Gaia Bottà
martedì 16 dicembre 2008

Canone RAI, le aziende sono speciali

Chi deve pagare l'imposta sulla TV? Il nuovo sito della televisione di stato offre lumi: le aziende pagheranno per radio e tv, la famiglie per gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni

Roma - Di certo c'è solo l'avvento di un nuovo sito di riferimento: i contorni del canone con cui i cittadini sono chiamati a sostenere la radiotelevisione pubblica in momenti di magra pubblicitaria restano avvolti nel mistero. A intorbidire le acque e a depistare i cittadini sono le nuove direttive che la Rai ha emesso sul nuovo sito dedicato al canone.

Canoni per radio e televisori e canoni per videocitofoni, canone per gli "apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni": inchieste e scioperi della fame, implorazioni e interpelli non sono bastati per sgombrare il campo dai dubbi che attanagliano cittadini disamorati dei media broadcast e restii sostenere la Rai con un balzello che non ritengono di dover corrispondere.

A confondere un quadro già oltremodo confuso, il nuovo sito dedicato a dispensare agli italiani ogni spiegazione riguardo al canone. La Rai offre risposte diverse a diverse categorie di italiani: sulla base di un unico quadro normativo esenta i soggetti aziendali dal pagamento di un canone per gli apparecchi che non si possano classificare come "radiofonici o televisivi" e conferma alle famiglie che spetta loro pagare qualora detengano "apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive".
"La Rai ha pensato bene di cominciare ad esigere la tassa anche per il PC, ma solo dalle famiglie - denuncia ADUC, da tempo immemore a favore dell'abolizione del canone - Alle imprese invece applica una interpretazione più riduttiva della medesima legge". Le imprese che sono chiamate al versamento del canone, insinua il dubbio ADUC, avrebbero meritato di godere di una interpretazione meno ampia della legge in virtù della posizione privilegiata di cui godono nei confronti della radiotelevisione pubblica: stringono in pugno l'arma degli investimenti pubblicitari a cui la Rai non saprebbe rinunciare.

"L'interpretazione della legge offerta alle imprese esclude chiaramente il PC", fra gli apparecchi atti o adattabili non si dovrebbero annoverare i più vari dispositivi. ADUC invita il cittadino a non lasciarsi sopraffare dall'alone di opacità che avvolge il canone: esistono procedure burocratiche per sfuggire alla corresponsione del balzello che qualcuno racconta con orgoglio di aver sfidato e dominato, coloro che hanno rinunciato a radio e tv hanno diritto a temporeggiare in attesa dei chiarimenti da parte del ministero. Di certo, per ora, c'è solo che la Rai invoca l'aumento.

Gaia Bottà
59 Commenti alla Notizia Canone RAI, le aziende sono speciali
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  • ...Ma si dovrebbero individuare servizi e funzioni di informazione e arricchimento culturale (e anche di intrattenimento, ma non nelle proporzioni attuali e soprattutto non col divismo e le spese folli attuali) da sovvenzionare col finanziamento pubblico, attraverso il fisco anziché il canone (senza però aggravi per le fasce di reddit più basse) e supplementate da una ridotta quantità di pubblicità, mentre nani e ballerine e film e produzioni TV recenti e costosi dovrebbero essere finanziati tramite pubblicità e/o pay per view e possibilmente, per i programmi autoprodotti, anche facendoli di qualità sufficiente da permetterne anche la vendita ad altre TV (come effettivamente avviene già per una minoranza di programmi di qualità).
    La parte di pubblica utilità andrebbe resa fruibile anche da chi non possiede un televisore, per esempio nelle sale d'attesa delle strutture pubbliche.
    La cosa più semplice sarebbe spostare su uno o due canali (o anche più, cin futuro, con le possibilità del digitale) tutta la parte di utilità, poi ci sarebbero canali sovvenzionati dalla pubblicità e altri pay per view, ma purtroppo mi faccio delle illusioni, i balzelli e le imposizioni di qualsiasi tipo, anche senza tornaconto economico sono anche un modo degli stati iperburocratizzati di ribadire il loro potere sui sudditi.
    non+autenticato
  • Se consideriamo che le aziende sono costituite da famiglie, quindi privati che devono pagare il canone per qualsiasi cosa (), perché allora le aziende non tolgono tutte le pubblicità dalla RAI?
    Se consideriamo gli abbonati SKY + i frequentatori di palestre, campi da calcio, sale da ballo, musica, cinema, teatro, associazioni, ... + quelli che odiano la TV e preferiscono leggere: ma chi CA**O guarda la RAI?
    non+autenticato
  • eccoli i veri fanulloni ! Rai , Alitalia, Rai tre, Fiat, tutti a casa dovete andare tutti altro che cassa integrazione, a calci nel culo vi prenderei dal primo all'ultimo!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Politecnico
    > eccoli i veri fanulloni ! Rai , Alitalia, Rai
    > tre, Fiat, tutti a casa dovete andare tutti altro
    > che cassa integrazione, a calci nel culo vi
    > prenderei dal primo
    > all'ultimo!

    Scusa, RAI 3 non fa sempre parte della RAI?
    non+autenticato
  • La rai non ha alcuna autorità per decidere come far applicare una legge, mi meraviglia che la aduc non faccia pressioni su questa comica affermazione.
    La legge citata non fa alcuna distinzione tra privati ed aziende. Nel decreto legge viene specificato che CHIUNQUE deve pagare la tassa, la distinzione tra privati e pubblici viene fatta SOLAMENTE sulle modalità di pagamento. quindi quanto scritto è semplicemente un parere, completamente opinabile a mio avviso, della rai.
    Secondo me, se è vero che le aziende vengono esentate dal pagamento, è possibile far causa per incostituzionalità
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > 110 + 110 = 120 ??
    >
    > Mi ricordi quello di ieri che diceva "il
    > cellulare L'HO metto
    > nell'acqua..."

    e poi l'HO esco asciutto! A bocca aperta A bocca aperta A bocca aperta
    non+autenticato
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