Vincenzo Gentile

Medioriente, la rete torna a respirare

Le squadre tecniche sono già a lavoro per limitare i danni dell'incidente che ha tranciato quattro backbone. La situazione sarà ripristinata entro fine dicembre, mentre in Egitto si sta già tornando alla normalità

Roma - Saranno ripristinati entro la fine del 2008 i quattro backbone vittime dell'ennesimo misterioso incidente avvenuto nelle profondità marine. Non ancora accertate le cause, lo staff competente è già al lavoro per tentare di ripristinare la comunicazione al più presto possibile, facendo tornare online ben 14 paesi che hanno assistito al crollo della connettività negli ultimi giorni.

In attesa di accertare le cause dell'incidente che avrebbe colpito 4 cavi sottomarini, sono già partite le operazioni di recupero che dovrebbero riportare la connettività entro la fine del 2008. Un miglioramento della situazione sarebbe stato già registrato in Egitto, in cui la connessione sarebbe stata ripristinata al 60%. A dichiararlo è il Ministro delle Telecomunicazioni del paese africano, secondo il quale i lavori non dureranno più di una o due settimane. In attesa di un recupero totale, per l'inizio della settimana, l'auspicio del Ministro è che venga raggiunto l'85% della capacità complessiva.

I cavi recisi, parte dei grandi backbone internazionali che contribuiscono a rendere la rete un fenomeno globale, SEA-ME-WE3, SEA-ME-WE4 e FLAG, sono responsabili della connettività nel bacino del Mediterraneo e in una vasta zona del continente asiatico. Il loro forfait ha causato un vero e proprio blackout telematico in ben 14 paesi: stando ai bollettini e agli aggiornamenti diffusi in rete, nelle scorse ore alcuni paesi erano totalmente irraggiungibili, Maldive in primis, in cui la connettività è stata letteralmente azzerata. Gravi disagi anche in India, con una percentuale di malfunzionamento estesa sull'80% della rete, così come in Qatar, Gibuti ed Emirati Arabi. In seguito al guasto il traffico è stato dirottato passando per gli Stati Uniti e per altre zone non interessate.
Permane ancora il mistero sulle modalità dell'incidente, al momento non ancora verificate. L'ipotesi più probabile è ancora una volta quella del sabotaggio: "Attualmente stiamo seguendo due teorie. La prima vede come responsabile l'ancora di un'imbarcazione, mentre la seconda riconduce ad un possibile terremoto sottomarino" ha dichiarato Louis-Michel Aymard, portavoce di Telecom France. "Tra le due, però, riteniamo che la prima possa essere la più probabile".

L'incidente non è comunque un caso isolato: agli inizi del 2008 si è verificato un avvenimento simile che ha interessato gli stessi festoni, causando notevoli disagi. Anche in quel caso i sospetti furono ricondotti alle "ancore assassine" di due navi, ritenute dalle autorità responsabili del danno.

Vincenzo Gentile
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