Gaia Bottà
venerdì 21 novembre 2008

Australia, il provider agevola il P2P

Gli ISP non fanno abbastanza per contenere lo scambio illecito di file. L'industria dei contenuti li denuncia: siano giudici e giustizieri

Roma - Fornire l'accesso a Internet significa agevolare la pirateria: la denuncia degli studios si è abbattuta su uno dei maggiori provider australiani, responsabile a loro dire di agevolare la pirateria non impedendo ai netizen di accedere ai contenuti condivisi senza il consenso dei detentori dei diritti.

Il bersaglio dell'industria di una manciata di studios è il provider australiano iiNet: la Australian Federation Against Copyright Theft (AFACT) ha comunicato che Village Roadshow, Universal Pictures, Warner Bros Entertainment, Paramount Pictures, Sony Pictures Entertainment, Twentieth Century Fox, Disney e i detentori australiani delle loro licenze hanno sporto denuncia perché l'ISP non avrebbe messo in campo "le ragionevoli misure per prevenire il noto utilizzo di copie dei film e dei programmi televisivi delle aziende da parte dei suoi clienti e attraverso il suo network".

Non avrebbe acconsentito a minacciare gli utenti della disconnessione, non avrebbe acconsentito ad approntare sistemi per arginare il traffico che fluisce attraverso certi protocolli. E nel contempo trarrebbe profitto dal comportamento degli utenti: nonostante nel contratto che stipula con gli abbonati spieghi che non è permesso utilizzare la connettività per violare la legge, il provider continuerebbe a racimolare denaro da cittadini della rete che infrangono il diritto d'autore. "iiNet si è rifiutata di gestire questi comportamenti illeciti e non ha fatto nulla per prevenire le ripetute violazioni da parte degli utenti recidivi - ha denunciato Adrianne Pecotic, a capo di AFACT - iiNet è obbligata dalla legge a prevenire ulteriori violazioni del copyright di cui è a conoscenza commesse attraverso la sua rete".Ma iiNet ha replicato, assicurando che l'azienda non supporta in nessun caso la pirateria, che già si adopera per promuovere alternative legali, che ha sempre collaborato con l'industria e con le forze dell'ordine per sgominare i traffici di contenuti. L'ISP, spiega il COO Mark White, non può agire da poliziotto e da giustiziere, disconnettendo i suoi utenti perché l'industria dei contenuti sostiene che si intrattengano con il download illegale. "Ci mandano una lista di indirizzi IP e ci dicono che il tale indirizzo IP è stato coinvolto in una violazione nella tale data - racconta il CEO Michael Malone - noi non possiamo che chiedergli che ne vogliano fare e comunicargli che non possiamo rivelare i dettagli o sbattere fuori l'utente sulla base di una semplice accusa". "In quel caso - spiega Malone - non si può che informarli che se stanno formulando un'accusa noi passeremo i dati alla polizia". "Non siamo poliziotti del traffico di rete, non possiamo piazzarci in mezzo e fermare i singoli pacchetti che possono violare la legge - rivendica Malone - questi tizi ci stanno chiedendo di essere giudice, giuria e boia".

Malone si è già espresso con risolutezza nei confronti dei filtri di stato che dovrebbero imbrigliare i contenuti illegali e inappropriati che scorrono in rete. Con altrettanta durezza manifesta la propria opinione riguardo all'industria dei contenuti: "penso che siano davvero convinti che gli ISP abbiano una bacchetta magica segreta che gli stiamo nascondendo, e che credano che se decidessimo di estrarla potremmo far scomparire la pirateria. Bene, questa bacchetta non esiste". In rete qualcuno teme che siano gli studios a poter sfoderare una stregoneria: i filtri per i contenuti inadatti potrebbero essere estesi ai contenuti che circolano senza l'autorizzazione dell'industria.

Gaia Bottà
7 Commenti alla Notizia Australia, il provider agevola il P2P
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  • Gli ISP dovrebbero avvertire gli utenti del tipo:
    "Attenzione! La settimana prossima per 3 giorni la connessione non sarà attiva. Questo perchè ci hanno ordinato di mettere filtri e di controllare cosa state facendo, probabilmente è illegale. Se invece non state facendo niente di illegale o semplicemente non vi sta bene questo comportamento, rivolgetevi al Parlamento o alle industrie dell'intrattenimento e protestate con loro."

    La maggior parte degli utenti non ha idea di quello che succede. Se un giorno internet non va più, si cominceranno a chiedere di chi è la colpa...
    Terapia d'urto, per sensibilizzare...
    non+autenticato
  • Cioe' ma stiamo parlando ITALIANO !?!?
    Lo si capisce il senso delle parole che vengono lette ?

    "Fornire l'accesso ad internet, vuol dire favorire la pirateria ?"

    Allora sarebbe giusto dire ..

    - Vendere automobili vuol dire favorire gli incidenti in autostrada ?
    - Vendere coltelli da cucina vuol dire favorire delitti tra le mura familiari ?

    ... volete che dica la verita' ?
    Perdonatemi per il linguaggio forbito ma ..

    DIRE CA***TE FAVORISCE IL DIFFONDERSI DI IMBECILLI ....

    Ora io non so la legge a quale bassezza può attestarsi, ma come si puo' accettare una denuncia di questo genere senza ridere in faccia a chi sporge questa denuncia ?
    Come può un giudice ritenere che una tale affermazione abbia validità oltre AD UNA LOGICA CHE STA IN PIEDI !??!?!?

    Ma qui stiamo stravolgendo il concetto di intelligenza maledizione. Il quoziente intelletivo è precipitato negli ultimi anni ?

    Mi viene il sangue agli occhi.
    non+autenticato
  • "...Nelle scuole i bulli utilizzavano i cellulari per umiliare le vittime..."

    --- . . . ---

    "Nelle scuole italiane l'uso dei cellulari durante le ore di lezione è strettamente proibito..."

    in che paese vivi tu?
    non+autenticato
  • Queste sono notizie ricorrenti ormai.
    Ricordo però che l'Australia è un Paese democratico.
    Quindi se le leggi tendono a creare troppi problemi, spesso antidemocratiche o estremamente difficili da gestire, i gestori interessati possono scioperare. Oppure rallentare il servizio o prendere iniziative similari.
    Poi se qualcuno si lamenta che non vende....beh dovrà pazientare.
  • "fornire accesso a internet significa agevolare la pirateria"
    ah, ok. vaaaaaaaaaa beneeeeeeeee
    però allora lo stacchiamo anche a SONY RIAA UNIVERSAL e chi altro.

    :)

    ah, stavo per dimenticare. I negozi on line della major si chiudono anche quelli, sono on line no ? Niente roba on line.
    non+autenticato
  • connettere: questo il compito degli ISP

    d'altronde mica lo fanno aggratis no? Sorride
    non+autenticato
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