Vincenzo Gentile

Sarà abbattuta l'intimità della mente

Un gruppo di scienziati e ricercatori riesce a ricostruire le immagini immagazzinate dal cervello, avviando così la corsa alla macchina del pensiero. Qualcuno storce il naso

Roma - Preconizzata da un intero universo sci-fi, la macchina in grado di leggere e riprodurre le immagini nel cervello umano potrebbe divenire realtà in un futuro non troppo lontano. Questo grazie anche al lavoro di alcuni ricercatori nipponici che sono riusciti a ricostruire le immagini degli oggetti visualizzati dall'occhio umano. Un passo avanti che, anche se non definitivo, potrebbe contribuire alla risoluzione di diverse patologie.

le immagini ricostruite dallo scannerPer l'esperimento, il team nipponico della Advanced Telecommunications Research Institute International (ATR) di Kyoto ha utilizzato un dispositivo di risonanza magnetica al fine di evidenziare e monitorare le attività ed i segnali emessi dalla corteccia visiva. Il team, guidato da Yukiyasu Kamitani, sì è valso della collaborazione di un gruppo di volontari cui sono state mostrate oltre quattrocento diverse immagini statiche con colori dominanti quali grigio, nero e bianco. Fatto ciò, alle "cavie" sono state mostrate alcune figure geometriche in bianco e nero, nonché alcune lettere dell'alfabeto. Quindi ha avuto inizio la scansione della corteccia visiva grazie ad un software sviluppato appositamente. I risultati sono sorprendenti: sebbene appaiano molto "pixelose" e sfocate, le immagini ricostruite rendono comunque l'idea dell'originale.

Lo studio del team, pubblicato sulla rivista scientifica specializzata Neuron, mira a creare un sistema affidabile in grado di assistere persone affette da diverse patologie, spesso non in grado di comunicare: "Quando vogliamo comunicare, abbiamo bisogno di muovere alcune parti del corpo, come ad esempio la bocca per parlare o gli arti per digitare" spiega Kamitani. "Ma se riuscissimo ad ottenere l'informazione direttamente dal cervello, sarebbe possibile comunicare direttamente immaginando ciò che vogliamo dire, senza dover muovere un muscolo. Una tecnologia simile potrebbe presto aprire le strade della comunicazione per persone che non possono parlare - continua - oppure potrebbe aiutare a visualizzare le allucinazioni, aiutando così i medici nelle operazioni di diagnosi".
Una volta perfezionato il sistema, il passo successivo punterà dritto a visualizzare le immagini all'interno del pensiero umano, qualcosa di simile alle "nuvolette" dei fumetti. Non solo: la sfida è rivolta anche ai sogni, che potrebbero addirittura un giorno essere registrati e rivissuti da svegli, così come predetto da John-Dylan Haynes del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia. Haynes parla di un mondo in cui non solo i pensieri ma anche i sogni possano essere registrati, con implicazioni tutte da valutare: "Molti vorrebbero una tecnologia simile, ad esempio le persone affette da paralisi. Sarebbe una gran cosa poter leggere i loro pensieri" senza dimenticare però i tanti "altri possibili utilizzi di un tale dispositivo" dichiara Haynes. Tra quelli ipotizzati, di sicuro il più curioso è quello del "neural marketing": nel passare vicino ad un cartellone pubblicitario, il dispositivo leggerebbe la mente del potenziale cliente, proponendo un acquisto a tema con quanto pensato dal passante.

Vincenzo Gentile

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54 Commenti alla Notizia Sarà abbattuta l'intimità della mente
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  • L'unica utilita vera a mio parere è per le persone che non si possono muovere, parlare e altro. Per loro sarebbe un'ottimo progetto. per tutto il resto non ha senso
    non+autenticato
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    "Strength is irrelevant. Resistance is futile. We wish to improve ourselves. We will add your biological and technological distinctiveness to our own. Your culture will adapt to service ours."
    non+autenticato
  • Sei un genio...anch'io ho pensato alla stessa cosaA bocca aperta
    non+autenticato
  • CHI NON HA NULLA DA NASCONDERE NON AVRA' NIENTE IN CONTRARIO SE DIAMO UN'OCCHIATA APPROFONDITA AI SUOI *VERI PENSIERI*?

    Chissà perché ho la sensazione che si scoprirebbe che quelli che 'non hanno nulla da nascondere' lo dicono solo per depistare.
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > CHI NON HA NULLA DA NASCONDERE NON AVRA' NIENTE
    > IN CONTRARIO SE DIAMO UN'OCCHIATA APPROFONDITA AI
    > SUOI *VERI
    > PENSIERI*?
    >
    > Chissà perché ho la sensazione che si scoprirebbe
    > che quelli che 'non hanno nulla da nascondere' lo
    > dicono solo per
    > depistare.

    Quoto!

    E aggiungo:

    > Lo studio del team [...] mira a creare un sistema affidabile in grado di assistere persone affette da diverse patologie, spesso non in grado di comunicare... - si, è magari fare stare zitte una volta per tutte quelle che NON devono parlare (?)...

    Pur cercando di non portare il discorso ad una mera "speculazione" cospirzionistica, viene da porsi diverse domande sui possibili utilizzi di certa tecnologia.

    Esculdendo i possibili utilizzi in campo medico, sicuramente lodevoli (ma comunque ancora da dimostrare), a che cosa potrebbe servire leggere nella mente degli individui?

    Già mi immagino..che so...il tipo sulla sedia a rotelle, da tanti anni...a cui viene fatto un esperimento del genere. Magari il dottore che lo sta analizzando "scopre" tale paziente "immagina" di farlo a pezzi, magari ammazzandolo con degli elettrodi...o infilandogli su per il c..o la carrozzina che lo ha tenuto seduto per tanto..troppo tempo.

    Oppure una situazione dove magari, un paziente considerato "normale" si presenta all'esperimento, magari drogato...

    Poi scoprono che questo vede cose "particolari"... Si consultano, decido che tale tizio "è pazzo", e magari lo mettono sotto terapia (?)

    Senza contare un fatto molto importante, ai fini di (qualsiasi) esperimento scentifico (sopratutto se improntato al benessere degli individui) è cioè il fatto che NON è la vista il Senso più importante, ma il Tatto come forma di sensazione energetica.
    Non dimentichiamoci che i nostri Sensi sono una combinazione di sensazioni che, via via con il tempo, si "compromettono" a vicenda, fino a trovare una loro stabilità (che noi erroreamente definiamo come "ultima" e oltre la quale crediamo di non potere più andare...)

    Niente di più errato, e tante persone a cui manca uno o più sensi lo dimostrano.

    E allora non sarebbe meglio "re-imparare" a sentire con tutto il corpo (è non solo che le orecchie) invece di andare a leggere nel cervello delle persone ?

    PS

    Mi viene da ridere al pensiero che le nostre menti più illuminate fossero considerati dei pazzi "visionari"...

    Un saluto..
    non+autenticato
  • So che i neuroni collegati al nervo ottico sono nella corteccia e so che l'elaborazione dell'immagine fatta da questi primi neuroni è molto semplice.

    Non sono assolutamente del settore però mi sento di essere scettico e credo che le elaborazioni neuronali successive siano molto complesse e non ho mai sentito che siano state comprese quindi dubito che sia alle porte un sistema per vedere quello che il cervello "pensa".
  • Concordo. Una cosa è "intercettare" quello che passa dalla corteccia, ben altra cosa è interpretare e leggere i ricordi.
    Perchè se l'attività visiva segue uno schema simile in quasi tutti gli individui, l'organizzazione neuronale del pensiero è una cosa molto più soggettiva (quasi casuale diciamo), nel senso che ogni individuo ha schemi neurali che sono unici.

    Un conto è quello che vediamo. Un'altra cosa è quello che pensiamo di vedere, ovvero che immaginiamo.

    Dubito che sia semplice come vogliono venderla.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ste

    > Un conto è quello che vediamo. Un'altra cosa è
    > quello che pensiamo di vedere, ovvero che
    > immaginiamo.
    >
    > Dubito che sia semplice come vogliono venderla.

    Infatti.

    Ricordo che esisteva un sistema neurale (reti neurali) che simulava il funzionamente della corteccia visiva per elaborare le immagini e vi era uno studente che vi stava facendo la tesi. Credo si sappia molto dei sistemi neuronali dove si collegano i nervi ottici però il cervello è un'altra cosa.
  • - Scritto da: Ste

    > Un conto è quello che vediamo. Un'altra cosa è
    > quello che pensiamo di vedere, ovvero che
    > immaginiamo.

    Mi pare di ricordare che degli studi fatti in proposito dicano il contrario.
    Ossia: prendi il soggetto, fagli chiudere gli occhi, digli di immaginare un qualchecosa.
    Risultato: le aree del cervello dedicate alla visione si attivano. Quindi il processo non sarebbe a senso unico, il "richiamare" un'immagine dalla memoria provoca la sua "ricostruzione" sulla corteccia visiva.

    IIRC

    CYA
    non+autenticato
  • - Scritto da: z f k
    > - Scritto da: Ste
    >
    > > Un conto è quello che vediamo. Un'altra cosa è
    > > quello che pensiamo di vedere, ovvero che
    > > immaginiamo.
    >
    > Mi pare di ricordare che degli studi fatti in
    > proposito dicano il contrario.
    >
    > Ossia: prendi il soggetto, fagli chiudere gli
    > occhi, digli di immaginare un qualchecosa.
    >
    > Risultato: le aree del cervello dedicate alla
    > visione si attivano. Quindi il processo non
    > sarebbe a senso unico, il "richiamare"
    > un'immagine dalla memoria provoca la sua
    > "ricostruzione" sulla corteccia
    > visiva.
    >
    > IIRC
    >
    > CYA

    Allora ti legge solo quello che vuoi far leggere...
    non+autenticato
  • Quindi in futuro non avremo bisogno degli psi, bisogna solo capire quali saranno le contromisure
    guast
    1319
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