Exchange e SharePoint vanno su Web

Negli Stati Uniti Microsoft ha lanciato ufficialmente le versioni web-based delle piattaforme enterprise, rendendole disponibili alle aziende di ogni dimensione. Si tratta, ad oggi, del pių importante passo verso la strategia online di Redmond

Roma - Di recente Microsoft ha svelato diversi servizi online, ma mai così importanti come quelli annunciati negli scorsi giorni: Exchange Online e SharePoint Online.

Per la verità le versioni online di Exchange e SharePoint, i due pilastri della piattaforma per la collaborazione di BigM, sono disponibili in versione beta da circa un anno, ma fino ad oggi potevano usufruirne esclusivamente le aziende con almeno 5000 dipendenti. Da oggi possono abbonarsi ai due servizi tutte le aziende, incluse quelle più piccole, purché abbiano sede entro i confini degli Stati Uniti. Il colosso di Redmond non ha ancora annunciato i propri piani relativi ai mercati esteri. Microsoft afferma che ad oggi sono più di duemila le aziende che hanno aderito al proprio Partner Program per Microsoft Online Services.

Le versioni online di Exchange e Sharepoint si vanno ad affiancare ad Office Communications Online, e come quest'ultimo girano su server gestiti da Microsoft. Le aziende possono abbonarsi a tali servizi acquistandoli direttamente online oppure attraverso uno dei rivenditori partner di BigM. Una disamina dei prezzi di Exchange e SharePoint Online, ed un confronto tra questi e quelli delle edizioni tradizionali, è stata pubblicata qui da BetaNews.
Con il lancio delle sue applicazioni hosted, Microsoft conferma quel trend che vede il mondo dell'Information Technology spostarsi dal classico modello client/server a quello del cloud computing, dove i fornitori di software ospitano le applicazioni e i relativi dati sui propri server e i clienti possono accedervi via Web, generalmente attraverso un normale browser.

A differenza però di rivali come Google, Amazon e Salesforce.com, che promuovono un modello, chiamato software-as-a-service (SaaS), dove tutto risiede nella cloud e quindi sul Web, Microsoft propone un modello ibrido chiamato software-plus-services (S+S). Questo approccio prevede che l'ambiente di computing non risieda interamente sul Web, ma che le applicazioni "in the cloud" si affiaccanchino e si integrino a quelle tradizionali in esecuzione sui client e sui server on premise. In sostanza, BigM sostiene che, cloud o non cloud, di Windows ci sarà sempre bisogno.

Secondo Microsoft, il modello S+S fornisce maggiore flessibilità rispetto a quello SaaS, perché consente di scegliere dove eseguire le applicazioni lato server - nella cloud o sui sistemi locali - e quale tecnologia impiegare per la realizzazione e l'erogazione del servizio.

Microsoft conta di implementare i concetti alla base di S+S nella sua futura piattaforma di cloud computing, Windows Azure, annunciata alla fine di ottobre e attualmente ancora in fase di sviluppo.

Sebbene i passi intrapresi da Microsoft verso il mondo dei servizi online siano visti come mosse difensive, il business del big di Redmond non sembra ancora minacciato dalle piattaforme Web delle rivali. In un sondaggio eseguito da Clickstream Technologies su 2400 utenti Internet americani, i cui risultati sono stati riassunti qui da Ars Technica, emerge che Google Docs viene utilizzato da appena l'1% degli interpellati. Molti degli utenti di Google Docs continuerebbero per altro ad utilizzare anche Office.
18 Commenti alla Notizia Exchange e SharePoint vanno su Web
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  • Aziende italiane ed europee, attenzione!

    Il Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 - "Codice in materia di protezione dei dati personali" - prevede agli art. 43 e 44 che per il trasferimento di dati fuori dall'Unione Europea il consenso scritto da parte degli interessati, o se autorizzato dal Garante per la Privacy.

    Insomma, attenzione ad appoggiare i vostri sistemi informativi su server esteri, in quanto potrebbe non essere così evidente il fatto di includere nei database e nei documenti informazioni soggette alla legge.

    Per quelle aziende che poi sono certificate ISO9001:2008, ISO20000 e/o ISO27001 la 'delega' (o subappalto) nel trattamento dei dati deve essere accompagnata da un adeguato assessment delle policy di sicurezza dell'azienda fornitrice.

    In pratica, quanti di voi sanno come vengano effettuati i backup dei sistemi della Microsoft (vale anche per BigG & co., naturalmente), e dove vengano replicati i dati, ed archiviati i supporti di backup?
    Č molto probabile che qualche copia finisca dove ne costa meno gestione, magari in India, Corea, Cina ...

    E a tal proposito chiedo alle suddette aziende: vi fidate delle politiche della Privacy di tali stati (o di altri di cui forse non verremo mai a sapere?)
  • Al di la' se funziona o non funziona sta' storia del cloud computing e' proprio bellissima e giusta. Date tutti i vostri dati e i documenti che producete a ditte estere. Potete stare tranquilli.

    L'ideale magari e' se lavorate nel settore motori di ricerca, mettiamo che siete Yahoo (ma anche roba piu' piccola e promettente). Vuoi mettere la comodita' di avere tutto su Google Docs?

    Ma anche se siete nell'edilizia, nella chimica in quel che vi pare e' un'ottima cosa dare tutti i vostri dati a terzi. Se per esempio siete nell'edilizia e volete partecipare a un appalto pubblico da centinaia di milioni di euro tutti i preventivi relativi all'offerta che farete in gara sono certamente sicuri su un server di una ditta terza. Un concorrente che ha un margine di milioni di euro e e' disposto a pagare centinaia di migliaia di euro per quei dati sara' preso a calci nel sedere dal personale interno della ditta di Cloud Computing di turno, eh no mio caro io non mi faccio corrompere, cosa sono 500.000 euro, il mio stipendio da 35.000 euro mi basta e mi avanza ...

    Orsu' mettete tutti i cavoli vostri a disposizione su server di terzi fate un affarone.

    PS E per lo stesso motivo continuate ad usare codice closed, c'e' l'assoluta garanzia che quello che c'e' dentro non fa da spione.
    non+autenticato
  • ...e di questo passo allora torniamo a carta e penna e gettiamo via tutti i computer...
    Perchè bisogna sempre essere ostili ad ogni possibile sbocco.
    Se non ricordo male esiste qualcosa chiamato.....crittografia....

    Se parli così vuol dire che i tuoi soldi non li hai in un conto corrente, i banchieri sono corruttibili, non usi mail pubbliche, i gestori potrebbero leggerle...
    Questo non vuol dire che non bisogna dare i propri dati a chichessia, ma il mondo non è solo bianco o nero, windows o linux, online o offline.

    Ma è solo un parere personale...

    Saluti

    Michele
    non+autenticato
  • - Scritto da: Michele
    > ...e di questo passo allora torniamo a carta e
    > penna e gettiamo via tutti i
    > computer...
    > Perchè bisogna sempre essere ostili ad ogni
    > possibile
    > sbocco.
    > Se non ricordo male esiste qualcosa
    > chiamato.....crittografia....
    >

    E la gestisci tu o il tuo fornitore di cloud computing?

    > Se parli così vuol dire che i tuoi soldi non li
    > hai in un conto corrente, i banchieri sono
    > corruttibili,

    Quanto e' vero, ma quanto e' vero. Tuttavia li uso ma il banchiere in questione non sa mica da dove vengono i miei soldi, se dallo sfruttamento della prostituzione, da tangenti o altro sa solo che ce li ho e quanti ne ho e ogni volta che deposito qualcosa ho una ricevuta. Inoltre ci sono tante e tali norme sulle banche (almeno in Italia) che fare del tutto il furbo e' difficile (non impossibile, sul corruttibile ti ho gia' detto che e' vero, quanto e' vero?). Che norme ci sono sulla sicurezza dei tuoi dati nel cloud computing? La legge sulla privacy italiana, ah, ah, ah. Mi viene da ridere e poi c'e' il piccolo fatto che i tuoi dati sono su un server all'estero, facciamo causa li'? E che norme ci sono negli USA a proposito? Esempio quindi del tutto fuori luogo. Non c'entra un cavolo.

    > non usi mail pubbliche, i gestori
    > potrebbero
    > leggerle...

    Infatti non le uso, dove posso evito.

    > Questo non vuol dire che non bisogna dare i
    > propri dati a chichessia, ma il mondo non è solo
    > bianco o nero, windows o linux, online o
    > offline.
    >

    E non ci sono piu' le stagioni di una volta. Che cavolo vorrebbe dire?

    > Ma è solo un parere personale...
    >

    Qualunque parere lo e' anche il mio e del resto io consiglio vivissimamente di dare tutti i propri dati a ditte terze per i motivi detti, e' furbissimo mettete tutti i vostri dati sul server di una ditta americana (o pakistana se preferite, sai le ditte americane e non solo vanno pazze per l'outsourcing dove i costi sono minori) e state tranquilli nessuno ve li tocca. Ve lo garantiscono loro. Google in particolare (ma anche tanti altri) sono celeberrimi per avere un rispetto sacro degli utenti, non sono per niente curiosone, basta leggere le loro policy per capire quanto potete stare tranquilli ...

    Per i deboli di mente tutto quanto sopra e' ovviamente ironico, andatevele a leggere le policy, andatevele a leggere che c'e' da imparare. Del resto poi a prescindere da quanto una impresa dichiara tutti voi avete esperienza comune che per esempio l'ADSL tal dei tali va a 20Mbit e che l'azienda mantiene quel che promette, oppure che la tal macchina va benissimo consuma niente e non si va mai dal meccanico, oppure che mangiare presso un noto fast food e' sanissimo. Sappiamo che alle ditte non frega niente di fare soldi, lavorano per il bene della societa' e si accontentano di andare in pareggio. Affidategli tutti i vostri dati, moglie e bambini potete stare tranquilli che sono in buone mani.
    non+autenticato
  • si ma per dati fuffa che non servono...... perche' dare dati importanti e' come dire a un amico di conservarti i soldi -.-
    non+autenticato
  • Se poi non rinnovi l'abbonamento, che fanno cancellano tutto?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ciccio
    > Se poi non rinnovi l'abbonamento, che fanno
    > cancellano
    > tutto?

    Secondo te? E magari se sei pure indietro con la rata. E magari ti mandano una bella comunicazione dopo 2 o 3 annetti di dati sui loro server. Gentile cliente dal prossimo mese la quota mensile e' di 500 euro, siamo molto spiacenti ma la contingenza di mercato ecc. ecc. Resta inteso che lei puo' anche rifiutare, purtroppo non saremo piu' in grado di garantirle il servizio e il suo account sara' cancellato ...

    Insomma dipende, certo magari ci sara' un bel contrattone di 580 pagine che all'art. 5 dice che ti devono dare il preavviso di almeno un mese durante il quale sei invitato a farti una copia locale (ma magari non te ne fai un cavolo perche' funziona a un certo punto solo con le loro applicazioni proprietarie), pero' sfiga l'avviso e' per mail e tu sei in ferie oppure l'art 98 comma 3 dice che puo' essere anche piu' breve se ne avessero necessita'.

    E se poi falliscono e devono chiudere baracca e burattini, che fine fanno i tuoi dati????

    C'e' ne' una infinita' per pensare che se e' vero che puoi accedere ai tuoi dati ovunque e non hai pippe ad avere applicazioni installate comunque sei in ostaggio.

    Presente il tu' babbo che ti diceva, vecchio mio appena puoi comperati casa, stare in affitto tutta la vita significa buttare soldi dalla finestra e trovarsi con 0 alla fine (e il padrone ti puo' buttare fuori quando gli fa piu' comodo).

    Comperatevi casa ragazzi, lasciate perdere l'affitto.
    non+autenticato
  • E andiamo!!! Ma ti pare che ogni novità sia sempre buona?? Non c'è bisogno di carta e penna.. basta un po' di intelligenza! I miei dati restano miei,non li metto su un server remoto non sotto il mio controllo
    non+autenticato
  • Citando la celebre frase del film Synapse: O sei 1 o sei 6 vivo o morto.... il problema non è nel meccanismo...ma è nella banda

    Con la banda larga che ci ritroviamo in Italia, un sistema dele genere creerebbe ulteriore traffico dati e spreco di bit lungo le dorsali insensato.
    Poi se per caso un giorno mi sveglio e non c'è connettività...che succede? Tutti i miei appuntamenti su outlook, i dati condivisi su share point...insomma gia adesso se viene a mancare la connettività è un bel problema, ma con il server "in casa" bene o male si lavora localmente...remotizzando tutto è l'apocalisse.
    Poi sharepoint ce lo vedo lavorare in internet...gia su rete locale ha dei seri problemi prestazionali!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr.Bil
    > Citando la celebre frase del film Synapse: O sei
    > 1 o sei 6 vivo o morto....

    me la ricodarvo diversa... ma o sei 1 o sei 6 è bellissima A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr.Bil

    > Poi sharepoint ce lo vedo lavorare in
    > internet...gia su rete locale ha dei seri
    > problemi
    > prestazionali!!!

    Dalla mia esperienza non mi sembra (anzi). A cosa ti riferisci esattamente?
    non+autenticato
  • lavoro comes system admin per un'azienda americana.

    ho provato il servizio = una chiavica pazzesca, i tempi di risposta delle applicazioni sharepoint sono ridicoli, il server mail exchange va in crash in media 3 volte alle settimana.

    ok che si tratta di prodotti nuovi (attenzione, non in beta, eh???) ma santo cielo, un pochino di testing prima del rilascio no, eh???
    non+autenticato
  • anche mio cuggginnnooo l'ha provato...
    cosa non si fa per trollare 'anti-ms'...

    - Scritto da: Tecnico
    > lavoro comes system admin per un'azienda
    > americana.
    >
    > ho provato il servizio = una chiavica pazzesca, i
    > tempi di risposta delle applicazioni sharepoint
    > sono ridicoli, il server mail exchange va in
    > crash in media 3 volte alle
    > settimana.
    >
    > ok che si tratta di prodotti nuovi (attenzione,
    > non in beta, eh???) ma santo cielo, un pochino
    > di testing prima del rilascio no,
    > eh???
    non+autenticato
  • la mia è una azienda americana e si chiama V.....n.

    chi vuol capire, capischia...Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tecnico
    > la mia è una azienda americana e si chiama
    > V.....n.

    Vicodin? ;P

    > chi vuol capire, capischia...Occhiolino

    Era meglio quella cosa della tenda...Occhiolino

    --
    Saluti, Kap
    non+autenticato
  • consolati, SharePoint e una chiavica anche in intranet
    non+autenticato
  • Questa te la potevi evitare, caro xxx.
  • Vediamo quanti utonti o presunti esperti di informatica avranno il coraggio di dare i loro dati in pasto a Microsoft. Vediamo...
    non+autenticato