lunedì 24 novembre 2008

Sed Lex/ Cassinelli: così si salvano i blog dalla censura

Daniele Minotti, celebre esperto di cose della rete, intervista per Punto Informatico l'on. Cassinelli, autore di una nuova proposta di legge su siti, blog e stampa. Cassinelli: agire subito per evitare altri casi come quello di Carlo Ruta

Roma - Dopo la presentazione della Proposta di Legge Cassinelli cd. "salvablog", la Rete, appena ripresasi per il dietrofront dell'on. Levi, ha rinserrato i ranghi. Già all'indomani della presentazione della proposta, Punto Informatico ha pubblicato un articolo dove, pur riconoscendo il radicale cambio di rotta di questo testo rispetto a quelli che l'hanno preceduto, si evidenziavano alcune perplessità dei primi osservatori. Ed anche su Facebook si sta discutendo attivamente della cosa, peraltro con il personale intervento del parlamentare.
Tra il partito dell'abrogazione di ogni legge sulla stampa (movimento non certo dell'ultimo minuto) e quello dell'iper-normazione, l'on. Cassinelli pare aver scelto una via mediana. Accettando di rilasciare un'intervista a Punto Informatico, replica alle principali osservazioni formulate in Rete e spiega il suo pensiero.

Daniele Minotti: Onorevole Cassinelli, è ormai chiaro che il Popolo della Rete non ama certe regole nella misura in cui intende Internet come mezzo capace di garantire la più libera espressione del pensiero, anche con riferimento alla Costituzione. In questi ultimi giorni, dopo la notizia della proposta dell'On. Levi, la Rete si è mobilitata denunciando il pericolo non soltanto di oneri e burocratizzazione dell'informazione telematica, ma anche e soprattutto di forme di controllo preventivo nonché di una vera e propria censura. Riassunto lo scenario attuale, come si pone la Sua proposta?
Roberto Cassinelli: La mia proposta vuole essere sostanzialmente antitetica rispetto a quella dell'Onorevole Levi. Come ho scritto a chiare lettere nella relazione che accompagna il testo, l'obiettivo è quello di liberare i blog, le comunità virtuali ed i siti gestiti in modo amatoriale da ogni obbligo di registrazione. Va detto, infatti, che la normativa vigente, che comincia ad essere applicata (si veda a questo proposito la sentenza 194/08 del tribunale penale di Modica che ha condannato lo storico Carlo Ruta per il reato di stampa clandestina), pone criteri assolutamente inopportuni che rischiano di far considerare tutti i blog come prodotti editoriali per i quali è necessaria la registrazione.

DM: La Rete, in modo politicamente trasversale, sembra apprezzare la Sua azione, anche con riferimento alla Sua fattiva partecipazione ad esempio in un apposito gruppo di Facebook. Rimangono, però, alcune perplessità in ordine a quelli che paiono eccessivi e complessi distinguo tra i quali non è facile orientarsi. Mi riferisco alle modifiche all'art. 3 della l. 62/2001. Come intende replicare a queste osservazioni?
RC: Tengo a chiarire che la proposta di legge introduce, insieme ad un articolo che regolamenta determinate e limitate fattispecie, un altro che, al contrario, liberalizza un numero molto più ampio di siti.
Un'altra precisazione che voglio fare e che ritengo molto importante riguarda i blog che traggono profitto da inserzioni pubblicitarie. C'è chi ha scritto che la mia proposta intende imporre, per questa categoria, l'obbligo di registrazione. Non è affatto così: i blog, come è esplicitamente scritto nel disegno di legge, sono esclusi "in ogni caso" dall'obbligo di registrazione. Il fattore "introiti da pubblicità" incide solo per una limitata categoria di siti, gestiti comunque in modo professionale. Capisco, però, che così com'è scritta questa parte si presti ad interpretazioni, e per questo mi impegno a rivederla per evitare che emergano dubbi.
Il testo che ho depositato alla Camera, comunque, è ancora in fase di prima lettura, ed è solamente la base da cui partire per creare un progetto organico e completo. Ho da subito espresso (sul mio sito, sul mio blog e su Facebook) la volontà di svolgere questo lavoro insieme al mondo dei blogger. Sono molto soddisfatto che la risposta sia stata positiva: sono arrivati utilissimi suggerimenti ed anche osservazioni legittimamente critiche (e talvolta corrette) sulla prima versione del testo. Per esempio, una utente mi ha suggerito di trattare il tema dei "social news", che non sono citati nella prima bozza. Un altro, invece, propone di utilizzare lo strumento "Wiki" per una redazione "comune" del testo definitivo. Sono tutte osservazioni giuste a cui voglio dare seguito. Anche le osservazioni di alcuni blogger al di fuori di Facebook sono interessanti e condivisibili, così come l'articolo di Punto Informatico, che fa alcune giuste critiche al mio testo. Credo che questo sia lo spirito giusto per affrontare un tema come quello della libertà dei blog: ponendo al centro dell'attenzione coloro che ne sono i protagonisti.
DM: Molti ritengono che, come accade in altri Paesi di solida tradizione democratica, l'informazione non debba patire norme troppo stringenti come quelle che impongono la registrazione della testata e la nomina di un direttore responsabile. Da più parti, non soltanto negli ambienti telematici, si invoca l'abrogazione della l. 47/48. Ricordato che le regole della responsabilità civile e penale esistono già e comunque, qual è il Suo pensiero in merito a richieste tanto radicali?
RC: La legge 47 del 1948 è un testo vecchio, che va certamente modificato ed aggiornato. La stessa mia proposta di legge ne limita gli effetti. Credo, però, che un'abrogazione totale sia fuori luogo, ed aprire un dibattito su questo tema allungherebbe enormemente i tempi per una seria liberalizzazione dei blog.

DM: Il Suo progetto di legge si pone in evidente antitesi con quello proposto dall'on. Levi. Come sappiamo, quest'ultimo ha dichiarato, con un comunicato apparso sul sito del PD, di voler cancellare il capitolo Internet. Dunque, non ha anticipato il ritiro del suo elaborato, ma ha soltanto annunciato correzioni. È prevedibile che i due progetti di legge diventino formalmente concorrenti e riuniti in un solo progetto per la discussione parlamentare? E, nel caso affermativo, come intende sostenere la Sua proposta nei confronti di altre di segno opposto?
RC: Non so se i nostri progetti saranno concorrenti (per saperlo bisognerà capire come l'onorevole Levi modificherà la sua proposta), certamente non saranno riuniti. Vi sarà su entrambi un'ampia discussione, dapprima nelle competenti Commissioni, quindi in Aula. Ogni collega Parlamentare potrà proporre emendamenti. Poi si passerà alla votazione e la Camera si esprimerà.

a cura di Daniele Minotti
Il blog di Daniele Minotti

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66 Commenti alla Notizia Sed Lex/ Cassinelli: così si salvano i blog dalla censura
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  • Cassinelli sembra molto disponibile.

    Purtroppo la materia è talmente delicata che non riesco a fidarmi nemmeno per un nanosecondo.

    Dobbiamo tenergli gli occhi puntati addosso e sperare che per una volta, questo Becero Esecutivo, non vada a fare dei danni irreparabili.

    Un partito che tra le sue file annovera gente come Bocchino, Cicchitto, Gasparri, Bondi, ha bisogno della nostra SUPERVISIONE.

    Wil
    http://nonleggerlo.blogspot.com/
    non+autenticato
  • Siccome, in qualita' di *intervistatore*, sono un po' responsabile di quanto sta succedendo, vorrei esporvi le mie idee, per punti:
    - premetto che, a scanso di equivoci ma senza voler millantare credito, l'intervista si e' resa possibile perche' conosco personalmente l'on. Cassinelli in quanto Consigliere del mio Ordine degli Avvocati e per amicizie comuni - non mi riferisco a Berlusconi, tranquilli Occhiolino ;
    - io non amo il termine *emergenza*, ma il problema c'e' e, secondo me, va risolto; perche', come linkato nell'intervista, se la legge sta cosi' si rischia di fare la fine di Carlo Ruta; se avete un attimo, leggetevi perche', pur non condividendola, vi assicuro che non e' cosi' campata in aria; non possiamo far finta che questa e altre sentenza non esistano e che le stesse si basino su una legge, la 62/2001, che sono anni che ci da' tormenti e pene;
    - non condivido alcuni timori sulle proposte di Levi e Cassinelli, specie quelle che riguardano il presunto valore decisivo di banner e ads; pero', visto che qualcuno ha sollevato la cosa, sarebbe stato sbagliato far finta di nulla; e Cassinelli, sul punto, ha risposto e ritengo che potra' rivedere la cosa per tranquillizzare tutti;
    - la proposta Cassinelli mi sembra che abbia, semmai, un solo problema e, cioe', una certa complessita' possibile foriera di interpretazioni giurisprudenziali interessate secondo la convenienza; ma penso si possa rimediare;
    - sulla l'47/48, certo, si potrebbe pensare ad eliminare certe cose anacronistiche e illiberali, che riguardano anche la carta; proprio per questo ho fatto una domanda mirata a Cassinelli il quale, pero', ha risposto come nel testo (e, personalmente, e' una cosa che comprendo perche' ci immaginiamo bene che tempi di discussione potrebbe avere una *rivoluzione* di questo tipo);
    - tutti condividiamo certi pregiudizi nei confronti dei politici, pero' non penso sia il caso di fare di tutta l'era un fascio, anche nel senso che un politico sbagliato per appartenenza a questo o a quel partito (se volete giudicare cosi' Cassinelli) puo' fare una cosa giusta;
    - se Cassinelli volesse imbavagliare i blog (o anche soltanto Grillo) avrebbe fatto una cosa ben diversa; e pensavo lo stesso della proposta Levi, chi mi segue lo sa;
    - queste mie riflessioni prescindono completamente dalle mie idee politiche (non necessariamente di Pdl); su certi temi sono sempre trasversale e, ancora una volta, chi mi segue lo sa benissimo.
    Personalmente, mi auspico che anche qui, comprensibili sbuffi a parte, la discussione sia fattiva. Io intendo prenderne nota e sottoporre a chi di dovere. Anch'io ho un blog e un sito Internet.
    Un saluto.
    Daniele Minotti
  • Quoto!

    Se poi consideriamo il fatto che esiste una reale probabilità che venga riscritta/riproposta la storia anche nel web, allora il quadro si fa decisamente allarmante...

    E' piuttosto chiara la situazione, e cioè "riempire" la rete di contenuti (se non falsi) poco attendibili, sia dal punto di vista tecnico (anche nel senso di Web Standard) che storico. Queste persone usano la libertà di parola per diffondere una distorta visione della storia e dei suoi personaggi chiave, pretendendo di analizzare solo il lato emotivo e "umano" che ha spitno quel dittatore a delle scelte...e mi fermo qui. Mi chiedo solo come sia possibile dare in mano la gestione di un progetto di tale portata ad un Vj (?)

    Mi riferisco (per esempio) a questi articoli:

    http://www.byoblu.com/f67ef00a-f723-42f0-82c7-1f69...

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?...

    Buona Lettura! Triste
    non+autenticato
  • Caro Daniele,

    La costituzione parla chiaro:
    Art. 21. - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.


    Come già detto da altri, la neutralità della rete è il faro cui dobbiamo tutti tendere.

    Ogni tentativo di legiferazione è errato e in ovvia malafede, da qualsiasi parte provenga (destra, sinistra o qualsiasi altra "direzione".

    Tutte le norme che cercano di controllare la stampa (nel senso di qualsiasi forma di espressione delle idee e opinioni di chiunque) VANNO SEMPLICEMENTE ABOLITE (dalla registrazione delle testate, all'ordine dei giornalisti e così via...).

    Le leggi (penali) su diffamazione, ecc. o quelle contro pedofilia ecc. ci sono già...

    Il resto è solo condizionamento, controllo, censura... è voler limitare la libertà.

    Semplicemente.

    Ciao
    non+autenticato
  • Condivido al 100% il richiamo all'art. 21 anche se devo ricordare, come si puo' leggere anche sulla sentenza di Carlo Ruta, che la Consulta si e' gia' occupata della compatibilita' tra legge stampa e art. 21.
    Io sono (e non dico sarei) per l'abrogazione di regole riguardanti testate, direttori responsabili e altro. Per questo, sapendo anche cosa si pensa in giro, ho fatto quella domanda a Cassinelli. Potevo ometterla, per evitare di metterlo in difficolta' con un tema cosi' radicale. L'ho fatta e lui ha risposto secondo me con argomentazioni comprensibili.
    Ricordato, pero', che il problema della l.62/2002, penso molto semplicemente *meglio che niente*.
    Questo e' il mio pensiero.
    Un saluto.
    Daniele Minotti
  • A me non è ancora chiaro chi ha segnalato alla procura il caso Ruta.
    Non ne viene fatta menzione nella sentenza di condanna.
    non+autenticato
  • - Scritto da: piu querele per tutti
    > A me non è ancora chiaro chi ha segnalato alla
    > procura il caso
    > Ruta.
    > Non ne viene fatta menzione nella sentenza di
    > condanna.

    Io, su segnalazione, ho trovato tutto qui. La fonte e' quella, non ne rispondo Occhiolino
    http://www.giornalismi.info/vocilibere/articoli/ar...
    Pero' ricordo quello che disse Di Pietro
    *Sia chiaro, la colpa non è del giudice che ha dovuto applicare la legge, ma del legislatore che quando gli fa comodo finge di non vedere alcune norme desuete e superate*.
    http://www.antoniodipietro.com/2008/09/una_piccola...
    Fate voi.
    Un saluto.
    Daniele Minotti
  • come sarebbe si sta discutendo su facebook???
    non+autenticato
  • PERCHE', NO?

    Parli di libertà di espressione su internet e non vuoi discutere di queste cose su di un social networK?

    hahahaha siamo proprio in Italia!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sathack
    > PERCHE', NO?

    > Parli di libertà di espressione su internet e non
    > vuoi discutere di queste cose su di un social
    > networK?

    > hahahaha siamo proprio in Italia!

    Forse perche' non gli va di dare nome, cognome e dati personali ad un social network estero ?
    krane
    14376
  • > Forse perche' non gli va di dare nome, cognome e
    > dati personali ad un social network estero
    > ?

    ...ma forse forse ci sono luoghi molto più idonei per discuterne?

    ah, già, ma in questo momento in italia facebook è di moda...
    non+autenticato
  • - Scritto da: franco frattali
    >
    > ah, già, ma in questo momento in italia facebook
    > è di
    > moda...

    ** Se tu vuoi esprimere le tue idee e discuterle e sai che un certo locale, pur alla moda, e' frequentato da tutti o almeno tanti, dove vai? Al Circolo dei quater gat? Occhiolino
    Un saluto.
    Daniele Minotti
  • - Scritto da: penale2000
    > - Scritto da: franco frattali

    > > ah, già, ma in questo momento in italia facebook
    > > è di
    > > moda...

    > ** Se tu vuoi esprimere le tue idee e discuterle
    > e sai che un certo locale, pur alla moda, e'
    > frequentato da tutti o almeno tanti, dove vai? Al
    > Circolo dei quater gat?
    > Occhiolino
    > Un saluto.
    > Daniele Minotti

    Diciamo che NON vado in un posto dove mi registrano i documenti all'entrata per parlare di politica ?
    krane
    14376
  • - Scritto da: krane

    > Diciamo che NON vado in un posto dove mi
    > registrano i documenti all'entrata per parlare di
    > politica
    > ?

    ** Ah, quello non lo discuto anche se Facebook non e' certo l'unico posto cosi' *insicuro*.
    Un saluto.
    Daniele Minotti
  • Guarda che su facebook puoi anche dire che ti chiami Paolino Paperino e che hai 104 anni, il fatto di mettere dati sensibili e' una scelta completamente volontaria.
    non+autenticato
  • Ricordati che fino a che questa classe politica si vota e si elegge da sola vi dirà sempre di non preoccuparsi di stare tranquilli perche lavorano per noi.
    In realta TRANQUILLO è morto inculato!!!!!!!
    non+autenticato
  • provo a ribadire il concetto in altra forma:
    Perchè scrivere una legge per liberalizzare qualcosa che è già libero?

    Non state tanto a cercare una risposta: è proprio quello che i "nostri" politici vogliono, ovvero farci discutere su cose inutili, sono distrazioni.

    E cmq noto che PI ultimamente ha adottato una "strana" linea editoriale....
    meditate gente, svegliatevi dal coma profondo e mandiamoli tutti a....
    non+autenticato
  • ESATTO PERCHE LIBERALIAZZARE QUALCOSA CHE è LIBERO?
    - Scritto da: bugbuster
    > provo a ribadire il concetto in altra forma:
    > Perchè scrivere una legge per liberalizzare
    > qualcosa che è già
    > libero?
    >
    > Non state tanto a cercare una risposta: è proprio
    > quello che i "nostri" politici vogliono, ovvero
    > farci discutere su cose inutili, sono
    > distrazioni.
    >
    > E cmq noto che PI ultimamente ha adottato una
    > "strana" linea
    > editoriale....
    > meditate gente, svegliatevi dal coma profondo e
    > mandiamoli tutti
    > a....
    non+autenticato
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