Gaia Bottà
giovedì 18 dicembre 2008

UK, il dragaggio del traffico è vicino?

Virgin Media non ci sta, non accetta l'etichetta di ISP anti-neutralità, e argomenta: necessario controllare il flusso di bit

Roma - "Questa roba della net neutrality non è che una manica di balle": la sortita del dirigente di Virgin Media, Neil Berkett, risale a pochi mesi fa. Ora sembra potersi materializzare in una discriminazione di bit sul traffico Internet dei suoi utenti del Regno Unito.

A snocciolare dettagli sui piani per il prossimo futuro di uno dei maggiori provider britannici è The Register: Virgin Media, insieme all'introduzione di servizi che fanno gola al mercato, sembra ammettere che nell'infrastruttura si insinuerà un sistema di controllo del traffico degli utenti. Che potrebbe impedire agli utenti di sfruttare appieno i servizi per cui hanno pagato.

Virgin Media sfrutta tuttora un meccanismo per tutelare l'infrastruttura dalla congestione innescata dagli utenti più avidi di banda, ma non si spinge a ispezionare i pacchetti: nonostante il Regno Unito non impedisca agli ISP di impugnare tecnologie di deep packet inspection, Virgin Media si limita ora a ridimensionare a monte le pretese dei netizen che mungono il proprio abbonamento fino all'ultima goccia. Ma all'orizzonte sembrano stagliarsi sistemi decisamente più invasivi: "La banda larga è diventata fondamentale per fornire servizi di home entertainment - ha spiegato un dirigente di Virgin Media - e stiamo esplorando nuovi modi per migliorare la nostra offerta, fra cui il monitoraggio intelligente e sistemi che ci consentano di capire come le persone sfruttano i nostri servizi di connettività". The Register tira le somme: il protocollo BitTorrent sarà la prima vittima del sistema di controllo che Virgin Media medita di introdurre a metà del prossimo anno.
A completare il quadro ci sarebbe il fatto che Virgin Media stia meditando di offrire un servizio P2P per il download legale di musica, contingenza che farebbe il paio con l'atteggiamento mostrato dai provider nei confronti dell'industria dei contenuti. Se molti provider del Regno Unito, pressati dalle autorità, si erano fermamente opposti all'eventualità di agire da cani da guardia sui comportamenti online degli utenti, Virgin Media è stato il primo ISP a collaborare con l'industria del copyright e a farsi ambasciatore dei titolari dei diritti violati, tempestando di lettere e di avvertimenti gli utenti più irrequieti. Eventualmente suggerendo di estinguere la loro sete di contenuti attingendo, per l'appunto, a servizi di download legale.

Virgin Media non sembra limitarsi a voler spremere i propri utenti solo sul fronte dei contenuti: il Guardian riferisce che l'ISP avrebbe accennato alla possibilità di cominciare a monetizzare i propri utenti racimolando informazioni riguardo alla loro vita di rete e rivendendola ad inserzionisti interessati a colpire target mirati. Se la pratica del behavioral advertising è contestata da più fronti, le autorità del Regno Unito hanno dato il via libera a quelle che i difensori della privacy non hanno esitato a definire delle vere e proprie intercettazioni. Tanto che British Telecom, che di soppiatto aveva avviato sperimentazioni già negli scorsi anni, medita di implementare il servizio a pieno regime.

Ma Virgin si è affrettata a rettificare il tiro dei media britannici. "Non è vero - ha assicurato un portavoce dell'ISP a Wired - non abbiamo pianificato alcun cambiamento nella nostra policy di gestione del traffico". Non è dato sapere se la smentita di Virgin Media basterà a placare le apprensioni dei consumatori che già smaniavano per scaricare un film in meno di cinque minuti.

Gaia Bottà
15 Commenti alla Notizia UK, il dragaggio del traffico è vicino?
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  • Toh che novità!!!
    Chissà come mai questi annunci, dal momento che Virgin media non è soltanto un provider ma un venditore di contenuti...
    La soluzione è semplice non foraggiare più questa gente...vedrete che quando la crisi li colpirà veramente e non come adesso dove le vendite vanno cmq a gonfie vele e non ci saranno finti dati di sorta sui mancati guadagni a cui appellarsi forse cambierà qualcosa anche nel modo distribuire i contenuti.

    Saluti
    non+autenticato
  • Che cosa sarebbe?

    Pago e devo pure metterci la banda (e pago pure quella)?
    Loro intascano due volte senza muovere un dito?

    Che si beve 'sta gente?
    non+autenticato
  • Average Revenue Per User

    Questo acronimo che tanto piace a managers e analisti finanziari sta spingendo tutte le telecom a cercare di vendere agli utenti tutto il possibile, anche quello che con il servizio di telecomunicazioni non c'entra niente.

    Una volta stabilito il principio che il traffico può essere differenziato ci vuole poco a mettere in coda tutto quello che non vendono loro. Il rischio è che il servizio internet sparisca. Quello che si compra è un collegamente broadband che gli utenti non sono liberi di usare come vogliono, un pò come vogliono fare le case cinematografiche. Solo che nel caso di CD e DVD gli utenti possono tranquillamente smettere di comprarli.
    Senza collegamento ad internet al giorno d'oggi si rischia di rimanere fuori dal mondo.

    Brutta storia
    guast
    1319
  • a forza di dragare .... hanno già toccato il fondo ! Indiavolato
    E non poteva esser altrimenti !
    non+autenticato
  • "La banda larga è diventata fondamentale per fornire servizi di home entertainment [...] e stiamo esplorando nuovi modi per migliorare la nostra offerta"

    Cioè: tagliamo le gambe a chi usa internet a scopo personale; cosa distribuire lo decidiamo solo noi.

    Troncare BitTorrent? Miiii... che nervoso che mi fan venire!Con la lingua fuori Tra i sistemi P2P è forse l'unico usato *anche* per qualcosa di legale! (Jamendo, Linux, ecc...)
  • - Scritto da: kattle87
    > Troncare BitTorrent? Miiii... che nervoso che mi
    > fan venire!Con la lingua fuori Tra i sistemi P2P è forse l'unico
    > usato *anche* per qualcosa di legale! (Jamendo,
    > Linux,
    > ecc...)

    Infatti, anche in Italia purtroppo diversi provider stanno adottando soluzioni per boicottare bittorrent.
    Io avevo in mente di fare un'applicazione che avrebbe usato bittorrent per scopi legali e ora sto ripiegando su un altro protocollo meno conosciuto.
    non+autenticato
  • quoto in pieno! Ma cosa ti aspetti, che a questa gente possa andare giù un sistema democratico e collaborativo come bittorrent? E' la negazione del loro essere!
    Il fatto che sia usato o meno per scambio di contenuti liberi per loro è irrilevante
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