Alessandro Bottoni
martedě 2 dicembre 2008

P2P, ci casca anche Zapatero?

di Alessandro Bottoni - La Dottrina Sarkozy potrebbe travasarsi anche in Spagna. La rete rimane oscura anche ai politici iberici. Ecco una fiammella per illuminare la notte

P2P, ci casca anche Zapatero?Roma - Uno degli attivisti italiani che segue anche le attività dei gruppi spagnoli mi ha inviato questo messaggio: "Molti attivisti spagnoli si stanno muovendo per denunciare la possibile imminente "virata" per il governo Zapatero verso un modello, riguardo la pirateria via p2p, come quello proposto da Sarkozy". Potete approfondire qui e qui.
D'istinto, viene da dire: "Ancora?! Ma non l'hanno ancora capita?!"
No, a quanto pare i nostri politici (e quelli spagnoli, e quelli francesi, e quelli americani, e quelli tedeschi, etc.) non riescono proprio a capirla. Ci tocca rispiegargliela ancora una volta.

Nessuno di noi ha niente contro la Proprietà Intellettuale
L'ala più estremista del movimento copyleft (o "no copyright" o come cavolo lo volete chiamare) mette in discussione il diritto di proprietà intellettuale come tale.
Gli esponenti di questa "corrente" sostengono che l'autore (scrittore, musicista o altro) non abbia il diritto di decidere che cosa può essere fatto della sua opera dopo che essa è stata resa pubblica. Se l'autore non vuole che la sua opera venga copiata e redistribuita, deve astenersi dal renderla pubblica. Lamentarsi per l'uso che il pubblico fa di un'opera che è stata resa pubblica, secondo queste persone, è inutile ed infantile. Se l'autore non ha questo diritto, meno che mai lo hanno i suoi editori, distributori e via dicendo. In buona sostanza, l'intero business dell'editoria (letteraria, musicale e cinematografica) è illegale ed immorale, secondo queste persone.

Come potete capire, si tratta di una posizione estrema che non tutti condividono. Io, ad esempio, non la condivido. Non si tratta di un dissenso da poco, visto che sono il segretario di una associazione che si chiama "Partito Pirata".
L'ala "moderata" di questo "movimento" (che io tento in qualche modo di rappresentare), ritiene che il concetto di "Diritto Proprietà Intellettuale" sia legittimo almeno quanto quello di "Diritto di Proprietà" in senso lato (almeno all'interno di una economia di mercato).
Alla base del "Lavoro intellettuale" (e quindi della creazione artistica e scientifica) c'è l'idea stessa di "Diritto di Proprietà Intellettuale". Senza di esso, l'attività di scrittori, scienziati e altre categorie "pregiate" della nostra società non sarebbe più possibile (o, quanto meno, ne risulterebbe pesantemente danneggiata).
Di conseguenza, Sarkozy, Zapatero, Enzo Mazza e altri esponenti della politica e dell'industria sfondano una porta aperta quando ci dicono di voler difendere la Proprietà Intellettuale. Siamo con loro.

La Proprietà Intellettuale è indifendibile
Il problema è che la Proprietà Intellettuale di alcuni tipi di opere è semplicemente indifendibile. Lo è con i mezzi tecnici e legali di cui disponiamo ora e lo resterà anche con quelli che vengono ipotizzati nei progetti di legge e nei lavori di ricerca tecnico/scientifica che questi paladini della Proprietà Intellettuale stanno portando avanti in tutti i paesi. Nemmeno uno stato totalitario, basato sulla sorveglianza capillare, sui processi sommari e sul terrore, come la Germania nazista o La Russia stalinista potrebbe garantire il rispetto dei diritti di Proprietà Intellettuale in questa epoca storica. Nessun mezzo tecnico lo potrebbe fare, nemmeno il famigerato DRM Helmet.

Il problema è che nel momento stesso in cui un'opera dell'ingegno viene "dematerializzata", diventa anche "non tracciabile" (il suo acquirente originario non può più essere identificato) e, di conseguenza, non è più difendibile.

Nel momento in cui un libro (PDF), un brano musicale (PM3), un film (MPEG4, DivX o altri), uno spartito (FLX, MUS. etc.) o altri "prodotti dell'intelletto" vengono convertiti in formato digitale, diventano solo dei file. Rendere tracciabile un file è estremamente difficile, anche usando i watermark. Di conseguenza, è difficilissimo stabilire chi si è reso colpevole della sua diffusione. Da qui, tutta la difficoltà della lotta alla pirateria.

Bruciare il mare
Di fronte alla impossibilità di identificare e perseguire chi si è reso colpevole della violazione del copyright, alcuni politici e alcuni industriali se la prendono con il mezzo usato per diffondere queste opere, cioè con Internet. Nulla di sorprendente: lo aveva già previsto Lucio Dalla vent'anni fa. Ne ho parlato in questo vecchio articolo: "Com'è profondo il mare".

Purtroppo (per questi politici), Internet non è necessaria per portare a termine questo "orrendo crimine". Si possono scambiare ("to share") file anche senza usare Internet. Anzi: è decisamente più sicuro e più pratico scambiare file in questo modo.
Un primo esempio di scambio file anonimo, sicuro, non tracciabile e sostanzialmente invisibile viene dai.... servizi segreti (si, proprio dalla CIA, MI6, FSK, etc). Ne ha parlato sul suo blog un paio d'anni fa Bruce Schneier: "Wireless Dead Drop".

Il trucco è semplice: si usa un laptop (anche nascosto e non presidiato) come "cassetta delle lettere". Chi passa può depositare nel laptop i suoi file (MP3 o altro) e può prelevare quelli presenti. Per le attività di download/upload si può usare di tutto, da FTP a Galet. Per la connessione si può usare Wi-Fi (802.11) o Bluetooth. In entrambi i casi, l'indirizzo (IP address ma, in alcuni casi, anche il MAC address) del PC viene deciso dal suo proprietario. La connessione è di tipo punto-punto, senza routing e senza router. Non c'è quindi modo di risalire all'identità di chi si scambia file (cosa sempre possibile su Internet).

Un secondo esempio, più "ingegnerizzato", viene da Netsukuku, una rete mesh (P2P) Wi-Fi che non ha nessun bisogno di Internet. Netsukuku è solo un esempio di una vasta classe di reti che sta lentamente prendendo piede tra i giovani più tecnologici.

Fantascienza? Provate ad entrare nella sala studio di una qualunque facoltà scientifica italiana e date un'occhiata alle reti wi-fi che il vostro laptop riesce a rilevare. Sono tutti "hot spot" dell'università? Cosa credete che si stiano scambiando su quelle connessioni "ad hoc" e sui quei canali cifrati?
Bruciare il tempio per cuocere il porco
Così, la tecnica di "bruciare il mare per fermare i pesci" finisce per assomigliare sempre di più a quella di "bruciare il tempio per cuocere il porco". Per ottenere un lieve e temporaneo vantaggio tecnico (e legale) nella lotta contro i "pirati" si è disposti a buttare a mare il sacrosanto diritto alla privacy dei cittadini.

In questo momento, strumenti tecnici come Netsukuku, ANTs P2P o MUTE sono utilizzabili solo da tecnici di medio/alto livello ma... quanto credete che ci voglia per renderli usabili da tutti? Se la pressione legale e repressiva dovesse aumentare ancora, i sistemi wireless potrebbero diventare il mezzo principale per violare i diritti di copia. Queste transizioni tecnologiche, apparentemente complesse, richiedono poca fatica e poco tempo. Lo ha dimostrato la diffusione di Napster e di eMule.

Viceversa, una volta compromesso il diritto alla riservatezza dei cittadini, la frittata è fatta. Lo si è visto bene quando il Paladino della Morale di turno ha deciso di pubblicare su Internet la denuncia dei redditi 2005 di tutti gli italiani. Cinquantotto milioni di italiani messi alla berlina per soddisfare il desiderio di vendetta di una minoranza di frustrati momentaneamente al potere.

Alternative
Ma allora, quali sono le alternative alla sorveglianza ed alla repressione?
Beh, una su tutte: vendere i materiali che la gente chiede su canali paralleli a quelli illegali (su Internet) ed in modo concorrenziale ad essi.

Se non posso acquistare in nessun modo il vecchio album degli Animal Nightlife che mi interessa, non ho altra alternativa che "rubarlo"usando le reti P2P. Datemi un sito da cui comprare i file MP3 che mi interessano ed io li comprerò. In quel momento avrete il diritto di darmi del ladro se agisco in modo diverso. Fino a quel momento, non sono io che rubo. Piuttosto, sono i detentori dei diritti che si stanno rendendo colpevoli del reato di censura (o di "sequestro di opera").

Alessandro Bottoni

Tutti gli interventi di A.B. su PI sono disponibili a questo indirizzo
145 Commenti alla Notizia P2P, ci casca anche Zapatero?
Ordina
  • immaginate:
    1° situazione attuale oggi: arrivo a casa dopo una giornata di lavoro, alle dieci di sera ho voglia di vedere un bel film in dvd,magari uno nuovo appena uscito. non mi resta che prendere la macchina fare qualche chilometro andare in città presso un videonoleggio e sperare che ci sia quello che sto cercando. nulla da fare il negozio non ha il film che cerco ho è stato già noleggiato. parto in quarta verso un altro videonoleggio prima corro a mettere la benzina che sta quasi per finire, per poco non metto sotto una vecchietta che portava a spasso il cane, arrivo al secondo negozio, per fortuna c'è il film ma non posso noleggiarlo non ho la carta socio, parto nuovamente e arrivo in pochi minuti al terzo videonoleggio, si sono fatte già le 11:00 di sera, prendo il film vado a casa un po’ stressato ma contento ho il film che volevo, penso adesso posso godermi la notte con un bel film da vedere ed apprezzare. passo dalla pizzeria e ritiro una pizza al taglio, direzione casa , una volta arrivato mi svesto al volo mi precipito al lettore dvd, inserisco il disco, mi butto sul divano e penso, è fatta posso finalmente rilassarmi. aspetto qualche secondo e il dvd non parte, impossibile leggere disco, ringhiando come un cane, prendo il dvd in mano controllo e scopro che il disco e tutto rigato. niente film solo incazzato come una bestia e due coglioni quanto un canotto. sono stanco vado a dormire.
    2° situazione attuale oggi: arrivo a casa dopo una giornata di lavoro, alle dieci di sera ho voglia di vedere un bel film in dvd,magari uno nuovo appena uscito. Accendo il pc mi connetto ad internet apro il mio programma preferito per scaricare ed inizio a cercare il film che mi piace. Devo trovarlo sul mio programma preferito che in 30 minuti mi fa scaricare un film di 2 ore. Se c’è e meglio altrimenti mi tocca scaricarlo con un altro programma e se va bene e lascio il pc acceso tutta la notte lo scaricherò per domani sera. Nulla da fare il film che voglio non c’è, mi toccherà aspettare fino a domani sera, nel frattempo per non annoiarmi scarico qualche altro film giusto per guardare qualcosa. E via parto a scaricare il primo, controllo che la qualità sia buona, niente annullo tutto fa schifo l’audio si sente male e il video e peggio, parto col secondo, controllo e mi rendo conto che siamo ai livelli di prima annullo tutto, parto col terzo controllo ed invece di scaricare il fil del quale vedo il titolo mi ritrovo a scaricare un porno, annullo tutto faccio qualche altro tentativo con altri file e via ho beccato quelli giusti, e passata un’ora ma ho diversi film “guardabili” stando comodamente seduto a casa. Per quello che mi interessa di più aspetterò che il mio pc scarichi per tutta la notte. La sera dopo arrivo a casa sono contento, potrò vedere il fil che desideravo, avvio il programma faccio partire il film e con l’amaro in bocca e disgustato scopro che e un film porno dove ci stanno coinvolti dei bambini, stiamo parlando di pedofilia!! Cancello tutto subito, faccio subito una denuncia online a telefono azzurro, cosi magari romperanno le gambe a quei porci. Per oggi mi è bastato, Sono stanco e da due giorni che bramo un film ma non riesco ad averlo, i distributori di dvd ancora non lo hanno, vado a dormire.
    3° Situazione Futuro: arrivo a casa dopo una giornata di lavoro, alle dieci di sera ho voglia di vedere un bel film in dvd,magari uno nuovo appena uscito. Accendo il mio pc mi collego al sito di rai web o come volete che si chiami, sfoglio e cerco i film che mi piacciono in mezzo ad un catalogo infinito di titoli. Pago con la mia carta di credito € 4,00 e ho comprato 4 film che posso scaricare subito online. Li scarico subito e sono felice e contento andrò a dormire tranquillo.
    Morale della favola: Politici, Major, fateci acquistare i film, gli mp3 e quant'altro su siti creati appositamente, a prezzi ragionevoli e saremo tutti più contenti, noi e voi.
    Cosa ci vendete a fare i lettori mp3, mp4, divx, ecc..ecc.. , se poi non possiamo scaricarli? Se ci private di questo moltissimi taglieranno le linee adsl, poi cosa farete correrete ai ripari per salvare Telecom e company? Ci sarebbe anche meno inquinamento in giro per il mondo, niente dvd, plastica, carta per le confezioni, meno inquinamento i film non dovranno essere trasportati con camion da una città all’altra.
    Voi che ne dite non conviene?
    non+autenticato
  • Guarda che siti dove scaricare legalmente musica e film esistono già da un pezzo...
  • ineccepibile...solo che io il film lo farei pagare un po' meno - soprattutto, se parte degli introiti di tale tecnica potessero andare a chi il film lo ha "fatto" e pensato, cercherei di stabilire delle priorità...e non è facile

    due anni fa ho scaricato legalmente il disco dei Radiohead, in vendita per loro iniziativa sul sito ufficiale, offrendo la ridicola cifra di 60 pence a traccia...poi mi sono accorta che ho pagato 60 pence (80 centesimi di euro) per tutto il disco e mi sono un po' vergognata. ma ho anche pensato a come sarebbe bello se altri artisti, veri o sedicenti, facessero lo stesso. certo i radiohead se lo possono permettere...ma tanti altri potrebbero, anche più di loro. se dovessi basarmi sul mio gusto personale - e so che questo non è generalizzabile - mi accorgerei di quanto, almeno nel mondo della musica, i detrattori del file sharing siano quasi sempre artisti (?) ricchissimi e dallalunga carriera che non hanno ormai più niente da dire ma possono continuare a produrre le loro stantie creazioni forti dell'appoggio numerico. temono di non riuscire più a farlo, insomma

    il problema è che il file sharing a pagamento taglierebbe comunque di molto i costi di un'editoria che nel nostro paese ha un potere enorme ed è enormemente stratificata, attaccando soprattutto i gradini più bassi del sistema. del resto il sistema editoriale in toto è ormai indifendibile proprio perchè, anche in contesti minori, continua a produrre e a distribuire roba uniforme, già vista e in molti casi marcita. la questione è molto controversa
    non+autenticato
  • Perchè in Italia la proposta del sig. Nagybócsai Sárközy si chiama, misteriosamente, dottrina? Da dove viene questo appellativo, magari citando la fonte originale? Non capisco...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Azul
    > Perchè in Italia la proposta del sig. Nagybócsai
    > Sárközy si chiama, misteriosamente, dottrina? Da
    > dove viene questo appellativo, magari citando la
    > fonte originale? Non
    > capisco...

    La dottrina Sarkazzosky o Sarcofago o came cavolo vuoi chiamarla, è come la legge: non ammette l'ignoranza...

    Cioò non toglie che sia "illegale" (così l'ha definita la Corte Europea, per quel che conta): sospensione (indefinita? ancorchè pagata? senza autorizzazione del magistrato?....) della connessione al terzo Dwnl "illegale" riscontrato dall'ISP in veste obbligata di tutore delle sanguisughe.
  • Mi chiedo da dove venga il termine "dottrina" affibbiato in Italia alla proposta del premier francese, non il contenuto della proposta stessa, ormai noto a molti. In tutto il mondo solo da noi si chiama "dottrina" e ancora nessuno ha saputo dirmi perchè!
    non+autenticato
  • Ciao, da Wikipedia:

    In campo giuridico, ci si riferisce alla dottrina come all'insieme del sapere e della speculazione teorica proveniente dagli studiosi del settore.

    Rif. http://it.wikipedia.org/wiki/Dottrina

    Probabilmente l'accezione è solo italiana: evidentemente i giornalisti nostrani hanno applicato una definizione del nostro ordinamento per far capire che non si tratta solo di una specifica legge, ma di un intero modo di approcciarsi ad un problema giuridico.
  • Grazie!
    Certo che in Italia qualcuno girava/gira parecchio i pollici per tirar fuori la "dottrina" da una proposta di legge! Mi chiedo chi sia stato, ma deve essere un pezzo grosso visto che tutti gli altri bovinamente hanno aderito diffondendo un termine di cui quasi nessuno conosce il significato recondito...
    non+autenticato
  • A me sembra che si cerchi un po' troppo spesso però di nobilitare una cosa che di nobile ha ben poco.

    Comprensibilissimo il discorso sull'eccesso di lucro da parte delle major. Comprensibile anche dire che un fenomeno come il P2P non può ormai essere fermato.

    Ma di "nobile" nel P2P non c'è proprio molto, anzi nella maggior parte dei casi non c'è nulla.
    Per non pagare il film, l'album o il software lo si scarica da internet illegalmente. Una volta si andava dall'ambulante o dal negoziante compiacente: oggi lo si fa in casa.

    Almeno in Italia, la maggior parte degli utenti P2P sono del tutto inconsapevoli: sono solo persone che colgono l'"economicità" della situazione. Almeno è quanto vedo.

    Tutte le disquisizioni sulla distribuzione delle opere d'arte, l'attribuzione ed i diritti dell'artista sul proprio lavoro, sono sordi alla massa che mi sembra colga solo l'occasione di accaparrare senza pagare.

    Forse i movimenti a favore del P2P dovrebbero pensare che il pubblico usa questi mezzi senza nessuna forma di etica proprio come le major non ne hanno nessuna nel monipolarizzare il mercato.
  • - Scritto da: ultrastudio
    > A me sembra che si cerchi un po' troppo spesso
    > però di nobilitare una cosa che di nobile ha ben
    > poco.
    >
    > Comprensibilissimo il discorso sull'eccesso di
    > lucro da parte delle major. Comprensibile anche
    > dire che un fenomeno come il P2P non può ormai
    > essere
    > fermato.
    >
    > Ma di "nobile" nel P2P non c'è proprio molto,
    > anzi nella maggior parte dei casi non c'è
    > nulla.

    Salve, io ci ho provato a descrivere "il cuore nobile del P2P"

    http://punto-informatico.it/2288033/PI/Commenti/no...

    un punto di vista, insommaOcchiolino

    Luca\S
  • Infatti io non capisco cosa ci sia di NON nobile nel p2p

    A partire dal nome che significa da pari a pari, e non dall'alto in basso come per l'industria (*)
    Poi le industrie dell'intrattenimento ci hanno abituati a voler avere tutto, chissenefrega dei soldi, "TU DEVI AVERE QUELLA COSA", tipo il manifesto di Lincoln che punta il dito, devi assolutamente avere tutte le consolle, tutti i film, tutta la discografia di Britney perchè altrimenti sei nessuno... sei nulla
    Si ma è come dire che la Fiat esiga che tutti debbano possedere un'automobile, già dalla nascita, nuova (guai se usata, pirateria, scandalo!)
    Ma il fatto è semplice, se un commesso della pasticcieria ti saluta, ti apre la porta per farti sentire il profumo e ti da una carezza in testa e ti manda fuori ogni giorno in cui passi davanti alla pasticcieria per andare a prendere il pulmino della scuola a te dopo una settimana viene una voglia atroce di mangiare dei pasticcini o anche un semplice croissant
    Allora cosa fai? Chiedi i soldi alla mamma per andare a mangiare il croissant, un giorno, due giorni, tre giorni... ok, basta, dopo un po' spendo più soldi che per la bolletta della corrente per farmi i croissant in casa col forno

    Quando i soldi non ci sono, o non si vogliono spendere per cazzate, che alla fine questo sono, anche se sono frutto del sudore di tanta brava gente ma non servono per vivere si può vivere anche senza, ma si è talmente condizionati al dover avere l'ultimo brano mp3 o l'ultimo film uscito che in qualche modo bisogna averli, e cosa c'è di meglio di una copia digitale?
    La copia digitale è identica dell'originale, la copia digitale è infinita, ha un costo di produzione pressochè nullo, ha un costo di distribuzione pressochè nullo, non vedo perchè dovrebbe costare come una copia fisica
    Chi ci perde? Chi ha un mancato guadagno? Ok, puoi accusarmi di averti rubato il diritto di usufuire di un'opera protetta, ma non puoi accusarmi di aver rubato l'opera
    Però allora una volta acquistato il diritto all'usufrutto di quell'opera voglio usarla dove voglio, quante volte voglio, dove voglio, con chi voglio, altrimenti non ho acquistato ma ho preso in affitto ad un costo da strozzinaggio

    Se compro un gioco per pc, ho acquistato il diritto per poter giocare a quel gioco, a questo punto però voglio una copia anche per XBox, per Wii, per PS3, per Nintendo DS, per PSP, per forno a microonde e per carta igienica
    L'opera è sempre quella, perchè dovrei pagare 123123 volte il diritto di poterci giocare quando lo dicono da sempre che si acquista il diritto e non l'opera ma fanno pagare l'opera?

    ok, ora di andare a casa, ciaoCon la lingua fuori




    * "Toh guarda un altro pollo che viene a comprare il nostro pattume, la prossima volta vediamo di mettere ancora meno contenuti e più drm, così ci risparmiamo e lui paga di più, anche in rabbia perchè il drm non gli permette questo e quello"
    Wolf01
    3223
  • Il paragone col pasticcere non c'azzecca: se il pasticcere ti fa venir voglia, appunto accendi il forno e ti fai il dolce, se non puoi comprarlo.

    Qui invece è come dire che ti fai dare i dolci del pasticcere trafugati da un altro, che hai conosciuto per strada.

    Stabilito che se non vuoi comprare il CD non puoi affitarti una sala d'incisione, questo non significa che sei giustificato se ti procuri il CD piratato.

    E questo è un discorso che, bello o brutto, non cambia la sostanza di quello che è l'azione di scaricarsi un CD da internet. Poi possiamo anche dire che è colpa delle major (ed è vero), ma se la soluzione è il furto è come dire che siccome le auto sono care dobbiamo lottare per rendere legale il furto d'automobili.

    Un CD ultimo uscito costa 20 euro? Tra un anno ne costa 15? tra tre anni 10? Aspetto tre anni. Non ho bisogno di averlo subito: tra tre anni o tra quattro sarà bello lo stesso. CD a meno di 20 euro ci sono. DVD a meno di 20 euro ci sono.
    Alternative ai software professionali da 2000 euro ci sono.

    E' più onesto il discorso che fanno alcuni sui media introvabili, ma questo va a toccare il pubblico dominio su prodotti vecchi ed interessa meno. Leggere un PDF di autori morti 100 anni fa non è come avere l'ultimo CD modaiolo.
  • Diciamola così: se tu mi fai gola dicendomi che il libro che hai appena scritto è bellissimo, ha certe parti intriganti e roba del genere, però mi dici che costa 60€, io non mi faccio nessuno scrupolo a fotocopiarmelo alla prima opportunità
    Il libro non te l'ho rubato, ma tu hai insistito
    Un po' come quando i cretini insistono per fare a botte, poi se si ritrovano all'ospedale che colpa hai se gli hai tirato una legnata nel naso?

    L'industria dell'intrattenimento fa così, ti fa gola con i trailer e con la pubblicità martellante, ti attira come gli orsi con il miele e poi si lamenta se la gente prende perchè psicologicamente forzata a farlo
    Wolf01
    3223
  • Da quanto dici la soluzione è non pubblicizzare, oppure chiedere all'acquirente quanto sarebbe disposto a pagare.
    Se anche il tipografo, l'allestitore, il trasportatore ed il fisco sono d'accordo, il problema non esiste.

    Ma per piacere: un furto rimane un furto ed un ladro un ladro.

    Non venirmi a raccontare che siccome esiste la pubblicità, la gente è spiunta a rubare perché "troppo invogliata", perché è falso. La gente ruba perché non vuole spendere, ma avere anche quello che non si può permettere. Ruba perché non rispetta il lavoro altrui. Ruba perché crede che anche gli altri rubino come lei. Ruba.

    * Se perché uno è cretino lo mandi in ospedale, sei cretino più di lui ed è colpa tua e senza nessuna attenuante. Se ti attaccano fisicamente e ti difendi è un conto, se tiri un pugno ad uno solo perché ti ha detto qualcosa che non ti piace sei sei pericoloso.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 02 dicembre 2008 21.07
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: ultrastudio
    >La gente
    > ruba perché non vuole spendere, ma avere anche
    > quello che non si può permettere. Ruba perché non
    > rispetta il lavoro altrui. Ruba perché crede che
    > anche gli altri rubino come lei.
    > Ruba.


    un domanda volontariamente provocatoria:

    ma l'Industria allora cosa e', visto che mi fa pagare i diritti su un 45 giri, e poi per lo stesso brano su un LP e di nuovo per il CD, e poi anche per l'MP3. Pago 4 licenze per lo stesso brano, e pago pure l'equo compenso sui supporti dove li registro?

    io credo (e ho lungamente scritto nel commento linkato nel thread) che scaricare un brano di jovanotti per sentirselo non è una mancanza di rispetto, anzi il contrario. Così viene percepito, ormai.

    Siamo davvero sicuri che milioni di downloaders siano solo cattivoni mancanti di rispetto nei confronti dell'Industria che gli da tutte quelle belle cose, o se al contrario sono gli stessi che la foraggiano? La seconda che ho detto

    IMHO

    Luca\S
  • La gente ruba perchè è possessiva e vuole quella cosa, che senso ha rubare una cosa che non si vuole?
    I ladri in banca rubano soldi perchè vogliono soldi, io rubo in internet perchè voglio idee, perchè altro non è in quanto in mano non ho niente di materiale
    Effettivamente hai ragione, il discorso del pasticcere non è azzeccato perchè lui vende qualcosa di materiale e se glie lo rubi lui non ce l'ha più e ha un danno economico e materiale
    Ma se come ho detto ci fosse un modo per copiare senza rubare l'originale (caso del libro), il pasticcere non avrebbe più danno materiale, ma solo un danno economico (da dimostrare) visto che mi sono riempito la pancia creando qualcosa di uguale dal nulla

    Quando inventeranno il replicatore di materia, e non è niente di impossibile perchè mancano solo le tecnologie in quanto si sa perfettamente cos'è la materia, così come si sa quali sono i dati che compongono un mp3, allora vedrai che ci accuserà di pirateria anche l'omino bianco del detersivo!

    Una volta da qualche parte e non era qui, qualcuno, non ricordo chi, ha detto: "se io ti do un euro e tu mi dai un euro entrambi abbiamo un euro, ma se io ti do un'idea e tu mi dai un'idea entrambi abbiamo due idee"
    L'industria invece fa questo: "io ti do un'idea precedentemente carpita da te attraverso sondaggi per sapere cosa vuoi e tu mi dai un euro, così io ho un euro e un'idea, tu hai un idea coperta da diritti con la quale non puoi far niente e quindi è come non averla", la gente cosa fa? Ha semplicemente ignorato i diritti su quell'idea

    A copiare le idee non ci si perde niente
    Wolf01
    3223
  • E questo si ricollega al discorso di dire che il problema è la major e la scomparsa di alcuni materiali dalla circolazione. Si ricollega anche al discorso sul pubblico dominio.

    Ma il punto è che un conto è il libero scambio d'idee ed un conto è soddisfare un desiderio intrattenitivo, che con il libero scambio d'idee non ha niente a che fare.

    Mi spiego: se tu ti scarichi l'ultimo album di Jovanotti non c'è uno scambio d'idee, ma semplicemente una ripicca nei confronti dell'etichetta discografica.
    Jovanotti non ha avuto una nuova idea perché tu hai ascoltato senza pagarglielo il suo disco.

    Lo scambio ce l'hai se vai da Jovanotti, o gli scrivi o scrivi una recensione, e gli dai una tua idea sul suo disco.

    Qui il libero scambio d'idee non c'è: c'è un libero scambio di MERCE ad uso puramente intrattenitivo e privato.
  • Aggiungo che se vuoi l'idea gratis, c'è già. Basta leggere le trame dei film che escono. Ma dire che un film finisce lì, con le "idee rubate agli altri" non ha senso. In un film c'è infinito lavoro e infinita professionalità che alcuni non vogliono pagare. Perché rubare è più comodo.
  • Condivido completamente il tuo ragionamento!
    non+autenticato
  • Francamente non ho capito il senso dell'articolo.
    L'autore prima se la prende con Zapatero perchè sembra che voglia proporre una legge (non entro ora nel merito se giusta o sbagliata) per contrastare il download illegale.

    Poi dice (e cito letteralmente):

    "Datemi un sito da cui comprare i file MP3 che mi interessano ed io li comprerò. In quel momento avrete il diritto di darmi del ladro se agisco in modo diverso".

    Mi piacerebbe a questo punto se l'autore mi potesse spiegare cosa dovrebbe fare secondo lui lo Stato dal momento che chi scarica Britney Spears, Rihanna o l'ultimo dei Metallica (tutti disponibili per l'acquisto on-line) commette, sempre secondo l'autore, un reato.
  • Ti quoto pienamente.
    Ci si nasconde dietro il dito dei vecchi dischi rari che non sono più in vendita, ma il grosso del download riguarda film appena usciti, canzonette e software.

    Poi se vogliamo fare una legge che fa decadere i diritti d'autore in anticipo quando le opere non sono più acquistabili sul mercato, ben venga. Non vedo grandi danni per l'industria dei contenuti, e viceversa mi sembra crudele negare la fruizione di un'opera non più in vendita.

    I veri danni ci sono per il cinema e per il software che vengono realizzati oggi tramite il lavoro di eserciti di persone. Di che camperanno? Statilizziamo cinema musica e videogiochi? Con un burocrate che decide cosa va finanziato e cosa no? Si può fare, lo hanno fatto per decenni i regimi comunitsti, ma è come scendere da una Audi e salire su una Trabant...
  • Quoto l'autore dell'articolo:

    "Ma allora, quali sono le alternative alla sorveglianza ed alla repressione?
    Beh, una su tutte: vendere i materiali che la gente chiede su canali paralleli a quelli illegali (su Internet) ed in modo concorrenziale ad essi."

    Come si fa ad essere concorrenziali con il p2p che ti fa scaricare gratis?
    I produttori dovrebbero cominciare a pagarciSorride
  • Infatti io non pagherei mai una lira per scaricare qualcosa,io voglio l'originale (a prezzi onesti s'intende).
    E' giusto che il download (e la cultura) rimangano liberi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jena
    > Infatti io non pagherei mai una lira per
    > scaricare qualcosa,io voglio l'originale (a
    > prezzi onesti s'intende).

    E nel caso in cui i prezzi non siano onesti come adesso che fai ?

    > E' giusto che il download (e la cultura)
    > rimangano liberi.

    E se non lo sono cosa proponi di fare ?
    krane
    14377
  • - Scritto da: Jena
    > Infatti io non pagherei mai una lira per
    > scaricare qualcosa,io voglio l'originale (a
    > prezzi onesti
    > s'intende).
    > E' giusto che il download (e la cultura)
    > rimangano
    > liberi.

    A parte che un file è un file, e come tale è sempre originale, la maggior parte delle persone non hanno il pallino della custodia, gli basta vedere un film perfetto, in alta risoluzione, audio 5+1, e se è gratis tanto meglio, e un file su disco rigido è anche più comodo da tenere sul media-center.

    In base al principio della cultura libera ti chiedo: perché allora non pretendiamo l'entrata gratis al cinema? Qual'è la differenza? (a parte i costi del locale, diciamo 1 euro)
  • - Scritto da: Mr.Pink
    > Ti quoto pienamente.
    > Ci si nasconde dietro il dito dei vecchi dischi
    > rari che non sono più in vendita, ma il grosso
    > del download riguarda film appena usciti,
    > canzonette e
    > software.
    >
    > Poi se vogliamo fare una legge che fa decadere i
    > diritti d'autore in anticipo quando le opere non
    > sono più acquistabili sul mercato, ben venga. Non
    > vedo grandi danni per l'industria dei contenuti,
    > e viceversa mi sembra crudele negare la fruizione
    > di un'opera non più in
    > vendita.
    >
    > I veri danni ci sono per il cinema e per il
    > software che vengono realizzati oggi tramite il
    > lavoro di eserciti di persone. Di che camperanno?
    > Statilizziamo cinema musica e videogiochi? Con un
    > burocrate che decide cosa va finanziato e cosa
    > no? Si può fare, lo hanno fatto per decenni i
    > regimi comunitsti, ma è come scendere da una Audi
    > e salire su una Trabant...

    Strano: cinema e videogiochi stanno andando in rovina eppure stanno facendo incassi mostruosi e se ne vantano anche, qualche esempio :

    GTA VI ha vinto battuto record di vendite al day-one in UK

    Il fenomeno di questa settimana si chiama Fireproof, film con Kirk Cameron, che distribuito in sole 839 sale, (Eagle Eye in 3510), incassa più di tutti (7764 dollari a sala), tranne del già citato film con Shia LaBeouf (8319 dollari a sala), piazzandosi addirittura in quarta posizione con oltre sei milioni di dollari.
    krane
    14377
  • Peccato che GTA non sia ancora uscito per pc, quindi se lo vuoi lo paghi. Ormai i giochi vendono solo grazie alle consolle proprio per limitare la pirateria.

    Idem per i film, in sala non ci sono le prese usb sui braccioli, e gli "screener" fanno schifo.

    Comunque per ora si vendono ancora dvd cd e bluray, infatti a parte la Spagna, il resto d'Europa e gli Stati Uniti sono molto più restii di noi a scaricare le copie pirata.

    I guadagni di oggi resistono perché, stranamente, esiste gente che rispetta la legge. Se invece scaricare diventa legale, non vedrei la ragione di buttare via soldi per poi trovarmi la casa intasata di stupide scatolette. Resterebbero giusto i "feticisti" che vogliono la copertinaSorride
  • - Scritto da: Mr.Pink
    > Peccato che GTA non sia ancora uscito per pc,
    > quindi se lo vuoi lo paghi. Ormai i giochi
    > vendono solo grazie alle consolle proprio per
    > limitare la pirateria.

    Alludi a quei giochi per console che costano piu' dei giochi per pc nonostante su console la pirateria sia limitatissima ?
    Scusa ma se non li piratano perche' li fanno pagare piu' delle versioni per Pc ? Non dovrebbe essere il contrario ?

    > Idem per i film, in sala non ci sono le prese usb
    > sui braccioli, e gli "screener" fanno schifo.

    Quindi e' sufficente aspettare qualche mese per non intaccare neanche i guadagni dei cinema, quindi che hanno da lamentarsi ?

    > Comunque per ora si vendono ancora dvd cd e
    > bluray, infatti a parte la Spagna, il resto
    > d'Europa e gli Stati Uniti sono molto più restii
    > di noi a scaricare le copie pirata.

    E allora perche' la RIAA (Che e' in usa) si lamenta tanto ?

    > I guadagni di oggi resistono perché, stranamente,
    > esiste gente che rispetta la legge. Se invece
    > scaricare diventa legale, non vedrei la ragione
    > di buttare via soldi per poi trovarmi la casa
    > intasata di stupide scatolette. Resterebbero
    > giusto i "feticisti" che vogliono la copertina
    >Sorride

    A me piacerebbe un HD usb marchiato StarTrek in cui mettere TUTTO di Star trek scaricato per dire.
    krane
    14377
  • Hai detto:
    I guadagni di oggi resistono perché, stranamente, esiste gente che rispetta la legge. Se invece scaricare diventa legale, non vedrei la ragione di buttare via soldi per poi trovarmi la casa intasata di stupide scatolette. Resterebbero giusto i "feticisti" che vogliono la copertina

    I guadagni di oggi esistono perchè stranamente esiste gente che corre dietro a quanto propinato delle Majors dell'intrattenimento, indipendentemente dalla qualità, purchè sia appena uscito e quindi faccia tendenza (la gente è normalmente "utonta"). Se scaricare diventa legale, vedrei l'utilità di accantonarmi un supporto ("scatolette"). uno solo, ridotto al minimo ingombro (un HD 3.5 di un TeraByte, ormai a 90 €, invadente come un libricino, può contenere almeno 1000 Film in qualità DVD/like, di più è superfluo sia in qualità che quantità), riportante, a scopo collezione e visione differita, il meglio della cinematografia mondiale a partire dagli anni 50/60. Le stupide canzonette hanno un valore assolutamente ridicolo nei confronti di un'opera complessa come un buon film o una buon software, per cui le trascurerei poprio, avendo già la provvista di capolavori ormai introvabili degli anni "mitici". Non somo un patito "feticista" filmofilo, ma se lo fossi aggiungerei al file DivX o Mpeg4, documenti TXT di recensione ed immagini JPG di locandine, di dimensioni trascurabili nell'economia globale, allocati nella stessa cartella/film dal nome parlante, ovvero accessibili da indice tramite software gratuito...).
    Perdonami se è poco programmare i miei intrattenimenti futuri a costi irrisori finchè campo...
    Ma così non pago gli aventi diritto? No, non cambia nulla, anche se non sono cinefilo a qualche proiezione ci vado lo stesso, indipendentemente dalla caduta o meno dell'inquisizione sulla cosidetta "pirateria", anzi forse ho qualche motivo in più per assistere all'originale.

    C'è da dire altro?
  • > Perdonami se è poco programmare i miei
    > intrattenimenti futuri a costi irrisori finchè
    > campo...

    > Ma così non pago gli aventi diritto? No, non
    > cambia nulla, anche se non sono cinefilo a
    > qualche proiezione ci vado lo stesso,
    > indipendentemente dalla caduta o meno
    > dell'inquisizione sulla cosidetta "pirateria",
    > anzi forse ho qualche motivo in più per assistere
    > all'originale.
    >
    > C'è da dire altro?

    Tanti dicevano "fammi scaricare la musica gratis, è tutta pubblicità, vedrai che venderai più dischi".
    Si è visto come è andata a finire: oggi non si vende più un cd, gli unici che ci vendono sono i Gianni Morandi i Celentano e altri dinosauri ascoltati da altri dinosauri. Fattura di più il mercato delle sonerie di quello dei cd, e salvo rare eccezioni i giovani musicisti sono finiti sotto i ponti.

    Per il cinema è ancora peggio perché i capitali necessari per la produzione sono enormi mentre dall'altra parte i file matroska che scarichi da emule arrivano alla full hd con 2M pixel, la stessa qualità del cinema hollywoodiano. (Altrochè dvd!) e come dici tu ci si può scaricare le copertine e tenere tutto comodamente su un disco rigido.
  • > Lo si è visto bene quando il Paladino della Morale di
    > turno ha deciso di pubblicare su Internet la denuncia dei
    > redditi 2005 di tutti gli italiani.

    Bel discorso, peccato la buccia di banana su cui sei scivolato. La privacy non c'entra: le denunce dei redditi sono pubbliche e come tali pubblicabili. Magari si puo' discutere se sia giusto che siano pubbliche, ma finche' lo sono chi le pubblica non viola alcuna privacy.

    Firmato: un lavoratore dipendente che non fa una lira di "nero".
    non+autenticato
  • Sono pubbliche?
    snem
    235
  • - Scritto da: snem
    > Sono pubbliche?

    Se vai nel comune di residenza di una persona puoi richiedere la sua dichiarazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: lassaperde
    > > Lo si è visto bene quando il Paladino della
    > Morale
    > di
    > > turno ha deciso di pubblicare su Internet la
    > denuncia
    > dei
    > > redditi 2005 di tutti gli italiani.
    >
    > Bel discorso, peccato la buccia di banana su cui
    > sei scivolato. La privacy non c'entra: le denunce
    > dei redditi sono pubbliche e come tali
    > pubblicabili. Magari si puo' discutere se sia
    > giusto che siano pubbliche, ma finche' lo sono
    > chi le pubblica non viola alcuna
    > privacy.
    >
    > Firmato: un lavoratore dipendente che non fa una
    > lira di
    > "nero".

    E ci mancava la solita anima bella.

    A parte che c'erano dei limiti alla pubblicabilità delle denunce dei redditi, che NON prevedevano la pubblicazione in rete, il tuo discorso "non viola la privacy perché le DR sono pubbliche anche se forse magari potrebbe possibilmente darsi che non sia proprio proprio senza la più remota ombra di dubbio giusto" a me suona più come una scusa: "voglio ficcare il naso nei redditi del mio datore di lavoro che ha il suv (eh già perchè tutti quelli che erano a favore della genialata di visco hanno tirato fuori la menata sul suv del vicino. Se Freud fosse stato italiano anziché la teoria sull'invidia del pene avrebbe formulato quella sull'invidia dell'auto). Sarebbero fatti suoi (e infatti lo sono), ma visto che non sono coperti dalla privacy allora ci ficco il naso quanto mi pare, giusto o non giusto".

    Vedi tesoro, se ragioni in questo modo allora basta che si cambi la legge per escludere dall'ambito della privacy questo oppure quello con le più disparate nobili motivazioni e domani potrebbero finire online gli estratti conto di tutti gli italiani, le registrazioni di tutte le telecamere di sicurezza pubbliche e private, tutti i tabulati telefonici, i log di tutte le connessioni...
    Magari a te starà anche bene, finchè le tottò non le daranno a te... Perché vedi, gioia della mamma, di modi in cui i dati personali possono essere usato malamente ce ne sono a bizzeffe, così come sono tanti i modi in cui puoi essere vittima di una falsa accusa da parte di qualcuno...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bic Indolor
    > - Scritto da: lassaperde
    [...]
    > E ci mancava la solita anima bella.

    non mancava anche il solito ipocrita ignorante con la coda di paglia?

    > A parte che c'erano dei limiti alla
    > pubblicabilità delle denunce dei redditi, che NON
    > prevedevano la pubblicazione in rete,

    a parte che non è così come dici

    > il tuo
    > discorso "non viola la privacy perché le DR sono
    > pubbliche anche se forse magari potrebbe
    > possibilmente darsi che non sia proprio proprio
    > senza la più remota ombra di dubbio giusto"

    stai interpretando (e travisando) il pensiero altrui: questo è scorretto

    > a me suona più come una scusa: "voglio ficcare il naso
    > nei redditi del mio datore di lavoro che ha il
    > suv (eh già perchè tutti quelli che erano a
    > favore della genialata di visco hanno tirato
    > fuori la menata sul suv del vicino. Se Freud
    > fosse stato italiano anziché la teoria
    > sull'invidia del pene avrebbe formulato quella
    > sull'invidia dell'auto). Sarebbero fatti suoi (e
    > infatti lo sono), ma visto che non sono coperti
    > dalla privacy allora ci ficco il naso quanto mi
    > pare, giusto o non
    > giusto".

    di nuovo, stai interpretando (e travisando) il pensiero altrui: questo è scorretto

    > Vedi tesoro,

    stai sminuendo il tuo interlocutore: tipico atteggiamento di chi non argomenti ha o non sa argomentare nel merito della questione...

    così ti squalifichi da solo e, con te, squalifichi anche il tuo chiamiamolo "ragionamento"

    > se ragioni in questo modo allora
    > basta che si cambi la legge per escludere
    > dall'ambito della privacy questo oppure quello
    > con le più disparate nobili motivazioni e domani
    > potrebbero finire online gli estratti conto di
    > tutti gli italiani, le registrazioni di tutte le
    > telecamere di sicurezza pubbliche e private,
    > tutti i tabulati telefonici, i log di tutte le
    > connessioni...

    se, se, se, se...

    > Magari a te starà anche bene, finchè le tottò non
    > le daranno a te... Perché vedi, gioia della
    > mamma,

    ancora!
    stai sminuendo il tuo interlocutore: tipico atteggiamento di chi non argomenti ha o non sa argomentare nel merito della questione...

    > di modi in cui i dati personali possono
    > essere usato malamente ce ne sono a bizzeffe,
    > così come sono tanti i modi in cui puoi essere
    > vittima di una falsa accusa da parte di
    > qualcuno...

    e tutto questo cosa c'entra con il fatto che le dichiarazioni dei redditi SONO pubbliche?

    sento forte forte un certo odore di paglia...
    di coda di paglia...
    non+autenticato
  • Meno male che qualcuno ha capito il senso.
    E dire che il mio intervento iniziava con "Bel discorso": purtroppo quella dei redditi 2005 e' una buccia di banana assai scivolosa (sulla quale anche il signor Bic Indolor e' scivolato Sorride
    non+autenticato
  • sono pubbliche nel momento in cui tu vai a richiederle e firmi un registro in cui tu tizo caio sempronio con tanto di documento alla mano firmi che hai preso visione della dichiarazione dei redditi di pinco pallino, ignorante, informati prima
    non+autenticato
  • > firmi un registro

    Il fatto che ci sia un registro non lo rende meno pubblico

    > firmi che hai preso visione della dichiarazione
    > dei redditi di pinco pallino

    Embe'? Mi sono avvalso di un mio diritto (quello di prendere visione di un documento pubblico) e ne rimane traccia. E allora? Cosa vuoi fare con questa firma, rinfacciarmelo? O mettermi in galera, o farmi qualche ritorsione? Forse sei tu che usi il registro in maniera impropria a violare la privacy (piu' qualche legge nel momento in cui "me la fai pagare").

    > ignorante, informati prima

    Di fatto di questa privacy tu ne stai abusando: prima invocandola a sproposito per i tuoi segretucci sui tuoi redditi (del nero da nascondere?), e poi insultando protetto dall'anonimato.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 15 discussioni)