Alfonso Maruccia
giovedì 18 dicembre 2008

MPAA: la recessione foraggia i pirati

L'organizzazione degli studios hollywoodiani avverte: la crisi economica è seria, e sarà ancora più seria se non difendiamo il copyright con i denti e con le baionette. Anche le major vogliono fondi di sostegno dal governo?

Roma - Affrontare la minore disponibilità dei consumatori con una politica estesa di riduzione dei prezzi e offerte speciali sui supporti originali? Baggianate: l'unica idea che MPAA ha in testa, l'unica che ha sempre avuto, è quella di lamentarsi della "pirateria", fisica ma soprattutto digitale, per fare pressione sull'inasprimento delle misure di contrasto alla "furto di IP", e poco importa che alla Casa Bianca ci sia George "Copyright tzar" Bush o Barack "Creative Commons" Obama.

Ed è per questo che, mentre manda messaggi non tanto velati alla prossima amministrazione americana, il gran commis dell'organizzazione degli studios Dan Glickman spende parole grevi sullo stato dell'economia mondiale, la pirateria e tutto quanto, alla luce di un possibile aumento dei download a scrocco e la conseguente possibilità di bancarotta (sic!) per l'industria multimediale statunitense dopo il settore finanziario, le banche e i giganti del car-making.

"Se si guarda alla situazione, l'attuale crisi economica rende il problema anche più serio di quanto fosse prima", dice Glickman a un panel di discussione, avvertendo che "se non proteggiamo i diritti sulle proprietà intellettuali, le perdite della nostra economia saranno persino peggiori".
Mr.MPAA continua peraltro a citare cifre e numeri sui presunti danni della "pirateria digitale", conti peraltro messi in dubbio dalla stessa MPAA. E li cita come base delle querule e pressanti geremiadi che feriscono le orecchie degli utenti ma deliziano politici, spesso molto vicini e sensibili alle esigenze della lobby del copyright.

Tanto più che, stando ai risultati economici, quindi concreti e verificabili al contrario di tutti i numeri sparati fuori da MPAA e sodali da 20 anni a questa parte, recentemente all'industria multimediale non è che stia andando proprio malaccio nonostante la crisi e tutto il resto: "The Dark Knight", ad esempio, è stato un blockbuster che ha stracciato i record di guadagno al cinema e ha venduto milioni di supporti originali. E questo nonostante sia stato il film più scaricato su BitTorrent del 2008, e nonostante il P2P faccia registrare una crescita senza precedenti.

Alfonso Maruccia
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