Luca Annunziata
venerdì 21 novembre 2008

Si scrive Mozilla, si legge Google

Ogni 10 dollari incassati dai creatori di Firefox, quasi 9 provengono da BigG. Ma guai a parlare di dipendenza. In ogni caso, la Foundation guarda al futuro con ottimismo

Roma - Il 2007 è stato un ottimo anno per Mozilla: 75 milioni di dollari sono finiti nelle sue casse, il cui 88 per cento - pari a 66 milioni - è frutto degli accordi con il gigante del search di Mountain View. Un valore in crescita rispetto all'anno passato, e che lega sempre di più Mozilla e la sopravvivenza di Firefox ai generosi contributi di Google: la situazione, in ogni caso, fa comodo a chi lavora per e con Mozilla Foundation.

Rispetto al 2006, gli introiti hanno fatto segnare un interessante aumento del 12 per cento (più 8 milioni): l'anno scorso, il contributo di Google si era fermato all'85 per cento del totale, poco meno di 60 milioni, e già allora le polemiche erano infuriate. Dalla Foundation voci autorevoli si erano levate per difendere la filosofia e gli obiettivi di Mozilla: ma è indubbio che quei quattrini, qualunque sia la provenienza, facciano maledettamente bene allo sviluppo di Firefox, Thunderbird e tutti i progetti collegati direttamente e indirettamente alla Foundation.

Basti ricordare che sia Gnome che Creative Commons sono tra i destinatari delle donazioni di Mozilla, e si tratta in entrambi i casi di progetti che rivestono una certa importanza per la community dell'open source e in ogni caso in linea con la mission della Foundation: vale a dire lo sviluppo e la diffusione del web secondo standard condivisi, obiettivi che ne fanno (o forse ne hanno fatto fino ad oggi) un'organizzazione non profit che gode anche di notevoli benefici fiscali.A quanto pare, però, l'ufficio delle imposte statunitense (IRS) starebbe pensando di rivalutare la posizione di Mozilla in tal senso: la crescita vertiginosa dei bilanci, la diversificazione degli impegni e quindi il successo della Foundation sembrano aver convinto l'organo di controllo a rivedere la definizione "non profit" della organizzazione, nonostante nel frattempo sia nata anche la Corporation proprio per tenere in regola i conti. In ogni caso, fanno sapere da Mozilla, le tasse arretrate non dovrebbero superare di molto l'ordine delle centinaia di migliaia di dollari, e un cospicuo fondo cassa era stato già accantonato proprio in questa prospettiva.

Il presidente della Foundation, Mitchell Baker, ha espresso la sua soddisfazione per i conti di Mozilla: il progetto è in buona salute, lavora alacremente alla diffusione del software anche grazie alle localizzazioni, la community è sana e rigogliosa e contribuisce ad oltre il 40 per cento di tutto il codice scritto per il browser, il numero di utenti che utilizzano quotidianamente Firefox è cresciuto fino a quasi 50 milioni (il doppio rispetto al 2006).

Nel futuro, poi, ci sono il mercato mobile (Fennec scalpita), una nuova attesa versione di Thunderbird e tanto, tanto lavoro per continuare a irrobustire la community che ruota attorno alla Foundation: così da garantire un futuro solido a Firefox anche quando Chrome dovesse sottrarre un po' di spazio sulla scena, e magari anche un po' dei soldi di Google.

Luca Annunziata
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