giovedì 18 dicembre 2008

Branagh: i provider fermino i condivisori d'assalto

Celebre regista e ancor più celebre interprete, Kenneth Branagh guida un centinaio di colleghi, che vogliono mettere all'angolo gli ISP. Partita la campagna TV. Chi condivide è un ladro e getta per strada intere famiglie

Roma - Temono che i pirati mandino sulla strada i tanti professionisti che hanno fatto del cinema e dello spettacolo la propria vita, si preoccupano per le loro famiglie e per fatturati che vanno comprimendosi, vedono avanzare la crisi finanziaria e temono che la stretta sulle imprese finisca per moltiplicare l'effetto della pirateria sulle difficoltà dell'industria di settore: ci sono queste ed altre preoccupazioni in una lettera che una centinaio tra i più celebri artisti del Regno Unito ha inviato a Downing Street. Al Governo di Sua Maestà chiedono urgenti e importanti provvedimenti. Fanno sul serio: oltre alla missiva sganciano sul pubblico anche una campagna co-promossa con BAFTA e lo UK Film Council, con tanto di spot tv interpretato da Daniel Craig, l'ultimo "007".

il celebre attoreA dar forza a questo accorato appello è nientemeno che Kenneth Branagh, tra i nomi più importanti dello star system britannico, autore di capolavori del cinema e interprete indimenticabile di numerosi film. Il suo genio, questa volta, lo sta usando per mettere all'angolo i provider Internet del suo paese, accusati di non fare abbastanza per impedire che lo "scempio" della condivisione si arricchisca e attecchisca tra gli utenti giovani e meno giovani del Regno. Con lui ci sono altri nomi di prima grandezza, da Richard Curtis a Billy Elliot, a Lynda La Plante, nomi che non potranno passare inosservati a Londra.

"Siamo un gruppo di produttori di cinema e televisione britannici - spiega la missiva - siamo registi e autori che hanno realizzato alcuni dei più innovativi e importanti film e programmi del Regno Unito. Quanto produciamo intrattiene milioni di persone, crea decine di migliaia di posti di lavoro nel settore creativo del Regno Unito, attira investimenti diretti dall'estero, si aggiudica riconoscimenti e produce miliardi di entrate".A fronte di tutto questo, scrivono gli artisti, "siamo preoccupati che i successi dell'industria creativa in UK siano svalutati dal file sharing illegale online di film e contenuti televisivi. In un momento nel quale così tanti posti di lavoro vengono perduti in tutti i settori dell'economia, è particolarmente importante che questo tema sia preso seriamente dal Governo e che ad esso siano devolute tutte le risorse necessarie al fine di far rispettare la legge".

Ben lontani dal concepire un nuovo mercato basato su nuovi modelli economici e una nuova concezione del diritto d'autore, spinti dalla crisi economica che induce più facilmente a serrare i boccaporti che a tentare di spiccare il volo verso nuovi orizzonti, gli artisti fanno i conti, guardano ai numeri dei download, ritengono che per ogni film scambiato ci sia un film di meno che viene venduto, associano il numero delle condivisioni alle fosche previsioni di entrata del proprio settore.

Tra i tanti, ne ha parlato un celebre produttore televisivo, Stephen Garrett, secondo cui "non ci sono momenti buoni per ignorare qualcosa che minaccia posti di lavoro, ma farlo nel pieno di una crisi economica si piazza tra irresponsabilità e follia. Il file sharing illegale è una minaccia diretta al lavoro nell'industria dei media".

Sulla stessa linea anche Callum MacDougall, tra i produttori esecutivi dell'ultimo James Bond, secondo cui i condivisori "rubano dai produttori e dalle società di distribuzione".

La soluzione finale sono i provider. Dice ancora MacDougall: "Se gli ISP non vengono obbligati a porre fine a tutto questo, presto non vi saranno più prodotti da scaricare, perché se l'industria non recupera i propri costi allora cesserà di produrre".

Un concetto, quello della responsabilità dei provider, ribadito nella lettera. Secondo gli artisti, infatti, i provider "hanno la possibilità di cambiare il comportamenti di quegli abbonati che distribuiscono illegalmente contenuti online. Hanno il potere di portare a grandi cambiamenti e di impedire che la propria infrastruttura venga usata per un'attività illegale di massa. Se non sono preparati ad agire con responsabilità, allora dovrebbero essere spinti a farlo".

I creativi britannici, come tanti prima di loro, non sembrano quindi cogliere le implicazioni contenute nell'assegnare una responsabilità di controllo agli ISP, non ritengono di dover rispondere alle tesi degli esperti, che da sempre temono che il gestore dell'infrastruttura sia trasformato in un poliziotto, non danno credito a chi ritiene che in un caso del genere le promesse di circolazione della cultura, scambio dell'informazione e libero flusso del pensiero in rete potrebbero diventare un ricordo. Né, peraltro, sembrano consci dell'innumerevole quantità di strategie tecniche che gli utenti di una rete, figuriamoci di una rete globale, possono mettere in atto per condividere contenuti e scambiarsi file, che è poi il motivo per cui la rete esiste in primo luogo.

La lettera degli artisti britannici arriva in un momento molto particolare: il Regno Unito va definendo la propria versione della Dottrina Sarkozy e il Governo ha già dichiarato che intende convertire i condivisori di contenuti. In un momento, dunque, in cui c'è il desiderio di portare la tutela del diritto d'autore alle estreme conseguenze, di bilanciare il diritto essenziale dell'accesso ad Internet con i diritti dell'industria e di estrapolare da questo bilanciamento la possibilità di scollegare gli utenti recidivi dalla rete.

Una campagna, quella degli artisti sostenuti da tutta l'industria di settore nel Regno Unito, che non potrà passare sotto silenzio, non potrà venire dimenticata dal Governo e soprattutto non potrà essere ignorata dai provider, operatori che da tempo faticano a mantenere la propria terzietà rispetto ai contenuti che girano sulle proprie reti. Gli artisti li costringono ad un bivio, impossibile ora non prendere posizione.
91 Commenti alla Notizia Branagh: i provider fermino i condivisori d'assalto
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  • andatevi a leggere cos'e' netsukuku e vi renderete conto cosa sara' in futuro la condivisione!

    il sudetto progetto mettera' in "fila" tutti questi pseudo "sceriffi" e gli fara' capire che la loro e' una battaglia e una guerra persa per sempre.

    Si devono rendere conto che oramai non si torna piu' indietro e devono convivere con la realta' che l'informatica ha portato a disposizione a tutti!

    addio registi,attori e gente strapagata come voi, mettetevi il cuore in pace
    non+autenticato
  • - Scritto da: paolo tofani
    > andatevi a leggere cos'e' netsukuku e vi
    > renderete conto cosa sara' in futuro la
    > condivisione!
    >
    > il sudetto progetto mettera' in "fila" tutti
    > questi pseudo "sceriffi" e gli fara' capire che
    > la loro e' una battaglia e una guerra persa per
    > sempre.
    >
    > Si devono rendere conto che oramai non si torna
    > piu' indietro e devono convivere con la realta'
    > che l'informatica ha portato a disposizione a
    > tutti!
    >
    > addio registi,attori e gente strapagata come voi,
    > mettetevi il cuore in
    > pace

    Si certo!
    Ma a che punto è il progetto Netsukuku?
    Come sarebbe possibile implementarlo nel infrastruttura di rete esistente?
    Come fare per renderlo operativo al piu presto?
    Dove trovare i finanziatori adatti? (se servono)

    Và implementato al piu presto, non so se s era capito...
    non+autenticato
  • Ok, siamo nel futuro ed è stata spazzata via ogni forma di file sharing, ma il problema non si risolve. Che faranno ora?

    Kenneth Branagh:
    "Siamo preoccupati che i successi dell'industria creativa in UK siano svalutati dalla registrazione in tv di film e contenuti televisivi. In un momento nel quale così tanti posti di lavoro vengono perduti in tutti i settori dell'economia, è particolarmente importante che questo tema sia preso seriamente dal Governo e che ad esso siano devolute tutte le risorse necessarie al fine di far rispettare la legge".

    E' una ruota che gira, Kenneth! Anch'io sono preoccupato della crisi e non ho voglia di spendere soldi in caXXate che saranno artistiche finché vuoi, ma non mi riempiono lo stomaco.
    Mi sa che c'è gente che non ha ancora capito la portata del cambiamento in atto. Ma con la fine delle festività e l'inizio dell'anno nuovo, saremo investiti dalla VERA CRISI, e allora saranno cavoli amarissimi!
    Altro che andare al cinema e comprare dvd!
    non+autenticato
  • Le telecomunicazioni danno più lavoro, portano più tecnologia e incassi per lo stato rispetto al cinema.
    Se bloccano o filtrano i provider la gente smetterà di comprare connessioni prestanti e si accontenterà di una 640 con enormi danni per il settore. E poi vediamo se contano di più 10 attori che non riescono a fare 1 miliardo di stipendio o centinaia di persone che non hanno più lavoro.

    Inoltre questi ignoranti danno per scontato che se non potessi scaricare andrei subito al negozio a comprare palate di CD. Ovviamente se non posso scaricare torno alla radio, che col DAb sarà in qualità cd, e tanti saluti per loro.
    Dico queste cose da frequentatore abituale di cinema ( 2 volte la settimana ) e da abbonato payTV...
  • vergognatevi..inanzitutto granparte degli operati e tecnici di scena guadagna un soldo di cacio salvo grandi livelli.e lo dico per esperienza visto che lavoro in questo settore e so' le fatiche delle persone che veramente realizzano queste cose al contrario di chi ne ha benefici.    
    il discorso e' lo stesso di tutti i campi..perche agnelli e' migliardario e gli stronzi che costruiscono le fiat guardagnano forse 1000 euro al mese e se la devono compra a mutui di 4 anni una fiat uno?
    vergogna questi baroni delle multinazionali o tirano fuori le armi pe prendersi la nostra schiavitu o quasta volta cominciano alicenziare qualche colf e qualche maggiordomo...poveri loro...
    noi nn abbiamo niente da perde siamo tutti a 1200 euro al mese sapete benissimo che piu di 2 film al cinema nn si possono vede..
    credo che sarebbe un bene .. la fine di questi film spazzzatura se fossero davvero chiusi e perdessero i finanziamenti pubblicitari ... chiedetevi quanti mac hanno venduto con i film degli ultimi 4 anni .... pensate quanto a pagato la mac...

    creative commons per tutti e produzioni dal basso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: paolo p
    > noi nn abbiamo niente da perde siamo tutti a 1200
    > euro al mese sapete benissimo che piu di 2 film
    > al cinema nn si possono vede..

    Magari... prossimo scatto fra 4 anni, e forse ma forse arrivo a 1100€.

    E spendo già circa 70€ al mese per loro, senza più scaricare niente (si ok qualcosina scappa) perchè ho perso la voglia di starmi a cercare le cose, passare al supermercato e prendere in mano quello che attira l'attenzione è meno impegnativo.
    Wolf01
    3276
  • Se lavori nel settore allora conosci i motivi del prossimo (e non ultimo) sciopero ad Hollywood....
  • se e' come l'ultimo sciopero che c'e' stato sono stati gli sceneggiatori a fermarsi...ma da quel che mi risulta poche serie ne hanno risentito dal punto di vista di programmazione e produzione dato che questa propio nn ha fatto altro che allungare e annaquare le puntate che aveva gia sceneggiate.
    loro nn ci perderanno mai .. e anche se fosse hanno guadagnato cosi tanto da nn sentire il fastidio per le prossime generazioni.
    che poi i distributori e produttori di dvd con l'avvento della banda larga perdano qualcosa per la salute del pianeta mi sembra pure giusto...
    tutti saremo daccordo che il mondo e' in evoluzione e bisogna sfruttare al massimo gli strumenti teconologici al servizio della comunita' e nn del lucro.
    sugli investimenti si e' visto che computer grafica esclusa si possono fare capolavori senza milioni di dollari spesi quindi se anceh quel mondo rivede le propie tecniche di produzionenn ' tutto un male..e se cominciano a togliere pubblicita' di computer auto e tutto il resto magari si meritano di esse anche pagati..nn dovrebbe esistere qualcosa come pubblicita' occulta.o e' solo nella tv?
    se voiono fa i film nike rebook o audi o mac li facciano ma se li pagano..ci manca che dobbiam pagare pure pe vede la pubblicita'..andrebbe vietata se nn a richiesta e al contrario viviamo immersi in spot e in situazioni salubri di input consumistici quando tutti dicono che nn sono sostenibili.ù

    scusate l'ot chiudo sta pagina e nn la apro piu ma mi fa paura che ci sia nacora gente che li difenda che creda giusto pagar 20 euro pe un libro o un dvd che hanno un costo di produzione il 90% piu basso.

    e mi spiace wolf .. io ne guadagno la meta' di te ma nn e' un problema x me' ... o smesso di scaricare.. nn ho piu una connessione a internet e film nn ne guardo piu al cinema..spero che guardare un film da un amico nn sia ancora reato o nn serva una piccola tassa...credo che rubare internet sia giusto e che questo sistema monopolistico di informazione e cultura vada abbattuto..
    non+autenticato
  • Piu' ci dicono, direttamente e indirettamente, di non farlo e piu' lo facciamo.


    Ma non è che gli conviene "proibirci" la cosa perchè tanto sanno che cosi' la facciamo di piu'?

    E non è che gli conviene che noi condividiamo, scarichiamo, ne parliamo?


    Pensa se il prossimo album di Madonna non lo scaricasse nessuno!? Ci sarebbe da preoccuparsi!
    non+autenticato
  • anche io la penso cosi ... ma spiegalo ai bambini mtv ...
    io direi il contrario .. per chi se la prende coi provider.
    decentralizzziamo la rete battiamoci per una vera rete e nn una struttura piramidale con 2 nazioni al comando (inghilterra e america)
    e qui mi richiamo a netsukuku
    non+autenticato
  • se sei riuscito a farlo andare, dimmelo!!! (versione Python intendo)
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