giovedì 11 dicembre 2008

La tela delle spie del marketing

di Marco Pingitore - E' un fenomeno noto: l'undercover marketing si diffonde in rete, per plasmare le opinioni con qualsiasi mezzo, con la persuasione da remoto, e l'efficacia di un post solo apparentemente personale. Ma c'è di peggio

Roma - Tempo fa ero indeciso sull'acquisto di un telefono cellulare. Ho chiesto ad alcuni amici e conoscenti, ma, a parte la marca, nessuno l'aveva provato di persona. Naturalmente mi sono rivolto alla rete. Cercando un po' di siti dedicati alla tecnologia, mi sono imbattuto in alcuni forum tematici in cui ci si scambiano le opinioni e i pareri su questo o quel modello di telefonino. Inserito il mio post, una valanga di risposte. Chi mi consigliava l'acquisto, chi me lo sconsigliava, chi, poi, consigliava l'acquisto di altri cellulari di altre marche. "Con lo stesso prezzo, acquisti questo che ha anche qualche funzione in più". Spento il pc, ho fatto le mie valutazioni e riflessioni. Tra queste si insinuava un dubbio. Ogni volta che mi veniva in mente si faceva sempre più consistente e atroce, inquietante direi: se alcuni di quei consigli ricevuti fossero stati manipolati appositamente?

Ho pensato subito che la mia ipotesi poteva non essere così malsana, considerata la rete e le sue infinite potenzialità. Ho iniziato subito a pensare come si potesse denominare un fenomeno del genere, sicuramente con una terminologia inglese. In criminologia l'agente "undercover" è colui che agisce sottocopertura, come nei film. Subito la lampadina si è accesa: "undercover marketing". Provo a digitare la parola chiave sui motori di ricerca ed ecco apparire i primi risultati, primo su tutti quello su Wikipedia.

Leggo e apprendo che per "undercover marketing" si intende quel tipo particolare di marketing effettuato sottocopertura. Applicandolo alla rete, grandi aziende assoldano molte persone che frequentano forum, chat e social network specifici per promuovere un determinato prodotto e screditare gli altri appartenenti alla concorrenza.
Cerco di essere più chiaro: arriva Natale, sono indeciso sull'acquisto di un navigatore satellitare. Entro in rete e vado su alcuni forum per chiedere consigli. Ricevo molte risposte delle quali alcune potrebbero essere manipolate, ossia non vere, ma fornite con il solo scopo di fare marketing. Potrei ricevere una risposta del tipo: "Guarda anche io tempo fa ero indeciso, ma ho rischiato e ho acquistato il modello x della marca y. Sai cosa ti dico? Che ho fatto la scelta giusta perché mi trovo benissimo, è veloce, è preciso e consuma poca batteria. Poi scarichi anche gli aggiornamenti facilmente. Invece un mio amico ha acquistato il modello s della marca z e non si è trovato molto bene, le indicazioni stradali non sono precise e ogni tanto il navigatore si impalla". Naturalmente il soggetto che dispensa consigli è pagato dall'azienda y e non ha nessun amico che ha acquistato il modello della marca z. Tutto manipolato, tutto distorto con l'obiettivo di spingere l'utente all'acquisto del prodotto sponsorizzato.

Se ci penso bene questo genere di marketing mi infonde profondi timori. Abbiamo sempre vissuto la rete come democratica, libera e sicura nel senso che se cerchiamo delle notizie in prima persona è più difficile essere raggirati. Purtroppo questo fenomeno è potenzialmente un pericolo perché mette in dubbio i principi base della funzione del passaparola, la fiducia.
Su di essa sono instaurati tutti i rapporti di natura umana e non. Il PageRank di Google ne è un esempio. I navigatori più esperti che conoscono la sua funzione, quando si imbattono in un nuovo sito controllano quasi sempre il ranking poiché è sinonimo (non sempre!) di qualità e affidabilità.

Prendiamo un membro guru di un qualsiasi forum. Ha all'attivo migliaia di messaggi, è un membro storico, tutti lo conoscono. Dà pareri sui più disparati argomenti tecnologici. Se un giorno, invece, un'azienda lo assumesse come "consigliere manipolatore", cosa accadrebbe? Foschi scenari.

I rapporti umani, dicevo, sono basati soprattutto sulla fiducia. Non c'è rapporto sentimentale senza fiducia reciproca, lo stesso vale per i rapporti amicali.
Senza fiducia, nessuno effettuerebbe transazioni on line, inserendo codici personali e numeri di carte di credito. Quante volte leggiamo, prima di effettuare un acquisto, frasi simili a questa: "Compra tranquillamente. Le pagine sono crittografate e sei su un server sicuro". Immaginiamoci se un sito importante mettesse in atto una frode attraverso le transazioni on line. Il panico, nessuno più si fiderebbe. Un po' com'è avvenuto con la crisi dei mutui.

Chi fa "undercover marketing" conosce benissimo i punti deboli di un potenziale acquirente che si fida dei consigli di più persone, specie se queste hanno acquisito nel tempo ranking. Vedi anche come funziona eBay. Quando una campagna pubblicitaria non frutta il fatturato sperato, allora ci si inventa di tutto. Anche la promozione sottocopertura.

Naturalmente se un'azienda dovesse essere scoperta sarebbero guai seri. Su internet si trovano alcuni esempi. Ritengo che maggiore sarà la richiesta di sicurezza da parte degli utenti, maggiore sarà il rischio di imbattersi in queste forme di commercio. Da un punto di vista giuridico sarebbe interessante sapere se è possibile configurare l'ipotesi di concorrenza sleale.
Undercover marketing, potenzialmente pericoloso perché ancora poco conosciuto e, per fortuna, forse ancora poco praticato. Forse.

Marco Pingitore
Psicologo Criminologo
Presidente A.I.P.S.I.
40 Commenti alla Notizia La tela delle spie del marketing
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  • Ho fatto diverse prove nei forum e nei gruppi di discussione e mettere underground marketing, ma preferisco parlare italiano che è meglio, commercio nascosto. Sono proprio i leader e i moderatori che ti fanno fuori i messaggi o ti insultano e ti mandano a quel paese, quindi la maggior parte delle persone è preparata. Anche in un gruppo (social network, rete sociale) tendenzialmente non tanto tecnico e quindi privo di strumenti e conoscenza non interessa. Internet in conclusione non c'è pericolo di underground marketing, la conoscenza comunque anche di economia e commercio, le grandi aziende non si preoccupano di pagare le persone che a sua volta vendono in underground (preferiscono la musica underground) ma adoperano le grandi catene di distribuzione e grandi magazzini organizzati per vendere i prodotti di rimanenza e molto velocemente, nel sistema underground invece non ci sarebbero margini e comunque questo sistema costerebbe una fortuna. Noto comunque che anche le enciclopedie vengono così smerciate e vendute dall'editore al prezzo della carta ad aziende più piccole che vendono porta a porta.
  • Sì, undercover marketing è molto diffuso. Ti hanno mai detto di non incontrare gente che hai conoscuto sul chat? E che il chat è pieno di pedofili che dicono che sono carini come Brad Pitt poi rapiscono che ragazzine quando le incontrano? E' pratticamente la stessa cosa. Quando vedi "editor's favourite" è l'azienda che ha offerto più soldi. Invece di consultare l'internet per consigli, chiedi i tuoi amici che probabilmente non ti mentono e non sono pagati da aziende per fare pubblicità. Anche oggi abbiamo imparato qualcosa...
    non+autenticato
  • Mi pare si chiami cosi' l'attività fatta sotto copertura da parte di membri dell'azienda per pilotare l'opinione.
    non+autenticato
  • sono laureati o laureandi in qualsiasi disciplina fuorché informatica ma hanno la passione dell'elettronica o meglio del new entry
    e' partito dai forum ma ora si sta allargando a siti, blog e addirittura social network come facebook
    La funzione e' quella di pr ovvero coloro addetti al public relation, isitigare le masse e generare hype direttamente e indirettamente

    E' una società sempre più caotica aveva ragione einstein ma per quanto durerà?
    ipocrisia e ignoranza lo trovo un connubio perfetto per questo 21° secolo
  • io li ho sentiti anche chiamare "sottoscalisti" ovvero il gradino sotto lo "stagista". Li proponevano a basso prezzo per andare in giro per la rete a scrivere bene di un prodotto. Su ciao.it ci sono opinioni scritte da questi personaggi. Le si riconosce dal fatto che elogiano aspetti che ad un cliente non passerebbero mai per la testa e scrivono frasi ridicole come questa "In conclusione se avrete la possibilità di volare con questa compagnia non esitate, rimarrete piacevolmente soddisfatti dal trattamento che vi riserverà". Per fortuna in Italia siamo così cialtroni che neppure l'undercover marketing riesce bene. Sarà invece un problema tra una decina d'anniSorride
    non+autenticato
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