Alfonso Maruccia
martedì 25 novembre 2008

Symantec: il cyber-crimine vale miliardi. Anzi milioni

La security enterprise statunitense pubblica il resoconto del suo viaggio nell'underground telematico, che ha permesso di tracciare un'attività dai contorni inquietanti, con numeri da capogiro

Roma - Hanno indagato sui server in mano a (ig)noti criminali di Internet, hanno tenuto sotto stretta osservazione i forum di discussione e compravendita sotterranei tra il luglio 2007 e il giugno del 2008. Alla fine, i membri del team Security Technology and Response (STAR) di Symantec hanno tratto le dovute conclusioni: il cyber-crimine è un business affermato, brulicante di scambi di informazioni sensibili e dal valore complessivo di 276 milioni di dollari.

Nella press release fatta pervenire a Punto Informatico, la società di Norton Antivirus presenta Report on the Underground Economy, lo studio ricavato dai dati raccolti da STAR nel corso delle indagini. Il mondo del cyber-crimine, dice il rapporto, è oramai diventato un mercato a tutti gli effetti, regolato dalle tradizionali leggi della domanda e dell'offerta e che, per di più, non pare conoscere crisi di sorta.

Quei 276 milioni di dollari di valore totale sono stati ricavati confrontando il volume di prodotti e servizi venduti al mercato nero dell'era digitale con il prezzo degli stessi beni sul mercato "ufficiale", calcolando infine quello che sarebbe stato il ricavato se lo stock fosse stato venduto in blocco.Si tratta, ad ogni modo, solo del primo di una serie di dati mirabolanti sulla profittabilità e la vitalità del cyber-crimine: Symantec rivela che la categoria di beni maggiormente pubblicizzata nell'underground è quella dei dati delle carte di credito rubate, pari al 31% dei prodotti disponibili complessivamente. Fissando il limite medio di spesa per ogni singola carta a 4.000 dollari, la società ha calcolato che il potenziale valore dell'intero stock individuato nel periodo in oggetto sia di ben 5,3 miliardi di dollari.

Subito dopo le carte di credito, l'altro articolo che va per la maggiore nell'underground sono i conti bancari, che valgono per il 20% del totale di quei 276 milioni di dollari indicati all'inizio. Facili da clonare, da svuotare e da utilizzare online le prime, altrettanto semplici da sfruttare e ancor più lucrativi i secondi: secondo le indagini di Symantec le credenziali di accesso agli account finanziari telematici vengono messi in commercio con un prezzo che può oscillare tra i 10 e i 1.000 dollari, e in cambio l'acquirente ottiene l'accesso a un saldo medio di 40mila dollari a conto.

Nel corso di un anno il valore potenziale del denaro circolante sui conti bancari individuato da STAR ammonterebbe a 1,7 miliardi di dollari. In taluni casi, dice la press release, taluni account sono stati svuotati, i denari trasferiti su destinazioni non tracciabili nel giro di soli 15 minuti. Un guadagno che più facile non si può, insomma.

Qual è il numero di "attori" risultati attivi negli scambi durante le indagini? Symantec rivela di aver contato quasi 70mila inserzionisti, con oltre 40 milioni di messaggi pubblici postati sui forum specializzati. I 10 maggiori cyber-mercanti del crimine hanno offerto beni per un valore totale di 18,3 milioni di dollari, mentre il vertice della piramide dei trafficanti digitali è stato da solo in grado di rendere disponibili prodotti per un valore di mercato di 6,4 milioni di dollari.

Il cyber-crimine non ha confini, ma la maggior parte dei server sono stati individuati da Symantec negli Stati Uniti (il 45%), con a seguire l'Europa / Medio Oriente (38%), Asia / Pacifico (12%) e America Latina con il 5%. Com'è facile immaginare, le infrastrutture del cyber-crimine mutano in continuazione ed è quindi piuttosto complicato colpire efficacemente questo genere di business.

I cyber-criminali sono "singoli individui o veri e propri gruppi organizzati", dice il Country Manager di Symantec Italia Giancarlo Marengo, sono amatori o gang messe in piedi da autentici professionisti. "Questi soggetti - continua Marengo - continuano a mettere a punto nuovi strumenti e nuove tecniche per defraudare utenti legittimi in tutto il mondo, motivo per cui la protezione e la mitigazione di questo tipo di attacchi deve diventare una priorità a livello internazionale".

Alfonso Maruccia
8 Commenti alla Notizia Symantec: il cyber-crimine vale miliardi. Anzi milioni
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  • Cavolo! dalle risposte all'articolo che ho letto, sembra che a qualcuno farebbe piacere avere la carta di credito o il conto svuotati o che i loro nomi e dati girino per il mondo nelle mani sporche di qualche criminale, per scopi oscuri.
    Anche se il traffico generato fosse di un solo euro o di un solo conto o di un solo nome, ma anche di un solo "codice fiscale", questo potrebbe essere il vostro e allora non vi sentireste oltre che rapinati, violentati?
    non+autenticato
  • Parliamo seriamente 1. Ogni tanto i maggiori produttori di antivirus buttano un po' di benzina sul fuoco, vista la crisi economica...Tanto che si è sempre sospettato che dietro alle grandi dell'antivirus vi fossero (ben pagate) truppe di virus-makers...
    Parliamo seriamente 2. Trojani, virus, rootkit, phishing, carding, sono spesso il risultato di poca dimestichezza con la sicurezza da parte degli utenti. Insegnare loro a gestire l'accesso alla rete, a come e a chi si forniscono le informazioni sarebbe meglio che vendergli un prodotto.
    Parliamo seriamente 3. Qualunque persona interessata alla sicurezza (non solo informatica) è a conoscenza che la spesa per la protezione di un bene non deve essere maggiore del valore del bene da proteggere. Facciamo un esempio: se io ricarico la mia poste-pay (o altra ricaricabile) e pago solo con quella i miei acquisti sulla rete e mantengo il suo credito sui 150 euro, al massimo mi fregano 150 euro. Diverso invece se fornisco i dati della mia carta di credito collegata al conto corrente in banca...
    Parliamo seriamente 4. Mi fanno sorridere quelli che si preoccupano che i loro dati non vengano rubati e poi lasciano una mare di informazioni su Myspace o Facebook o altri siti di raccolta dati, con tanto di foto, filmati (anche di persone che non sanno di essere sul web), recapiti, indirizzi, tanto utili a ladri, truffatori e compagnia varia. E' bello sapere il tenore di vita, eventuali oggetti preziosi e altro delle abitazioni di allocchi sprovveduti che si potranno poi derubare.
    Conclusione - Per navigare sulla rete bisogna stare attenti, non meno di quanto si è attenti nella vita reale e tangibile. Polli in rete = polli fuori?
    Saluti.
    non+autenticato
  • Straquoto tutto!
    In generale si continua a semplificare la vita a chi vuole accedere ai mondo informatico, senza istruire le persone su cosa accade realmente dietro le quinte e sulle conseguenze delle loro azioni, risultato: ignoranza informatica, per la felicita' dei furbi.....
    non+autenticato
  • Windows fornirà un antivirus gratuito. Sarà per questo che è stata pubblicata quest'indagine?
    non+autenticato
  • Penso che i maggiori attacchi per carte di credito e conti correnti arrivino più dal phishing che da virus...
    non+autenticato
  • Considerato che si parla di tutto il mondo non mi sembra una cifra enorme.

    per esempio andando a:
    http://www.foodmarketexchange.com/datacenter/produ...

    si vede che il mercato mondiale delle noci di cocco per i primi 7 mesi del 2000 é stato di di ben 343ML$


    qui sotto invece si vede che il mercato della carta igienica nei soli USA nel 2006 é stato di ben 6300ML$

    http://www.tissueworldmagazine.com/past/07apr_may/...

    Non mi sembra insomma che il cybercrimine, nonostante tutto il parlare ed il gettare grida allarmistiche sia tutta questa minaccia visto che in fondo si spende molto di piú per noci di cocco e carta da culo
  • - Scritto da: Andrea_Cuomo
    > Considerato che si parla di tutto il mondo non mi
    > sembra una cifra
    > enorme.
    >
    > per esempio andando a:
    > http://www.foodmarketexchange.com/datacenter/produ
    >
    > si vede che il mercato mondiale delle noci di
    > cocco per i primi 7 mesi del 2000 é stato di di
    > ben
    > 343ML$
    >
    >
    > qui sotto invece si vede che il mercato della
    > carta igienica nei soli USA nel 2006 é stato di
    > ben
    > 6300ML$
    >
    > http://www.tissueworldmagazine.com/past/07apr_may/
    >
    > Non mi sembra insomma che il cybercrimine,
    > nonostante tutto il parlare ed il gettare grida
    > allarmistiche sia tutta questa minaccia visto che
    > in fondo si spende molto di piú per noci di cocco
    > e carta da
    > culo


    E allora freghiamocene...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andrea_Cuomo
    > Considerato che si parla di tutto il mondo non mi
    > sembra una cifra
    > enorme.
    >

    Ma considerato che non abbiamo a che fare con beni materiali, e' una cifra enorme.

    Noci di cocco e carta igenica vanno prodotti, trasportati, immagazzinati, promossi.
    Ovviamente tutto questo genera un indotto spaventoso.
    non+autenticato
 

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