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Contrappunti/ E poi parlano della Rai

di Massimo Mantellini - Siamo ormai circondati da decine di piattaforme diverse, a margine di qualsiasi contenuto possibile e immaginabile, ognuna con la sua bella community semideserta

Roma - Mentre sui media in Italia si è riusciti a discutere appassionatamente per mesi su chi debba guidare la Commissione di vigilanza della Rai (per poi arrivare ad un fenomenale papocchio degno del miglior Totò) le tecnologie di streaming audio-video in rete fanno passi da gigante e, fra nuovi esperimenti e formidabili fallimenti, mutano definitivamente la nostra idea di "televisione".

Progetti molto ambiziosi come Joost e BabelGum hanno sostanzialmente fallito nella loro aspirazione di incarnare la nuova essenza della televisione sul web mentre molte attenzioni sono (giustamente) dedicate in questo momento al progetto americano Hulu.com. In attesa di capire se Hulu potrà diventare il prototipo della nuova fruizione TV in rete, va detto che non sembrano essere bastate per Joost e Babelgum le feature di sharing, i feed RSS o i social network pensati attorno alle piattaforme per attirare l'interesse degli utenti. Internet ha con il mezzo televisivo da oltre un decennio un consolidato rapporto di odio-amore. Più di odio che di amore in effetti, e non sembra che in questo caso ci sia stata eccezione.

Esiste una indubitabile contrapposizione fra il medium televisivo e la rete. Il primo è basato sulla continuità, richiede ampi spazi del nostro tempo e non consente altro dio all'infuori di lui, la seconda è strutturalmente costruita sulla segmentazione dei task, sull'accesso asincrono alle informazioni e sull'ampia possibilità di selezione personale dei contenuti. Molte delle aspirazioni di convergenza fra Internet e Tv si sono infrante in questi anni contro questo muro di gomma che prima che tecnologico è neurosensoriale. L'utente Internet, che si è abituato al multitasking leggero della propria presenza in rete, vive con sempre maggiore diffidenza e fastidio la grande richiesta di attenzione univoca che la TV richiede anche nella sua declinazione web.
Se questo è vero, è perfettamente comprensibile come YouTube sia oggi la perfetta forma di compenetrazione dei due mondi. La piattaforma raggruppa piccole parti di contenuto interessante in un luogo nel quale chiunque può andare a recuperarle quando lo ritiene per aggiungerle al proprio palinsesto informativo. YouTube o piattaforme analoghe salvano il grande valore contenutistico delle mondo cine-televisivo (nei pochi minuti di ogni programma dove questo miracolo avviene) lo registrano per mezzo degli utenti e ci consentono di inserirlo nella nostra dieta mediatica digitale nell'unico formato utile, quello sintetizzato dal filtro degli altri utenti. Ed è forse questa una delle ragioni per cui citare YouTube in giudizio per violazione del copyright (come hanno fatto molti network televisivi nel mondo) è una ottima forma di miope autolesionismo.

Se fino a qualche anno fa l'errore classico dei fornitori di contenuti era quello di immaginare la rete come una ennesima piattaforma di broadcasting (si veda al riguardo l'altro fragoroso insuccesso della piattaforma web-tv di Telecom che oggi viene sostanzialmente regalata con l'abbonamento ADSL e che è stata di fatto sostituita dal nuovo progetto Yalp) oggi l'errore più frequente, ai tempi del web 2.0, sembra essere quello di immaginare che una piattaforma TV possa e debba costruire attorno a sé una rete sociale che sarà poi domani la base del proprio modello di business o anche solo del proprio successo mediatico.

L'aspirazione bella e inattuabile che molta retorica 2.0 ha creato (e che molti consulenti spacciano come salvifica e imprescindibile) è quella secondo la quale qualsiasi mediatore di contenuti o servizi che lo desideri può creare una piattaforma sociale attorno al proprio prodotto nella quale, come per magia, i propri utenti decideranno di partecipare alla grande conversazione con gli altri consumatori degli stessi servizi.

Purtroppo, o per fortuna, le reti sociali non sono sacchetti di patate comprati al mercato e non possono essere spostate con altrettanta facilità o abitate con un tocco di bacchetta magica. Il risultato è che siamo ormai circondati da decine di piattaforme diverse, a margine di qualsiasi contenuto possibile e immaginabile, ognuna con la sua bella community semideserta. E fra queste, anche le nuovo recenti web-Tv dei partiti politici non fanno eccezione.

La tecnologia è matura: oggi piattaforme software leggere come Mogulus o Qik consentono a chiunque lo streaming live anche solo da un telefonino, e l'idea che sul web ciascuno possa essere proprietario di una TV con uno sforzo tecnologico tutto sommato modesto ha fatto breccia anche nel mondo della politica, talmente abituato alla lotta per il controllo dei palinsesti televisivi da trovare entusiasmante l'ipotesi di poter replicare sul web una tale forma di persuasione mediatica. In particolare il Partito Democratico ha mostrato molto interesse per questa discesa in campo sul web tanto dall'aver fatto nascere nel giro di pochi mesi ben due progetti di TV ibrida satellitare-internet. Abbiamo a disposizione quindi la versione veltroniana (Youdem) e quella dalemiana (Red TV ) della TV del Partito Democratico ai tempi di Internet. A destra ovviamente si è rapidamente replicato con la nuova TvdellaLibertà anch'essa a metà fra rete e satellite, fra comunicati di partito e contenuti generati dagli utenti.

Il senso di questi progetti solo il tempo sarà in grado di chiarircelo; se l'unica logica capace di sostenerli sarà quella broadcast non sarà difficile immaginarne lo scarso successo. Nel frattempo, in onore alla frammentazione dei contenuti ed al concetto di coda lunga, sarà domani possibile immaginare ulteriori segmentazioni della offerta televisiva in rete.

Massimo Mantellini
Manteblog

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25 Commenti alla Notizia Contrappunti/ E poi parlano della Rai
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  • ...dimenticavo una cosa: è interessante notare che se uno fa notare come dei fatti storici vengano ribaltati per motivi ideologico-politici, per te si tratta di uno che ha una "chiusura mentale".

    Sembra quasi che dovremmo tutti applaudire, come dei pecoroni ad una manifestazione del PD.

    Potresti gentilmente approfondire questo interessante concetto, mentre io vado a farmi altre quattro risate altrove?

    Giovanni
    non+autenticato
  • Non voglio certo fare l'avvocato difensore di Mantellini (che peraltro non credo ne abbia assolutamente bisogno), ma tu hai trasformato un paio di esempi da lui fatti sulle web tv della politica italiana in una buona occasione per fare, a tuo modo, propaganda.
    Può essere solo una mia impressione, ma nell'articolo si è cercato di mantenere una giusta equidistanza da ogni fazione politica, mentre tu hai subito cercato solo quello che avresti voluto leggere, dicendo pure "ad esempio quella del Partito dei Comunisti Italiani" come se fosse una cosa buttata lì... Possibile che non si possa parlare un secondo di politica senza citare tutti gli schieramenti, manco fossimo ancora in campagna elettorale e sottoposti all'ignobile legge sulla par condicio?
    Dove hai visto un motivo di vanto, che si tratti del PD del PDL o di chicchesia, nelle parole (cito testualmente) "mondo della politica, talmente abituato alla lotta per il controllo dei palinsesti televisivi da trovare entusiasmante l'ipotesi di poter replicare sul web una tale forma di persuasione mediatica"? Lo sai solo tu.
    Ma al di là di tutto (e questa è la cosa che proprio non mi è piaciuta), ti sembra un modo rispettoso di dibattere con qualcuno il dirgli "e per fortuna non ho letto l'intero articolo!"? E' un po' come azzittire qualcuno che ancora sta parlando alzando la propria voce per coprire la sua, un grande classico delle nostre tribune politiche...
    Non era certo mia intenzione dirti cosa puoi o non puoi scrivere nei tuoi commenti, mi piacerebbe soltanto che si potesse evitare di ricorrere sempre all'aggressione quando qualcuno anche solo sfiora l'argomento "politica" e non dice le cose che noi vorremmo sentir dire. E in questo mi ci metto un po' pure io, ovviamente.
    non+autenticato
  • > occasione per fare, a tuo modo, propaganda.

    A parte il fatto che ciò è falso, anche perché non voto per il PdCI, ti ho già risposto su questo punto: quand'anche fosse vero, dovrei chiedere a te un qualche nulla osta per farla? Immagino di no, quindi discorso chiuso.

    Qua il problema non è il fare propaganda politica in sé, ma farla in una maniera così subdola da nascondere alcuni fatti, ribaltarne altri e presentare in maniera distorta altri ancora. Il tutto per favorire sempre la stessa parte politica. Per alcuni può essere un caso, per me non lo è affatto, perché so come ragionano coloro che votano Veltroni.

    Se Mantellini avesse chiaramente fatto capire di star facendo propaganda per il PD, non avrei neppure commentato l'articolo.

    > nell'articolo si è cercato di mantenere una giusta equidistanza

    Ecco. Tu, che a me hai dato l'impressione di essere veltroniano ed in ogni caso la certezza di essere alquanto stalinista, vedi equidistante un articolo che distorce la realtà (e questo è un dato di fatto incontestabile) e che per me fa propaganda politica per il PD.

    Punti di vista diversi. Forse io ho "solo" qualche dato di fatto in più su cui argomentare.

    > Possibile che non si possa parlare un secondo di politica
    > senza citare tutti gli schieramenti

    Si può parlare di quello che si vuole, ma possibile che non si possa far notare che, guarda caso, si parla solo di due partiti della casta, e si dimentichino tutti gli altri? Tra l'altro, come puoi leggere nel primo commento, avrei sorvolato su questo parlare solo del PDL e del PD, se non fosse stato per i successivi ribaltamenti della realtà, tutti favorevoli al PD.

    > Dove hai visto un motivo di vanto ...

    Non fare il finto tonto.
    L'articolo parla di innovazioni e le innovazioni sono sempre viste come positive negli ambienti "tecnici" come questo, tant'è che sin dal titolo e ad inizio articolo viene fatto un paragone con l'"immobilismo" dei media tradizionali. L'intero articolo è basato sulla contrapposizione tra "vecchi" media tradizionali e "nuovi esperimenti" internettiani.

    La citazione che riporti è un debole "attacco" a tutti i partiti indistintamente, che colpisce tutti equamente.

    Quello successivo è invece il concentrato di falsità ed ambiguità, un mix di tecniche (più o meno consapevoli) di marketing politico, che per divertimento vado ad analizzare "ad alta voce".

    Anzitutto, viene detto che il PD è stato il PRIMO - cosa storicamente falsissima! - e che "In particolare" sia il partito che ha "molto interesse" a queste innovazioni "ai tempi di Internet" (con tanto di ripetizione del nome esteso del partito, mica ciccia!), tanto da aver creato "ben due" TV, quando invece tutti sanno che le due TV sono espressione della divisione interna al PD stesso (ma Mantellini non sa niente del suo partito e della politica? LOL!).

    Segue ovviamente pubblicità ad entrambe le TV del PD, per poi fare una non-pubblicità alla TV del PDL, che... toh, non esiste più ormai da mesi!

    E qui ho anche un'altra supposizione, che però avevo tenuto per me perché troppo fine per essere accettata dal lettore medio.

    La webTV del PDL è chiusa da mesi, ma Mantellini ha inserito il link e guarda caso pare che non se ne sia neppure accorto. Eppure è scritto in rosso nella home... eeehhh vecchio furbastro d'un Mantellino!

    Se avesse dovuto far notare che l'esperimento della webTV del PDL è stato fallimentare, cosa sarebbe successo al suo articolo? Semplice: non avrebbe poi più potuto scrivere la sua propaganda all'"innovativo" PD in quei termini, ma bensì avrebbe dovuto farlo in termini negativi - orrore! - o evitare del tutto l'argomento. Mantellini sceglie la strada del "rischio" di apparire ignorante, ma per il Partito si fa questo ed altro! Addavenì baffone... A bocca aperta

    Per concludere /in bellezza/, viene detto che il PDL "ovviamente" (!) ha "rapidamente replicato" (!!) con la sua webTV - cosa ancor più falsa storicamente - a cui viene subito dopo associata la locuzione negativa "comunicati di partito" (chi conosce le tecniche di marketing sa che una locuzione si applica molto di più agli enti vicini che a quelli distanti, anche se a parole viene detto che si applica ad entrambi, a patto che stia nello stesso paragrafo, o comunque non ci siano pause lunghe).

    Insomma, per osservanza al Partito, Mantellini in tutti questi casi sceglie di "sacrificarsi", facendo la figura del... poco informato.

    "Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi."
    Questo dev'essere il motto preferito di Mantellini.

    Che sta leggendo e potrebbe anche dire se è davvero il suo motto preferito. (o magari potrebbe anche dire di non essere veltroniano, ma anzi berlusconiano, il furbastro - chissà se e cosa s'inventerà per giustificare la sua "ignoranza")

    > ti sembra un modo rispettoso di dibattere con qualcuno
    > il dirgli "e per fortuna non ho letto l'intero articolo!"?

    Premesso che è vero: ho letto il titolo, l'introduzione, la parte centrale l'ho saltata tout court perché credo di sapere cosa volesse dire, ed alla fine ho notato la pubblicità alle TV veltroniane e le falsità. Dimmi, se tu leggi delle falsità in un articolo politico, continui a leggerlo? Io no, evito.

    Eppoi, mi sembra che chi vuole fare subdola propaganda politica ribaltando i fatti - o magari un domani la Storia, come facevano gli stalinisti - il mio rispetto non lo meriti più di tanto. Faccia lui un passo indietro, e io magari potrò poi anche trattarlo con maggiore rispetto.

    > mi piacerebbe soltanto che si potesse evitare di ricorrere
    > sempre all'aggressione quando qualcuno anche solo sfiora
    > l'argomento "politica"

    Strano.
    Senza neppure conoscermi, hai ipotizzato che fossi del PdCI, che facessi propaganda per quel partito, hai detto che eri contento che io fossi fuori dal parlamento (ROTFL, è un classico degli arroganti PDisti), e mi hai detto che sono "chiuso mentalmente". Cos'è, la trave e la pagliuzza?

    > E in questo mi ci metto un po' pure io, ovviamente.

    Ah, ok. Però io, ripeto, ho portato argomentazioni a sostegno della mia tesi: in così poche righe, tante cose inventate di sana pianta.

    Le cose sono quindi, credo, due: o si è trattato di sana ignoranza, o di subdola propaganda politica per il PD ed antiPDL.

    Non so tu, ma io non credo affatto alla tesi dell'ignoranza, sapendo che Mantellini è generalmente una persona informata.

    Ora, Drummer, se tu fossi onesto e non invece PDista, dovresti quantomeno ammettere che l'articolo in quelle righe è pieno di "errori". Se poi tu fossi anche un operatore di marketing o soltanto una persona acuta e non invece prevenuto PDista, dovresti ammettere anche che quegli errori portan tutti all'esaltazione del PD e che ciò dovrebbe comportare quantomeno il sospetto che si tratti di propaganda politica.

    Finora hai dimostrato di essere tra i PDisti, ed anche della peggior specie (arroganza, stalinismo, ecc.).

    Se devi rispondere tanto per farlo, lascia perdere.

    Saluti, Giovanni
    non+autenticato
  • Ti dirò solo una cosa, non giusto perché ti devo rispondere ma per chiudere la polemica: come io dalle tue parole ti ho preso per uno del PdCI, tu dalle mie mi hai preso per un PDista... ma io non ho AFFATTO votato il PD.
    Come vedi se si risponde ad un post bisognerebbe limitarsi alle parole che vi sono scritte e non cercare di inquadrare la persona che vi sta dietro, perché non è possibile avendo a disposizione solo poche frasi.
    Al di là di questo, tutta la questione verte sulla presenza di un messaggio propagandistico nell'articolo che, nonostante la tua approfondita disanima, continuo a non vedere. Ottusità mia? Può darsi.
    Saluti a te, Drummer
    non+autenticato
  • Pardon, c'è un refuso: volevo dire disamina, ovviamente.
    non+autenticato
  • Tu non avrai votato il PD, e io non ho mai detto che tu l'abbia fatto, ma ciò non toglie che dimostri di avere i tipici atteggiamenti di chi vota PD: arroganza nei confronti di chi sta a sinistra (nel caso, PdCI), stalinismo dialettico quando si attacca il Partito (per aver "denunciato" gli "errori" a favore del PD presenti nell'articolo, mi hai accusato sul piano personale), difficoltà ad ammettere qualsiasi cosa contro il PD, e così via.

    Per questi motivi, continuo a credere che tu sia ideologicamente vicino al PD, e anzi ti consiglio di votarlo. Del resto, hai dimostrato antipatia per la sinistra e chi attacca il PD (vedi Di Pietro). Quindi, se davvero non voti PD, rimangono pochi partiti da votare, dato che se tu votassi Berlusconi o estrema destra, non mi avresti mai attaccato in quel modo, ed anzi avresti immediatamente visto la propaganda politica di Mantellini.

    No, proprio non credo che tu sia così lontano dal PD.
    Al limite, caso estremo, puoi votare Radicali, UDC, o altri partiti del genere, ma col PD siamo comunque lì, tra i suoi più o meno alleati di centro/centrodestra...

    Saluti, Giovanni
    non+autenticato
  • Anche Mantellini si piega alla logica del bipolarismo, e non cita le altre web tv esistenti, come ad esempio quella del Partito dei Comunisti Italiani, http://www.pdcitv.it .

    Sarebbe pure una dimenticanza accettabile, se non fosse che Mantellini esalta il PD veltroniano (nemico della sinistra e quindi anche del PdCI) perché avrebbe fatto nascere "ben due" webtv: nessuna menzione del fatto che le due tv sono *necessaria espressione* della faida interna che sta lacerando il PD dalla nascita, tra Veltroni e D'Alema... no, Mantellini spiega la cosa come fosse motivo di vanto del PD, come fosse motivo di maggiore partecipazione, quando si è visto invece che la partecipazione non è affatto il pezzo forte del PD, tutt'altro.

    Mantellini poi chiude in bellezza ribaltando addirittura i fatti storici, in modo - guarda caso! - da favorire ancora il PD, presentato come il primo partito ad aprire una webtv, quando invece tutti [i non propagandatori veltroniani] sanno che è nata prima la "Tv della Libertà".

    Insomma, se due indizi fanno una prova, mi sembra evidente cosa voleva ottenere Mantellini col suo scritto.

    Ahhh, quanto è bello fare propaganda politica antiberlusconiana in questo modo, nevvero?

    Saluti, Giovanni

    ps. e per fortuna non ho letto l'intero articolo!
    non+autenticato
  • Già, però questo non ti ha trattenuto dallo scrivere un commento bello lungo e fazioso, che a qualcuno (come me) è toccato leggere perché è sempre disposto ad ascoltare le opinioni degli altri, per quanto discutibili.
    Se c'è una cosa buona in questa legislatura è che la gente con la tua chiusura mentale è rimasta fuori dal parlamento.
    non+autenticato
  • Drummer, se mi dai il tuo indirizzo email, la prossima volta chiederò a te il nulla osta per scrivere come più ti aggrada, giusto per non urtare la tua sensibilità politica.

    Vedi, probabile veltroniano, dovresti cogliere la differenza sostanziale tra me e Mantellini: io non faccio subdola propaganda politica, inventando e stravolgendo fatti, cercando di mascherarmi da esperto neutrale.

    Se Mantellini vuole proprio fare propaganda per il PD, è liberissimo di farla, ma se non lo dice chiaro e tondo nei suoi articoli e se in perfetto stile stalinista (quello che è sempre piaciuto ai PDisti, del resto) stravolge i fatti storici, ribaltandone alcuni, nascondendone altri, eccetera, be', io mi sento altrettanto in dovere di denunciarlo per quel che è: un PDista di stampo stalinista.

    Purtroppo per lui/voi, questo non basterà a fermare le epocali sconfitte di Walterloo&C. contro Silvio...

    Giovanni
    non+autenticato
  • ... i diritti dei contenuti. iTunes insegna: o ci metti almeno centomila titoli o non interessi nessuno.
    Finché non si risolve quello non avremo nuovi modelli e servizi.

    Con Youtube molti fanno finta di non vedere. Joost e Babelgum hanno provato a stare nelle regole e sono rimasti nell'angolno. Ora anche la Xbox prova a usare il live per distribuire film e musica, ma c'è pochissima roba.
    non+autenticato
  • ... del caro Mantellini dovrebbe dare già la soluzione.
    Ciò che rende potente Youtube è il poter fruire 24/7 dello stesso materiale, cosa che le emittenti TV broadcast non fanno.

    Il fatto è che le trasmissioni "live" non possono funzionare decentemente con il concetto di streaming tipico del suddetto Youtube, e qui il castello di carte crolla.
  • Si potrebbe pensare ad una soluzione ibrida oppure rivoluzionare anche il modo di produrre materiale da proporre. Questo permetterebbe di filtrare tutta la spazzatura che viene generata per riempire il tempo libero della gente. Mi riferisco sopratutto ai quiz televisivi e simili stupidaggini. Per le serie TV e film vari la soluzione invece è ottima.
    credo comunque che la via che verrà adottata sarà un misto tra "live" e "on demand", ossia rilasciare i prograami "on demand" ad una certa ora, contenuti che però possono essere usufruiti anche più tardi come una settimana dopo.

    Questo è ovviamente un grosso problema per la TV, in quanto come già detto perderebbe quel potere di controllare il tempo della gente, ma del resto c'è youtube dietro l'angolo che prende piede. Mediaset lo sa benissimo vista la causa che ha piantato a google poco tempo fa
    non+autenticato
  • è un software libero, se lo volete provare:
    http://www.getmiro.com/
    non+autenticato
  • Straquoto
    - Scritto da: Ioio
    > è un software libero, se lo volete provare:
    > http://www.getmiro.com/
    non+autenticato
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