Luca Annunziata
venerdì 5 dicembre 2008

La fotocella più sottile che c'è

In Massachusetts si lavora ad una nuova tecnica di costruzione dei pannelli fotovoltaici. Più efficienti, più economici, e più amici dell'ambiente

Roma - Quanto sviluppato al MIT dal professor Lionel Kimerling e dalla sua équipe promette di garantire una bella svolta alla tecnologia dell'energia solare prodotta con celle fotovoltaiche: pannelli cento volte più sottili di quelli attualmente in commercio, ma fino al 15 per cento più efficienti e soprattutto molto attenti al fattore inquinamento. Una tecnologia che potrebbe arrivare presto sul mercato, grazie anche agli sforzi di una startup locale che porta avanti lo sviluppo industriale dell'idea.

Un pannello fotovoltaico basato sul silicio incorpora un elemento sensibile spesso circa 0,5 millimetri. Il problema fondamentale di questa tecnologia è la necessità di operare con luce solare diretta e di una certa intensità (alto irraggiamento): la sua capacità di produrre energia comincia solo a partire dalle 9 o le 10 del mattino, vale a dire quando il Sole è già significativamente alto sull'orizzonte.

Per sopperire a questa mancanza, tuttavia, esistono dei prodotti alternativi: i cosiddetti pannelli a film sottile (thin-film), che assomigliano moltissimo a quelli montati, ad esempio, sulle calcolatrici tascabili. Questo tipo di celle è in grado di produrre energia anche con quantità di luce inferiore al caso precedente, aumentando il numero di ore utili nel corso del giorno: sfortuna vuole che quanto si trovi attualmente sul mercato sia prodotto con un materiale chiamato tellururo di cadmio, in grado di garantire in certi ambiti rendimenti superiori al silicio cristallino a scapito però della eco-compatibilità.Lo smaltimento del cadmio, sostanza tossica, è infatti complesso. Per questo la tecnologia del MIT riveste un'importanza particolare: sostituendo al cadmio uno strato di appena 5 nanometri di silicio si ottengono risultati persino migliori, garantendo costi contenuti e pieno rispetto dell'ambiente. Il segreto è l'utilizzo di un substrato riflettente di cristalli fotonici, ormai sempre più facili da produrre, abbinato ad un rivestimento antiriflesso della cella: in questo modo diviene possibile intrappolare la parte rossa e quasi-infrarossa dello spettro della luce, amplificando l'effetto di generazione della corrente.

Sono soprattutto i cristalli fotonici a rivestire un ruolo fondamentale: la loro capacità di riflessione è decisamente superiore a quella del comune substrato metallico (tipicamente alluminio) utilizzato in precedenza. La loro presenza aumenta drasticamente l'efficienza complessiva del pannello, come dimostrato dai primi prototipi del professor Kimerling, un obiettivo che è al centro anche di altre ricerche che scelgono approcci differenti.

Luca Annunziata
48 Commenti alla Notizia La fotocella più sottile che c'è
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  • L'articolo di Annunziata è scritto molto male, mi dispiace criticare un valido giornalista ma questo non è il suo campo e si vede...

    Non voglio tediare chi mi sta leggendo ma la questione del Tellururo di Cadmio (TeCd) è molto complessa da spiegare ma parlare di inquinamento del cadmio è eccessivo (sarebbe come parlare di inquinamento da Cloro o da Sodio a chi usa il sale da cucina).

    Comunque la tecnologia a film sottile è nata con il silicio, esiste infatti il silicio amorfo che è depositato per evaporazione, il TeCd è una tecnologia credo nata dopo e molto poco diffusa al contraria dell'a-Si. Parlare di inquinamento per quanto riguarda il film sottile è del tutto inopportuno in quanto l'a-Si non è inquinante per quel che ne so io.

    Parlare di sostituzione del Cadmio con 5 nano metri di silicio non l'ho mai sentito ed è una gran cavolata, l'a-Si esiste da decenni e lo producono moltissime industrie, i pannelli in TeCd sono prodotti dalla sola First solar tedesca e adesso dovrebbe partire anche una start up italiana mettendo a frutto gli studi del prof Alessandro Romeo.

    Molte inesattezze, ancune cavolate e in fondo forse l'unica novità e cioè hanno messo a punto un sistema per sostituire la metallizzazione fatta di solito con alluminio nell'a-Si e stanno usando lo stesso silicio. Mi pare un po' poco per parlare di grosse novità nel campo, comunque un passettino in avanti ancora da verificare.

    Si tenga conto che il TeCd ha efficienze molto elevate, si parla di quasi il 10% nei pannelli (vedi pannelli della First Solar) mentre l'a-Si ha efficienze molto più basse.

    Il silicio cristallino c-Si (mono e poly) ha efficienze molto più elevate, 13-14%, ma è anche molto più costoso.

    Saluti e voglio sperare che negli argomenti non di mia conoscenza Annunziata sia un po' meno impreciso.
  • L'articolo di Annunziata è scritto molto male, mi dispiace criticare un valido giornalista ma questo non è il suo campo e si vede...


    Spiegami... 2° te qual'è il suo campo, sempre che ne abbia 1????
    Lo dico perchè anche in altri argomenti ho notato lo stesso tipo di inesattezze e di mancanza di proporzione
    non+autenticato
  • Una sfumatura un po più ignorantona? A bocca aperta
    non+autenticato
  • Gentile Sandro,

    Per la stesura di questo articolo mi sono avvalso della consulenza di un addetto del settore, con alle spalle la progettazione e la realizzazione di molti impianti fotovoltaici di medie dimensioni su tutto il territorio italiano.

    Come tu stesso ricordi, il thin-film al tellururo di cadmio ha una efficienza molto buona (seppure inferiore al silicio cristallino), ma compensa il gap con una resa prolungata nel corso della giornata. L'amorfo al momento non garantisce rendimenti simili. Pertanto, non comprendo fino in fondo le argomentazioni riportate: mi risulta che i pannelli tedeschi trovino buona applicazione nella costruzione degli impianti, sia in Italia che all'estero.

    Mi preme infine da ricordare quanto illustrato da un ricercatore dell'ENEA durante una conferenza tenuta alla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Salerno qualche anno fa: ci spiegò che nel corso degli anni, nel campo del fotovoltaico, il silicio ha sempre garantito i migliori rendimenti, sebbene in taluni brevi intervalli sia stato superato da altri materiali (arsenuro di gallio etc) più costosi. Alla fine, però, il silicio è riuscito sempre a riconquistare la leadership per efficienza ed economicità.

    Un saluto,
    Luca Annunziata
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > Gentile Sandro,
    >
    > Per la stesura di questo articolo mi sono avvalso
    > della consulenza di un addetto del settore, con
    > alle spalle la progettazione e la realizzazione
    > di molti impianti fotovoltaici di medie
    > dimensioni su tutto il territorio
    > italiano.

    Caro Luca,
    il fatto di avvalersi di persone competenti per la stesura di un articolo è molto positivo e conferma la mia opinione che tu sia un buon giornalista.

    Però il tuo testo soffre, secondo me, di alcune inesattezze comeil lasciare intendere (almeno così ho capito io) che l'uso del tellururo di cadmio sia stato il primo semiconduttore a film sottile ad essere usato e che oggi alcuni ricercatori avevano messo a punto il film sottile al silicio. Il semplice occhiello lascia capire cose sbagliate: «In Massachusetts si lavora ad una nuova tecnica di costruzione dei pannelli fotovoltaici. Più efficienti, più economici, e più amici dell'ambiente»

    Il film sottile in silicio (a-Si o silicio amorfo) è la tecnologia dominante in fatto di film sottile mentre nel tuo testo lasci intendere che sia la tecnologia del tutto di nicchia del TeCd ad essere dominante(solo la First solar produce pannelli al Tellururo di Cadmio almeno da quel che mi ha detto il prof Alessandro Romeo in uno scambio via Rete).

    Poi affermi che «pannelli cento volte più sottili di quelli attualmente in commercio», faccio presente che il thin film al silicio è in commercio e lo è da molto tempo e molte aziende producono pannelli a film sottile in silicio. Io non sono un esperto in commercializzazione dei pannelli ma so che nei cataloghi delle grande aziende produttrici ci sono pannelli fv in a-Si e si sono molte industrie che hanno capannoni industriali che producono questi pannelli a ciclo continuo.

    «Per sopperire a questa mancanza, tuttavia, esistono dei prodotti alternativi: i cosiddetti pannelli a film sottile (thin-film), che assomigliano moltissimo a quelli montati, ad esempio, sulle calcolatrici tascabili. Questo tipo di celle è in grado di produrre energia anche con quantità di luce inferiore al caso precedente, aumentando il numero di ore utili nel corso del giorno: sfortuna vuole che quanto si trovi attualmente sul mercato sia prodotto con un materiale chiamato tellururo di cadmio, in grado di garantire in certi ambiti rendimenti superiori al silicio cristallino a scapito però della eco-compatibilità.»

    Questa pensiero in particolare è sbagliato imho, le calcolatrici da quel che so io usano l'a-Si e non il TeCd (http://www.infopannellisolari.com/65/la-cella-sola...), comunque anche se usassero il TeCd si tratta di applicazioni marginali. Poi il TeCd non ha rendimenti superiori al c-Si ma inferiori e di molto. Poi l'eco compatibilità di un prodotti molto di nicchia che c'entra?
    >
    > Come tu stesso ricordi, il thin-film al tellururo
    > di cadmio ha una efficienza molto buona (seppure
    > inferiore al silicio cristallino), ma compensa il
    > gap con una resa prolungata nel corso della
    > giornata.

    Da quel che so io tutto il film sottile ha una più elevata capacità di trasformare la debole radiazione solare in energia elettrica, da quel che so è una caratteristica del thin film.

    > L'amorfo al momento non garantisce
    > rendimenti simili.

    L'amorfo rende molto bene con luce debole, molto meglio che il c-Si. Comunque mi pare di capire che il tuo testo volesse affermare che con questa nuova tecnica si ha un miglioramento dei rendimenti del 15%, però non si capiscono i valori assoluti:

    Dal quel che sapevo i numeri sono:
    6-8% a-Si
    9-10% TeCd
    13-14% c-Si

    I risultati di laboratoio hanno dimostrato che questo nuovo a-Si può raggiungere rese il 15% superiori di quelle del c-Si? Quindi diciamo oltre il 15% in valori assoluti? Dall'articolo non si capisce.

    > Pertanto, non comprendo fino
    > in fondo le argomentazioni riportate: mi risulta
    > che i pannelli tedeschi trovino buona
    > applicazione nella costruzione degli impianti,
    > sia in Italia che
    > all'estero.

    Satai parlando della First solar? L'esperto ti saprà dire certamente molto di più di me, io ho solo conoscente teoriche sull'argomento.
    http://www.kensan.it/articoli/Fotovoltaico_Telluru...

    > Mi preme infine da ricordare quanto illustrato da
    > un ricercatore dell'ENEA durante una conferenza
    > tenuta alla Facoltà di Ingegneria dell'Università
    > di Salerno qualche anno fa: ci spiegò che nel
    > corso degli anni, nel campo del fotovoltaico, il
    > silicio ha sempre garantito i migliori
    > rendimenti, sebbene in taluni brevi intervalli
    > sia stato superato da altri materiali (arsenuro
    > di gallio etc) più costosi. Alla fine, però, il
    > silicio è riuscito sempre a riconquistare la
    > leadership per efficienza ed
    > economicità.

    Si, però questo è anche un limite perché non si sono trovati materiali più economici del silicio mono e policristallino.

    Comunque voglio spezzare una lancia in favore dei giornalisti di PI che scrivono un articolo al giorno sugli argomenti più disparati e che devono cercare di interessare un grosso numero di persone, so che è difficile e quindi onore al merito.
    >
    > Un saluto,
    > Luca Annunziata

    Saluti e buone feste.
    Sandro kensan.
  • Non ha senso confrontarli... Uno è il futuro del rinnovabile, l'altro è il futuro del non rinnovabileSorride

    E quando intendo nucleare, ovviamente sono anche io contrario ad aprire centrali nucleari stile anni '60. In genere è meglio collaborare per la IV generazione anziché costruire blocchi di cemento per seppellire centrali esplose...
  • Visti tutti queste innovazioni nel solare, ha ancora senso investire ingenti capitali in un centrali nucleari che saranno pronte tra 15 anni, che saranno già tecnologia vecchia, e che non sono così convenienti?

    Ecco una petizione promossa dalla lista civica Per il Bene Comune
    http://petizione.perilbenecomune.org/
    non+autenticato
  • "Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”.

    Carlo Rubbia
    non+autenticato
  • Per questo l'hanno "costretto" a lavorare in Spagna, dove queste cose le hanno capite anche se dette in italiano...
    snem
    235
  • - Scritto da: vaffa
    > "Per rifornire di elettricità un terzo
    > dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali
    > nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello
    > solare grande come il raccordo di
    > Roma”.
    >
    > Carlo Rubbia

    Ma avete idea di quanto è grande il raccordo anulare di Roma?
    non+autenticato
  • Il raccordo in effetti è grande. Ma volere è potere.

    Gli Spagnoli stanno realizzando il progetto Archimede su un area ancora maggiore nel vicino Magreb al confine con il Sahara. Lì lo spazio non dovrebbe essere un problema, e un elettrodotto non è nè così difficile nè così costoso da realizzare

    Red
    non+autenticato
  • Sì, ma 15 centrali sono 15 centrali e non si scappa.
    Mentre x ettari di pannelli li puoi suddividere all'infinito o quasi, per esempio sui tetti delle case.
    non+autenticato
  • Sarebbe bello produrre tutta l'energia elettrica di cui necessita l'Italia col fotovoltaico, peccato che sia inattuabile, principalmente per il costo di costruzione elevatissimo (si parla di 15 volte il nucleare). Come se non bastasse, i contributi (51.1 mld euro) per le fonti rinnovabili sono stati scialacquati in modo incredibile.
    Altro fattore che di certo non contribuisce alla causa del fotovoltaico e' sicuramente l'impatto ambientale. Nessuno ne parla, ma (come per l'eolico) il deturpamento del paesaggio e' una cosa da non sottovalutare nel Belpaese. E per finire (notizia di Aprile '08), in Cina (leader mondiale nella produzione di pannelli solari e fotovoltaici), stanno inquinando con rifiuti tossici le campagne e le colture.
    non+autenticato
  • Nell'economia energetica della cina il problema è la produzione di pannelli fotovoltaici?
    Ma questa non l'avevo mai sentita.Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
  • - Scritto da: Giocatore110
    > Nell'economia energetica della cina il problema è
    > la produzione di pannelli
    > fotovoltaici?
    > Ma questa non l'avevo mai
    > sentita.Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    C'è poco da rotflare, le fonti sono molto credibili, se vuoi te le cito.
    I pannelli sono per noi occidentali, e per produrli se ne fregano di inquinare. La cina va a carbone, almeno 200 milioni di tonnellate dei quali perduti ogni anno nelle miniere devastate da eonrmi incendi incontrollati (con relativa CO2 immessa in atmosfera).
    Quando la Cina aumenterà il prezzo delle fotocellule per ammortizzare le spese di macchinari meno inquinanti e la bonifica dei terreni, probabilmente non si parlera' piu' di fotovoltaico per qualche decennio e torneremo al carbone (ci sono riserve per non so quanti millenni).
    non+autenticato
  • - Scritto da: . .
    > - Scritto da: Giocatore110
    > > Nell'economia energetica della cina il problema
    > è
    > > la produzione di pannelli
    > > fotovoltaici?
    > > Ma questa non l'avevo mai
    > > sentita.Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    >
    > C'è poco da rotflare, le fonti sono molto
    > credibili, se vuoi te le
    > cito.
    > I pannelli sono per noi occidentali, e per
    > produrli se ne fregano di inquinare. La cina va a
    > carbone, almeno 200 milioni di tonnellate dei
    > quali perduti ogni anno nelle miniere devastate
    > da eonrmi incendi incontrollati (con relativa CO2
    > immessa in
    > atmosfera).
    > Quando la Cina aumenterà il prezzo delle
    > fotocellule per ammortizzare le spese di
    > macchinari meno inquinanti e la bonifica dei
    > terreni, probabilmente non si parlera' piu' di
    > fotovoltaico per qualche decennio e torneremo al
    > carbone (ci sono riserve per non so quanti
    > millenni).

    Se contiamo i consumi del 1850 quella dei millenni te la do buona, ma ad una sola cifraA bocca aperta.
    Comunque se la Cina ha un'economia energetica oscena, non è per colpa dei pannelli fotovoltaici, ma proprio della sua politica energetica, e non basta certo fermare la produzione di pannelli fotovoltaici per salvare tutto (anzi cosa? per quel che consuma l'economia Cinese, stiamo freschi). Anche perchè non sono gli unici a produrre pannelli solari, hanno la maggioranza, non il monopolio del mercato produttivo dei pannelli fotovoltaici.
  • Volenti o nolenti, le fonti rinnovabili sono il futuro e non ci sono alternative.

    Non che ci si debba saltare a piè pari.

    Certo la soluzione non sono le attuali centrali nucleari: che sono un'altra cambiale in bianco a carico dei nostri discendenti.

    Quanto all'impatto ambientale: va valutato caso per caso. Il fotovoltaico si sta evolvendo rapidamente e ci si può attendere significative migliorie di anno in anno; mentre con grandi installazioni si sarebbe costretti a portarsi dietro per anni e decenni tecnologie ormai obsolete.
    non+autenticato
  • Unito a questo...
    http://blogs.it/0100206/2008/11/17.html#a8467

    Come si fa ad essere ancora ONESTAMENTE nuclearisti?

    Facciamo circolare le idee,

    ciao
    non+autenticato
  • Guardate Report "L'eredità" se avete ancora dubbi a proposito.
    Cioè, io sarei anche d'accordo se prima sviluppi al massimo TUTTE le alternative: impianti solari familiari e in larga scala, campi eolici in mare e in entroterra, generatori dal moto ondoso, centrali a turbogas in campagna, obbligatorietà PER LEGGE di elettrodomestici a risparmi energetico, etc etc
    SE E SOLO SE dopo aver sviluppato pienamente tutte le alternative PULITE ancora l'energia non ti basta (e ne dubito), allora puoi iniziare a parlare di nucleare.
    Il nucleare adesso non è né così economico (ricerca, know how, costruzione centrali a regime in 10 anni, costo crescente della materia prima, smaltimento, messa in sicurezza contro il "terrorismo") né tantomeno pulito (rischi e smaltimento scorie)
    Provocando un pò, io alzerei anche le bollette elettriche!
    Così la gente inizierebbe a volere e comprare elettrodomestici a basso consumo, iniziando un circolo virtuoso di domanda-offerta coi produttori (come è successo negli ultimi anni col prezzo della benzina e i consumi delle nuove automobili)
    Sorride
    non+autenticato
  • Sono queste le tecnologie che devono svilupparsi.
    Basterebbe soltanto diminuire i costi... E pannelli solari su tutti i tetti delle città!
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