Quando il robot ha un cervello da topo

E' un hybrot, un robot ibrido, costituito da chip in silicio e neuroni. Un nuovo parto dell'hi-tech pronto a mostrare tutte le potenzialità del connubio fra biologia e computer

Roma - C'è un Potter dietro al robot comandato da un topolino, ma a differenza del celeberrimo ragazzino prodigio della letteratura, questo non si è avvalso della magia per plasmare quello lui chiama "l'hybrot", il robot ibrido, ma delle più avanzate conoscenze fornite oggi dalla neuroelettronica.

Seguendo i recenti successi maturati in questo campo della ricerca, Steve Potter è riuscito a costruire un robot della dimensione di una tazzina da caffè in grado, all'interno di un piccolo box, di sfruttare una rete neurale composta da cellule di topo per superare ostacoli, scegliere la strada migliore e raggiungere una meta attraverso intricati labirinti.

Per costruire il "cervello" del suo robot, Potter ha impiantato migliaia di neuroni di un embrione di topo in un chip in silicio integrante una sessantina di elettrodi connessi ad un amplificatore. I segnali che le cellule si trasmettono fra loro vengono rilevati dagli elettrodi e inviati all'amplificatore, che a sua volta li trasmette ad un computer: questo, una volta elaborati i dati, li rimanda al robot attraverso una connessione wireless.
Da questo connubio fra biologia ed elettronica Potter sostiene che un giorno sarà possibile costruire computer o robot ibridi in grado di imparare, svolgere compiti molto complessi, curarsi e rigenerare autonomamente le proprie parti organiche.

Il robot di Potter rappresenta attualmente l'esperimento più complesso dopo quelli che, in passato, hanno visto la creazione di robot comandati da neuroni di lampreda e reti neurali composte da chip in silicio e cellule nervose di lumaca.
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57 Commenti alla Notizia Quando il robot ha un cervello da topo
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  • Io non mi concentrei tanto sull'aspetto etico più intrinseco alle prospettive di ibridazione uomo-macchina. E' un campo vertiginoso, difficile da valutare perché chiama in causa direttamente la percezione che l'essere umano può avere di sé stesso - per dirla con una sintesi brutale: quanto possiamo considerare noi stessi macchine e cosa ci definisce invece come esseri viventi diversi dal più evoluto tra i futuribili tostapane. Prima ancora di questo aspetto, secondo me, sarebbero forse da considerare quelli più pratici.
    Una cosa che mi pare di notare è questa: che la stessa ricerca scientifica mostra possibilità sempre più vertiginose in campi che riguardano il 'micro' - fisica delle particelle, ingegneria genetica, ingegneria elettronica, ibridi variSorride ... - mentre ha ancora enormi difficoltà rispetto al 'macro' - la valutazione e la possibilità di prevedere macro-dinamiche, risultanti dall'interazione su larga scala di moltitudini di variabili. Non siamo in grado di prevedere un terremoto, un'eruzione vulcanica, che tempo farà domani o dopodomani. Perché dovrei sentirmi sicuro nel momento in cui introduciamo in un'ecosistema - di cui non sappiamo valutare né prevedere nemmeno le dinamiche 'abituali' - nuovi organismi, siano essi ibridi organico-elettronici o 'semplici' ogm? E la motivazione prima per cui da molte parti si ritiene necessario questo tipo di interventi sta molto spesso nel tentativo di arginare fenomeni di degenerazione in larghissima parte indotti proprio dall'intervento umano. Gli ogm appaiono spesso come 'patch' - per esempio, volte a far fronte all'eccessiva resistenza sviluppata dai parassiti delle piante da coltivazione in ragione di un adattamento forzato, determinato dall'esposizione ad antiparassitari sempre più aggressivi. Appaiono come pezze, applicate però a un sistema - l'ecosistema - che non è mai stato open-sourceSorride e rispetto al quale il 'reverse-engineering'Sorride rappresentato dalla ricerca scientifica è lungi - ma proprio tanto lungi...Sorride - dall'essere completo, in particolare per quanto riguarda le interazioni su larga scala. E noi si continua a farci su esperimenti, un po' alla ca**o. Per molti versi, si può dire che pasticciamo: non ci diamo il tempo di valutare se sia il caso o meno, rispetto all'insieme delle reali capacità acquisite, di tentare 'un esperimento'. Ciò avviene forse anche per via di due istanze psicologiche molto diffuse, in particolare nella comunità scientifica, e strettamente correlate: mito dell'onnipotenza tecnico / scientifica ed eccessiva specializzazione. Siccome a uno sguardo che abbracci più elementi risulta in buona sostanza illusorio il mito moderno - presente *ora* e largamente diffuso - dell'avvenuto o sempre più vicino raggiungimento di una sostanziale onnipotenza sul mondo naturale, le persone tendono a specializzarsi sempre più forse proprio, in prima istanza, per poter conservare e alimentare, sul piano personale, ciò che, come minimo, per ora è pura illusione - e molto probabilmente tale rimarrà: se si continua così, imo non si arriverà forse nemmeno ad avere quello che alcuni definirebbero un 'ragionevole livello di controllo'. Per come la vedo io: come minimo, troppa fretta - anche perché questa attitudine psicologica viene sfruttata da un'industria che, in larghissima parte, si cura solo del profitto e dell'immediatissimo futuro: "se ciò che facciamo oggi non determinerà un cataclisma proprio domani, perciò direttamente riconducibile al nostro intervento... allora facciamolo" ["e qualcuno per cortesia faccia fuori quella ca**o di farfalla in arizona che sta sistematicamente terremotando le mie fabbriche in taiwan!": non di rado è questo il livello di reale comprensione delle istanze scientifiche da parte degli industrialiSorride ].

    Troppa fretta, alla fine, rispetto al panorama umano nel suo insieme.

    Perché dovrei credere che la tecnologia ibrida di cui parla l'articolo di pi, una volta applicata non sarà appannaggio pressoché esclusivo di quanti se le potranno permettere? Fatte salve forse le applicazioni curative - anche se non ci credo, perché sempre più la sanità si muove, globalmente, verso una sostanziale trasformazione in 'servizi a pagamento'. Tipo che chi avrà i soldi potrà permettersi innesti che lo renderanno cognitivamente più 'veloce ed efficiente', più 'intelligente', consolidando a livello globale classi sempre più statiche, sempre meno suscettibili di ridefinizione; ciò che sarebbe, e in grande misura già è: *stasi* - ovvero: il contrario di qualsiasi processo evolutivo.
    Poi. Attualmente le tecnologie più avanzate sono nelle mani degli eserciti, e in questo momento si prospettano guerre sempre più globalizzate. Perché dovrei credere che queste tecnologie, una volta sviluppate, non verranno utilizzate a fini di guerra?
    Non sono affatto contrario allo sviluppo scientifico / tecnologico; solo, a ogni nuovo progresso in questo campo, mi pare di rendermi conto di quanto questo sia quantomeno 'fuori luogo' rispetto al panorama umano - e, spesso, sostanzialmente 'fuori luogo' anche solo rispetto all' *insieme* delle conoscenze scientifiche reali. A me pare di vedere una sorta di trionfo dell'irrazionalità, sul piano umano sociale politico economico - mentre la razionalità appare sempre più concentrata - 'ghettizzata', verrebbe da dire, e anche 'autoghettizzantesi' - nell'ambito della ricerca scientifica / tecnologica.
    non+autenticato
  • Il signor Rossi stava per cenare quando si accorse che non aveva abbastanza pane in casa.
    Disse "Microtrasporto qui, 6 panini" e dalla finestra entro' il primo fedele rotopino volante nei paraggi, portando 6 pagnotte...
    Una voce metallica disse : "Il denaro e' stato prelevato automaticamente dal suo conto, grazie e buona cena."
    Il rotopino torno' alla stazione, lì gli sostituirono alcune cellule neurali ormai vecchie con altre prese dalla macchina sinterizzatrice...


    Boh, e' una storiella del ca**o, volevo dire solo che se non blocchiamo questi esperimenti magari un giorno faremo contenti anche gli sbadati che mangiano pan duro !!

    :P

    Fornetto pazzoide
    non+autenticato
  • > Disse "Microtrasporto qui, 6 panini" e dalla
    > finestra entro' il primo fedele rotopino
    > volante nei paraggi, portando 6 pagnotte...

    No, per me è più così...

    Applicando la policy relativa agli individui di classe 3, sancita come tutte le altre dalle lobby industriali al governo della rete mondialeglobale, il server che quel giorno avrà in carico la sua esistenza concederà al sig. Rossi, tramite la geforce 50 direttamente integrata nel suo zervèl...

    ..."non prima che egli abbia portato meritoriamente a termine i propri compiti", assegnatigli da un capufficio tanto deliziosamente simpatico ed equilibratamente paterno quanto totalmente irreale, al principiare di una dura ma nemmeno troppo spiacevole giornata di impiego come amministratore di una rete aziendale (nella realtà un componente dello stesso server, percepito dal sig. Rossi come un'edificio dalle mura di cristallo e cioccolata della qualità che più gli piacerà)...

    ...la gratificante percezione di assaporare 6, o anche 7 rotopini del bengala (il massimo, per i suoi gusti), e di averli ricevuti da 3 sinuose elfe uraniane, sedutesi poi al suo fianco, rimastevi ad ammirare la sua masticazione per tutta la durata del pasto, in seguito rivelatesi pronte a una notte di iperuranico amore durante la quale la seconda elfa, per volontà inconscia dello stesso sig. Rossi (subito recepita ed elaborata dal server), avrà progressivamente tramutato le proprie sembianze fino ad assumere quelle della collega assai carina - una costante della vita del sig. Rossi, solo un po' diversa ogni giorno, per adeguamento stabilito dal server all'evoluzione delle sue speranze - la quale anche quella mattina, durante la pausa caffè, avrà maliziosamente staccato un tocco di cioccolata dalla propria scrivania per lanciarlo - come sempre - proprio a lui!; che diversamente da tutte le mattine precedenti sarà riuscito ad addentarlo al volo, e pure con mossa felina, da strapparle finalmente un sorriso di complicità - quasi quasi una promessa.

    Essendo passato il sig. Rossi, senza nemmeno saperlo, proprio quel giorno per zelo e costanza dalla classe 4 alla classe 3. Essendo ovviamente rimasto, nella realtà e per tutto il tempo, comodamente attaccato alla sua flebo, nel suo cubicolo, magari per scelta, magari anche no.

    Perché poi non dovrebbe andare così, o in qualche maniera abbastanza simileSorride , via via che tecnicamente sarà possibile farlo [e chi se li aspettava già ora i topi integrati? Magari son bufaleSorride ] - datosi che la vita della maggioranza delle persone somiglia già tanto a questo scenario? Lavoro immateriale - tempo libero di emozione virtuale (...cinema, dvd, piccì, chimica...); e intorno più spesso che no: affetti tanti, ma piccoli e sfocati, a tinte un po' tenui; oppure pochi ma a tinte un po' troppo scure - tana o vorticare irrinunciabili, forse più che di per sé per non vedere il mondo, ché per il resto si sta meglio a conoscerlo come susseguirsi sufficientemente innocuo di simpatie e antipatie in fondo abbastanza indifferenti, fastidi e menomale, pur di non vederlo per quello che è. Magari lo mangi anche tu il pane duro, nel caso decidi di non accorgertene e i mezzi per farlo sono tanti.
    non+autenticato
  • http://ogm.greenpeace.it/new/introduzionefame.php
    L'insicurezza alimentare - come elegantemente viene oggi definita la fame - non si caratterizza per l'insufficiente disponibilità di alimenti, ma per la squilibrata distribuzione dei redditi e l'iniquo accesso alle risorse produttive che rendono precario l'accesso al cibo. La produzione odierna di alimenti a livello mondiale è tale da soddisfare il consumo umano per un valore medio pari a 2.800 calorie pro capite al giorno a fronte di 2.500 calorie ritenute la soglia media per un'alimentazione adeguata.
    Siamo quindi in una condizione di 'abbondanza iniqua' e l'evocazione di un deficit produttivo per sottolineare il bisogno di espansione delle colture transgeniche in un mondo sovrappopolato, è solo un'arma retorica spuntata. Come ha affermato l'economista indiano Amartya Sen, vincitore del premio Nobel nel 1998, "la fame è il risultato del non avere abbastanza da mangiare. Non è il risultato del non esserci abbastanza da mangiare".
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La
    > produzione odierna di alimenti a livello
    > mondiale è tale da soddisfare il consumo
    > umano per un valore medio pari a 2.800
    > calorie pro capite al giorno a fronte di
    > 2.500 calorie ritenute la soglia media per
    > un'alimentazione adeguata.

    E come si ottiene questa produzione? Te lo dico io. Usando pesticidi, diserbanti e altre sostanze chimiche *sicuramente dannose* per l'uomo e per l'ambiente. E il bello e` che i parassiti si adattano e diventano sempre piu` resistenti. E i pesticidi devono diventare piu` velenosi e piu` dannosi. Vogliamo continuare a farci male consapevolmente oppure vogliamo tentare un'altra via?
    non+autenticato
  • > E come si ottiene questa produzione? Te lo
    > dico io. Usando pesticidi, diserbanti e
    > altre sostanze chimiche *sicuramente
    > dannose* per l'uomo e per l'ambiente. E il
    > bello e` che i parassiti si adattano e
    > diventano sempre piu` resistenti. E i
    > pesticidi devono diventare piu` velenosi e
    > piu` dannosi. Vogliamo continuare a farci
    > male consapevolmente oppure vogliamo tentare
    > un'altra via?
    Un'altra via!Sorride
    Quale?
    OGM, con l'immane mole di rischi connessi, oppure - per dirla molto genericamente - modi di produzione agricola differenti, che siano produttivamente efficaci e allo stesso tempo ecologicamente sostenibili?
    La questione è assai complessa, in realtà chiama in causa in prima istanza fattori economici, politici, culturali.
    C'è questo sito che prova a coprirli un po' tutti, uno sforzo in ottica sviluppo sostenibile, e offre dati derivanti da applicazioni reali:

    http://www.farmingsolutions.org

    "Pratiche agricole rispettose dell?ambiente sono già concretamente possibili, ma
    sciaguratamente mancano fondi ed una politica che le supportino. www.farmingsolutions.org - un
    sito web creato congiuntamente da Greenpeace, Oxfam ed il Centro per l?Informazione sul Basso
    Impatto Ambientale ed una Agricoltura Sostenibile (ILEIA) ? mostra come sicurezza alimentare e
    mezzi di sussistenza sostenibili possano essere raggiunti da sistemi agricoli innovativi e rispettosi
    dell?ambiente senza minacciare la biodiversità, senza erosione del suolo, senza inquinare l?acqua o
    mettere in pericolo la salute umana".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > > un'altra via?
    > Un'altra via!Sorride
    > Quale?

    Bhe, pero'.....

    Anche l'improvvisa, violenta eliminazione di 1/5 di razza umana potrebbe essere una soluzione; credo sia quella che stanno sperimentando gli Stati Uniti (ovviamente fuori dal loro paese).

    Buon Natale, e siate tutti piu' buoni mi raccomando.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > C'è questo sito che prova a coprirli un po'
    > tutti, uno sforzo in ottica sviluppo
    > sostenibile, e offre dati derivanti da
    > applicazioni reali:
    >
    > http://www.farmingsolutions.org

    Ho provato a dare una occhiata.
    1. E` tutto in flash. Una cosa terribile.
    2. Le pagine vengono visualizzate in una piccola colonna centrale per fare spazio alle decorazioni. La colonna sul mio browser non riesce neppure a contenere le righe intere. Devo usare continuamente la scrollbar.

    Da quello che ho visto ci sono tante chiacchiere su quanto e` bella la biodiversita` su come gia` ora si riesca a produrre quello che basta per tutti su come sarebbe bello non usare pesticidi e su come l'ingegneria genetica sia pericolosa. Io una bella pagina dove si spiega come fare per coltivare la terra in modo produttivo e senza rischiare che una epidemia ti razzi via tutto il raccolto non l'ho trovato.

    > "Pratiche agricole rispettose dell?ambiente
    > sono già concretamente possibili, ma
    > sciaguratamente mancano fondi ed una
    > politica che le supportino.

    Intanto quanti fondi ci vogliono?
    non+autenticato
  • > > C'è questo sito che prova a coprirli un po'
    > > tutti, uno sforzo in ottica sviluppo
    > > sostenibile, e offre dati derivanti da
    > > applicazioni reali:
    > >
    > > http://www.farmingsolutions.org
    >
    > Ho provato a dare una occhiata.
    > 1. E` tutto in flash. Una cosa terribile.
    > 2. Le pagine vengono visualizzate in una
    > piccola colonna centrale per fare spazio
    > alle decorazioni. La colonna sul mio browser
    > non riesce neppure a contenere le righe
    > intere. Devo usare continuamente la
    > scrollbar.
    Sono d'accordo, il sito non è fatto molto bene, e non è il massimo dell'accessibilità. In realtà però la roba in flash è limitata a poca roba grafica, i contenuti (e l'accesso agli stessi) sono alla portata di qualsiasi browser (il menu è javascript non flash).

    > Da quello che ho visto ci sono tante
    > chiacchiere su quanto e` bella la
    > biodiversita`
    E' anche una questione di gustiSorride

    > su come gia` ora si riesca a
    > produrre quello che basta per tutti
    Questo però faccio fatica a farlo rientrare nella categoria chiacchiere...

    > su come
    > sarebbe bello non usare pesticidi
    Non c'è il condizionale - e credo non sia solo una valutazione esteticaSorride

    >e su come
    > l'ingegneria genetica sia pericolosa.
    Anche qui, non sono chiacchiere; e l'analisi critica non è limitata solo alla pericolosità intrinseca, ma anche alle spinte e ai motivi reali che, *storicamente*, stanno dietro al tentativo di imporre, materialmente e a livello di 'immaginario', l'ingegneria genetica come soluzione - questo discorso lo trovi per esempio sul sito di greenpeace, linkato in home da farmingsolutions. All'osso, la domanda è questa: perché, dal momento che è dimostrata la possibilità di creare sviluppo produttivamente economicamente ed ecologicamente adeguato, in generale si tende a prediligere la via ogm? Sostanzialmente, credo, perché le multinazionali che propongono questa via hanno un potere economico enorme, che già di per sé dà alle loro 'proposte' un peso politico molto maggiore di quello che può avere qualsiasi proposta differente; e perché quello stesso potere economico dà alle multinazionali la possibilità di mettere in moto meccanismi propagandistici molto forti.

    >Io una
    > bella pagina dove si spiega come fare per
    > coltivare la terra in modo produttivo e
    > senza rischiare che una epidemia ti razzi
    > via tutto il raccolto non l'ho trovato.
    Immagino non sia quello lo scopo del sito. Probabilmente si potrebbe fare qualcosa di meglio, dal punto di vista dell'informazione, magari proprio a partire dalla questione accessibilità a cui hai fatto riferimento. Per il resto, però, non credo che un sito possa offrire un 'kit della buona agricoltura sostenibile': ogni situazione geopolitica richiede approcci molto diversi, a tutti i livelli: economico, tecnico, politico, culturale... Credo che il sito stia lì solo a dimostrare, come una sorta di diario, che esistono e sono già praticate soluzioni produttivamente ed ecologicamente sostenibili, attuabili nell'ambito di situazioni politicamente, economicamente ed ecologicamente avverse. Per il resto sta all'interesse personale; se ti va puoi andare a cercare altre informazioni, di realtà e siti interessanti che gravitano intorno a questi argomenti ce n'è tanti.

    > > "Pratiche agricole rispettose
    > dell?ambiente
    > > sono già concretamente possibili, ma
    > > sciaguratamente mancano fondi ed una
    > > politica che le supportino.
    > Intanto quanti fondi ci vogliono?
    Credo fosse una considerazione generale.
    Anche la necessità di fondi varia sensibilmente da situazione a situazione; e cmq basterebbe la metà delle risorse economiche della monsanto per dar vita a una patella di esperienze concrete. Il dato importante è che in quei paesi del centroafrica in cui si è creata, anche solo molto recentemente, una situazione di pace, questi esperimenti - che siano portati avanti, per esempio, con fondi caritas sostanzialmente gestiti da missionari, oppure grazie a progetti fao, oppure... - stanno funzionando bene, in termini di produttività ed ecosostenibilità; e, soprattutto, in termini di autonomizzazione delle popolazioni. Di problemi ce n'è una marea, e sono tante le critiche da muovere agli approcci 'gestionali' portati avanti dai missionari, dalla fao e... ; resta il fatto, evidente, che la possibilità concreta - quella che parte dal basso, dalla terra e da chi la abita - c'è; proprio perché *nonostante* i tanti problemi e i tanti errori le cose funzionano.
    non+autenticato
  • quand'è che l'uomo capirà che la natura non gli appartiene e che esistono miliardi di altri esseri senzienti al mndo capaci come lui di soffrire?

    le ragioni della scienza impongono di abbandonare la vivisezione, le ragioni dell'etica anche.
    e allora perché continuiamo a praticarla?

    forse perché le ragioni del profitto dicono altro

    mel4tonin
    non+autenticato
  • concetti in buona parte condivisibili se non fosse che non hai capito nulla dell'articolo.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > quand'è che l'uomo capirà che la natura non
    > gli appartiene e che esistono miliardi di
    > altri esseri senzienti al mndo capaci come
    > lui di soffrire?
    >

    E' appunto la natura che procede così! In natura non esiste equilibrio: l'ecosistema muta continuamente per adattarsi ai cambiamenti, così come la Terra stessa è trasformata dai suoi abitanti.

    > le ragioni della scienza impongono di
    > abbandonare la vivisezione, le ragioni
    > dell'etica anche.
    > e allora perché continuiamo a praticarla?
    >
    Prelevare cellule dagli embrioni non la chiamerei vivisezione.

    > forse perché le ragioni del profitto dicono
    > altro
    >
    E la ricerca sulle cellule staminali? Se prelevare cellule (neurali nell'esperimento descritto nell'articolo, staminali in altre ricerche) dagli embrioni (anche umani) ti sembra così peccaminoso, lascia che noi peccatori andiamo all'inferno: voglio vedere se i moralisti rinunceranno alle 'cure immorali' che ne deriveranno in favore di handicap terribili e permanenti.
    Pensa ai casi di rottura della spina dorsale: non ti sembra che la possibilità di ricostruire le connessioni nervose danneggiate e di dare nuova vita a molte persone sia più importante delle morali preconfezionate che ci propinano?
    Al momento quello che ho descritto è un panorama lontano e lo rimarrà finché la ricerca scientifica sarà bloccata sia da pressioni esterne che dallo status quo interno,

    > mel4tonin

    duh!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > quand'è che l'uomo capirà che la natura non
    > gli appartiene e che esistono miliardi di
    > altri esseri senzienti al mndo capaci come
    > lui di soffrire?

    'Zo vuoi ? L'uomo non e' stato partorito dalla terra ? Non e' forse parte della natua e quindi sottosta' alla legge del piu' forte ? La natura ha deciso che sarebbe sopravvissuto il piu' forte: il piu' forte e' l'uomo: azi della natura se non riesce ad essere competitiva !
    >
    > le ragioni della scienza impongono di
    > abbandonare la vivisezione, le ragioni
    > dell'etica anche.
    > e allora perché continuiamo a praticarla?
    >
    > forse perché le ragioni del profitto dicono
    > altro
    >
    > mel4tonin
    non+autenticato
  • Parla con uno che ha subito un'incidente e sta su una sedia a rotelle, e poi digli che stanno facendo esperimenti che potrebbero portare un giorno a farlo camminare, e che sono vergognosi perche' si maltrattano i topi.
    tu preferiresti vedere un tuo amico riprendersi dopo anni di carrozzina o un topo vivo in piu'?
  • - Scritto da: Vertigo
    > Parla con uno che ha subito un'incidente e
    > sta su una sedia a rotelle, e poi digli che
    > stanno facendo esperimenti che potrebbero
    > portare un giorno a farlo camminare, e che
    > sono vergognosi perche' si maltrattano i
    > topi.
    > tu preferiresti vedere un tuo amico
    > riprendersi dopo anni di carrozzina o un
    > topo vivo in piu'?

    Voglio essere volontariamente provocatorio....
    Il topo non può offrirsi volontario per sacrificare la propria
    vita per tali esperimenti. Viene "offerto" volontario.
    Ti rammento che molti degli esperimenti di natura neurologica
    vengono effettuati *senza anestesia* in quanto incompatibile
    con la natura stessa dell'esperimento. Questa é tortura!

    Perché tali esperimenti non si fanno direttamente su chi
    ha tale patologia e conscientemente acconsenta a tali
    esperimenti (prove?) su se stesso?
    Risarcire il disgraziato o la famiglia in caso di morte o
    lesioni ancor più gravi costa, vero?



    non+autenticato
  • Embrione di topo .. un grumo di cellule in una provetta, non un topo vivo, non e' vivisezione punto !
    non+autenticato
  • Il solito Gnurantone ha parlato e non riesce a concepire quanto questi esperimenti possano essere utili e insegnarci cose nuove...
    Intanto preciso che non hanno ammazzato un topo, ma hanno prelevato alcune cellule nervose da un embrione probabilmente coltivato in provetta.
    Poi possibile che tutti vedano un topo morto e un' aspirapolvere che parla e nessuno veda che invece imparare come far comunicare elettronica e tessuti nervosi in un futuro possa servire a costruire apparecchi che permettano di far ri-camminare persone che hanno avuto incidenti o rendere la vita migliore a quei bambini che disgraziatamente sono nati con la spina bifida...
    Possibile che la gente non veda + in la del proprio naso, "uno sciocco ha fatto un inutile robottino che funziona con le cellule del cervello di un topo, povero topo" e fin qui che molti arrivano...
    Tutto cio' e' alquanto deprimente, in un mondo dove l' ignoranza dilaga cio' che e' intelligente e utile purtroppo viene sempre frenato dalla massa...
    Pensate a quante persone continueranno a soffrire e quante ne soffriranno per aver voluto salvare la "vita" a un grumo di cellule di topo in una provetta.
    Che poi per essere sarcastici se la vedete cosi' allora anche sputare perterra e' un assasinio, sai te quante cellule globuli bianchi ci sono in uno sputo, per non parlare se ti dovesse sanguinare il naso !
    non+autenticato
  • finché ci sarà gente che propina c4g4te a tutto spiano come quelle che compaiono qui non si andrà mai avanti. A parlare poi sono gli stessi che magari si sparano un piatto di filetto bello al sangue, che uccidono il ragno che scorrazza per i muri della cucina e ammazzano la mosche quando in estate danno fastidio durante la pennichella. Io tutte queste cose le faccio, ma almeno ho il buon senso di non aggrapparmi a una manciata di neuroni di topo (e ho dei criceti). Se solo il 10% di tutto questo idealismo venisse usato in maniera produttiva, probabilmente avremmo già abbandonato le sperimentazioni sugli animali da 50 anni. Ricordatevi solo che idealismo e fondamentalismo sono i veri freni della civiltà.
    Wafer
    non+autenticato
  • ... ma intereressante. Mi viene da pensare che se questa tecnologia si affermera' il vostro cervello finira' nell'aspirapolvere intellingente che regalero' a mia moglie per il Natale 2010. Chi si offre volontario per l'esperimento?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > ... ma intereressante. Mi viene da pensare
    > che se questa tecnologia si affermera' il
    > vostro cervello finira' nell'aspirapolvere
    > intellingente che regalero' a mia moglie per
    > il Natale 2010. Chi si offre volontario per
    > l'esperimento?

    con un cervello umano medio l'aspirapolvere non sarebbe poi così intelligente!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ... ma intereressante. Mi viene da pensare
    > che se questa tecnologia si affermera' il
    > vostro cervello finira' nell'aspirapolvere
    > intellingente che regalero' a mia moglie per
    > il Natale 2010.

    Se finiscono parti del MIO cervello nell'aspirapovere di tua moglie posso garantirti 2 cose:

    1) puoi denunciare la casa produttrice dell'aspirapolvere per aver inserito a sproposito la dicitura "intelligente" sulla confezione del loro prodotto

    2) col cavolo che ti pulisco la casaSorride)








    Terra2
    2332
  • ROTFL!!!!!!!!!!
    (propongo una menzione come battuta dell'anno sui forum di PI)
    non+autenticato
  • finchè stiamo qua a farci le seghe mentali su cosa è etico e cosa no, anche se su tratta di una manciata di cellule embrionali di topo, resteremo fermi ad un passo della più grande rivoluzione tecnologica dopo l'industrializzazione per sempre....prendiamo un pò di coraggio e proviamo a darci una mossa daiiiiiiiii
    non+autenticato
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