Gaia Bottà
martedì 25 novembre 2008

A scuola il porno non richiesto non è una colpa

Immagini troppo scabrose per degli scolaretti erano comparse sullo schermo di un computer di classe. L'insegnante rischiava 40 anni di carcere. Ma è riuscita a dimostrare che la responsabilità è di sistemi informatici mai aggiornati

Roma - Julie Amero non ha colpe se non quella di aver turbato l'ordine della classe in cui operava: è rimasta attonita quando frotte di popup a sfondo pornografico si sono affollati sullo schermo intorno al quale erano assiepati i suoi studenti. Si trattava di popup innescati da uno spyware contratto chissà da quanto tempo.

Il processo alla supplente di una scuola di Norwich, nel Connecticut, si è chiuso: nel 2004 aveva accidentalmente esposto la classe di cui si occupava a un bombardamento di immagini troppo scabrose per un nugolo di bimbi. Gli studenti erano inorriditi, così era inorridita Amero: non aveva pensato a spegnere lo schermo, a staccare spine, a far calare il sipario gettando sul monitor quanto le capitasse a tiro. Inerme aveva tentato di mobilitare un tecnico che non si è mai palesato, aveva tentato di frapporsi fra le contorsioni pornografiche che si affollavano sullo schermo e il candore del giovane pubblico.

Nel 2007 la docente aveva affrontato il processo. L'accusa sosteneva che Amero fosse animata da turbamenti inadatti alle aule scolastiche, dichiarava di poter dimostrare che la donna avesse visitato intenzionalmente siti pornografici dal computer della scuola presso cui era impiegata, immagini che poi si erano riproposte in un momento poco opportuno per Amero e per la sua classe.Alla difesa non era stata concessa la possibilità di contrattaccare: avrebbe voluto replicare dimostrando che lo spyware albergava nella macchina della scuola da ben prima dell'assunzione di Amero, avrebbe voluto imputare all'istituto la responsabilità di consegnare agli insegnanti e agli alunni computer poco sicuri, non aggiornati, colabrodo alla mercé delle insidie tese dai malintenzionati. Ma la strategia difensiva e le perizie tecniche non erano state presentate in tempo perché il giudice potesse prenderle in considerazione. Julie Amero, tradita dallo spyware e dalle macchine dell'istituto, era stata giudicata colpevole e rischiava 40 anni di carcere per aver esposto dei minori a contenuti inappropriati alla loro età, per aver corrotto la loro innocenza.

La rete si era mobilitata, si erano mobilitati gli esperti di sicurezza: ad Amero era stata concessa la possibilità di ottenere un nuovo processo. Il caso si è chiuso nei giorni scorsi. La difesa ha chiarito che le prove presentate per dimostrare la colpevolezza di Amero erano infondate: l'insegnante non avrebbe volontariamente visitato siti pornografici, nemmeno in assenza della classe, e non sarebbe nemmeno responsabile dell'infezione della macchina. Il manifestarsi degli sconvenienti popup, hanno documentato gli esperti di sicurezza che si sono fatti carico di sostenere Amero pro bono, dipendevano dallo spyware che infestava la macchina messa a disposizione della scuola, dotata di software mai aggiornato.

L'unica colpa di Amero sarebbe stata quella di non aver reagito con prontezza, di essersi abbandonata all'insicurezza e di aver seguito le raccomandazioni dei tecnici dell'istituto non prendendo in considerazione la possibilità di spegnere brutalmente il computer: la corte l'ha accusata di condotta inappropriata. La docente è stata condannata a pagare una multa di 100 dollari, non insegnerà più. Il procuratore la ritene ancora colpevole: non riesce a capacitarsi del fatto che il computer della scuola abbia agito di sua spontanea volontà.

Gaia Bottà
108 Commenti alla Notizia A scuola il porno non richiesto non è una colpa
Ordina
  • Non deve accettare l'esito del processo, deve fare ricorso!
    Anzi, deve far causa all'istituto come parte lesa per via del trauma (immagino il suo imbarazzo, povera stella, ci credo che non le viene in mente di staccare la presa del monitor).
  • quelli al massimo saranno scoppiati dalle risate!
    non+autenticato
  • la colpa è della maicrosoft e della scuola che usa IE + windous!
    non+autenticato
  • Una scuola ignorante.
  • Ho letto l'articolo.
    Ho letto tutti i commenti.
    Ho riletto l'articolo.

    Non viene menzonato ne' il sistema operativo ne' il browser.

    Eppure nei commenti, tutti hanno dato per scontato che il SO fosse winsozz e il browser fosse IE.

    Pure i winari piu' incalliti non hanno osato mettere in dubbio che il SO fosse diverso da winsozz e il browser diverso da IE.

    Non solo ma a chi ha proposto di usare linux non e' stato risposto "magari usavano linux: l'articolo non lo dice", ma e' stato risposto: "sei cosi' sicuro che con linux non si prendano virus?"
    Risposta che implicitamente non solo riconosce che la scuola utilizzasse winsozz + ie, ma che riconosca che sia la cosa piu' naturale di questo mondo che con winsozz+ie, quando il browser viene lanciato, questo apre una sfilza di popup pornografici.
  • Ineccepibile a rigor di logica. Molto arguto.
    non+autenticato
  • Non mi è passato nemmeno lontanamente per l'anticamera del cervello che si usasse un SO diverso da Winzozz e un browser diverso da IE.

    Però queso post mi fa pensare. La colpa potrebbe ricadere sull'amministrazione, che avrebbe potuto evitare questo incidente e aumentare la sicurezza non installando un sistema linux, che sarebbe, seppur magnifica soluzione, pura utopia, ma almeno installare un browser più sicuro. Perchè se si tratta di minori, la prudenza non è mai troppa.

    In fondo, come molti avranno notato l'insegnante poteva benissimo essere un'utonta che di fronte al problema non sapeva nemmeno cos'era un tasto di spegnimento del monitor.
    E magari insegnamo al procuratore cos'è uno spyware. O finge di non saperlo per nascondere il fatto che naviga sui pornazzi?
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    Modificato dall' autore il 25 novembre 2008 23.30
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  • - Scritto da: Francesco_Holy87
    > Non mi è passato nemmeno lontanamente per
    > l'anticamera del cervello che si usasse un SO
    > diverso da Winzozz e un browser diverso da
    > IE.
    >

    Tuttavia, se invece la scuola avesse avuto tutto open source, la macchina in questione avesse avuto una distro di ubuntu e il browser fosse stato FF3 con noscript, allora si' che il procuratore avrebbe avuto tutte le ragioni per ipotizzare il reato, visto che con tale ipotetica configurazione i popup porno ti appaiono solo se te li vai a cercare volutamente.
  • quoto: mi hai tolto le parole di bocca
  • E' Windows che traccia il solco, ma è IE che lo difende!
    8 milioni di WMP!
    Spezzeremo le reni alle maestre utonte!
    non+autenticato
  • Tanto di cappello all'osservazione, che merita una doppia libidine coi fiocchi.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Ho letto l'articolo.
    > Ho letto tutti i commenti.
    > Ho riletto l'articolo.
    > Non viene menzonato ne' il sistema operativo ne'
    > il> browser.
    non cé né bisogno.

    > Eppure nei commenti, tutti hanno dato per
    > scontato che il SO fosse winsozz e il browser
    > fosse> IE.

    ed avevano ragione.
    http://julieamero.blogspot.com/
  • I P O C R I T I !!

    Queste cose accadono solo a windows.

    http://julieamero.blogspot.com/
    vac
    76
  • Onestamente fatico a comprendere le ultime due frasi:
    "La docente è stata condannata a pagare una multa di 100 dollari, non insegnerà più. Il procuratore la ritene ancora colpevole: non riesce a capacitarsi del fatto che il computer della scuola abbia agito di sua spontanea volontà."

    La prima mi sembra monca e grammaticalmente scorretta. Ma davvero la docente non insegnerà più? Non insegnerà più in QUELLA scuola o dappertutto? E' interessante saperlo, così in USA se voglio far fuori un insegnante sgradito mi basta installare uno spyware.

    La seconda non ha molto senso: non è il procuratore a decidere, ma il giudice: allora è una condanna definitiva o la richiesta del procuratore?
  • ma da dove sei uscito???
  • - Scritto da: Dedrisproject
    > ma da dove sei uscito???
    Io sono rimasto dentro: fuori fa freddo.
  • - Scritto da: advange

    > La prima mi sembra monca e grammaticalmente
    > scorretta. Ma davvero la docente non insegnerà
    > più? Non insegnerà più in QUELLA scuola o
    > dappertutto? E' interessante saperlo, così in USA
    > se voglio far fuori un insegnante sgradito mi
    > basta installare uno spyware.

    A saperlo.... Mi sarei liberato di un prof di elettronica che non sapeva insegnare... Arrabbiato
    krane
    15707
  • > La prima mi sembra monca e grammaticalmente
    > scorretta. Ma davvero la docente non insegnerà
    > più? Non insegnerà più in QUELLA scuola o
    > dappertutto? E' interessante saperlo, così in USA
    > se voglio far fuori un insegnante sgradito mi
    > basta installare uno
    > spyware.

    La frase non è grammaticalmete scorretta, semplicemente l'insegnante non insegnerà più da nessuna perte per effetto della nuova condanna. La Bottà non si è espressa male: per quanto possa sembrare assurdo le cose sono andate proprio così. La povera insegnante tira anche un sospiro di sollievo visto che rischiava di beccarsi qualcosa come 40 anni di galera!
    > La seconda non ha molto senso: non è il
    > procuratore a decidere, ma il giudice: allora è
    > una condanna definitiva o la richiesta del
    > procuratore?

    Appunto! Il procuratore la RITIENE ancora colpevole nonostante sia stata assolta da quasi tutte le accuse! Significa che al procuratore non basta aver fatto perdere il lavoro a questa povera disgraziata ma è ancora convinto che meritasse di beccarsi 40 anni di galera.
    Quando un procuratore è un idiota il pericolo è sempre in agguato, dovremmo ricordarcene in Italia quando discutimiamo di riforma della giustizia soprattutto pensando al metodo non esattamente trasparente col quale vengono reclutati A VITA i magistrati italiani (vedi cronaca recente sul concorso per magistrati a Milano).
    non+autenticato
  • > La frase non è grammaticalmete scorretta,
    > semplicemente l'insegnante non insegnerà più da
    manca una "e": perché separare due principali da una virgola quando nel periodo le frasi sono solo due?
    > Appunto! Il procuratore la RITIENE ancora
    > colpevole nonostante sia stata assolta da quasi
    > tutte le accuse! Significa che al procuratore non
    > basta aver fatto perdere il lavoro a questa
    > povera disgraziata ma è ancora convinto che
    > meritasse di beccarsi 40 anni di
    > galera.
    Sì, ma il procuratore può pensare quello che vuole: quel conta è l'opinione del giudice.
    > Quando un procuratore è un idiota il pericolo è
    > sempre in agguato, dovremmo ricordarcene in
    > Italia quando discutimiamo di riforma della
    > giustizia soprattutto pensando al metodo non
    > esattamente trasparente col quale vengono
    > reclutati A VITA i magistrati italiani (vedi
    > cronaca recente sul concorso per magistrati a
    > Milano).
    Di questo non saprei discutere perché non sono della materia. Di certo QUEL procuratore è stato eletto dal popolo, proprio come qualcuno vorrebbe che qui in Italia succedesse. E la sua indagine mi sa tanto di populista (Vedete come sono bravo? Indago sulla pornografia contro i bambini!).
  • Ricordiamoci che la maggior parte dei magistrati fanno il proprio lavoro, molti rischiano anche la vita.
  • - Scritto da: Francesco_Holy87
    > Ricordiamoci che la maggior parte dei magistrati
    > fanno il proprio lavoro, molti rischiano anche la
    > vita.

    E questo scusa l'idiozia più totale???
    non+autenticato
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