Alessandro Bottoni

IP Unico, la farsa dell'IP

di Alessandro Bottoni - Una piccola piece teatrale, una ipotetica stazione di polizia e una ipotetica nuova legge sugli IP unici assegnati ciascuno ad ogni cittadino italiano. Il ritorno di Joe Lametta

IP Unico, la farsa dell'IPRoma - Come probabilmente già sapete, il Nostro Amato Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, vuole avere un singolo IP associato ad ogni singolo cittadino italiano. La questione è difficilmente comprensibile per un pubblico non tecnico, per cui sono costretto a ricorrere ancora una volta ad un artifizio: ve la spiego con una sceneggiatura teatrale. L'eroe della nostra storia è il mitico Joe Lametta già protagonista di Kriptonite.

ATTO I
SCENA 1
Sala interrogatori della centrale di polizia.
Locale squallido. Un tavolo e due sedie.
Joe Lametta siede alla sinistra e giochicchia con il pacchetto delle sigarette. L'Agente Grasso entra dalla porta sulla destra tenendo in mano un pacco di fogli.


AGENTE GRASSO
Non si può fumare qui.
JOE LAMETTA
Non sto fumando.

L'agente Grasso gli strappa di mano il pacchetto delle sigarette. Sbatte il pacco di fogli sul tavolo, si siede di fronte a Joe Lametta e si accende una delle sigarette che ha appena sottratto al suo prigioniero.

AGENTE GRASSO
Allora, Lametta, ti sei fatto beccare ancora. Cosa c'è?
Il lupo perde il pelo ma non il vizio?

JOE LAMETTA
Non ho fatto niente.

AGENTE GRASSO
Ti sei fatto beccare come un pollo. Cosa c'è, Lametta, hai perso il tocco? Stai invecchiando? (ride)

JOE LAMETTA
(alterato) Non ho fatto niente, ti dico.

AGENTE GRASSO
(rabbioso) Non dire cazzate! Abbiamo qui le prove! (indica il pacco di fogli sul tavolo)
Quell'articolo l'hai pubblicato tu.

JOE LAMETTA
Quale articolo?

AGENTE GRASSO
Quello in cui sputtani il figlio di Bossi.

JOE LAMETTA
(a parte) Ma di che c.... parla?
(realizza) Ah, quello in cui si rivela che il figliolo di Bossi ha mancato la maturità per la terza volta. Dici quello?

AGENTE GRASSO
Proprio quello.

JOE LAMETTA
Ma è tutto vero. Dov'è il problema?

AGENTE GRASSO
Non c'entra niente che sia vero o falso. Il fatto è che tu non puoi dirlo.
Non sei un Operatore della Comunicazione iscritto al Registro.

JOE LAMETTA
(mette la faccia tra le mani e parla tra sé) Che paese di merda!
Solo in questo paese di merda ed in Cina ci vuole l'autorizzazione prima di aprire bocca.

AGENTE GRASSO
Cosa dici?! Parla in modo che ti si senta!

JOE LAMETTA
Niente! Non stavo dicendo niente!

AGENTE GRASSO
Allora? Confessi o dobbiamo stare qui tutta la notte?

JOE LAMETTA
Non ho niente da confessare.
Quando è stato pubblicato quell'articolo?

AGENTE GRASSO
Lo sai benissimo.

JOE LAMETTA
No, non lo so.
Mi rispondi o dobbiamo giocarci la nottata su queste cazzate?

AGENTE GRASSO
(sbuffando) Ieri alle 15 e 27, ora locale.

JOE LAMETTA
(sorride e scuote la testa) Vedi, Grasso, sei il solito idiota.
Ieri pomeriggio io ero in aereo. Stavo rientrando da Bruxelles.
Non posso essere stato io a pubblicare quell'articolo a quell'ora.
Non c'è connessione dagli aerei in volo. Non ancora almeno.

AGENTE GRASSO
(controlla nervosamente i suoi fogli)
Non fare il furbo con me! Qui c'è il tuo indirizzo IP.
Sei stato tu.

JOE LAMETTA
(spalanca le braccia, sconsolato) Dài, Grasso, ce la puoi fare.
L'indirizzo IP identifica la macchina, non l'utente.
Qualcuno ha usato il mio PC dell'ufficio per pubblicare quell'articolo.

AGENTE GRASSO
(spegne la sigaretta e scatta in piedi, rabbioso. Si piazza a pochi centimetri dalla faccia di Joe Lametta e lo minaccia)
Non fare il furbo con me, ti ho detto! Io non ci casco nei tuoi trucchetti da quattro soldi!

JOE LAMETTA
(nasconde il viso tra le mani per qualche secondo, disperato, poi ricomincia a parlare.
Cerca di parlare a bassa voce e lentamente, come si fa coi bambini)
Come faccio a spiegartelo, Grasso? Sulle reti TCP/IP, l'indirizzo IP identifica la macchina.
Ogni macchina può avere più utenti.
Ogni singolo utente è identificato dalla sua coppia username/password.

AGENTE GRASSO
Non cercare di fregarmi, Lametta!

JOE LAMETTA
Č così, ti dico!
L'indirizzo IP viene usato solo per rendere possibile il routing.

AGENTE GRASSO
Il cosa?!

JOE LAMETTA
Il routing! L'instradamento dei messaggi da un computer all'altro.
L'indirizzo IP è solo un artifizio tecnico, come il numero di telefono.
Tu non sei il tuo numero di telefono, vero?

AGENTE GRASSO
Già, ma tu rispondi al tuo numero, non è così, Lametta?

JOE LAMETTA
(scuote la testa, sconsolato)
Certo! Ma il mio telefono può essere usato da altre persone.
Capisci cosa voglio dire? Il mio numero identifica il telefono, non me.
Identifica il dispositivo, non l'utente.

AGENTE GRASSO
(si raddrizza di scatto e comincia a camminare per la stanza, nervoso)
Ma tu ti porti sempre il telefono in tasca. Rispondi sempre tu a quel numero. Non lo fai usare ad altri.
Quel numero è tuo! Tuo e soltanto tuo!
Una volta assegnato, tu e quel numero diventate una cosa sola.
Tu sei il numero ed il numero è te.

JOE LAMETTA
No, non è vero. Il mio numero può cambiare.
Io posso avere più numeri. Alcuni posso prenderli nuovi, altri posso buttarli via.
L'assegnazione è temporanea.

AGENTE GRASSO
Ed allora, cosa sarebbe che ti identifica?

JOE LAMETTA
Ma te l'ho appena detto: la mia coppia username e password.
O qualunque altra cosa si possa usare per l'autenticazione.

AGENTE GRASSO
Per la cosa?!

JOE LAMETTA
L'autenticazione. Il processo con cui un utente si lascia identificare e riconoscere dal sistema si chiama autenticazione.
Il login, insomma!

AGENTE GRASSO
(torna vicino a Joe Lametta e lo minaccia con un dito)
Tu stai cercando di fregarmi, Lametta, ma io non ci casco. Non questa volta.

JOE LAMETTA
(sorride, cercando di non ridere in faccia al minaccioso agente)
Grasso, perché non ti leggi un qualunque manuale di reti, allora?

AGENTE GRASSO
Io me ne frego dei vostri manuali! Non ce ne facciamo niente delle vostre menzogne!
(prende un foglio dal pacco e lo sbatte minacciosamente sotto il naso di Joe Lametta)
Qui abbiamo tutte le informazioni che ci servono. Lo vedi cosa dice?

JOE LAMETTA
(prende il foglio che l'Agente Grasso gli ha messo sotto il naso e legge a voce alta)
"L'indirizzo IP identifica univocamente l'utente. Ogni utente ha il suo indirizzo IP assegnato alla nascita. Ogni IP appartiene ad un solo utente."
(gira il foglio e lo esamina)
Ma chi è questo idiota?!

AGENTE GRASSO
Attento a come parli, Lametta. Quello è un testo scritto dal Ministro, di suo pugno.

JOE LAMETTA
(getta il foglio sul tavolo)
Non ne ho colpa io se vi governano dei deficienti!

AGENTE GRASSO
(si avventa su Joe Lametta e quasi lo colpisce)
Io ti faccio finire in galera! Ti sbatto dentro e butto via la chiave!

JOE LAMETTA
(si rende conto del pericolo e alza le mani in segno di resa)
OK, OK... stai calmo. Senti,è tutto molto più semplice di quello che sembra. Io ero in aereo ieri pomeriggio.
Ho il biglietto che lo dimostra. Possono confermarlo i tuoi colleghi dell'aeroporto.
Ci sono le riprese delle telecamere che mostrano la mia brutta faccia mentre attraverso le barriere.
Questa è la realtà. Non puoi farci niente.

AGENTE GRASSO
Lo vedremo!
(preme un pulsante e chiama il suo collega)

L'agente magro entra dalla porta.

AGENTE MAGRO
Comandi!

AGENTE GRASSO
Agente Magro! Chiama quelli dell'aeroporto.
Fatti dire se questo avanzo di galera ha oltrepassato le loro barriere di controllo ieri pomeriggio.

L'Agente Magro resta immobile

AGENTE GRASSO
Beh, che c'è? Non hai capito?

AGENTE MAGRO
No, ho capito benissimo. Abbiamo già controllato.
Lametta era su un aereo proveniente da Bruxelles ieri pomeriggio.
A quanto pare era andato al parlamento europeo a parlare male del suo paese.

Joe Lametta apre le braccia in segno di sollievo.

AGENTE GRASSO
(rivolto a Joe Lametta)
Non cantare vittoria te! Agente Magro, sloggia.
Lasciaci soli.

L'Agente Magro esce.

AGENTE GRASSO
Sei il solito furbacchione. Sei riuscito a cavartela anche questa volta!

JOE LAMETTA
Non prendertela! Prima o poi verrà eletta una persona competente al vostro ministero.
Magari qualcuno che non deve cercare le lettere una ad una sulla tastiera per scrivere un messaggio di posta.

L'Agente Grasso si siede e si prende il viso tra le mani. Resta così qualche secondo, poi scopre il viso e torna a parlare.

AGENTE GRASSO
Sono stanco di questi deficienti. Se tu solo sapessi quanto sono stanco...
Lo sai che casino ci hanno fatto fare per assegnare un IP diverso ad ogni utente?

JOE LAMETTA
Certo che lo so! Vi ho procurato io stesso i blocchi di indirizzi contigui che vi servivano.
C'è voluto il mercato nero per trovarli!

AGENTE GRASSO
Già... ed adesso si scopre che non serve a niente.

JOE LAMETTA
Noi abbiamo provato a dirvelo. Non c'era nessun bisogno di indirizzi fissi.
Si è sempre riusciti a risalire all'utente che usa un certo computer.
Ci si riusciva benissimo anche prima. Anche con gli IP assegnati dinamicamente.
Il problema è sempre stato solo quello di scoprire chi era davanti al computer nel momento in cui venivano impartiti certi comandi.

AGENTE GRASSO
Già... e questo come si fa a saperlo?

JOE LAMETTA
Ci sono mille modi... Telecamere di sorveglianza, sistemi di autenticazione forte...

AGENTE GRASSO
Cioè?

JOE LAMETTA
Smart Card, eToken... cose del genere. I mezzi non mancano.
Il problema è che non puoi pretendere di identificare l'utente al momento in cui si connette alla rete.

AGENTE GRASSO
Perché no?

JOE LAMETTA
Perchè così tutti, ma proprio tutti, saprebbero sempre chi è e cosa fa. Addio privacy.
Te l'immagini tua moglie che viene a sapere di tutti i tuoi filmatini con le minorenni?

AGENTE GRASSO
Piantala!

JOE LAMETTA
Dico sul serio! Noi tutti abbiamo qualcosa da nascondere.

AGENTE GRASSO
Ed allora, come si dovrebbe fare?

JOE LAMETTA
Come si faceva prima. Bastava ed avanzava la tecnica che si è sempre usata.
Si traccia qualcuno quando c'è un vero motivo per farlo e solo sotto mandato di un giudice.
Dai tracciamenti di massa abbiamo tutti qualcosa da perdere.

AGENTE GRASSO
E gli eToken? Le Smart Card?

JOE LAMETTA
Quelli è meglio usarli per autenticare l'utente a livello di singolo server, quando c'è bisogno di farlo.

AGENTE GRASSO
Ad esempio?

JOE LAMETTA
Ad esempio il server della tua banca.

L'Agente Grasso annuisce in silenzio. Si alza lentamente dalla sedia, raccoglie le sue carte e si avvicina alla porta. La apre e fa cenno a Joe Lametta di andarsene.

AGENTE GRASSO
Sloggia, Joe. Ti è andata bene anche questa volta.

Alessandro Bottoni

PS: Il testo teatrale è stato scritto con Celtx. Il progetto Celtx "Joe Lametta sulla griglia" è disponibile online sul server "Project Central" di Celtx a questo indirizzo.
Ho recensito Celtx su GNU Linux Magazine qualche mese fa.
210 Commenti alla Notizia IP Unico, la farsa dell'IP
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  • Io non credo che l'idea dell'ip personale sia il male.
    La soluzione ottimale fondamentalmente credo sarebbe quella di garantire sia l'accesso tramite ip personale, sia quello con ip dinamico.
    Il 2° garantirebbe la privacy che viene tanto messa in discussione (o per lo meno la garantirebbe quanto lo garantisce l'attuale sistema), mentre il 1° garantirebbe tutta quella serie di privilegi su cui qualcuno ha già riflettuto.
    A quest'ultimo verrebbero associate tutta una serie di credenziali tipo quelle contenute nella propria carta d'identità... insieme ad altre informazioni a discrezione dell'utente (e possibilmente modificabili liberamente online), analogamente a ciò che si cerca di ottenere tramite i domini .tel di cui si è parlato di recente.
    Intendiamoci... nonostante l'articolo (simpatico, ma che ho trovato un po' troppo chiuso... e decisamente prolisso in qualcosa che si poteva esprimere forse più chiaramente con una forma più convenzionale) sia piuttosto lapidario, secondo me l'ip personale non è un'idea malvagia in sè, in quanto potrebbe essere sfruttato proficuamente in notevoli occasioni che vanno al di là del semplice "tracciamento da parte delle forze dell'ordine".

    La mia è una visione forse ingegnua, ma mi sembra fondamentalmente efficace.
    Data la quantità potenzialmente illimitata di ip (anche se abbiamo visto più volte che le quantità illimitate col tempo si trasformano in limitazioni), si potrebbe dividere lo spazio di indirizzamento degli ip in due classi (tipo la vecchia suddivisione in classi degli indirizzi IP): la classe di ip dinamici e quella di ip personali. Questa scelta potrebbe essere utile anche per evitare un passaggio repentino (per altro stupido) dal concetto di ip "completamente anonimi" ad ip personali.
    Quindi si potrebbero perciò fare dei controlli (nei siti o in qualunque altra applicazione web) sull'indirizzo di provenienza dell'utente e controllare se sta usando l'ip dinamico o quello personale... e in base a questo potrebbe decidere di visualizzare alcuni servizi oppure no. Tanto per fare un esempio, magari un sito di transazioni bancarie potrebbe trarre benefici da un ip personale, mentre un sito meno "critico" (come un blog o un forum) potrebbe non curarsene del tutto. Poi a quel punto sarebbe a discrezione di chi fa il sito decidere come realizzarlo... e dell'utente decidere se accedere ad un certo sito oppure no: in modo analogo a ciò che succede quando, in un sito che per mostrare certi contenuti richiede la registrazione, l'utente decide se gli sta bene registrarsi a quel sito sapendo di dover inserire certe informazioni personali.

    Immagino anche una realtà in cui sia possibile collegarsi ad internet anche se quella particolare abitazione non dispone di un contratto. L'ip personale identificherebbe l'usufruitore e la tariffa verrebbe addebitata sul proprio conto corrente (senza bisogno di contratti mobili).
    In aggiunta, tutti quei siti che offrono servizi in base alla residenza, potrebbero basarsi su informazioni più precise invece di fare affidamento alla locazione geografica del provider tramite cui accedono alla rete. Utile perciò per quelle persone che sono di un certo stato ma devono andare (ad esempio per lavoro, ma anche per vacanza) in un altro stato. Molti siti, come quelli che riguardano lo streaming tv (che ora sfruttano l'altro sistema), potrebbero usare proficuamente una cosa del genere... con tutto il vantaggio per gli utenti.
    Inoltre i bambini, provvisti del loro regolare account, potrebbero essere tutelati nei confronti di siti sconsigliati a loro (e nel ruolo sempre più quotidiano e pervasivo che internet sta assumendo, non lo giudicherei affatto un problema di secondo piano).

    In una visione un po' utopistica, la presenza di un ip personale permetterebbe anche di abolire le fasi di login in quanto già di per sè fungerebbe come forma di autentificazione. Poi va beh... bisogna tenere conto che eventuali backdoor potrebbero sfruttare autentificazioni di altri, ma questo è possibile attualmente anche con gli ip dinamici (tramite keylogging per scovare i dati di login ad es.). Insomma, bisognerebbe un po' lavorarci su.
    Per realizzare tutto questo basterebbe ottenere dal provider, alla stipulazione del contratto, un account con ip dinamico (come avviene ora) e una o più abilitazioni di account personali (a seconda di quanti membri della famiglia potranno usare internet, in un contratto familiare ad esempio). Con l'account con ip dinamico le cose si svolgerebbero esattamente come accade ora, mentre nel caso di un account personale, il provider provvederebbe ad interfacciarsi in rete tramite l'ip personale associato nel suo database.
    L'unico vero guaio sarebbe probabilmente quello di regolare tra loro i vari provider. I dati associati all'ip personale (nome, cognome etc...) dovranno per forza di cose essere memorizzati da qualche parte e, ora come ora, il server del provider mi pare la soluzione più immediata. Però, in questo modo, se una persona cambia contratto si trova a voler vedere riportati i propri dati da un contratto all'altro... e direi anche cancellati dal database del primo. Sapendo che già ci sono problemi a cambiare semplicemente contratto mi pare difficile, ma credo che questo non ne pregiudichi in linea di principio la possibilità.
    E poi vabbè... per poter fare tutte queste cose è necessario che anche i provider modifichino i loro sistemi, ma già con l'ipv6 le strutture saranno da cambiare, perciò tanto vale...

    Insomma... io non sono un grande esperto del settore (e forse si riesce ad intuirlo), ma ho riflettuto sulle possibilità che può offrire un simile strumento, con le varie problematiche che vi si pongono. Mi rendo conto che si tratta di una riflessione senza pretese, ma non mi sembra che il concetto dell'ip personale sia in sè stupido. Al contrario mi sembra un ottimo strumento per agevolare certe operazioni che non si sposano troppo bene nella concezione completamente "anonima" della rete... A PATTO CHE L'UTENTE POSSA AVERE A DISPOSIZIONE SIA L'IP PERSONALE CHE CON QUELLO DINAMICO (poi come i siti si relazionino con le varie tipologie di ip, diventa un altro paio di maniche e dipende solo dall'evoluzione della rete).
    Perciò reputo potenzialmente buona la proposta del ministro solo nel caso venga ideata secondo questi principi (se invece si tratta unicamente di un meccanismo per semplificare la tracciabilità di un utente, oltre ad essere un'occasione sprecata si tratterebbe anche di qualcosa di assurdo).
    Certo, presenta dei problemi da affrontare (più che altro relativamente alla gestione di ciò che sta intorno ad internet, che al sistema in sè), ma non mi sembra nulla di tecnicamente irrealizzabile e questo mi porta a credere che avere i due tipi di account in questo modo possa portare solo benefici.
    Mi piacerebbe vedere se qualcuno non è d'accordo col mio ragionamento e perchè... in modo da confutare le mie opinioni ed eventualmente farmi così capire dove ho sbagliatoSorride
    non+autenticato
  • Non capisco le critiche a questo articolo.

    E' semplicemente il racconto sputato del mio verbale SIT (sommarie informazioni) redatto il mese scorso negli uffici della Polizia Postale.

    Mica è fantascienza.
    non+autenticato
  • Se il PC di Joe Lametta è "dell'ufficio" (ovvero, di proprietà della ditta per cui lavora, e non il suo personale), perché gli viene assegnato l'IP personale di Joe Lametta?

    Perché Joe Lametta, conscio di questi pericoli, non ha messo una password (magari al BIOS) per inibire l'avvio del suo PC?
    Sicuramente avrà messo il PIN sul cellulare (non solo sul suo personale, ma anche su quello assegnatogli dall'ufficio...).

    E se Joe Lametta avesse acceso anche il suo computer di casa? Come potevano esserci due PC con lo stesso IP?!?
    Tecnicamente non è possibile, e l'unica soluzione è che in questo scenario l'IP venga assegnato quando ci si collega all'ISP fornendo le proprie credenziali (oggi è già così per gli IP statici): da qualunque postazione ci si colleghi, si riceve sempre il proprio IP.
    Questo significa che Joe Lametta ha peccato di leggerezza, perché ha comunicato a qualcuno i propri username e password, oppure li ha lasciati impostati sul PC dell'ufficio... proprio lui, che è un assiduo sostenitore della sicurezza attuata tramite username e password!

    Oppure, caso molto più probabile, Joe Lametta ha architettato tutto, ben sapendo che sarebbe stato ripreso dalle telecamere dell'aereoporto, e quindi aveva un alibi mentre il complice commetteva il reato fingendosi lui.
    non+autenticato
  • la password sul bios non serve a nulla, basta aprire il case , mettere in corto un ponticello sulla main board et voilà...
    la password non c'è più!

    la cosa più sicura è crittografare il file system.
    Vi ricordate la Lioce (credo fosse lei?) i mitici cyber-cop italioti non riuscirono a tirare fuori una mazza fino a quando la "terrorista" non rivelò la password ("nel mezzo del cammin di nostra vita" se non erro)

    ciao
    non+autenticato
  • Come da titolo, tutti a banalizzare sull'argomento. Vorrei vedere una controproposta invece di dire solo che non va bene... è evidente che internet attualmente non è sufficientemente controllato, ci sono danni continui fatti a persone e a ditte che non hanno nessuna colpa!
    Restare senza internet non è accettabile perchè l'economia attuale pretende la velocità di scambio informazioni che ne viene dall'uso di internet.
    Soluzioni?
    non+autenticato
  • Concordo pienamente.
    Tutti bravi a criticare...allora grandi scienziati del web che proposta avete da fare contro truffe, cyber crimes e tutti quanti i reati contro la privacy ecc. che avvengono sul web?
    Non dite che il problema non esiste prchè non ci credereste neanche voi!
    non+autenticato
  • Contro le truffe propongo una cosa sconosciuta e misteriosa ai più: "cultura".
    Una persona istruita infatti sa che la propria banca non ha url del tipo http://freewarez.da.ru/www.bancaintesa.com/
    Iniziamo a insegnare seriamente informatica a scuola, ma facciamolo fare a dei professori che sappiano di cosa parlano.
    non+autenticato
  • Una cavolata è una cavolata. Non c'è proprio nulla da contro-proporre.

    Anche col telefono si fanno un sacco di truffe, si organizzano rapine e quant'altro.

    Vogliamo tutti i telefoni sotto controllo?

    E non è una boutade: non siamo più a un poliziotto per ogni cittadino, ora che i computer possono eseguire compiti fin qui limitati agli esseri umani. Tempo al tempo e ci saranno accoppiate software/hardware abbastanza intelligenti da comprendere il parlato e non solo identificare parole chiave.

    In realtà, già ora, grazie ad internet è più facile e non più difficile beccare i delinquenti.

    Ma vogliamo trattare tutti i cittadini come sospettati di reato?

    Tutti colpevoli fino a prova contraria?
    non+autenticato
  • - Scritto da: rileggiti e ripensaci

    > Tutti colpevoli fino a prova contraria?

    questo effettivamente è un'anomalia... ma se non si controlla alla base non se ne viene fuori...
    non+autenticato
  • Quindi, secondo te, gli scienziati che in tutto il mondo si stanno massacrando il cervello per migliorare la Rete sono dei poveri deficienti?

    Meno male che adesso arriva Maroni e spiega loro come devono fare ...

    Quale caspita di soluzione alternativa dovremmo proporre?
    Non spetta certo a noi proporre soluzioni; c'è una marea di esperti che in tutto il mondo sta lavorando a queste cose.

    E poi, nella peggiore delle ipotesi, la soluzione alternativa ad una colossale castroneria consiste nel lasciare tutto com'è!
    non+autenticato
  • Stai dicendo che è giusto dire che una cosa è sbagliata senza dire cosa è giusto?

    Voglio sapere cosa pensi, dì la tua soluzione, esponiti anche tu alle critiche di questo forum.

    io non critico chi cerca una soluzione, critico chi dice no senza proporre niente.
    non+autenticato
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  • e io che uso due o più connessioni contemporaneamente?
    Come faccio?
    non+autenticato
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