati gli smanettoni. Poi quelli che hanno cominciato a mettere insieme distro e venderle (SuSE, RedHat), poi hanno cominciato a metterci soldini anche varie ditte tradizionali sia software che hardware.

    Quello che conta comunque e' che girano soldi, quindi c'e' lavoro. E' di questo che stiamo discutendo.

    > Office, intendi Kofffice, perchè OpenOffice se
    > non ricordo male è nato closed e poi è diventato
    > open grazie a Sun ( prima non riusciva a venderlo
    > neanche gratis
    > ).

    > credo che il discorso che voeva fare era del
    > tipo: tu lavoreresti in base alle donazioni dei
    > clienti
    >

    Abbiamo gia' visto che c'e' spazio per le personalizzazioni, che qualcuno ha cominciato a fare codice e poi ha trovato ditte che ci hanno messo denaro. Insomma c'e' lavoro.

    Vedo poi che nemmeno ti provi a discutere o dire qualcosa su Squid, Apache, Postfix e tutta questa altra robetta. Nascono anche loro come OpenOffice?

    > SW ottimo posso dirti che ne è presente sia open
    > che closed, per cercarlo esiste
    > google.

    Esatto, ma vediamo di non scantonare, tutto il tuo post e' una scantonata, a chi rispondevo io? A un tale che diceva che se si impone il modello open addio software. Come dici tu di software open ottimo se ne trova a mucchi, quindi non e' il modello open che fa sparire il software buono e innovativo ma anzi ne crea di nuovo per cui il modello funziona.

    Il punto e' questo il sofware open esiste, e' buono (ce n'e' anche di cattivo ma possiamo dire lo stesso per il closed), intorno girano soldi, c'e' lavoro quindi le cavolate open=programmatori solo per hobby=fine del software = STRACAVOLATE.
    non+autenticato
  • Sistema operativo nuovo ?

    Dove lo vedi questo nuovo ?

    Linux non è nuovo, è una costola di unix che è come il brodo di gallina.
    Nessun OS open è realmente nuovo
  • porpio la patria di uno dei pochi programmi Colsed Source che ancora uso con somma soddifazione, e ancora alragamente superiore alle alternative open...
    SiN
    1120
  • - Scritto da: SiN
    > porpio la patria di uno dei pochi programmi
    > Colsed Source che ancora uso con somma
    > soddifazione, e ancora alragamente superiore alle
    > alternative
    > open...

    Spero non sia un correttore ortografico, non ci farebbe gran figura ... Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Passettini
    > - Scritto da: SiN
    > > porpio la patria di uno dei pochi programmi
    > > Colsed Source che ancora uso con somma
    > > soddifazione, e ancora alragamente superiore
    > alle
    > > alternative
    > > open...
    >
    > Spero non sia un correttore ortografico, non ci
    > farebbe gran figura ...
    > Occhiolino


    Vero A bocca aperta

    CMQ no, trattasi X l'appunto di Opera
    SiN
    1120
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