Roma - Personalizzare i risultati di ricerca, annotare i link restituiti da Google, rimuovere dalla propria vista risultati sgraditi o poco utili: Google invita gli utenti a comporre le pagine dei risultati.
Dopo una
sperimentazione durata qualche mese, Google
ha comunicato l'avvento del servizio sul proprio blog ufficiale: SearchWiki è ora a disposizione degli utenti, per dare loro la possibilità di interagire con le
insondabili dinamiche del PageRank, di
reinventare la rilevanza dei risultati mostrati e costruire pagine dei risultati ad hoc, ritagliate sulle proprie esigenze e sui propri interessi.
Accanto ai risultati delle ricerche su
google.com per gli utenti registrati compaiono ora dei bottoni che consentono di agire sulla presentazione dei link: è possibile
cambiare l'ordine dei risultati di ricerca
proiettando al primo posto o riportando alla posizione originaria ogni link, è possibile aggiungere dei
commenti per descrivere le pagine suggerite da Google, è possibile
cancellare dalla presentazione dei risultati un link ritenuto poco coerente o interessante e
aggiungere invece dei link che corrispondano a contributi ritenuti di valore. All'utente vengono restituite pagine dei risultati punteggiate di simboli verdi che evidenziano le modifiche operate sulla presentazione automatica dei risultati, modifiche che è possibile rimuovere in qualsiasi momento.
A differenza di quanto avviene con
Wikia Search, costola della creatura for profit di Jimmy Wales, da Mountain View non invitano gli utenti a plasmare il motore di ricerca, non li chiamano a collaborare in un'opera di crowdsourcing per migliorare il motore di ricerca con la componente umana. Se è concesso agli utenti loggati di
impugnare SearchWiki come un
forum o uno strumento di social bookmarking globale, di
esplorare i risultati di ricerca promossi o bocciati da altri utenti, e di votare i commenti appiccicati sui link da altri netizen, la presentazione personalizzata del responso offerto dagli algoritmi del motore di ricerca è ad uso e consumo dell'account di Google dell'utente che ha interagito con i risultati.
Non è dato sapere se Google
attingerà alle preferenze degli utenti per
affinare gli strumenti che ha a disposizione e
ripensare la rilevanza attribuita alle pagine che scandaglia così come medita di fare Microsoft attraverso
uRank.
Non è dato sapere se Google
approfitterà dei pareri espressi dagli utenti per orchestrare analisi approfondite sui consumatori della rete.
Google,
problemi permettendo, per il momento offre il servizio a
tutti gli utenti registrati, senza apparente possibilità di opt-out. C'è chi ha già studiato il modo di
declinare l'offerta della grande G.
Gaia Bottà