Il Giappone scommette sui superchip al diamante

Il Sol Levante guarda al diamante come ad uno dei più promettenti sostituti del silicio nei futuri chip. Sarà il prezioso minerale la chiave di svolta nel futuro dei chip?

Tokyo (Giappone) - E' il diamante l'ingrediente chiave di una futura generazione di superchip su cui il Governo giapponese investirà, a partire dal prossimo anno, svariati milioni di dollari. L'obiettivo è quello di impiegare il prezioso minerale come sostituto del silicio in una vasta gamma di semiconduttori.

Gli scienziati del Japan's National Institute of Advanced Industrial Science and Technology spiegano che il diamante può lavorare a temperature estremamente più alte del silicio, intorno ai 1.000 gradi, così da poter essere impiegato su chip che operano a frequenze di clock anche molto elevate e in posti, come il motore di un'automobile, dove la temperatura rappresenta spesso un grosso problema per i chip attuali.

Il diamante può inoltre resistere a tensioni elettriche circa 10 volte superiori a quelle di circa 20 volt tipicamente sopportate dai chip in silicio. Secondo gli ingegneri, ciò si traduce nella possibilità di costruire componenti elettronici molto più piccoli e formati da un numero sensibilmente minore di chip.
Oltre che nei processori, il diamante potrebbe essere utilizzato per costruire elettrodi più efficienti che migliorino al qualità e la longevità degli schermi piatti.

La rivoluzione che l'impiego del diamante sembra destinata a portare con sé nel mondo dei semiconduttori non è però dietro l'angolo: secondo alcuni responsabili del progetto che prenderà vita a Tokyo, il diamante sostituirà il silicio non prima di vent'anni. In questo arco di tempo gli scienziati dovranno risolvere alcuni grossi problemi, fra cui l'ineludibile ostacolo dei costi di produzione del diamante artificiale necessario per l'impiego nei semiconduttori.
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