Alfonso Maruccia
lunedì 24 novembre 2008

Spionaggio industriale, condannati due ingegneri cinesi

Si è concluso negli States il primo caso di spionaggio incentrato sul furto dei segreti della Silicon Valley. I colpevoli vanno in galera, ma non sciolgono il dubbio principale: Pechino sapeva?

Roma - Fei Ye e Ming Zhong furono fermati sette anni fa, all'aeroporto di San Francisco, mentre cercavano di trasportare in Cina documenti sul design di microchip sottratti dalle società tecnologiche per cui avevano lavorato. I due ingegneri, il primo un cittadino statunitense e l'altro un residente permanente negli States, sono stati in questi giorni condannati a un anno di galera per il furto di segreti industriali, un crimine secondo quanto stabilito dall'Economic Espionage Act in vigore dal 1996.

Ye e Zhong sono i primi ad essere stati accusati del crimine più grave stabilito dall'EEA, e avrebbero potuto rischiare una condanna a 30 anni di galera se dal momento dell'arresto in poi non avessero deciso di collaborare con la giustizia.

I documenti che i due ingegneri volevano trasportare in Cina provenivano dagli archivi riservati di autentici pezzi da novanta dell'industria hi-tech, vale a dire NEC Electronics, Sun Microsystems, la semidefunta Transmeta e Trident Microsystems.
Quello che i criminali volevano fare con le informazioni sui chip, hanno evidenziato le indagini, era fondare una impresa industriale in madrepatria, una start-up made-in-China che secondo il piano originale prevedeva il coinvolgimento di fondi statali e offriva in cambio la possibilità di emergere nel mondo dell'hi-tech cinese.

Secondo gli inquirenti Ye e Zhong hanno senza dubbio provato a sollecitare investimenti diretti anche da parte di Pechino, ma la sentenza non è in grado di stabilire la sussistenza di un coinvolgimento di funzionari del governo asiatico nella bella impresa dei due ingegneri, né vi sono prove dell'eventuale successo di questi ultimi nell'assicurarsi il denaro necessario all'avvio della start-up clonata dalle tecnologie altrui.

Il caso di spionaggio industriale è stato uno dei primi ad aver guadagnato gli onori della cronaca nel 2001, ma da allora non sono mancati gli episodi di furto di materiale USA "scottante", idealmente destinato a potenze straniere e alla Cina in particolare. Casi come quello di Lan Lee e Yuefei Ge, del tutto identico al piano di start-up para-governativa di Ye e Zhong ancora in attesa di processo, oppure come quello di Dongfan "Greg" Chung che è accusato di aver trafugato segreti industriali dello Shuttle della NASA su ordini diretti di Pechino. Chung si è dichiarato non colpevole dei reati ascrittigli.

Alfonso Maruccia
11 Commenti alla Notizia Spionaggio industriale, condannati due ingegneri cinesi
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  • ma insomma, che vi hanno fatto di male i cinesi ?

    tutto l'IT e' made in asia da anni ormai, una rivista come la vostra dovrebbe parlare anzi molto di piu' a riguardo, e invece
    si abusa di questo come scusa per scrivere articoli propagandistici anti-cinesi.

    come lettore che vive e lavora in cina non posso che rimanere perplesso.

    siete dei razzisti.
    non+autenticato
  • Razzisti? E basta abusare di questa parola! 2 che vogliono rubare anni di investimenti in ricerca e portarli nel loro paese cosa sono?

    Ti ricordo caro lettore che i cinesi si son fatti la bomba atomica rubando informazioni qua e la...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zio Fester
    > Razzisti? E basta abusare di questa parola! 2 che
    > vogliono rubare anni di investimenti in ricerca e
    > portarli nel loro paese cosa sono?
    >

    Spie industriali.

    >
    > Ti ricordo caro lettore che i cinesi si son fatti
    > la bomba atomica rubando informazioni qua e
    > la...

    Ti ricordo caro lettore che anche gli americani si son fatti , ed hanno usato, la bomba atomica rubando non "qua e la" ma ad i tedeschi le informazioni necessarie.
    non+autenticato
  • Propaganda anti-cinese.

    Visto che l'hardware e' gia' ora in gran parte made-in-china
    farebbero prima a spiare nelle loro stesse fabbriche in patria
    o al massimo a Taiwan, Korea, e Giappone.

    E comunque : cpu, chips, rams, e mainboards le fanno gia'
    a taiwan con ingegneri cinesi, la tecnologia e' GIA' cinese, i taiwanesi possono tranquillamente lavorare in cina per aziende cinesi.

    Buona parte di Windows 7 e' sviluppato nell'R&D di Microsoft a Pechino, un altra buona fetta in India a Bangalore, il rimanente a Dublino e Seattle.

    Davvero si vuole spacciare l'idea che i cinesi non siano in grado di rendersi autonomi nell'IT e ICT ?

    Troppe cose in questo articolo non quadrano.
    non+autenticato
  • sei patetico
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Detrattore
    > Propaganda anti-cinese.
    >
    > Visto che l'hardware e' gia' ora in gran parte
    > made-in-china
    > farebbero prima a spiare nelle loro stesse
    > fabbriche in
    > patria
    > o al massimo a Taiwan, Korea, e Giappone.
    >
    > E comunque : cpu, chips, rams, e mainboards le
    > fanno
    > gia'
    > a taiwan con ingegneri cinesi, la tecnologia e'
    > GIA' cinese, i taiwanesi possono tranquillamente
    > lavorare in cina per aziende
    > cinesi.
    >
    > Buona parte di Windows 7 e' sviluppato nell'R&D
    > di Microsoft a Pechino, un altra buona fetta in
    > India a Bangalore, il rimanente a Dublino e
    > Seattle.
    >
    > Davvero si vuole spacciare l'idea che i cinesi
    > non siano in grado di rendersi autonomi nell'IT e
    > ICT
    > ?
    >
    > Troppe cose in questo articolo non quadrano.

    Mio cuggino a forza di cambiare gomme e spinterogeni alle alfa é riuscito a progettare un´auto sua.
    non+autenticato
  • l'accusa ligualda un fatto avvenuto nel 2001 cioè 7 anni fa pel cui le cose possono anche quadlale...
    non+autenticato
  • ..nel 2001 non esisteva internet?
    non+autenticato
  • - Scritto da: luca azzone
    > ..nel 2001 non esisteva internet?

    troppi log da alterare, troppo difficile convincere giurati con tecnicismi nei processi, con i documenti basta infilarli in tasca al malfattore (vero o presunto) e ci sono abbastanza prove da condannarlo, che sia innocente o meno, poi si sventola sotto il naso del malcapitato una pena spropositata e uno sconto generosissimo di tale pena se collaborano e ottenere una confessione non é così complicato

    per cui non sapremo mai se sono davvero spioni industriali o se é un ennesima variazione mediatica sul tema del "dalli al cinese, all'iraniano, al cubano ecc."

    naturalmente casi analoghi a parti invertite sarebbero trattati dai media tipo: "nazione autoritaria incarcera con falsi pretesti cittadini di paesi democratici"
    non+autenticato
  • immagino che le tue non siano affatto illazioni (razziste) per farti sembrare più fico degli altri, ma che te abbia fior di prove su quello che diciOcchiolino
    non+autenticato
  • Prove ? E per dimostrare cosa ? Guarda che ha detto: "per cui non sapremo mai se sono davvero spioni industrial"
    In effetti non potremo mai avere le prove, che poi in molti processi sono create ad arte. Può essere vera l'una come l'altra, non ha detto altro, per cui non è lui che pone il dubbio a dover provare il dubbio, è chi afferma di conoscere la certezza che devi se mai provarla.
    non+autenticato