venerdì 21 novembre 2008

Red Hat estende il supporto mission-critical

Disponibile lo stesso programma di assistenza di 10 anni offerto in precedenza ai clienti mainframe. Per gli scettici che non credono ancora che Linux non possa sostituire anche Unix

Roma - Con l'obiettivo di attrarre verso la propria piattaforma Linux anche le aziende più conservatrici, quelle ancora legate agli Unix commerciali, Red Hat ha introdotto un nuovo livello di supporto espressamente dedicato ai clienti che necessitano di soluzioni mission-critical. Tali clienti possono ora godere di un ciclo di vita del software di 10 anni, contro i 7 del programma standard, e di vari altri benefici.

"Con questa mossa miriamo a quelle aziende che attualmente utilizzano sistemi Unix-based e che necessitano di livelli di supporto fuori dall'ordinario", ha affermato Scott Crenshaw, vice president della Platforms business unit di Red Hat, che ha sottolineato come in precedenza questo tipo di supporto venisse fornito esclusivamente per i sistemi di classe mainframe.

A tali aziende Red Hat può ora offrire il framework mission-critical sviluppato su richiesta di Fujitsu, ed oggi utilizzabile dalla società americana per rilanciare la propria offerta enterprise di fascia alta. "Fujitsu è venuta da noi dicendoci che aveva dei clienti che volevano passare a Linux conservando però lo stesso livello di supporto e di ciclo di vita che avevano con Unix", ha spiegato Crenshaw.Il dirigente di Red Hat afferma che le aziende hanno tutto da guadagnare nel dismettere i loro vecchi sistemi Unix e migrare verso la più economica e flessibile piattaforma Linux x86. "Soprattutto ora - ha detto Crenshaw - che garantiamo loro 60 mesi di stabilità della piattaforma - garanzia pensata per ridurre i costi associati alla gestione e amministrazione dei server su cui gira Red Hat Linux - e 10 anni di supporto per ogni major release della nostra piattaforma".

Il nuovo livello di supporto, chiamato Red Hat Advanced Mission-Critical Programme, prevede inoltre tempi di risposta più rapidi alle richieste di assistenza.
13 Commenti alla Notizia Red Hat estende il supporto mission-critical
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  • Considerando che è basato sugli stessi sorgenti di Redhat RHEL, e che effettivamente anche lui gode di 7 anni di update, godrà anch'esso di ulteriori 3 anni di aggiornamenti ?
    non+autenticato
  • Bella domanda, forse si gli andranno dietro ma non potranno certificare questo aumento di tempo in nessun modo, come non lo potevano fare prima perche' non sono loro i produttori dei pacchettiSorride
  • tieni conto che offrire aggiornamenti ai pacchetti e dare supporto tecnico sono 2 cose ben diverse.

    Io ho un'azienda, prendo 2 server. Uno RHEL l'altro con CentOS. Scopro che in una determinata situazione ho un problema causato da un BUG mai scoperto prima d'ora.

    Beh con RHEL sono tranquillo: contatto RedHat, spiego il problema, lo risolvono e patchano il tutto. Dopo di che probabilmente renderanno disponibile la patch a tutta la comunità.
    Con CentOS? prendo il sistemista che ha installato il tutto e spero che sia in grado di risolvere in tempi brevi e spero che sia in grado di rendere pubblica la patch nella mainline del componente corretto altrimenti al primo aggiornamento di tale componente rischio di doverci rimettere le mani.
  • In pratica quante volte succeda che una piccola/media azienda informatica scopra un nuovo bug in una distribuzione?

    Cmq tieni presente che il giorno stesso che RedHat produce la patch questa sarà disponibile anche per CentOS.

    Personalmente mi sento più tranquillo con un buon amministratore di sistema che con un prodotto "certificato". (ovviamente l'uno non esclude l'altro)
    Certo poi che ci sono situazioni nelle quali, anche solo per motivi burocratici, si deve usare per forza un sistema supportato ufficialmente (si deve avere qualcuno esterno con cui potersela rifare).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > In pratica quante volte succeda che una
    > piccola/media azienda informatica scopra un nuovo
    > bug in una
    > distribuzione?

    + spesso di quello che pensi. Io stesso ho fatto 2 segnalazioni a Ms per conto di 1 unico cliente. Avevo un problema su un win2003sbe e non riuscivo a risolverlo. Dopo varie comunicazioni mi hanno detto: purtroppo è un "limite" dell'attuale versione di exchange. Aspettate la prossima versione.

    Il mio cliente ha 10 postazioni. E' quindi una piccola azienda.


    > Cmq tieni presente che il giorno stesso che
    > RedHat produce la patch questa sarà disponibile
    > anche per
    > CentOS.

    Si ma non è la situazione che ho ipotizzato io.


    > Personalmente mi sento più tranquillo con un buon
    > amministratore di sistema che con un prodotto
    > "certificato". (ovviamente l'uno non esclude
    > l'altro)

    Certo. Sono necessari entrambi però.



    Inoltre se io semplice amministratore IT faccio delle modifiche ad alcuni componenti opensource della distro tutto va alla perfezione finchè il manteiner della distro non rilascia aggiornamenti. Dopo potrei dover rimettere le mani al tutto. Se direttamente RH mi modifica qualcosa è facile che poi tutto finisca nella mainline.
  • > + spesso di quello che pensi.
    > Io stesso ho fatto 2 segnalazioni a Ms
    > per conto di 1 unico cliente.
    > Avevo un problema su un win2003sbe
    > e non riuscivo a risolverlo.
    > Dopo varie comunicazioni mi hanno detto:
    > purtroppo è un "limite"
    > dell'attuale versione di exchange.
    > Aspettate la prossima versione.

    Io stavo parlando di bug di Linux non di Windows...
    non+autenticato
  • Cambia qualcosa?

    Dici che una piccola azienda non può scovare un bug che magari le rende difficile lavorare? Ci sono aziende che possono farsi scrivere software su misura. Magari dopo 6 mesi esce un update a un qualche ocmponente e non va + una mazza....
  • Un limite di Exchange non e' un bug di Exchange, la differenza e' abissale
    non+autenticato
  • Il fatto che l'addetto MS abbia definito un comportamente "non standard" di un applicativo un limite non significa che non sia un BUG visto che l'errore era (ed è purtroppo tuttora) random e comporta un disagio per fortuna non insormontabile per il cliente.


    BUG? limite? Un pò come il correttore ortografico nei vecchi office. Funzinava perfettamente sul 50% dei pc, e sulla metà dei restanti andava discretamente. X l'ultimo 25% era l'inferno. Per MS era un limite. X me uno dei BUG + fastidiosi mai affrontati
  • Ci potrebbe anche stare che NON godra' dei 3 anni aggiuntivi.

    In fin dei conti anche Red Hat ha un bilancio da presentare a fine anno agli azionisti ed e' quindi lecito che la RHEL abbia dei vantaggi su CentOS in modo che chiunque se lo possa permettere faccia l'upgrade.

    Non trovi?
  • supposto che ci sia qualcuno che prosegue nell'attività di produrre le distribuzioni CentOS, dovresti trovare anche allora tutti gli aggiornamenti.

    I tempi sono tuttavia quelli che vengono stabiliti dalla RH per l'immissione nel ciclo pubblico dei propri aggiornamenti.

    Finché ti sta bene di accettare malfunzionamenti aspettando che qualcuno (RH inclusa) immetta nel ciclo pubblico gli aggiornamenti (oppure di fare tu il debugging e andare a patch'are il codice), puoi andare avanti con CentOS.

    Se invece i tuoi fermi costano (transazioni perdute, pubblicità mancata, figuracce con i clienti, etc.), allora forse rivaluti l'idea di pagare un'assicurazione, e quindi di parlare direttamente con RH.
 

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