AIIP sul Report 2002 della UE

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un commento di Ermanno Delia, membro del board dell'associazione dei provider, sui dati presentati dal commissario europeo Liikanen sull'innovazione

Roma - Il Rapporto 2002 della Commissione Europea sull'Innovazione sentenzia riguardo all'Italia "nessun miglioramento significativo" rispetto all'anno precedente. La spesa privata per Ricerca e Sviluppo rimane inchiodata allo 0,53% del PIL.

Ma nelle more dello stesso Rapporto si scorge un risultato positivo incoraggiante: i nuovi prodotti sono cresciuti nel nostro Paese del 13,5% contro il 6,5% della media dei 15 a dimostrazione della vocazione creativa delle risorse umane del nostro Paese. In base allo stesso Rapporto le PMI italiane che attuano innovazione sono il 44,4% contro il 44% della media UE.

La straordinaria capacità del Sistema Italia di reagire nonostante vincoli di sistema deve rappresentare un obbligo morale per le Istituzioni perché mettano in campo tutte le misure necessarie al fine di valorizzare il patrimonio creativo delle risorse umane del nostro Paese, in particolare supportando le PMI.
Le PMI devono essere in grado di trasferire sul "mercato virtuale" le loro competenze e la loro creatività al fine di evitare l'estinzione.

La situazione è chiara se si pensa al fenomeno dei Marketplace elettronici. Si stima che nel 2005 il 18% del valore totale delle esportazioni mondiali transiterà per via telematica.
I marketplace telematici rappresentano un'opportunità unica di espansione per le PMI potendo abbattere costi e barriere geografiche.
Nella Classifica Europea dei marketplace elettronici l'Italia è 4° posto con 75 siti telematici settoriali.

Poichè il processo di presenza delle PMI sui "network mondiali" passa attraverso "nuovi spazi" come i marketplace elettronici è vitale che le Istituzioni mettano in campo le misure necessarie al fine di consentire al TUTTE le aziende di entrare a fare parte del "nuovo mercato".

Come? In primo luogo è necessario che le PMI prendano coscienza di tale opportunità.

I 600 ISP italiani, che rappresentano in molti casi l'outsourcing della funzione di ICT delle PMI, compiono un'opera di alfabetizzazione e sensibilizzazione insostituibile, consentendo alle PMI di entrare a pieno titolo nel "network mondiale".

La loro attività è in linea con le considerazioni di Liikanen che presentando il Rapporto in oggetto ha osservato che "L'Europa non sta cogliendo gli obiettivi del programma eEurope di fare dell'Unione l'area più competitiva del pianeta" e che quindi risulta necessario "intraprendere azioni urgenti per stimolare l'innovazione".

Le risorse umane del nostro Paese stanno dimostrando che l'imprenditorialità la creatività individuale e la volontà di innovare non mancano. Essa va incentivata, supportata e promossa a tutti i livelli istituzionali affinchè si traduca in innovazione e quindi crescita sociale ed economica del Paese.

Un mercato delle telecomunicazioni in cui si è concretizzato un sistema di garanzie della concorrenza efficace, rappresenta la cornice in cui risorse umane qualificate (gli ISP) possono contribuire con i loro progetti, la creatività e l'imprenditorialità a sostenere le PMI del Paese.

E' necessario, quindi, che anche le Autorità di settore facciano la loro parte, interpretando la Regolamentazione come fattore di promozione del bene sociale, intervenendo prontamente quando la concorrenza è a rischio, ovvero, quando il mercato selvaggio mette a repentaglio la preziosa opera degli ISP.

Ermanno Delia
Membro board AIIP
TAG: mercato