Gaia Bottà
giovedì 11 dicembre 2008

Francia: vive le DRM!

Il diritto a introdurre protezioni anticopia prevale sulla possibilità concessa al consumatore di effettuare una copia privata dei contenuti che acquista. L'equo compenso? Compensa la pirateria

Roma - Blindare un contenuto con sistemi di protezione è pienamente lecito anche se impedisce all'utente di eseguire una copia privata. I tribunali francesi sono irremovibili: la copia privata è un'eccezione di cui l'utente si può avvalere nel momento in cui non violi i sistemi di protezione imposti dall'industria sul contenuto.

L'epopea del consumatore Christophe R. si trascina dal 2003: aveva acquistato presso FNAC un CD di Phil Collins edito da Warner. Entusiasta dell'acquisto, aveva tentato di sfruttarlo appieno: oltre a fruirne sul lettore CD domestico, Christophe aveva intenzione di ascoltarlo anche sul proprio portatile, e di riversare la musica legalmente acquistata su un CD da poter trattare male, preservando così l'originale. Christophe si era scontrato con il sistema DRM che vigilava sull'opera di Phil Collins: gli era impossibile riprodurre i brani sul proprio notebook, gli era impossibile esercitare il proprio diritto alla copia di backup travasando la musica su un supporto diverso dall'originale.

Christophe si era così rivolto all'associazione di consumatori UFC-Que Choisir: insieme avevano denunciato Warner e FNAC per avergli impedito creare una copia privata dell'opera. Warner gli avrebbe negato la copia e la piena fruizione, FNAC gli avrebbe negato la possibilità di un acquisto consapevole, mancando di segnalare adeguatamente la presenza di protezioni che avrebbero potuto interferire con i suoi diritti. Nel gennaio 2006 il Tribunal de Grande Instance di Parigi aveva riconosciuto a Christophe il diritto ad un rimborso: FNAC non l'avrebbe informato della presenza di limitazioni DRM, Warner gli avrebbe in sostanza negato il diritto alla copia privata costringendolo a violare le protezioni anticopia. Il sistema DRM, aveva stabilito la corte, sarebbe stato paragonabile ad un difetto riscontrabile solo in un momento successivo all'acquisto.Ma nel 2007 la Corte d'appello di Parigi ha ribaltato la sentenza, confermando il proprio orientamento: la copia privata non sarebbe un diritto inalienabile per colui che acquista musica, ma un'eccezione introdotta nella legge sul diritto d'autore. La presenza di sistemi DRM si incastonerebbe appieno nel quadro legislativo, che non prevede che la copia privata sia la norma. La limitante protezione applicata sul CD di Christophe, che non gli permetteva di fruire della musica sul proprio laptop, era inoltre pienamente lecita nel 2003, quando ancora non si era stagliata all'orizzonte la controversa legge DADVSI, che impone fra l'altro l'interoperabilità dei sistemi di DRM.

L'iter processuale si è ora concluso: la Corte di Cassazione, anch'essa fedele alla posizione espressa in precedenza, ha ora confermato la decisione della Corte d'appello: l'eccezione della copia privata non deve rappresentare un ostacolo per l'industria che intenda tutelare con dei sistemi DRM le opere di cui detiene i diritti.

Ma se all'utente non è riconosciuto né assicurato il diritto alla copia privata, come giustificare l'imposizione del balzello che pesa sui supporti vergini? La Francia sta discutendo un adeguamento dell'entità dell'equo compenso: l'industria dei contenuti preme per un aumento. Se le autorità francesi non assicurano che la copia privata sia un diritto inalienabile del cittadino, l'industria non avrebbe più motivo di rivendicare alcun rimborso. Ma l'industria non intende rinunciare al prelievo preventivo sui supporti. E si spinge a giustificarne l'aumento con il dilagare di una pirateria che i sistemi DRM non sono evidentemente in grado di arginare.

Gaia Bottà
90 Commenti alla Notizia Francia: vive le DRM!
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  • Hai diritto di pagare.

    Ha diritto di non ascoltare cio che hai pagato.


    Ma siamo davvero giusti a questo livello o è uno scherzo?
    non+autenticato
  • Non mi pare che un episodio così banale meritasse l’intervento della magistratura.
    A me è successa una cosa simile, ed a questo punto ho scaricato quello che mi interessava da YouTube, ottenendo gratuitamente con tanto di video quello che avevo comperato senza video.
    Credo quindi che le troppe protezioni alla musica siano controproducenti e stimolino le copie pirata invece di prevenirle. I discografici dovrebbero quindi meditare sulla convenienza commerciale della protezione a tutti i costi.
    E’ falsa anche l’affermazione che i costi servano a coprire la pirateria. Stimo che più del 90% delle copie pirata vengano fatte da persone che mai comprerebbero la musica originale semplicemente perché non potrebbero permettersela. Inoltre, se uno è un fan di un cantante, non vuole certo danneggiarlo e quindi, presto o tardi, comprerà sicuramente la sua musica originale. E un CD originale, magari, soltanto per la copertina, non è certo la stessa cosa di uno pirata… Non è vero quindi che pirateria = introito mancato. Secondo me, se si considera la maggiore pubblicità, la pirateria è pure benefica. A me ad esempio è capitato di comperare un CD di un gruppo interessantissimo che mai avrei potuto apprezzare senza ascoltarlo su YouTube.
    Ma naturalmente c’è chi continua a vedere ladri dappertutto, a spendere fortune in spioni dei computer altrui, e a fantasticare di guadagni mancati di cantanti altrimenti sconosciuti o dimenticati.
  • ....dice che l'originale è un'eccezione alla copia privata, a cui l'utente ha diritto dall'istante stesso in cui acquista un accesso ADSL alla rete delle reti.

    Buon proseguimento con le vostre masturbazioni cerebrali, politicanti corrotti e giudici inadeguati Sorride
  • Vorrei che fossero previsti sconti sugli antifurti come equo compenso per eventuali furti, che gli Stati paghino i cittadini una tantum come equo compenso per eventuali errori giudiziari, che i lavoratori abbiano i loro compensi maggiorati del 5% come equo compenso di errori di computo finanziario...
    H5N1
    1610
  • CD: "musica, musica, musica..."
    DRM: "Riproduzione musicale protetta in atto...vediamo chi la sta' ascoltando...[scansione ambientale]...ehi, individuato ascoltatore non umano...rilevate coordinate...richiesta lancio missile al napalm...ascoltatore non umano distrutto."

    Bye by SixaM 8-]
    non+autenticato
  • Ma figurati, la versione con missile al napalm costa troppo (e le licenze del napalm???)

    Secondo me fa una prova del dna per sapere se la stai ascoltano solo tu che l'hai comprata....

    Secondo me ci faranno pagare le licenze anche se non l'ascoltiamo perchè la canticchiamo in testa XD lool

    Ne sarebbero capaci.
    non+autenticato
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