mafe de baggis
venerdì 12 dicembre 2008

NoLogo/ Ma quel furto ma quale identità?

di Mafe de Baggis - Il morphing è considerato una seria infrazione della netiquette: ma quanti hanno abusato veramente di questa possibilità? Pochissimi, forse nessuno di una qualche rilevanza. E questo ha delle conseguenze

Roma - Ogni tanto succede davvero, pare: qualcuno ha "rubato" l'identità di Riccardo Luna, il direttore di Wired Italia, fingendosi lui con i suoi amici su Facebook per un paio di giorni. Dico "pare" perché il tutto si è rivelato una specie di saggia provocazione da vecchio zio, della serie "fai attenzione, che fingersi te è diventato fin troppo facile". Scrive Riccardo Luna sul suo Tumblr:

"Mi ha detto che mi ha derubato per farci pensare, per farmi pensare. Pensare a come stiamo nei social network, quanto di noi gli diamo, quanto siamo protetti e quanto siamo esposti."

È assolutamente vero che fingersi qualcun altro in rete è incredibilmente facile, lo è sempre stato: il vero dato interessante, secondo me, è quanto raramente succeda. Ancora oggi è possibile mandare una mail a nome di chiunque scrivendo il suo indirizzo nel campo From: è facile svelare il trucco andando a controllare l'X-sender della mail, ma quanti di noi (fuori da qui) sanno guardare gli header di una mail? Chiunque frequenti un newsgroup usando il protocollo nntp e non un gateway sa che è possibile postare facilmente a nome di chiunque, tanto è vero che il morphing è considerato una seria infrazione della netiquette: ma quanti casi si sono verificati di gravi abusi di questa possibilità? Pochissimi, forse nessuno di una qualche rilevanza, tutt'al più qualche scherzo in una flame. Semmai il problema è sempre stato opposto: mi sono trovata a chiedere a Carlo Lucarelli se era davvero lui il Carlo Lucarelli che aveva ogni tanto scritto su it.arti.cinema, argomento che ci aveva appassionato non poco ai tempi (erano gli stessi tempi in cui si favoleggiava delle incursioni notturne in rete di Asia Argento). Per la cronaca, era davvero lui, ma se domani Stephen King mi scrive su Facebook che apprezza moltissimo i miei status update io non è che ci credo, tu sì?
Certo, il fatto che succeda raramente non significa che il rischio non sia da prendere in considerazione. Se qualcuno domani apre un account su un social network fingendosi me, commentando in modo crudele i miei amici, proponendo appuntamenti a nome mio, insultando i miei clienti ed esprimendo posizioni stupide (più stupide delle mie, intendo) il danno potenziale è sicuramente alto. Ma omonimie a parte è davvero così facile fingersi qualcun altro? Il Riccardo Luna bis ha aggiunto tra gli amici la moglie di Riccardo e si è iscritto al gruppo "Odio Daria Bignardi": quanto è credibile un comportamento del genere? Una cosa è l'identità, un'altra la personalità: puoi fingerti me e far qualche danno, ma se esageri rovini immediatamente il giocattolo, soprattutto se scegli di impersonare qualcuno un minimo in vista.

Molto più grave del furto d'identità ai fini di provocazione o danno sociale è il molto più diffuso furto di password, che nel caso del phishing avviene quasi sempre con la complicità del derubato. Come giustamente scrive Valter Di Dio nei commenti al post di Riccardo:

"Il problema sta nel fatto che non è Internet ad aver inventato ladri e truffatori, siamo noi a chiedere alla tecnologia una sicurezza che non ci può dare. La sicurezza è un insieme di comportamenti che vale su internet esattamente come nella vita di tutti i giorni. Esco di casa e chiudo a chiave, scendo dalla macchina per far benzina e tolgo le chiavi dal cruscotto, prendo i soldi al bancomat e mi guardo le spalle (sia da occhi indiscreti che da scippatori super-rapidi).
Invece davanti ad un monitor ed una tastiera tutta la normale prudenza scompare. Sento il collega della stanza a fianco che dice al telefono le password di accesso, mi chiamano amici che hanno scaricato ed aperto gli allegati più astrusi per accorgersi solo dopo che erano dei virus, nessuno che faccia back-up dei propri dati importanti, pochissimi che aggiornano programmi e antivirus quotidianamente. Ma a casa questa gente apre la porta senza guardare chi bussa? Comunica al primo che telefona i dati personali? Firma moduli in bianco in mezzo alla strada? Ricordate tempo fa il tizio che spacciandosi per la USL (non era ancora ASL) faceva vaccinare gente ignara?"

Valter suggerisce di applicare anche alla rete "una sana paranoia". Io potrei anche essere d'accordo, a patto di non dedicare tutta la propria attenzione a un fenomeno appariscente ma statisticamente poco significativo, usandolo magari come alibi per non dare alle persone online l'attenzione che si meritano.

Mafe de Baggis
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26 Commenti alla Notizia NoLogo/ Ma quel furto ma quale identità?
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  • nell'articolo sono state mischiate due cose.. fingersi un'altra persone non è inviare email modificando il campo from. la prima può provocare lievi e contenuti danni.. la seconda può provocarne di più seri come furto di dati personali ( carte di credito ecct ), truffe ecctera...
    non+autenticato
  • Veramente il morphing è un'altra cosa !
    Spacciarsi per qualcun altro è il faking...

    Gabriele
    non+autenticato
  • esiste la crittografia asimmetrica e quindi la firma digitale
    non+autenticato
  • la quale cosa non c'entra assolutamente una fava (assimetrica, of course)
  • - Scritto da: uccello_gigante
    > la quale cosa non c'entra assolutamente una fava
    > (assimetrica, of
    > course)

    si parlava di furto di identita' digitale, la qual cosa puo' esser scongiurata con la firma digitale, quindi temo sia il tuo commento a non entrarci una fava
    non+autenticato
  • si, questa è la Mafe che conoscevo.

    mica quella che dice le cose sagge.

    un invito all'imprudenza, un invito all'insicurezza, un invito al simattanto


    e meno male che nello scorso articolo ha parlato di problemi di comunicazione...

    sicuramente voleva dire una certa cosa... ma la sensazione che passa è un'altra: passa il "sono tutte nerdate, fregatevene, troppa paranoia"

    mentre invece il discorso è un po' più complesso...

    ... ma siccome è SEMPRE stato più complesso e le cose vanno come vanno, forse andava reso semplice e non fraintendibile, e va sempre tolta di mezzo quella sensazione che privacy non importa, che munging/morphhing/sockpuppets non importa, che password non importa, che paranoia = insanitàmentale.

    la gente non si appropria di MafeDebaggis ... si appropria di "titty91" di "AlbertoMAX" , di "Er_Dsistruttore" o di "Mario Argento"

    e fanno danno sociale, psicologico, personale.

    per tutto il resto ci pensa la criminalità.

    PS : Le password, per la cronaca, le vedo passare anche via mail in chiaro... persino da chi le genera.

    brrrrrrrrrrrrrrrr
    non+autenticato
  • - Scritto da: derrie

    > sicuramente voleva dire una certa cosa... ma la
    > sensazione che passa è un'altra: passa il "sono
    > tutte nerdate, fregatevene, troppa
    > paranoia"

    > la gente non si appropria di MafeDebaggis ... si
    > appropria di "titty91" di "AlbertoMAX" , di
    > "Er_Dsistruttore" o di "Mario
    > Argento"
    >
    > e fanno danno sociale, psicologico, personale.

    Aspetto di essere convinta di questi danni. Che mi si racconti almeno una storia concreta di danni sociali o personali legati a furti d'identità (non di password, che come scrivo è cosa ben più grave).
    non+autenticato
  • avresti di che divertirti in mezzo ai trollazzi, la clonazione delle identità è una loro specifica caratteristica Sorride


    più In Topic, vorrei aggiungere che anche per gli SMS c'è il problema dell'identificazione del mittente, all'equivalente del campo "from" nelle "centrali di smistamento" non viene effettuato NESSUN CONTROLLO.

    Il che vuol dire che si possono mandare messaggi a nome di chiunque (della compagna/o, della banca, del servizio news, dell'ANSA, della protezione civile etc etc) con tutto quello che ne può conseguire.
  • - Scritto da: uccello_gigante
    > avresti di che divertirti in mezzo ai trollazzi,
    > la clonazione delle identità è una loro specifica
    > caratteristica
    >Sorride

    Uccello_gigante, dopo 10 anni di newsgroup ti assicuro che in mezzo ai trollazzi mi sono divertita abbastanza (a volte lo sono pure stata). Ma, appunto, niente di più che un gioco di ruolo da flame.

    > più In Topic, vorrei aggiungere che anche per gli
    > SMS c'è il problema dell'identificazione del
    > mittente, all'equivalente del campo "from" nelle
    > "centrali di smistamento" non viene effettuato
    > NESSUN
    > CONTROLLO.

    Ah, questa proprio non lo sapevo, è incredibile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mafe
    > - Scritto da: uccello_gigante
    > > avresti di che divertirti in mezzo ai trollazzi,
    > > la clonazione delle identità è una loro
    > specifica
    > > caratteristica
    > >Sorride
    >
    > Uccello_gigante, dopo 10 anni di newsgroup ti
    > assicuro che in mezzo ai trollazzi mi sono
    > divertita abbastanza (a volte lo sono pure
    > stata). Ma, appunto, niente di più che un gioco
    > di ruolo da
    > flame.
    >


    ah, io lo sapevo che eri attratta dal lato oscuro della forza A bocca aperta



    > > più In Topic, vorrei aggiungere che anche per
    > gli
    > > SMS c'è il problema dell'identificazione del
    > > mittente, all'equivalente del campo "from" nelle
    > > "centrali di smistamento" non viene effettuato
    > > NESSUN
    > > CONTROLLO.
    >
    > Ah, questa proprio non lo sapevo, è incredibile.

    eppure è così...
    il fatto è che gli sms per come sono stati concepiti non hanno nessun meccanismo di "certificazione" o "autenticazione" del mittente, è un campo libero che in automatico viene compilato dal cellulare
    con l'enorme diffusione che hanno avuto la gente si è (male) abituata a considerarli sicuri, diamo per scontato che quello che leggiamo sia effettivamente stato scritto dal numero/nome che leggiamo nel mittente, e per fortuna l'sms spoofing è poco diffuso sennò i danni sarebbero ormai incalcolabili!
  • > con l'enorme diffusione che hanno avuto la gente
    > si è (male) abituata a considerarli sicuri, diamo
    > per scontato che quello che leggiamo sia
    > effettivamente stato scritto dal numero/nome che
    > leggiamo nel mittente, e per fortuna l'sms
    > spoofing è poco diffuso sennò i danni sarebbero
    > ormai
    > incalcolabili!

    Davvero, un sms ben scritto (non come quelle incredibili mail di phishing che davvero non so come si fa a crederci) potrebbe fregarti assai facilmente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uccello_gigante
    >
    > Il che vuol dire che si possono mandare messaggi
    > a nome di chiunque (della compagna/o, della
    > banca, del servizio news, dell'ANSA, della
    > protezione civile etc etc) con tutto quello che
    > ne può
    > conseguire.

    C'è chi ha messo su un servizio tipo questo:
    http://deadfake.com/Send.aspx

    Hanno dovuto aggiungere una nota in fondo ad ogni mail inviata perchè qualche "cattivello" ne ha abusato (ma era ovvio, dico io)

    Mi sono divertito a mandare messaggi ai miei ex-colleghi a nome di George Bush, che a annunciavano formalmente di averli riconosciuti come terroristi di Al-Quaeda e che gli stava arrivando un Tomahawk in testa (con tanto di coordinate prese da Google Earth)A bocca aperta
    Funz
    8730
  • Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere
    mo mi ci metto sotto a farlo
    A bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta
    non+autenticato
  • ah, pensavo fosse con l'sms....In lacrimeIn lacrimeIn lacrime
    questi siti lo ho già usati tempo fa
    non+autenticato
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