Registrazione dei siti web, la Cassinelli 2.0

Pronta la release definitiva, che potrebbe introdurre sostanziali modifiche alla discussa legge sull'editoria. Cassinelli: ora è una legge salvablog più che mai. Nel testo anche la cancellazione del reato di stampa clandestina

Roma - "La presente proposta di legge è stata redatta con il contributo e la collaborazione del popolo della rete internet, dei blogger italiani e dei tecnici delle riviste specializzate. Vuole far sì che coloro i quali sfruttano la rete internet per esprimere le proprie idee, attraverso, per esempio, i blog, possano utilizzare liberamente le moderne tecnologie, sempre nel rispetto delle leggi, senza però essere soffocati da inutili, e talvolta inopportuni, vincoli burocratici".

Così nella presentazione del documento l'on. Roberto Cassinelli racconta la release definitiva della sua proposta di legge (qui disponibile in PDF), quella che ha definito "salvablog" e che nelle intenzioni vorrebbe aggiustare i baratri aperti dalla famigerata legge 62 del 2001 sull'editoria.

La "versione 2.0" che il parlamentare intende portare all'attenzione dei propri colleghi, come spiega lui stesso sul proprio blog, aggiorna due aspetti rispetto alla release precedente. In particolare nell'elenco delle specifiche per le quali un sito debba essere tenuto alla registrazione, laddove si parla di "due o più persone regolarmente retribuite" come essenziali a far scattare l'obbligo, nella nuova versione si intende che tra queste persone non sia compreso l'editore del "prodotto editoriale", ossia - specifica Cassinelli - "il proprietario del sito". Oltre a questi, dunque, vi devono essere almeno altre due persone.
La ratio di un provvedimento del genere rimane la stessa: Cassinelli cerca di definire in qualche modo che cosa si intenda per prodotto editoriale soggetto a registrazione, cercando con una serie di definizioni, come questa, di separare il miele dalla cera, o viceversa, e ottenere così un obbligo che non si estenda a blog e affini.

La seconda modifica prevista riguarda sempre la definizione del prodotto soggetto a registrazione, con l'aumento da 36mila a 50mila euro del fatturato minimo del prodotto editoriale. "Mi sembra - chiosa Cassinelli - un aumento significativo".

Qualora questo testo si trasformasse in legge senza modifiche, le drammatiche ambiguità introdotte dalla 62 del 2001 cesserebbero di esistere e verrebbe introdotta una definizione di prodotto editoriale legata a parametri che, ancorché discutibili, avrebbero quantomeno il merito di essere assai più precisi della normativa precedente.

Da segnalare, infine, i contenuti del terzo articolo della proposta:

1. L'articolo 16 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, è interamente sostituito dal seguente: "art. 16 (Omessa registrazione e omessa o non veritiera indicazione del nome dell'editore o dello stampatore) - 1. Chiunque intraprenda la pubblicazione di un prodotto editoriale periodico senza che sia stata eseguita la registrazione di cui all'art. 5, ove richiesta, è punito con la sanzione amministrativa sino a euro 500. 2. La stessa sanzione si applica a chiunque pubblichi un prodotto editoriale non periodico, del quale non risulti il nome dell'editore o quello dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al vero"

Si tratta di una misura che, se passasse così com'è, cancellerebbe il reato di stampa clandestina, una di quelle misure dell'attuale legge sulla stampa che contribuiscono a rendere l'Italia uno dei paesi in cui vi è la minore libertà di stampa. L'articolo 16 della 47 del 1948, la legge sulla stampa appunto, verrebbe ridisegnato e parlerebbe, anziché di stampa clandestina, di "Omessa registrazione e omessa o non veritiera indicazione del nome dell'editore o dello stampatore". Qualora qualcuno si trovasse in questa condizione non rischierebbe alcuna conseguenza penale, potrebbe infatti incorrere soltanto in una sanzione amministrativa (fino ad un massimo di 500 euro).
150 Commenti alla Notizia Registrazione dei siti web, la Cassinelli 2.0
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  • Ho letto da cima a fondo il testo che Cassinelli pensa di portare avanti e mi sembra un'ottima legge. E' ovvio che bisognerà prestare molta attenzione a tutto l'iter che questa seguirà, onde evitare aggiunte dell'ultimo momento.

    Capisco le preoccupazioni di quanti continuano ancora ad urlare la parola -regime- ma va bene così, un puntuale spirito critico è e resterà una qualità sinonimo di salute intellettuale, roba che per troppo tempo è mancata a questo paese. Naturalmente si criticano i fatti, non i vaneggiamenti.

    Ricordiamoci che alla fine parla solo il nero su bianco, e nella fattispecie mi sembra che il testo di questa legge funzioni (LEGGETELO se siete scettici, non è nemmeno troppo lungo), se restasse così lo firmerei IMMEDIATAMENTE (onde evitare che peggiori cialtroni ci rimettano mano a breve).

    Chiunque voglia avvalersi della rete e fare informazione, controinformazione, arte, trash, trattare di ufologia o ipotizzare un papa nero, può ritenersi assolutamente tutelato, anche se attraverso la pubblicità ci tira su qualche soldo per pagarsi il dominio o le sigarette.

    Il modo di scrivere la legge usato dall'onorevole Cassinelli mi è sembrato anche abbastanza fico (premetto che alle ultime elezioni io ho votato IDV), collaborando in maniera diretta con quanti sono entrati in contatto con lui attraverso la rete.

    Lui ha parlato di primo esempio di e-democracy, io non mi sbilancerei troppo, però è chiaro che il contatto diretto e funzionale fra istituzioni e utenti della rete è indubbiamente qualcosa di superfico e potrebbe rappresentare una svolta ed una valida alternativa alle decisioni sempre più lontane dalla realtà che si prendono nei palazzi del potere.

    Credo che dovremmo incoraggiare azioni di questo genere da parte della politica, naturalmente valutando con attenzione e questa sano SPIRITO CRITICO caso per caso, ma è indubbio che un onorevolte che scende a confrontarsi con degli utenti del suo blog-facebook blablabla è sicuramente un fatto positivo. Molto positivo.

    Detto questo trovo il lavoro svolto da PI molto fico, va bene così, finchè stiamo tutti attenti e siamo tutti operativi e ci leggiamo tutti i disegni di legge e telefoniamo-contattiamo gli onorevoli quando scrivono menate (QUANDO SI PENSA AL POLITICO IN ITALIA MOLTO SPESSO SI SOPRAVVALUTA LA SUA MALAFEDE E SI SOTTOVALUTA INVECE LA SUA REALE INCAPACITà) e ci teniamo tutti quanti aggiornati su quanto succede e ne discutiamo CIVILMENTE, beh, direi che con questa prassi estesa a tutti i restanti settori le cose potrebbero cominciare anche ad andar meglio in questo paese.

    L'italia ha bisogno di cittadini attenti, attivi, giudiziosi ed uniti in una rete efficente, direi che queste condizioni stanno finalmente per crearsi. Nessuno ci sta censurando adesso e siamo liberi di far sentire la nostra voce.
    A quanti parlano di regime ricordo che l'associazionismo è alla base della democrazia, dove non vi è la possibilità per gli uomini di confrontarsi non può esistere democrazia, altresì se questo luogo esiste, e gli uomini si confrontano in maniera intelligente, razionale e virtuosa, sarà durissima la via verso il potere per qualsiasi tipo di regime.

    Adesso me ne vado a nanna. Spero di aver detto cose sensate e condivisibili. Notte a tutti.
    non+autenticato
  • Si, ciò che dici è condivisibile. Tuttavia condividerai anche che l’interazione tra utenti internet è di per sé priva di prevaricazioni. Le uniche sono i pop-up, bloccabili, e lo spam che purtroppo non è così facilmente evitabile e sul quale credo che i provider abbiano avuto qualche responsabilità. Prendiamo ad esempio la società o la persona che per anni ha proposto a tutto il mondo delle operazioni chirurgiche pericolose e di dubbio gusto ed utilità. Tale personaggio, a mio modesto parere, era un utente privilegiato, che poteva aprire un’infinità dei account e non credo che lo potesse fare senza la connivenza di un provider, o comunque di una società specializzata con mezzi tecnici non alla portata di tutti.
    Insomma, in rete siamo praticamente impossibilitati a prevaricare proprio per la tecnologia che utilizziamo. Inoltre, i system manager hanno fatto una ottima politica sui loro siti ed hanno sbattuto fuori i cafoni, migliorando sensibilmente la rete, senza bisogno di alcuna legge.
    Non metto in dubbio assolutamente la buona fede dell’Onorevole Cassinelli che anche con questa sua proposta dimostra di essere una persona molto intelligente e pienamente degna del ruolo che ricopre. Credo però che egli ci darebbe una valente mano se decidesse di opporsi strenuamente a qualsiasi tentativo di legiferare su internet, affossando qualunque legge verrà proposta dai suoi onorevoli colleghi.
    Internet non ha bisogno di leggi. Nel mondo virtuale ci si può difendere benissimo con mezzi tecnici e non con mezzi legali. La registrazione, come ho scritto su un mio post, apre la porta alle scemate legali dei soliti sciocchi che purtroppo infestano anche il mondo reale, mondo nel quale purtroppo, al punto in cui siamo arrivati, è molto difficile farli smettere. Ora prendiamo un esempio attuale: C’è chi nega l’olocausto compiuto dai nazisti, e secondo me si sbaglia. Ma perché coloro che parlano di libertà di espressione, che dicono di essere libertari e tolleranti, perché su milioni di persone, non riescono a tollerare 1 persona su un milione che la pensa diversamente da loro? Ma questa plebaglia che si governa si afferma con la forza delle sue idee, col numero dei suoi componenti, o con le sue stupide leggi per stabilire delle verità assolute? E’ facile essere rispettosi delle idee altrui quando queste coincidono con le nostre ma chi non tollera 1 su un milione o 1 su un miliardo che la pensa diversamente dalla maggioranza è per me un fascista e un reazionario, non un libertario. Nota che uso libertario e non democratico perché credo che le due cose non siano assolutamente la stessa cosa perchè un Paese può essere monarchico o anche dittatoriale ma più libertario di un Paese democratico. La registrazione obbligatoria è il primo passo verso il bavaglio che ci vorranno mettere prima alla bocca e poi al cervello.
    Internet si è migliorata da sé, senza leggi perché di leggi per internet non ne vervono, non ne abbiamo bisogno, e morte (in senso figurato naturalmente) a chi vuole metterne e a chi vuole imporci quelle del mondo reale, noi facciamo e vogliamo continuare a fare quello che ci pare.
  • La registrazione dei siti servirà alla solita cosa: Ad avere una sede legale e dei responsabili del sito per mandargli le pastrocchie legali dei soliti sciocchi, offesi, indignati, mai cresciuti. Oppure più concretamente servirà a provocare il fallimento del sito, immerso in beghe legali architettate ad arte.
    Incredibile anche la proposta citata. 2 persone! Peggio dei regimi totalitari dove credo che il limite dell’adunata sediziosa sia di almeno quattro persone. 2 persone, ma che grave pericolo rappresentano! E gli altri milioni che cosa fanno; si dà per scontato che siano degli imbelli che si fanno manipolare da due geni grandiosi.
  • Forse è il caso di mandare delle email ai parlamentari dicendo loro che di leggi su internet e sulla stampa non ne abbiamo alcun bisogno. L'unica casa da fare è abrogare quelle che già ci sono per consentire alla gente di dire e scrivere quello che gli pare, senza i soliti scocciatori capaci soltanto di protestare per reati che stanno solo nei loro cervelli bacati.
    non+autenticato
  • Non è necessaria proprio alcuna legge.
    Ma i rompicoglioni, perchè non muoiono mai?
    non+autenticato
  • Se pensi che non sia necessaria nessuna legge cerca su google le vicende del blog/giornale online dal nome "accadde in sicilia".
    La legge è necessaria perchè con quella attuale chiunque abbia interesse di bannarti può farlo.
    E grillo secondo me farebbe bene a condividerla se vuole andare avanti col suo blog.
    non+autenticato
  • leggendo la release 2.0 mi sembra di capire che grillo non rientrerebbe nella norma in quanto

    a)ha quale scopo unico o prevalente la
    pubblicazione e diffusione di notizie di attualità,
    cronaca, politica, costume, economia, cultura o
    sport,

    RIENTRA

    b)il prodotto editoriale è gestito in modo professionale,
    oltre che dall’editore o proprietario, da una redazione di almeno due persone regolarmente
    retribuite

    RIENTRA

    c) il prodotto editoriale contiene
    al proprio interno inserzioni pubblicitarie che
    complessivamente costituiscono per l'editore fonte
    di reddito lordo per un importo non inferiore
    ad Euro 50.000 annui

    RIENTRA, lui sfrutta la pubblicità del blog per vendere i suoi prodotti editoriali, credo che tali spazi gli fruttino ben più di 50 mila euro l'anno...
    non+autenticato
  • volevo dire rientra naturalmente, ciao..
    non+autenticato
  • scusate volevo dire che ha l' OBBLIGO DI REGISTRAZIONE secondo il punto c) in quanto NON RIENTRA

    ho fatto un casino... scusate..
    non+autenticato
  • Allora come prodotto editoriale, se i giornali online prenderanno le "sovvenzioni" statali, anche Beppe Grillo avra' i soldi della stato.

    Haahahahah
    non+autenticato
  • > RIENTRA
    >
    > b)il prodotto editoriale è gestito in modo
    > professionale,
    > oltre che dall’editore o proprietario, da una
    > redazione di almeno due persone
    > regolarmente
    > retribuite

    Ah sì?Chi sarebbero? Hai la certezza che siano regolarmente retribuite?


    Perchè quando si parla di di queste cose viene tirato in ballo sempre Grillo? Come se fosse l'unico che vende e publicizza i suoi "prodotti" on-line?
    non+autenticato
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