Gaia Bottà

I porno-Simpson sono illegali

Non si tratta di violazione del copyright, ma di pedopornografia. In Australia un giudice condanna un uomo in possesso di cartoni animati che raffigurano atti sessuali fra minori. Disegnati e immaginari

Roma - Avere archiviato sul proprio hard disk cartoni animati i cui protagonisti siano coinvolti in attività sessuali può essere considerata detenzione di materiale pedopornografico.

A stabilirlo è una corte australiana: tale Alan John McEwen conservava sul proprio hard disk una manciata di episodi di una versione amatoriale dei Simpson a sfondo pornografico. I personaggi della serie si esibivano in performance erotiche, ad essere coinvolti sarebbero stati anche Bart e Lisa Simpson.

Il giudice ha stabilito che i personaggi del cartone animato si differenziano profondamente dagli esseri umani: "le mani hanno solo quattro dita - ammette il magistrato - e i volti hanno occhi, naso e bocca marcatamente diversi rispetto a quelli di qualsiasi essere umano". Ma nel contempo il giudice estrae dalla serie televisiva originale l'età dei giovani protagonisti del pornocartone amatoriale e stabilisce che l'età "apparente" dei due personaggi gialli si aggiri per l'uno intorno ai dieci anni e per l'altra intorno agli otto anni.
Il tribunale si è poi interrogato riguardo allo status dei cartoni animati e ha stabilito che si tratti di rappresentazioni di persone immaginarie. Non sono coinvolti bambini veri o rappresentazioni di bambini esistenti, non è stato commesso alcun atto di violenza: ciò non toglie che la detenzione di cartoni animati che mettano in scena atti sessuali fra minori siano da considerare materiale legale. Se in Italia la pedopornografia apparente punibile è quella composta da fotomontaggi, nel Regno Unito nei mesi scorsi è stata presentata una proposta di legge che condanna anche coloro che detengono dei semplici disegni che raffigurino quelli che possono apparire degli abusi sui minori.

La rappresentazione di un minore immaginario - argomenta il giudice australiano - se coinvolta in atti sessuali potrebbe in ogni caso "stimolare la domanda di materiale che coinvolge l'abuso dei minori". Per questo motivo McEwen è stato condannato a pagare una multa di 3000 dollari australiani e a scontare un periodo di due anni di libertà vigilata. (G.B.)
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