Levi affonda il DDL antiweb

Rimuoverà dal progetto di legge la sezione che riguarda il web e lo discuterà insieme alla società civile connessa

Roma - "Cancellerò dal testo il breve capitolo su internet": sono parole di Ricardo Levi, diffuse con un comunicato rivolto direttamente ai cittadini della rete .

Levi ritorna sui propri passi, rassicura i netizen, spiega che il DDL Levi Prodi prima e il DDL antiweb poi, non intendevano tradire una concezione della rete "come spazio di libertà e opportunità di sviluppo, come ineguagliabile strumento, sotto qualsiasi latitudine e regime, per il libero scambio di informazioni ed opinioni e come potente mezzo per la crescita economica, di singole imprese e dell'intera società".

Ma le mobilitazioni e le apprensioni dei netizen hanno convinto l'onorevole alla retromarcia: "si teme, in particolare - ricorda Levi - che vengano introdotte regole che limitino la semplicità dell'accesso alla rete e la libertà d'espressione che essa naturalmente permette." "Per queste ragioni - scrive - prima che il progetto di legge venga offerto alla discussione parlamentare in un testo definitivo, cancellerò dal testo il breve capitolo su internet. Discuteremo insieme se e come riempire quel vuoto".
Levi ha ragione di credere che i cittadini della rete debbano essere interlocutori privilegiati nel tracciare le regole di Internet: "dal mondo (e penso ai passi avanti che sono stati fatti per il riconoscimento dei diritti d'autore sui brani musicali e sui libri scaricati da internet, ai tanti esempi di operatori che hanno cancellato dai loro siti notizie risultate errate o offensive, alle relazioni tra le maggiori imprese della rete e le autorità antitrust per contemperare i valori della libera iniziativa e dell'apertura dei mercati) ci arrivano, sempre più numerosi, i segnali di una rete che, senza perdere in libertà, trova le forme di una matura e condivisa responsabilità". L'onorevole si dichiara "fiducioso che, a partire da questi segnali, sia possibile trovare un'intesa che consenta a tutti di trarre il meglio dalle opportunità offerte da internet".
5 Commenti alla Notizia Levi affonda il DDL antiweb
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  • Ho letto il DDL e di motivazioni per cestinarlo (TUTTO) ce ne sono parecchie. Accantonando la questione “anti-blog”, sulla quale altri hanno scritto cose interessanti, ne cito solo tre:

    1) Il metodo. Con quella legge si vanno a toccare temi delicatissimi: la libertà di espressione e la libertà di impresa. (Ricordiamo il titolo del DDL: “Nuova disciplina del settore dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle disposizioni legislative in materia di editoria”) Voi avete assistito ad un dibattito politico su questi temi? Non dico dibattiti televisivi, ma una discussione in qualche partito, in qualche giornale? Avete visto Levi fare il giro degli editori, dei blogger, dei cittadini? Mi auguro di sbagliarmi, ma noi comuni mortali non siamo stati interpellati su cosa sarebbe stato meglio fare in questo campo. Levi ha fatto tutto da solo riproponendo un DDL già tanto contestato un anno fa. Vi sembra il modo di procedere, questo?

    2) I contributi statali all’editoria (art. 17 - 27). Bisogna essere pazzi per riproporli, dopo la campagna grillesca. Tuttavia potrebbero avere un senso se servissero ad avviare una nuova attività editoriale. Invece, secondo questo DDL, a meno di non essere politici o minoranze linguistiche, bisogna avere 5 anni di attività alle spalle (art. 18). Se un’attività editoriale ha superato 5 anni di mercato, cosa le impedisce di superare anche i prossimi 5? Secondo voi ha bisogno di soldi statali?

    3) Rassegna stampa e diritti d’autore (art. 4). Secondo Levi chi fa una rassegna stampa dovrebbe pagare un quid ai detentori del diritto d’autore su quanto citato o raccolto. Anche se la rassegna stampa è per uso interno. Non è un’idea geniale? Uno ti cita e ti fa pubblicità gratuita e ti deve anche pagare! Ritornando al punto 1, se Levi avesse chiesto in giro qualche idea nuova, qualcuno gliela avrebbe data.
  • Discuteremo insieme... temo fosse riferito agli altri membri della Commissione Cultura della Camera, non ai cittadini della rete.

    Se Levi cancella tutto l'articolo 8 del DDL e all'articolo 2 comma 1 definisce così il prodotto editoriale:

    "Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso."

    riesce automaticamente a peggiorare le cose addirittura rispetto alla prima stesura del DDL. E in un colpo solo rende obbligatoria per chiunque l'iscrizione al ROC (vedi art.6 e 7).

    Il punto è che secondo la norma attualmente vigente (l. 62 del 07/03/2001) la definizione di prodotto editoriale è più ristretta (sole finalità di informazione, da intendersi nel "senso giornalistico") ed è già comunque estesa alla diffusione "con ogni mezzo, anche elettronico".

    Il vero problema è l'art.2 del DDL di Levi, non il paragrafo su Internet (art.Ficoso.

    O non ci arriva (ma ne dubito, è un giornalista) o pensa di poter menare impunemente per il naso la gente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: frap1964
    > Discuteremo insieme... temo fosse riferito agli
    > altri membri della Commissione Cultura della
    > Camera, non ai cittadini della
    > rete.
    >
    > Se Levi cancella tutto l'articolo 8 del DDL
    > riesce automaticamente a peggiorare le cose
    > addirittura rispetto alla prima stesura del DDL.
    > E in un colpo solo rende obbligatoria per
    > chiunque l'iscrizione al ROC (vedi art.6 e
    > 7).
    >
    > Il punto è che secondo la norma attualmente
    > vigente (l. 62 del 07/03/2001) la definizione di
    > prodotto editoriale è più ristretta (sole
    > finalità di informazione, da intendersi nel
    > "senso giornalistico") ed è già comunque estesa
    > alla diffusione "con ogni mezzo, anche
    > elettronico".
    >
    > Il vero problema è l'art.2 del DDL di Levi, non
    > il paragrafo su Internet (art.
    > 8 ).
    >
    > O non ci arriva (ma ne dubito, è un giornalista)
    > o pensa di poter menare impunemente per il naso
    > la
    > gente.
    oh ma avvvoi internauti non ve ne scappa una.
    Ebbene si maledetto Carter, mi hai beccato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: frap1964
    > Discuteremo insieme... temo fosse riferito agli
    > altri membri della Commissione Cultura della
    > Camera, non ai cittadini della
    > rete.
    >
    > Se Levi cancella tutto l'articolo 8 del DDL e
    > all'articolo 2 comma 1 definisce così il prodotto
    > editoriale:
    >
    > "Ai fini della presente legge, per prodotto
    > editoriale si intende qualsiasi prodotto
    > contraddistinto da finalità di informazione, di
    > formazione, di divulgazione o di intrattenimento
    > e destinato alla pubblicazione, quali che siano
    > la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo
    > con il quale esso viene
    > diffuso."
    >
    > riesce automaticamente a peggiorare le cose
    > addirittura rispetto alla prima stesura del DDL.
    > E in un colpo solo rende obbligatoria per
    > chiunque l'iscrizione al ROC (vedi art.6 e
    > 7).
    >
    > Il punto è che secondo la norma attualmente
    > vigente (l. 62 del 07/03/2001) la definizione di
    > prodotto editoriale è più ristretta (sole
    > finalità di informazione, da intendersi nel
    > "senso giornalistico") ed è già comunque estesa
    > alla diffusione "con ogni mezzo, anche
    > elettronico".
    >
    > Il vero problema è l'art.2 del DDL di Levi, non
    > il paragrafo su Internet (art.
    >Ficoso.
    >
    > O non ci arriva (ma ne dubito, è un giornalista)
    > o pensa di poter menare impunemente per il naso
    > la
    > gente.

    Quoto,

    Una domanda mi sorge spontanea però..

    Che per caso saremo costretti a fare anche informazione pirata ora?
    Non che mi dispiaccia, può essere una buona forma estremizzata di protesta..

    Ma personalmente un barlume di fiducia la riponevo in queste modifiche...
    non+autenticato
  • Guarda che l'informazione VERA è già pirata e clandestina da un pò...
    non+autenticato